LEGO non LEGO

Mi rendo conto che in tanti anni di blog, molti dei quali dedicati all'argomento Lego, non ho mai speso qualche parola sui cloni cinesi.

Lo faccio ora.

Prendiamola un po' alla larga. Intorno al duemilaequalcosa è scaduta la licenza Lego sulla forma dei propri mattoncini. Questo significa che, passati 50 anni dall'approvazione di un brevetto, un'invenzione diventa di pubblico dominio e tutti possono utilizzarla senza vincoli legali.1In realtà il discorso è molto più complesso: ogni anno Lego inventa nuovi pezzi, molto probabilmente brevettati anch'essi, per cui ci troviamo in una situazione limite in cui alcuni sono protetti da copyright, altri no. Ma non complichiamoci troppo la vita…

Così, da circa una decina di anni (in realtà già da molto prima, perché nel mondo ci sono tanti furbetti) abbiamo assistito a un proliferare senza limiti di mattoncini molto simili — spesso perfettamente compatibili — benché di qualità mediamente inferiore.

Tra questi nuovi concorrenti si è ben presto affermata Lepin, una ambiziosa società cinese con sede a Shantou City (piccola metropoli di oltre cinque milioni di abitanti, non molto distante da Hong Kong) che, con prezzi particolarmente aggressivi, ha conquistato e subito dominato il mercato alternativo.

Lepin, però, non si limitava a utilizzare calchi esatti dei mattoncini Lego, ma copiava pari pari set ufficiali esistenti, e li rivendeva a un costo che era soltanto una frazione dell'originale, scimmiottandone il nome e le immagini.

Questo, naturalmente, ha fatto girare non poco i coglioni al CEO di Lego che, giustamente, ha scatenato una guerra legale all'arma bianca. Guerra che alcuni mesi fa, finalmente, è stata vinta. Le fabbriche Lepin sono state sequestrate e smantellate, il proprietario arrestato e i set tarocchi distrutti. A breve ci si aspetta la completa sparizione di tali set dalle principali piattaforme di vendita online quali Ebay, Aliexpress, Banggood e simili.

Cosa penso di Lepin? Tutto il male possibile. Se voglio un set Lego è perché mi piace. E, se mi piace, sono pronto a spendere il giusto prezzo, che consentirà a designer(s) talentuosi e originali di continuare a regalarci piccole emozioni.
Comprare un set tarocco, per poi spacciarlo agli amici come vero (o vantarsi di averlo pagato un quarto del costo di vendita), lo vedo di una tristezza assoluta. E anche un modo di non dare la giusta importanza alle cose, come a dire "sì mi piaceva, ma non poi così tanto".

Detto questo esistono numerose società asiatiche che utilizzano mattoncini compatibili ma in modo totalmente onesto, realizzando set originali, e spesso molto belli.

Una di questa è Xinbao, azienda vietnamita fondata nel 2016 con sede ad Hanoi. Produce soltanto MOC2My Own Creation. di talentuosi utenti, spesso proposte scartate da Lego Ideas, remunerando gli autori (cosa che molte altre società non fanno) e riconoscendo loro la paternità dell'opera.3Appartiene però alla stessa corporazione che controlla anche Lepin, per cui è da capire cosa succederà in futuro.

Un'altra società simile è Hsanhe, dal nome pressoché impronunciabile e sulla quale non riesco a reperire alcuna informazione.

Progetto Lego Ideas scartato

Uno dei set più carini viene da una proposta su Lego Ideas che però, pur avendo raggiunto i 10.000 voti, non è stata approvata:

L'azienda ha contattato il creatore e, con la sua approvazione, ha realizzato dei mini set molto caratteristici.4Chissà cosa penseranno McDonald's, Starbucks & Co. però…

Insomma, non tutto ciò che viene copiato è necessariamente male. Può far storcere il naso trovarsi tra le mani mattoncini simil-Lego ma senza marchio Lego (e, quando me ne capita qualcuno finito per sbaglio tra gli ordini di Bricklink mi fa sempre un po' impressione), però se è frutto di lavoro onesto credo non ci sia nulla di male.

Questa è la ragione per cui ho voluto ordinare un paio di set delle sopraccitate aziende. Un po' per dar loro fiducia, un po' per superare questa mia forse ingiustificata diffidenza e schizzinosità.

Quando mi arriveranno testerò con mano la qualità delle plastiche, degli incastri e dei manuali.

E vi farò sapere.

2 pensieri su “LEGO non LEGO

  1. Belle considerazioni in un discorso non inutilmente fazioso.
    Aggiungo, contrariamente a tutti i Legomani irriducibili, che la mia speranza è che queste nuove aziende legali proliferino per avere ancor più la possibilità di scegliere.
    Cosa che ritengo molto importante in un periodo come questo in cui Lego continua a sfruttare linee trite e ritrite e a tentare di vendere ogni anno lo stesso set modificando 10 pezzi e innalzando un po' il prezzo.

    1. Esatto. Anche se, volendo spezzare una lancia in favore di Lego, c'è da dire che noi AFOL siamo spesso molto esigenti. A un bambino non importa se, per esempio, la nuova Tantive IV abbia una antiestetica maniglia per sollevarla, a me infastidiscono pure gli adesivi sul cockpit (la precedente versione, quella giocosa, non la UCS, aveva addirittura gli "oblò" trasparenti!). Loro devono giustamente fare una considerazione economica per fasce di mercato.
      Per un pignolo come me ci saranno almeno 200 bambini felici del nuovo set.
      Quello che mi dispiace è l'elevato prezzo dei singoli mattoncini. Mi sta bene che i set abbiano dietro un discorso di licenze e di progettazione, ed è ovvio che non debba essere più conveniente acquistare su Bricklink per ricreare i set ufficiali. Però, quando si tratta di costruire qualche MOC, spesso i costi diventano proibitivi. Per questo benvengano queste società alternative. :)

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