LSDU – 2.3 – L'Uccello va a sud

Indice1E informazioni generali su questo articolo.
Capitolo precedente: 2.2 – Il consiglio di Eltónd

Capitolo III

L'Uccello va a sud

In verità, molte altre cose vennero rivelate durante il Consiglio. Innanzitutto il vero nome di Grampazza, che era Abracadabragorn.

Golf spiegò che non era riuscito a raggiungere gli Hobbyt a Breee perché era stato effettivamente trattenuto dal potente Stregone Sciaruman.

Sam si domandò quanto potesse essere affascinante questo Sciaruman, se la sua ospitalità non si poteva proprio rifiutare.

Si discusse dell'uccello di Frigo. E anche di Sbertolin.


Ulteriori dettagli su ciò che stava accadendo vennero alla luce, e si rivelarono per niente confortanti.

Secoli addietro una creatura malvagia e terribile, denominata Salum'Anna, tentò di impadronirsi della Terra-di-Contorno, assoggettando e schiavizzando le razze che l'abitavano: Nani, Elfi, Uomini, Mezziuomini e Quaquaraquà. E naturalmente anche gli Hobbyt (che poi sarebbero i Quaquaraquà; perlomeno quelli più minchioni).

Il grosso delle sue forze era composto principalmente da creature volanti, e questo le dava un invidiabile vantaggio strategico sul nemico. Vedersi piombare addosso un Drago delle Montagne, grande come un palazzo, spezzava la volontà anche del più coraggioso guerriero. Ciò contribuì, almeno inizialmente, a far pendere l'ago della bilancia in favore della Nera Dama.

La guerra imperversò per intere stagioni finché un'ultima, disperata Alleanza riuscì infine a respingere l'ondata distruttiva di Salum'Anna, polverizzandone — gran brutta perdita — il bel corpicino mortale e disperdendo tutti i suoi Uccelli (ma anche Anelli, Orecchini e Catenine) in ogni dove.

L'Ombra sconfitta giurò vendetta e strisciò via, eclissandosi nei meandri più oscuri del Tetro Regno di Moldol. Adesso però, per ragioni ancora ignote, la Signora dei Draghi sembrava aver ripreso forza e minacciava di continuare la propria opera di rovinosa conquista.

Non avendo una soluzione definitiva a portata di mano, Eltónd decise che si sarebbe potuto gettare l'Uccello nella lava del Monte Fazio. Così, tanto per provare a fare qualcosa.

Ad accompagnare Frigo, eletto all'unanimità “Portatore dell'Uccello” da una votazione alla buona, fu scelta una compagnia di altri otto avventurieri, passanti, poveri cristi, tizi inutili vittime sacrificali eroi individui: Il Mago Golf, Abracadabragorn il Raminghio, Sam, l'elfo Lego dai lunghi capelli argentati, il nano Jeep (figlio di Uaz) e il possente condottiero Bromur figlio di Génitór, Sovrintendente di Condor. Oltre ovviamente agli altri due irrilevanti Hobbyt, ma solo per la regola di Star Trek — verrà illustrata più avanti nel racconto, farlo adesso potrebbe portare sfiga.

Si offrì anche Fregregario Borgeri, detto Cicciotto, ma fu accettato soltanto in qualità di mulo da soma, e pertanto non annoverato nel numero di esseri senzienti.

Durante il Consiglio Jeep suggerì di tagliare subito la testa di Sbertolin, in modo da chiudere la questione e andare tutti a ubriacarsi nella locanda di Gran Burlone. Ma Eltónd se ne uscì con una lunga menata sul fatto che simili sacrifici erano banditi nell'intero Regno e tutta un'altra serie di argomenti così pallosi che a Golf venne l'osteoporosi alle ginocchia. Per metterlo a tacere acconsentirono a intraprendere questo estenuante — e probabilmente inutile — viaggio denso di pericoli, solo per scagliare uno stupido pennuto (che pennuto non era) in un rovente barbecue naturale in culo alla luna.

«Parlaci della spada che fu rotta» chiese di punto in bianco Quellaltro ad Abracadabragorn, indicando il tintinnante fodero della sua arma.

«Punto primo» si intromise Jeep, non certo famoso per le sue buone maniere da Nano, «a nessuno frega un cazzo di quella spada. Punto secondo, se qui c'è uno che rompe, quello sei tu».

Andarono infine tutti a ubriacarsi all'osteria. Tranne Cicciotto a cui non fu permesso entrare e Quellaltro perché era davvero un tipetto permalosissimo.


Il mattino seguente di buon'ora la Compagnia si accomiatò. Uscendo dagli elaborati cancelli di Gran Burlone, Frigo osservò l'immensa Autostrada Verde degli Elfi che lambiva il villaggio e domandò: «Golf, Moldol è a destra o a sinistra?».

«A sinistra» rispose il Mago.

Con passo svelto il piccolo Hobbyt si incamminò verso Nord.

Tutti gli altri andarono a Sud.

Quattro giorni dopo il gruppo venne raggiunto da un Frigo incazzatissimo, che non disse nulla ma evitò di rivolgere parola a chicchessia per tutto il resto della settimana.

Al quindicesimo giorno di cammino raggiunsero le pendici delle Montagne Appannate. Decisero di inerpicarsi sul sentiero che portava al Cornorotto, detto anche Charadramperoperó, ma oggigiorno nessuno lo chiama più così; e a ragione.

«Dobbiamo per forza arrampicarci su questa sconfinata montagna innevata?» piagnucolò Quellaltro. «Non c'è una galleria, una seggiovia, uno ski-lift o una superstrada che ci gira intorno?».

«Certamente» rispose Golf. «Ma ci arrampicheremo lo stesso su questa sconfinata montagna innevata».

E così fecero.

A metà scalata un gelido fiocco di neve si posò sul sensibile naso del grande Stregone. Starnutì e ordinò a voce alta: «Dietrofront! Si torna indietro, questa tempesta è troppo innaturale e potente per noi, passeremo per le miniere di Morìa!».

«Ma quale tempes…» esclamò Coso, un attimo prima di essere travolto da una valanga provocata dalle urla di Golf.

Sparì a valle lasciando dietro di sé una nuvola di neve e ghiaccio.

Cicciotto fu promosso all'istante membro ufficiale della Compagnia.

Prossimo capitolo: 2.4 – Un viaggio nell'oscurità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »