Le tre mappe di Fatica (che fatica!)

Attendevo con una certa trepidazione questa nuova edizione del Signore degli Anelli illustrata da Alan Lee, con traduzione di Ottavio Fatica. Certo, avrei di gran lunga preferito che Bompiani si accordasse con la prima traduttrice, Vittoria Alliata di Villafranca, per rilasciare una versione aggiornata e definitiva, che non stravolgesse gran parte della nomenclatura.1È evidente l'abbiano fatto, anche quando non necessario (Entalluvio → Entorrente, Acquaneve → Pollanivea, ecc.) per fornire meno appigli possibili a una eventuale azione legale da parte della Alliata.

Così non è stato, ce ne faremo una ragione.

Detto questo, e avendo letto — apprezzandola — la prima parte in formato digitale (quei tre volumi con la copertina di Marte in casa mia non ci entrano), non vedevo l'ora di avere questa edizione tra le mani.

Benché molto simile (seppur qualitativamente inferiore) all'edizione inglese HarperCollins del 60° anniversario2… della pubblicazione originaria., c'era l'incognita delle tre mappe. Da noi, in oltre 50 anni di edizioni italiane, non sono mai state incluse tutte, pertanto questo volume segna un piccolo evento storico.

Sì, ma come sono? Avevo avuto modo di visionarle all'interno dell'estratto digitale del terzo volume, il Ritorno del Re, ed erano oscene.

Vabbè, mi sono detto, le avranno buttate dentro al volo visto che sono due anni che Bompiani rilascia frettolosamente edizioni scarsamente curate, per cercare di colmare quanto prima il buco editoriale che si è creato col ritiro dalle librerie della traduzione dell'Alliata (è una storia lunga, trovi qui maggiori informazioni a riguardo); ma, con l'edizione deluxe, tireranno sicuramente fuori qualcosa di straordinario.

Sì, come no! :(

Ma andiamo con ordine…

Contrariamente al passato, ora la mappa della Terra di Mezzo — di generose dimensioni — si trova all'inizio del libro, e non più alla fine.

Curiosamente, pur avendo molto spazio libero sopra e sotto, è in uno strano formato simil-sedici-noni, che sacrifica tristemente il territorio meridionale dell'Haradwaith e di Umbar. :(

Mi astengo anche dal commentare quella "rosa dei venti"…

La carta è terribile: liscia, delicata e lucida (in particolari condizioni di luce, è quasi uno specchio!) come le pagine del libro (ho una particolare avversione per la scelta dei materiali che Bompiani utilizza nelle proprie deluxe), sottilissima e fastidiosa al tatto.

Ci sono anche errori imbarazzanti, come i due fiumi Sirith e Celos scambiati di posto e Minas Morgul che è diventato Minus Morgol.

I nomi non sono stati scritti a mano ma con un anonimo font, inserito nella mappa come-viene-viene.3Per inciso, lo faccio anch'io, ma cerco sempre di usare uno stile piacevole e coerente, e lo armonizzo facendo curvare le lettere lungo i bordi degli elementi. Inoltre evito accuratamente di sovrapporre le scritte tra loro o ad altri elementi grafici.

Per finire la qualità stessa della stampa è imbarazzante: hanno sicuramente preso un'immagine a risoluzione molto bassa e l'hanno allargata col Paint di Windows 95, o giù di lì (vedi l'ingrandimento dell'Emyn Arnen nell'angolino a destra, che non è stato fatto con uno scanner ma con un comunissimo telefonino).

Questa è la mappa della Contea. Purtroppo, come la precedente, completamente monocromatica. In questo modo strade e fiumi si confondono e, francamente, si capisce ben poco.

Per il resto non è del tutto malvagia ma, essendo stampata sopra una pagina singola (peraltro in prossimità del primo capitolo e non all'inizio del libro, cosa che la rende problematica da rintracciare al volo), è davvero minuscola.

La mappa di dettaglio dei territori di Rohan, Gondor e Mordor è posizionata alla fine del volume (questo spiega perché quella grande è all'inizio), incollata tra l'ultima pagina e il retro della copertina di cartone. Devo ammettere che fra le tre è quella riuscita meglio, se non altro perché non è minuscola come quella della Contea e non è scadente come quella grande.

Purtroppo è sempre monocolore.

Tra l'altro, almeno qui, Minas Morgul è scritta correttamente, e i fiumi Celos e Sirith sono nel giusto ordine. Cosa che però mi fa ancora più arrabbiare perché è segno di poca attenzione durante la revisione.

La mia prima, naturale reazione è stata quella di strappare via la mappa dal volume. So che per qualcuno equivale a una pugnalata al cuore, perché ai libri non bisogna fare del male; ma, davvero, non riuscivo nemmeno a guardarla.

Notare la piega nella parte inferiore del libro, altro segno di poca cura nella realizzazione. Ma vabbè, lo devo leggere, non esporre di bacheca.

Ho pertanto deciso di rifare tutte e tre le mappe.

Innanzitutto mi serviva un sistema per allegarle al volume. Incollarle era un'opzione, ma non mi piaceva: già il libro è gigantesco, e si legge con una certa difficoltà; avere anche una mappa attaccata da dover aprire avrebbe complicato ulteriormente la lettura.

Così ho optato per una busta self-made. Si incolla al libro, nello stesso punto in cui c'era la mappa originale, e contiene le tre nuove mappe, che possono essere estratte e consultate con più comodità.

Ho inserito una piccola nota per fare un po' di colore. Si tratta di parte della nuova poesia dell'Anello, scritta utilizzando un font finto runico: con un minimo di attenzione si legge perfettamente:

Un Anello per trovarli, uno per vincerli,
Uno per radunarli e al buio avvincerli.

Non mi fa ancora impazzire questa nuova versione della poesia, ma è più fedele all'originale; e, col tempo, sto piano piano cominciando ad apprezzarla.

Una volta estratte le tre mappe4Stampate su carta 120g, quindi di ragionevole consistenza., che piegate hanno la medesima dimensione, compare il monogramma di Tolkien. È prismatico, muovendo la copertina riflette la luce come uno specchio.

Ma manco per niente! È tarocco, l'ho creato con un finto effetto metallico dozzinale, per cui così è e così rimane, anche se lancio il volume giù dal balcone.

Noi siamo scienza, non fantascienza, non volevo spendere un capitale in servizi tipografici. E poi è quasi sempre coperto dalle mappe. :)

La (nuova) mappa della Contea. È simile a quella che ho disegnato a inizio anno ma ho rifatto da zero colline e foreste (che per l'occasione ho colorato).

Ho anche aggiunto decine di alberelli qui e là, perché la Contea è un luogo verde e felice. :)


Aggiornamento 2 Dicembre 2020: ho realizzato una nuova versione della prima mappa della Contea (con la nomenclatura Alliata/Principe), che ha lo stesso stile grafico di questa. Puoi trovarla qui.


Anche la nuova mappa del dettaglio di Rohan/Gondor/Mordor nasce sulla base di questa. Qui ho apportato meno cambiamenti e correzioni, perché andava già (quasi) bene così.

Ne ho modificato dimensioni e rapporto tra larghezza e altezza (ho fatto la stessa cosa con quella della Contea) per uniformarla alla terza mappa, ovvero questa:

Anche lei sembra identica ai precedenti lavori, invece è rifatta ex novo: non c'è un singolo pixel che corrisponda.

Piccola curiosità: ho impiegato due giorni di lavoro solo per disegnare le increspature dell’acqua nel mare e nei laghi!

Perché l'hai ridisegnata se ce l'avevi già, tra l'altro anche nella versione con la traduzione di Fatica?

Per tante ragioni. Perché volevo una risoluzione più alta, perché volevo cambiare alcuni particolari, perché volevo infilarci dentro qualche altro nome; ma soprattuto perché nel nuovo volume unico Fatica ha rivisto e corretto alcuni dettagli.

Questa è la vecchia mappa:

Questa è la nuova:

Mi sono divertito anche a caratterizzare maggiormente qualche luogo:

Questa, per esempio è la nuova Lothlórien: Adesso è correttamente formata da una foresta di Mallorn dorati5Che, dettaglio importante, non crescono sulla sponda orientale dell'Anduin!, al contrario delle altre foreste di Arda. :)

Un veloce confronto tra le due mappone. La scala è identica, ma nella mia (a sinistra) ci sono tutti i territori; anche se, a causa dell'infelice scelta fotografica, si trovano proprio sul lato occupato dalla mappa di Fatica (a destra).

La mia si piega tre volte in lunghezza, quella di serie quattro. Sembra una sciocchezza, ma anche in questo piccolo dettaglio la trovo meno elegante.

Ok ma, con tutte queste mappe, poi il libro si chiude?

Sì, si chiude. :)

5 pensieri su “Le tre mappe di Fatica (che fatica!)

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