
Se qualcuno capitasse su questo blog per la prima volta potrebbe pensare che siamo ricchi.
Non lo siamo, davvero, è solo che qualche volta entriamo in una particolare modalità in cui ci diciamo “ma sì, si vive una volta sola, godiamocela“.
Dopo il Kuro (che, tra parentesi, non ci hanno ancora consegnato) ci sentivamo appagati (e vorrei ben vedere!) solo che sabato (appena usciti da Hydromania), passeggiando per Roma in cerca di vestiti nuovi, abbiamo visto un negozietto outlet di Bose.
Ora, consiglio spassionato, se vi capita di incrociarne uno, evitatelo perché se varcate la soglia siete fregati!
Cominciamo a curiosare tra cuffiette più o meno complesse (spettacolari quelle con riduzione dei rumori esterni) fino a quando commetto il primo errore; mi avvicino ad un accrocchietto con dvd e mando in play un filmato dimostrativo. Mentre spade di samurai cominciano a roteare intorno alla stanza si avvicina un commesso:
“Posso aiutarvi?”
“Stiamo solo dando un’occhiata. Potente questo 5+1!”
“Non è un 5+1, è solo un 3+1”
“Ah!”
E così ci ha spiegato un po’ di cose che non abbiamo ben capito tra cui il fatto che il suono, rimbalzando sulle pareti della stanza, crea l’effetto del 5.1.
Ma adesso arriva il secondo errore.
Approfittando dell’espressione incredula sulle nostre facce il ragazzo aggiunge:
“Tra dieci minuti c’è una dimostrazione audio nel Bose Theatre”
- che è poi una sorta di cinema in miniatura -
“Potete assistere”
“Ok”
Inizia la dimostrazione, audio spaziale. Guardo le gigantesche casse Bose e penso “Eh, grazie, così sono capace anch’io”.
Passano 3 minuti e una voce registrata annuncia “… ma non servono dispositivi audio ingombranti per avere un buon audio“. Arriva un impiegato, toglie dalla parete le finte casse giganti e sotto rimangono dei cubettini più piccoli di quello di Rubik. Segue un “Ohhhh” generale.
Insomma, gira che ti rigira, dopo cinque minuti ci ritroviamo con carta e penna a disegnare la pianta della nostra stanza per meglio pianificare la disposizione degli elementi. Dopo un altro quarto d’ora il commesso ci scortava alla macchina con un pacco grande quanto l’intero portabagagli.
Morale della favola ora, ad affiancare il Kuro, c’è un ❝❝❝Home Theatre con i controcosi❞❞❞ (virgolette a volontà aggiunte nel 2011). Abbiamo fatto un test con Matrix ieri sera prima di crollare ed era come essere al cinema. La funzione che ci ha convinti a prenderlo (e, ricordo, non era una spesa preventivata) è stata quella denominata “compressione dinamica“: avete presente quando guardate un film di sera e state sempre ad abbassare il volume durante le esplosioni altrimenti i vicini vi accoltellano e a rialzarlo a palla durante i dialoghi sussurrati? Bene, con questa modalità “ci pensa lui” (vabbé, il discorso è un pelino più complesso), e devo ammettere che lo fa veramente bene.
Io stesso non saprei fare di meglio (Aggiornamento 2011: io no, ma la maggior parte dei produttori di componenti hi-fi sì)! ;]
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