La prima Compagnia dell'Anello

Ho cercato in lungo e in largo il testo della prima edizione italiana del Signore degli Anelli, pubblicata orfana del secondo e terzo volume dalla casa editrice Astrolabio-Ubaldini nel 1967.

È un libro rarissimo, stampato (si dice) in sole 400 copie, tutte ormai in mano a fortunati collezionisti e con un valore commerciale che supera abbondantemente il migliaio di euro. Mi sarei semplicemente accontentato di poterlo leggere, in quanto contiene la localizzazione primordiale di Vittoria Alliata di Villafranca, senza le numerosissime correzioni apportate tre anni dopo da Quirino Principe, e che costituiscono la versione classica del Signore degli Anelli che tutti conosciamo.

Con mia immensa gioia, e grazie all'apprezzatissimo lavoro degli Hobbit di biblioteca, due ragazzi appassionatissimi di Tolkien che lo posseggono e mi hanno fornito le foto delle prime pagine del libro, posso finalmente (dopo alcune tediosissime nottate passate a trascriverle) mettere a disposizione di tutti il primo capitolo. Perché sono convinto che beni rari e preziosi come questo debbano essere di pubblico dominio.

Ho riportato il testo così come appare nel libro cartaceo, con gli spazi tra le virgolette, le inconsistenze delle maiuscole nei nomi (hobbit / Hobbit) e gli eventuali errori di stampa. Il capitolo è suddiviso in sei parti, per non appesantire troppo l'articolo (sarebbe stato lunghissimo); puoi leggerlo utilizzando i bottoni di paginazione.

Mi auguro in futuro, facendo appello al loro buon cuore e confidando nei miei infallibili mezzi, di riuscire a convincere Monia e Marco a inviarmi di tanto in tanto qualche altra pagina, in modo da poter completare, col tempo, questo piccolo progetto. :)

Buona lettura.

CAPITOLO I

UNA FESTA A LUNGO ATTESA

Quando il signor Bilbo Sacconi di Casa Sacconi annunziò che avrebbe presto festeggiato il suo centoundicesimo compleanno con una festa particolarmente sontuosa, tutta Hobbiville si mise in agitazione.

Bilbo era estremamente ricco e bizzarro e, da quando sessant'anni prima era sparito di colpo, per ritornare poi inaspettatamente, rappresentava la meraviglia della Contea. Le ricchezze portate dal viaggio erano diventate leggendarie, ed il popolo credeva, benché ormai i vecchi lo neghino, che la collina di Casa Sacconi fosse piena di grotte rigurgitanti di tesori. E, come se ciò non bastasse, per attirare l'attenzione di tutti, si aggiungeva la sua inesauribile, sorprendente vitalità. Il tempo passava lasciando poche tracce sul signor Sacconi: a novant'anni era tale e quale era stato a cinquanta; a novantanove incominciarono a dire che si manteneva bene: sarebbe stato più esatto dire che era immutato. Vi erano quelli che scuotevano la testa, borbottando che aveva avuto troppo dalla vita: non sembrava giusto che qualcuno possedesse (apparentemente) l'eterna gioventù ed allo stesso tempo (per fama) ricchezze inestimabili.

" Bisognerà pagare per tutto ciò — dicevano — non è secondo natura, e ci porterà dei guai! ".

Ma finora guai non ve ne erano stati, ed essendo il signor Sacconi generoso, la gente gli perdonava facilmente le sue stranezze e la sua fortuna. Mantenne i rapporti con i parenti (eccetto naturalmente i Borsi-Sacconi) e contava molti devoti ammiratori fra la piccola gente. Ma non ebbe amici intimi fin quando alcuni suoi giovani cugini non incominciarono a diventare grandi.

Il maggiore ed il preferito era Frodo Sacconi. A novantanove anni Bilbo lo adottò e lo portò con sé a Casa Sacconi, e tutte le speranze dei Borsi-Sacconi sfumarono. Si dà il caso che tanto Bilbo quanto Frodo festeggiassero il compleanno il 22 settembre.

" Sarebbe meglio che tu venissi a stare da me — disse un giorno Bilbo —, così potremmo festeggiare insieme i nostri compleanni ". A quell'epoca Frodo era ancora negli enti, per chiamare, come gli Hobbit, gli irresponsabili anni tra l'infanzia e la maggiore età (trentatré).

Passarono dodici anni. Ad ogni compleanno avevano organizzato a Casa Sacconi gradevoli feste; era chiaro che questa volta preparavano qualcosa di veramente eccezionale. In autunno Bilbo avrebbe compiuto centoundici anni, 111, un numero un po' curioso ed una veneranda età per un Hobbit (il Vecchio Tuc stesso aveva raggiunto soltanto i centotrenta anni); Frodo ne avrebbe compiuti trentatré: era un numero importante, perché segnava la data della maggiore età.

La gente incominciò a parlarne a Hobbiville ed a Lungacque; la notizia dell'evento imminente si sparse in tutta la Contea. La storia della vita ed il carattere del signor Sacconi tornarono ad essere l'argomento principale di conversazione. Molti si raggruppavano attorno agli anziani per farsi raccontare ciò che ricordavano di lui.

Il pubblico più attento era certo quello del vecchio Amio Gamigi detto il Gaffiere, alla piccola osteria L'Edera sulla via per Lungacque. Parlava autorevolmente, essendo stato per quarant'anni giardiniere di Casa Sacconi e ancora prima aiutante del vecchio Forini. Adesso che stava diventando anche lui vecchio e reumatizzato, il suo figliolo minore Samio Gamigi si occupava del lavoro. Sia il padre che il figlio erano in ottimi rapporti con Bilbo e con Frodo. Vivevano anch'essi sulla Collina, al numero tre di via Saccoforini, appena un po' più in giù di Casa Sacconi.

" Il signor Bilbo è un gentilhobbit, come ho sempre detto, molto simpatico e perbene ", dichiarò il Gaffiere. Era la pura verità: Bilbo lo trattava molto bene, chiamandolo ' Mastro Amio ' e informandosi costantemente circa la crescita delle verdure. In materia di ' radici ' e in particolar modo di patate, il Gaffiere era considerato da tutto il vicinato (e da se stesso) il migliore esperto.

" Com'è quel Frodo che vive con lui? ", s'informò il vecchio Naquercio di Lungacque. " Si chiama Sacconi, ma pare che sia più che per metà di sangue Brandibucco. Non so proprio perché diamine un Sacconi di Hobbiville sia andato a cercarsi una moglie nella nella Terra di Bucco, dove la gente è così strana ".

" Non c'è da meravigliarsi se è strana ", interruppe Nonno Duepiedi (il vicino di casa del Gaffiere): " vivono sulla riva sbagliata del Brandivino, vicinissimo alla Vecchia Foresta. Se le storie che raccontano sono vere è certo un posto buio e pericoloso ".

" Hai ragione Nonno! ", disse il Gaffiere. " I Brandibucco non vivono nella foresta, tuttavia sono proprio una strana razza. Trafficano con barche su quel grande Fiume, e non è una cosa normale. Non ci sarebbe da stupirsi se un giorno o l'altro capitasse loro qualche guaio. Comunque, di hobbit gentili come il signor Frodo è difficile incontrarne. Somiglia moltissimo al signor Bilbo, e non soltanto fisicamente. Dopo tutto suo padre era un Sacconi. Che persona onesta e rispettabile il signor Drogo Sacconi! Non ci fu mai niente da dire sul suo conto fin quando non annegò ".

" Annegato? ", chiesero parecchie voci. Avevano naturalmente già sentito parlare di questo e di altri strani fatti, ma la passione tipicamente hobbit per le storie di famiglia li spingeva a riascoltare tutto da capo.

" Perlomeno, così si racconta ", rispose il Gaffiere. " Bisogna innanzi tutto sapere che il signor Drogo sposò la povera signorina Primula Brandibucco, cugina di primo grado del signor Bilbo da parte di madre (la madre era la figlia minore del Vecchio Tuc); il signor Drogo era cugino in secondo grado del signor Bilbo, quindi ora è sia cugino in primo sia cugino in secondo grado, mi seguite? Il signor Drogo era a casa Brandi col suocero, il Vecchio Padron Gorbadoc; vi si recava spesso da quando si era sposato, poiché teneva molto al mangiare e Gorbadoc offriva banchetti succulenti ed abbondanti. Mentre con sua moglie faceva una gita in barca sul fiume Brandivino, caddero tutti e due in acqua ed annegarono, ed il povero signorino Frodo, ancora bambino, rimase solo ".

" Ho sentito dire che fecero la gita dopo pranzo, al chiaro di luna ", disse il vecchio Naquercio, " e che fu il peso di Drogo a fare affondare la barca ".

" Io invece ho sentito dire che la moglie lo spinse fuori dalla barca e che lui se la trascinò dietro ", disse Sabbioso, il mugnaio di Hobbiville.

" Non dovresti fare caso a tutto ciò che ti dicono, Sabbioso ", replicò il Gaffiere che non aveva molta simpatia per il mugnaio. " Non c'è nessuna ragione di parlare di spinte o di altre cose simili. Le barche sono ingannevoli per chi se ne sta tranquillamente seduto senza prevedete gli eventuali pericoli. Comunque, eravamo rimasti che il povero signorino Frodo si trovò improvvisamente orfano ed abbandonato in mezzo a quegli strani Bucchesi, come li chiamereste voi; fu cresciuto ed educato a Villa Brandi, una vera e propria caserma, dove risiedevano permanentemente non meno di un paio di centinaia di parenti del Vecchio Padron Gorbadoc. Bisogna riconoscere che il signor Bilbo fece un gran bel gesto riportando il ragazzo a vivere tra la gente normale.

" Quelli che ci rimasero male furono i Borsi-Sacconi. Avevano creduto di diventare loro i padroni di Casa Sacconi quella volta che Bilbo partì e che tutti lo credevano morto Ed eccolo che ritorna e li caccia via, e continua a vivere anni ed anni, senza mai invecchiare di un solo giorno, che sia benedetto! Ed un bel giorno spunta fuori con un erede e le carte tutte in regola. I Borsi-Sacconi non metteranno mai più piede in Casa Sacconi, o perlomeno è da sperarsi ".

" C'è un bel gruzzolo di soldi nascosto lassù, mi hanno detto ", intervenne uno straniero in viaggio d'affari a Pietraforata al Decumano Ovest. " Pare che la cima della collina sia piena zeppa di forzieri d'oro e d'argento e di gioielli ".

" Allora voi ne sapete più di me ", rispose il Gaffiere; " io non ho mai sentito parlare di gioielli. Il signor Bilbo non ha certo problemi finanziari, ed è libero di adoperare il suo denaro come meglio crede; ma non penso che si sia messo a scavare gallerie. Io lo vidi al suo ritorno dal Viaggio, che rimonta a sessanta anni fa, quando ero ancora ragazzo.
Da poco facevo pratica dal Vecchio Forini, cugino mio padre, che mi mise a guardia del giardino, per impedire alla gente di gironzolare e di calpestare tutto. E nel bel mezzo arrivò il signor Bilbo su per la collina, con un piccolo cavallo carico di enormi sacchi e di un paio di casse. Non metto in dubbio che fossero pieni di tesori provenienti da terre straniere, dove pare che le montagne siano d'oro, ma non erano in numero sufficiente da riempire dei tunnel. Mio figlio Samio ne saprà più di me; va e viene da Casa Sacconi. È pazzo per le storie dei vecchi tempi e sta ore ed ore ad ascoltare il signor Bilbo che le racconta. Il padrone gli ha anche insegnato a leggere e scrivere, senza cattive intenzioni, beninteso, e spero che non ne verrà niente di male.

" Gnomi. e Draghi! gli dico. Cavoli e patate son fatti per gente come noi. Non t'impicciare degli affari dei tuoi superiori, o ti capiteranno guai a non finire, gli dico. E lo dico anche a voi ", aggiunse lanciando uno sguardo al mugnaio ed al forestiero.

Ma il Gaffiere non riuscì a convincere gli ascoltatori; la leggenda della ricchezza di Bilbo era troppo profondamente radicata nella mente delle giovani generazioni.

" Sì, ma figuriamoci quante cose avrà aggiunte a quelle che portò la prima volta ", ribatté il mugnaio, esprimendo ciò che tutti pensavano. " Sta spesso fuori casa, c'è tutta quella gente di fuori che va a trovarlo, Nani che entrano di notte, quel vagabondo prestigiatore di un Gandalf e tutti gli altri: di' pure quel che vuoi, Gaffiere, ma Casa Sacconi è un posto equivoco, e gli abitanti lo sono ancora di più ".

" Mi sembra che sia piuttosto lei, caro signor Sabbioso, a dire quel che le pare su di un argomento che conosce ancora meno delle barche, ed è tutto dire ", disse il Gaffiere rispondendo per le rime e detestando il mugnaio più che mai. " Se sono equivoci loro, avremmo bisogno di un po' più di gente equivoca da queste parti. Fra di noi c'è chi non offrirebbe un bicchiere di vino ad un amico, anche se avesse le pareti di casa ricoperte d'oro. A casa Sacconi sì che fanno bene le cose! Il mio Samio dice che tutti saranno invitati alla festa e che a ciascuno, dico bene a ciascuno, sarà dato un regalo. Pensate, manca meno di un mese! ".

3 pensieri su “La prima Compagnia dell'Anello

  1. Questa è una cosa MERAVIGLIOSA!
    GRAZIE.

    Anche io sogno da tempo di leggere la versione senza la revisione di Quirino Principe.
    Vi seguirò.
    Avete la mia ascia!

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