L'ultima mappa (della Terra di Mezzo)

Mancava un'ultima mappa per completare il trittico della topografia della Terra di Mezzo, e dunque eccola qui. Anzi, siccome questa volta ho voluto fare lo sborone, ne sono arrivate addirittura tre in un colpo solo!

Ma andiamo con ordine; e con un dovuto, piccolo riassunto.

Quando nel lontano 1954 è stato pubblicato in Inghilterra il Signore degli Anelli, J.R.R. Tolkien ha voluto corredarlo di tre mappe, disegnate dal figlio Christopher, con l'intenzione di aiutare il lettore a orientarsi meglio all'interno delle vicende narrate.

Queste erano:

Da noi è arrivata solo l'ultima, probabilmente perché Rusconi, e in seguito Bompiani, hanno ritenuto superfluo spendere tempo e risorse per tradurle tutte. Eppure è curioso perché nella prima versione italiana, il famoso Astrolabio, la prima mappa c'era ed era stata anche italianizzata.

La mappa di Quirino Principe

Invece delle mappe di Tolkien Jr. si è deciso di crearne una ex novo, disegnata su indicazioni di Quirino Principe (che ha anche curato la prima revisione del libro) da un autore che non sono riuscito a scoprire. È molto bella, e include le principali informazioni delle altre due; è l'unica mappa che noi italiani conosciamo, per cui ci è familiare e ci siamo affezionati, ma purtroppo non può sostituirne tre complete.

La mia personale missione è stata dunque quella di ricreare queste mappe perdute, in modo che alla prossima rilettura del Signore degli Anelli potessi seguire meglio gli spostamenti dei vari personaggi.

Sapevo sarebbe stato un lavoro impegnativo, perché l'area coperta è gigantesca; tutte le altre cartografie che ho precedentemente disegnato ne coprivano solo parti circoscritte. Ma, siccome mi sono imbarcato in un'altra avventura personale (di cui forse un giorno vi parlerò), mi sono ritrovato con l'esigenza di ricreare quella dell'Astrolabio. Al termine del lavoro, ammirandola, mi sono detto: "la montagna l'ho scalata, ormai è tutto in discesa; perché non realizzo una variante per ogni traduzione?".

Così è stato.

La base di partenza è stata naturalmente la magnifica mappa di Christopher Tolkien:

La mappa originale di Christopher Tolkien

Vorrei subito chiarire un piccolo dettaglio: tutte le mie mappe sono disegnate da zero; non sono scan o immagini prese da internet e ripulite dalle scritte, le realizzo a mano con tavoletta grafica (che è come disegnare su un foglio, ma mi dà la possibilità di stampare infinite copie finali). Ogni singola montagna, ogni singolo albero, fiume o lago. :)

Bozza di Isengard e Fangorn
Realizzazione finale

Solitamente, quando una mappa viene tradotta, si tolgono le voci originali e si ricreano nella lingua voluta. A volte si utilizza una bella scrittura a mano (che dà generalmente il risultato migliore); altre volte, quando ci si sente più pigri, si ricorre ai font.

Nella mia prima versione ho fatto tutto a mano; mi sono messo lì con tanto impegno (e una spropositata quantità di tempo) scrivendo nome per nome. Ma ho una calligrafia orribile e il risultato non è stato di mio gradimento.

Sono quindi ricorso a un font. Ma l'ho prima modificato per prevedere almeno una variante di tutte le lettere (maiuscole e minuscole) e infinite legature (maggiori informazioni qui) in modo che il risultato non fosse del tutto omogeneo e risultasse più organico e imprevedibile:

Calligrafia a mano (versione 1)
Font modificato (versione 2)

Trovo che in questo modo la mappa assuma un aspetto più verosimile e antico.

Come dicevo ne ho realizzate tre versioni, una con la nomenclatura dell'Astrolabio (prima traduzione Alliata), una con quella classica (Alliata/Principe) e infine una con la nuova traduzione di Ottavio Fatica.

I dettagli grafici sono naturalmente uguali (con variazioni minime per accomodare alcune scritte), cambiano però i nomi di molti luoghi o il numero di informazioni. Nella versione classica ho inserito gli stessi dati della piantina di Principe; è quindi presente un maggior numero di paesi nella Contea e tutti e sette i fuochi di segnalazione tra Rohan e Gondor

Ecco una rapida comparativa dell'area Rohan-Gondor-Mordor:

Astrolabio
Alliata/Principe
Fatica

Questa invece è l'area tra la Contea e Bosco Atro (o Boscuro, come lo ha chiamato Fatica):

Astrolabio
Alliata/Principe
Fatica

Anche per i colori degli elementi (montagne, fiumi, foreste, ecc.) mi sono attenuto alle versioni originarie: La mappa dell'Astrolabio è nera, la classica è marrone (esattamente come quella di Quirino Principe); quella di Fatica l'ho fatta di un marroncino chiaro che, quando stampato, tende al grigio. Non c'è un motivo particolare, anche perché mappe ufficiali a colori non si sono ancora viste (e chissà se si vedranno mai), quindi non avevo metri di paragone. Ma in questo modo le scritte risaltano maggiormente ed è più semplice scoprire le differenze con le traduzioni precedenti.

C'è infine un ultimo sistema, che non ci costringe a ricordare i colori:

È sufficiente osservare l'angolino in basso a destra della rosa dei venti: Se leggi una "A" si tratta della versione Astrolabio. Una "AP" indica l'edizione Alliata/Principe mentre la "F" denota la nomenclatura di Fatica.

A differenza di tutte le precedenti, che sono state disegnate per essere stampate su un foglio A4, queste tre mappe sono enormi: hanno una superficie di 40×42 centimetri, più o meno la dimensione di un foglio A2 (che è quattro volte più grande di un A4). Una volta ripiegate entrano perfettamente dentro libri che, poverini, non ne possiedono una decente.

Per realizzarle sono dovuto ricorrere ai servizi di una tipografia, il che mi ha obbligato a intraprendere un viaggio in territori inesplorati: non potevo più stampare millemila copie di prova (com'è mia consuetudine), anche perché tra me e il plotter professionale c'erano circa 30 Km di distanza. Si è trattato tuttavia di un'esperienza molto interessante, perché ho potuto sperimentare diversi tipi di carta, fino a trovarne una dalla consistenza e colore perfetti (per una mappa).

È stata un'avventura che per mia fortuna non ho affrontato da solo. Alcuni lettori di questo blog, e amici appassionati di Tolkien, sono stati sufficientemente temerari da seguirmi in acque tempestose, mentre navigavo a vista e senza bussola. Il che da una parte era molto confortante, perché la loro fiducia mi spronava a procedere; ma dall'altra si trattava di una prospettiva spaventosa, perché c'era la possibilità che potessi fallire e deludere tutti.

Fortunatamente non è andata così, ma solo ora posso tirare un grande sospiro di sollievo.

Come ho detto queste mappe sono gigantesche e, per quanto ci abbia provato, non riesco a fotografare che piccoli scorci delle varie zone. Posso però pubblicare le immagini digitali che, per quanto non rendano la bellezza di una carta frusciante, danno perlomeno un'idea di massima:

Astrolabio
Alliata/Principe
Fatica

Allo scopo di rendere le informazioni quanto più esaustive possibili, mi sono permesso di aggiungere alcuni nomi di luoghi che non appaiono nella mappa originale di Tolkien (né in quelle italiane), come la casa di Beorn, la rappresentazione dei ragni e delle ragnatele nel Bosco Atro1Sono comunque prese da un'altra mappa di Mirkwood, sempre a opera di Christopher., o luoghi non direttamente trattati nel signore degli Anelli ma in altre opere (ad esempio il bosco di Eryn Vorn, la catena montuosa di Ras Morthil, la città di Lond Daer Enedh, e così via).

Ho anche aggiunto, come faccio sempre, una scala in Km accanto a quella in miglia. Perché queste ultime saranno anche molto evocative, ma occorre convertirle nel nostro sistema metrico decimale per avere una chiara idea delle distanze.

Con quest'ultima impresa personale posso ufficialmente dichiarare concluso il mio progetto relativo alle mappe del Signore degli Anelli. Non è escluso che in futuro non mi possa cimentare in altri esperimenti e voli pindarici topografici, ma per il momento credo proprio che mi prenderò una meritata vacanza.

Magari in un luogo che non richieda mappe… :)

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