Millennium (old) MOC

Articolo obsoleto

Questo articolo è stato scritto prima della costruzione del Millennium Falcon, e contiene idee e progettazioni teoriche, in seguito perfezionate e superate.
Lo lascio perché è stato un divertente esercizio di fantasia ma ti consiglio di leggere quest’altro, che invece si basa su modifiche realmente implementate.

Per chi ama giocare coi Lego, il nuovo Millennium Falcon è un infinito parco giochi.
I dieci anni che sono passati dalla prima, ambiziosissima incarnazione di questo gigantesco UCS1 hanno permesso ai progettisti di rinforzarne la struttura portante e, di conseguenza, ampliare le possibilità di personalizzazione da parte degli utenti; infatti a questo giro di giostra ci sono scappate due stanze, che riproducono più o meno fedelmente alcune iconiche scene dei film. C’è però lo spazio fisico per aggiungerne almeno altre due, senza contare altri angolini che, con un po’ di fantasia, possono essere ulteriormente elaborati.

In questo articolo proverò di tenere traccia di tutte le modifiche che ho intenzione di implementare.

1. Il motore

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Leggi questa: Il motore

Non ci sono dubbi sul fatto che il nuovo Millennium Falcon abbia enormemente migliorato praticamente ogni aspetto della precedente versione. Tuttavia c’è un dettaglio, piuttosto evidente, che mi ha subito fatto storcere il naso: i motori.

In questa riedizione Lego ha deciso di utilizzare 6 tubi trasparenti di colore azzurro:

Il primo UCS, invece, presentava una struttura che, per quanto spartana, a mio avviso rendeva meglio questo caratteristico elemento della navetta:

Sarà poi che io per i tubi ho una particolare idiosincrasia ma ho deciso fin da subito che un drastico cambiamento avrebbe avuto la massima priorità su ogni altra cosa.
Mi sono subito messo al lavoro e, alla terza versione2 sono giunto finalmente a una soluzione semplice e (credo) efficace:

La struttura è modulare, e si installa senza bisogno di apportare modifiche al Millennium. Cambiando quattro pin si connette esattamente agli stessi punti dei tubi.

Il tutto è composto da round plate 1×1 di colore trans-blue, credo ricreino molto bene le celle a fusione nucleare della navicella.
Tanto che penso di non rimettere le due griglie grigie.

Strutturalmente sono dei serpentoni composti da sezioni 2×2 che si curvano creando un arco.
Quando procederò col montaggio vero e proprio cercherò di capire se saranno sufficientemente stabili o se occorrerà bloccarli in posizione in qualche modo. Per il momento, almeno virtualmente, mi sembrano perfetti.

Aggiornamento: 2 dicembre 2017

Ho riprogettato completamente i motori per rendere più stabile la struttura.


2. Pannelli, adesivi e pallottole

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Leggi questa: L’adesivo

Altra cosa che non sopporto nei Lego sono gli adesivi. Ma penso sia ormai evidente che i costi per creare tutti gli elementi stampati siano troppo alti, per cui con gli anni mi sono finalmente messo il cuore in pace. Anche questo set, gigantesco e costosissimo, arriva con la sua buona dose di stickers e, come sempre, cercherò di limitarli al minimo sindacale.
Uno dei più brutti, e gratuitamente inutili, andrebbe applicato all’esterno, più o meno in corrispondenza dell’antenna:

Intendiamoci, non è malvagio, rappresenta efficacemente dei danni da arma laser, con relative bruciature. Ma è un adesivo, e il Millennium può sopravvivere tranquillamente anche senza.
Ho inizialmente accarezzato l’idea di non applicarlo e amen, e lasciare il pannellino nudo, ma non sarebbe stato divertente. Così ho provato a ideare lo schema del disegno utilizzando pezzi reali:

Un veloce rendering:

È meglio? È peggio? Boh. Si tratta comunque di una variante da 10 secondi. Io credo che nel contesto generale della grande varietà dei dettagli esterni non dovrebbe stare affatto male ma, come sempre, solo il tempo potrà dirlo.


3. La stanza del bacio di fuoco

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Leggi questa: Gli interni

Nel nuovo Millennium hanno hanno incluso due stanze. La prima è quella in cui Luke si esercita per la prima volta con la spada laser (e dove i droidi giocano a scacchi olografici con Chewbe). La seconda include due tra le scene cinematografiche più emozionanti della saga: il bacio tra Han e Leia nell’Impero colpisce ancora e il ritorno a casa della canaglia nel risveglio della forza, durante il simpatico siparietto di Rey e Finn con BB8 e il suo accendino.

Gli interni del Millennium Falcon
Gli interni del Millennium Falcon

Osservando una piantina ufficiosamente ufficiale della navetta notiamo che, mentre l’area degli scacchi (cerchiolino giallo) è stata posizionata correttamente, la stanza del bacio sarebbe in realtà occupata dalle cuccette per la notte (cerchiolino verde). Una zona che a rigor di logica meglio si adatterebbe alla situazione è quella del cerchietto arancione. Lì infatti c’è uno degli scompartimenti di carico e stoccaggio del Falcon.
Ecco dunque la mia idea: Prima di tutto prendo la stanza Lego, la smonto e la ricostruisco speculare, poi la piazzo a destra invece che a sinistra. Più avanti progetterò una vera zona notte da posizionare al posto giusto.

Ed eccola qui!

Nella versione ufficiale c’è un pannello 2×4 bucherellato che copre uno scompartimento segreto. In Episodio 7 ci si nascondono Rey, Finn e BB8; qui è un po’ più piccolo. Non che la cosa si potesse risolvere in modo definitivo ma, essendoci lo spazio, ho deciso di ampliarlo un po’, raddoppiandone la capacità.

Questo è il confronto tra la mia versione a sinistra e quella Lego a destra (sono ovviamente speculari). Quei pannellini azzurri sono dei placeholder perché il Lego Designer è vecchiotto e non ha i nuovi elementi angolari, per cui usate la fantasia con l’aiuto delle barrette rosse.
Come vedete lo scompartimento originale è piuttosto decentrato e non mi piaceva.

Ecco dunque quello nuovo. Non è ancora sufficiente a nascondere tutti ma qualcosina in più ci sta. Non ho ancora deciso se metterò il bordino intorno, mi piace anche così.

Poi, però, mi sono detto: “ma che Millennium è con un solo scompartimento segreto?” e così ne ho ricavato un altro. Così, tanto per. Questo è anche completamente mimetizzato, per cui bisogna avere occhi di falco per trovarlo.

E qui forse almeno un omino intero ci sta per davvero!

Nel dettaglio i pezzi sostituiti (in rosa) e la lista di quelli richiesti per la modifica. Non tutti sono strettamente necessari, molti sono semplicemente estetici perché mi piaceva che gli scompartimenti fossero di colore omogeneo invece che arlecchino, per cui non sono andato tanto per il sottile.


4. Apriti sesamo

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Leggi questa: Le porte

Continuando la mia personale crociata contro gli adesivi, occorreva trovare una soluzione accettabile per le porte. D’accordo, gli sticker non sono brutti; rendono piuttosto bene l’idea dei corridoi curvi ma non ci posso fare niente: non mi piacciono!
Dal momento che le porte si affaccerebbero sugli elementi strutturali del Falcon, non possono essere lasciate aperte; lo spazio disponibile è di un solo spessore e Lego risolve il problema creando un po’ di vuoto prima dell’adesivo.
Oggi ho fatto un paio di tentativi e credo di essere giunto a un buon compromesso. In realtà ho due soluzioni, una più semplice e una più complessa, ognuna coi propri pro e contro.

Da sinistra a destra la proposta lego (immaginate l’adesivo sopra), la versione 1 e la versione 2.
La porta centrale sfrutta meglio il discorso delle ombre, perché utilizza diverse sfumature di colore (vabbè, le poche che Lego rende disponibili). Quella a destra invece restituisce un genuino senso di profondità, anche se di fatto è spessa come le altre.

Togliendo il contrasto dietro e la struttura principale della porta per mostrare meglio i modelli si può notare che la versione 2 non chiude ermeticamente lo spazio, per cui immagino sarà possibile intravvedere qualche elemento dietro (e nella struttura portante Lego spesso usa pezzi coloratissimi per facilitare la costruzione).

Un veloce rendering dei tre modelli.

A dirla tutta sono ancora un po’ indeciso, ma credo opterò per l’ultima soluzione.


5. *Chomp chomp* (mandibole)

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Leggi questa: Lo spazio tra le mandibole

Un punto in cui Lego non si è profusa in dettagli è lo spazio tra le mandibole (provate a immaginare che siano presenti ai due lati, nei progetti non sto lì a creare tutti i pezzi, se non mi servono).

Scopiazzando immagini trovate qui e là in rete sono riuscito a riprodurre una soluzione molto piacevole (e particolarmente fedele all’originale).

È sostanzialmente un pezzettino che si va a incastrare dove prima c’era un buco.


6. Il cockpit

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Leggi questa: Il cockpit

La prima, vera cazzata di questo Falcon è che non ci stanno 4 personaggi seduti nella cabina di pilotaggio. Questo perché Chewie ha la schiena troppo sporgente e non entrano le gambe di C-3PO. Poco male, basta una veloce modifica e riescono ad accomodarsi tutti.

Però la verità è che si siedono per terra. La cosa, oltre a essere piuttosto umiliante, non è nemmeno sicura perché calcolare la rotta di un viaggio nell’Iperspazio richiede silenzio, tranquillità e soprattutto un posto morbido su cui appoggiare le chiappe. Per questo motivo mi sono preso la libertà di inserire due sedili belli comodi per pilota e co-pilota e due così così per i passeggeri (purtroppo di spazio ce n’è poco).

A sinistra il blocco originale con in rosso i cambiamenti per permettere il corretto posizionamento degli occupanti. A destro quello nuovo.

Sul Lego Digital Designer è necessario rimuovere il cuscino del wookie perché ha il capoccione ma, essendo una questione di decimi di millimetro, probabilmente nella realtà non dovrebbe essere necessario.

Purtroppo i nuovi pezzi non sono presenti nel database dell’applicazione e, tra questi, il nuovo guscio esterno della cabina per cui non ho la più pallida idea se il tutto si incastri alla perfezione.3

Aggiornamento: 3 dicembre 2017

Ho rifinito un po’ il modello, rinforzandone la struttura e creando un paio di varianti nel caso quella predefinita (la versione 1) non dovesse adattarsi. La 2 ha meno pezzi nella parte inferiore mentre la 3 ha la stessa lunghezza del cockpit originale ma deve fare a meno delle cloches.


Altri articoli di questa serie:


  1. Facciamo subito fuori tutti gli acronimi:
    UCS = Ultimate Collector’s Series
    MOC = My Own Creation

  2. Vi risparmio le precedenti, ma mi hanno portato via un paio di giorni buoni.

  3. il nuovo modello è più lungo di un pirolino ma, secondo qualcuno che ha provato a fare analoghe modifiche, non dovrebbe dare problemi.

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