Io e la Russia

Della Russia non puoi parlarne tutta assieme perché è troppo grande e troppo varia. Quando parli della Russia tutta assieme rimani con un pugno di mosche.
La Russia tutta assieme è fatta solo dei discorsi che arrivano qui da noi. Pensi di parlare della Russia e invece parli di ignobili cazzate prodotte su licenza americana e non. Parli di prostitute che operano nel triveneto. Parli di politici sciapidi di gommapiuma prodotti dal vetusto KGB e più venduti dei jeans in America. Parli di attori forzuti che dicono «io ti spiezzo in due». Ma questa non è la Russia, perché la Russia sono tanti popoli tutti diversi uno dall'altro.
Quando parli della Russia tutta assieme dici 'i Russi', ma i Russi tutti assieme non esistono. Ogni territorio ha un tipo di russo diverso dall'altro. Cambia anche la lingua. A Mosca per dire carciofo prendono in prestito la parola dai francesi, a Chita carciofo non si dice, perché semplicemente non ne hanno mai visto uno, così che a ovest se cerchi un pulmann nero ti sembra di parlare di viaggio e a est invece di miraggio, perché per parlare di viaggi bisogna prendere un cavallo, molto più adatto a quelle strade senza asfalto che si perdono in un orizzonte di sterpaglia e zanzare.
Se vai in inghilterra e sbagli la pronuncia fingono di non capirti e ti snobbano; in Russia no, pensano che sei mongolo, nel vero senso del termine!

La prima volta che sono sbarcata in Russia avevo paura che mi spiassero e mi arrestasse il kgb per strada come avevo visto nei film.
Appena arrivata mi fermo alla dogana e un cristone alto due metri e mezzo tipo mi controlla i documenti picchiando col timbro senza nemmeno guardarmi. Prima di ridarmi il passaporto mi chiede quanti soldi ho con me. Rispondo 200 mila lire. Lui mi guarda stupito e mi chiede quanto tempo ho intenzione di fermarmi ed io dico un mese. «Un mese?!? DUECENTOMILALIRE per un mese?» Faccio di sì con la testa e lui comincia a ridere. Forte. Ride proprio come i Russi dei film, una risata contagiosa al punto che pure io mi metto a ridere perché mi accorgo che non mi sta trattando come una stracciona ma mi guarda con un certo rispetto, come a dirmi sei una pazza scatenata ma non ti preoccupare. E infatti prima di lasciarmi passare ritorna serio e mi fa il segno con la mano di stare attenta ai borseggiatori, un gesto identico a quello che su fa da noi, chissà come lo avrà imparato.

La Russia è anche San Pietroburgo, per esempio, dove quasi tutti parlano francese e quando la temperatura lo permette c'è pieno di gente che pattina sulla Nevà. Dove mi avevano detto che era pericoloso girare di notte in certe zone dove per entrare in certi locali devi passare sotto il metal detector ma a me, non saprei dire perché, non è mai successo niente, niente neanche prima, neanche quando c'era Breznev e tutti si chiamavano compagni. Dove c'è lo spettacolo delle notti bianche, dove all'una aprono i ponti e se rimani dall'altra parte ti tocca fare mattina per tornare a casa ma la mattina non si distingue dalla notte.

Anche i cartelli sono più simpatici. Da noi vedo scritte come 'Allacciate le cinture' e segnali di divieto rossi bianchi e neri, corrosi e minacciosi. In Russia ci sono anche cartelli del tipo 'non sprecare il pane, il pane è un bene comune', ma ormai sono cartelli obsoleti, il pane non è più un bene comune, c'è chi può sprecarlo e chi va a raccattarsi le briciole, proprio come da noi. In altri posti ce ne sono di più curiosi, come per esempio a Irkutzk lungo una scala esterna un cartello diceva 'attenzione non afferrare lo scorrimano a mani nude' Alla prima lettura ci ho messo qualche secondo a capire per quale motivo non potevo afferrare lo scorrimano senza guanti, poi mi sono ricordata che d'inverno può fare anche meno quaranta e lo scorrimano appiccica come una parete di refrigeratore.
Lo so, sembrano stupidate in confronto a chi parla della Russia nominando il Kgb, la Lubianka, il Cremlino, i gulag così via.
Oppure la slitta nella neve, gli Urali, la Taigà, la Taskà, i pozzi di petrolio al confine con l'Iran o Vladivostok. Ma per me la Russia non è quella roba così come l'Italia non è la pietà di Michelangelo, il Quirinale, il Colosseo, pizza e mandolino. A proposito ma chi l'ha sentito dal vero un mandolino?

Un piccolo mondo, ecco cos'è per me la Russia. Scendi dall'aereo e non sei in un altro stato, sei su un altro intero pianeta. Vai a nord ovest e mangi astice in mezzo a foreste innevate sentendo parlare francese.
Vai a sud ovest e trovi un clima che pare di stare in Italia. Ti sposti al centro e vedi fiumi immensi e praterie sconfinate. Ogni volta la gente parla in modo differente ma non ho mai trovato nessuno che non fosse disposto ad aiutarmi. In alcuni luoghi vanno tutti in giro con il coltello ma anche lì non ho trovato che amici pronti a cantare e offrirti un bicchiere di vodka in cambio di qualche aneddoto sulla tua vita e sui posti che hai visitato. L'unico russo scortese l'ho incontrato in central park e stavo in America.

La Russia è anche Mongoli, piene rovinose di fiumi e nugoli di zanzare. E' vedere giovani che lavorano fin dall'adolescenza per la pura necessità di guadagnare soldi per sopravvivere. E' incontrare un tizio uguale spiccicato a braccio di ferro che gli chiedi un'informazione e quello sale in macchina e ti ci accompagna lui «che tanto dovevo comunque andarci anch'io prima o poi». Qualcuno mi sente parlare così della Russia e mi dice che è così in tutto il mondo, che quella non è la Russia, che ci sono i bassifondi e la gente muore per strada se non ha i soldi per pagarsi questo e quello.
Di solito chi mi dice così è uno che in Russia non ci ha mai vissuto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »