LSDU – 2.10 – La Compagnia si scioglie

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Capitolo precedente: 2.9 – Il Grande Fiume

Capitolo X

La Compagnia si scioglie

Abracadabragorn condusse le barche sulla riva destra del fiume.

«Riposeremo qui questa notte» disse, «non c'è una ragione particolare; anzi, non c'è neppure un motivo valido. Ma, siccome mi sono autoproclamato vostra guida, faccio un po' quel cazzo che mi pare».

«Non sarà pericoloso?» domandò preoccupata Sam.

«Ma dai!» rispose Bromur, «cosa ci potrà mai accadere in un posto così tranquillo?».

«Non so» rispose la ragazza, «sento uno strano prurito al culo e ho sempre prurito al culo quando stanno per arrivare i guai».

«Tranquilla» ridacchiò l'erede di Condor, «ho un sesto senso per queste cose e, se ti dico che non ci accadrà assolutamente nulla, puoi fidarti. Domani ne rideremo tutti insieme. E adesso, marshmallow per tutti!» gridò, allacciandosi il suo grembiule da cuoco.

«Tu mangi troppi zuccheri» gli disse di rimando Lego, «un giorno ti uccideranno».

Bromur gli mostrò il dito medio.

Frigo, non sentendosi a proprio agio, disse rivolto al gruppo: «Raga', io non mi sento a mio agio. Ho come l'impressione che qualcuno di voi mi tradirà, e il buonsenso mi dice che non sarà uno Hobbyt, e nemmeno un Elfo o un Nano. Siccome stando qui sarei troppo al sicuro, credo che camminerò un po' da solo nel bosco. Mi porterò Sbertolin, perché non può assolutamente cadere nelle mani del nemico, anche se non potrei di certo difenderlo nel caso in cui qualcuno cercasse di appropriarsene». E scomparve inoltrandosi tra le fronde.

«Oh, accidenti!» esclamò improvvisamente Bromur, saltando in piedi come una molla. «Non posso lasciarmi sfuggire questa occasione!» disse, e si incamminò in direzione di Frigo. Poi, sentendo gli occhi degli altri su di lui, si fermò e aggiunse: «Tranquilli, vado e torno; massimo 10 minuti. Se doveste udire urla o lamenti strozzati ignorateli, non vado certo nel bosco a uccidere Frigo!».

Lo disse con un tono così divertente che risero tutti.

«I marshmallow sono pronti, servitevi pure. Mi racco-mando però, non seguitemi!», e sparì anche lui tra i fitti arbusti.

Tornò subito dopo. «Scusate, ho dimenticato lo squartaconigli». Lo estrasse dal fodero e scomparve nuovamente.

Quasi subito si udì Frigo gridare «AIUTO! AIUTO! BROMUR È IMPAZZITO E MI STA STRAPPANDO L'UCCELLO!».

Nessuno se ne preoccupò, del resto il figlio del Sovrintendente di Condor era stato chiaro e rassicurante in proposito.

Solo a Lego sfuggì un sorrisino ma nessuno lo vide perché il suo volto era coperto dai capelli posticci.

Prossimo capitolo: 3.1 – L'addio di Bromur

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