Le mappe dello Hobbit

Doverosa premessa: Non ho (ri)disegnato queste mappe, sono 100% opera di Christopher Tolkien.

Ma andiamo con ordine…

A differenza della travagliata storia delle mappe del Signore degli Anelli (solo quest'anno Bompiani è riuscita a includerle tutte e tre nel suo nuovo volume unico, benché piuttosto bruttine), lo Hobbit le ha sempre avute tutte, già tradotte sin dalla prima edizione.

Siccome ne avevo bisogno per un progetto di cui vi parlerò tra circa un mesetto, perché per il momento è super top secret (ora posso svelarlo, è questo), e mi servivano originali, ho cominciato a scartabellare tutte le mie edizioni italiane per trovare quelle stampate meglio.

E, indovina un po'? Le migliori in assoluto sono quelle allegate alla prima edizione italiana pubblicata da Adelphi! Sì lo so, è ridicolo: dover prendere un libro di mezzo secolo fa perché Bompiani non è mai stata capace di inserire mappe decenti nelle proprie edizioni.

E non sto parlando di piccoli dettagli visibili solo con la lente…

Per capirci, quella sopra è la mappa dell'attuale versione Deluxe Bompiani rilegata, la versione più lussuosa esistente, attualmente in vendita a ben 30 euro. Quella sotto è la prima edizione italiana del 1973.

Guardando più in dettaglio, questa volta con la Deluxe a sinistra, è chiaro di che razza di porcheria stiamo parlando: le scritte nemmeno si leggono. Non so se questo dipenda da una scansione fatta coi piedi o da una riproduzione effettuata dal figlio del nipote del cugino per 10 euro; il risultato è vergognoso.

Sorvolo sul fatto che all'editore non sia mai passata per l'anticamera del cervello l'idea che stampare una mappa su due fogli comporta automaticamente la perdita della parte centrale, che finisce per affogare all'interno della rilegatura (nota la ragnatela centrale nella prima immagine di comparazione). Infatti, le mappe di Adelphi si trovano su pagine ripiegate (almeno fino al 1982 o giù di lì, quando anche quell'editore ha optato per una stampa più al risparmio)

Nessun'altra edizione italiana in mio possesso (sette in totale) aveva mappe lontanamente paragonabili a quelle del '73, pertanto mi sono armato di pazienza e (molto) coraggio, e ho tirato fuori il mio tesssoro dalla libreria.

Il primo pensiero è stato di infilarlo dentro lo scanner. Tale operazione, però, richiedeva che appiattissi il libro a 180°, operazione che non mi sono sentito di fare con un prezioso libro di quasi 50 anni fa.

Ho pertanto optato per un approccio ibrido. Ho inserito il libro all'interno dello scanner fin quando ho potuto, evitando di incrementare l'angolo di apertura della pagina oltre i 90°.

Con questo schizzetto a mano forse si riesce a comprendere meglio l'operazione. In questo modo non sono stato in grado di scansionare più del 70% delle mappe. Per la parta restante ho fatto quante più foto particolareggiate possibili col mio vecchissimo, ma pur sempre onorevole, iPhone 6.

A quel punto ho cominciato a mettere insieme un collage piuttosto disomogeneo di sorgenti grafiche. Ti risparmio il lungo lavoro di correzione delle distorsioni e della prospettiva, dei contrasti, del colore, delle proporzioni e delle dimensioni su entrambe le mappe. Ho anche dovuto estrapolare i due colori base, il nero e il rosso, ed elaborarli singolarmente su livelli differenti (è un discorso complicato ma, a un certo punto, anche tutto ciò che è rosso è diventato nero, per poi tornare a essere nuovamente rosso).

Le ho infine fatte stampare su carta 120g tramite tecnologia laser dalla mia tipografia di fiducia e come risultato mi sono ritrovato tra le mani quelle che molto, molto, molto, MOLTO immodestamente considero le migliori riproduzioni delle mappe italiane dello Hobbit:

La Mappa di Thrór
La Mappa delle Terre Selvagge

Chiudo l'articolo con qualche vista più dettagliata:

Nota uno: Parte della nomenclatura suona un po' strana, tipo Smog (sappiamo tutti che il nome corretto è Smaug) o Forraspaccata, perché mi sono rigorosamente attenuto alle mappe originali, che si riferiscono alla prima traduzione italiana a cura di Elena Jeronimidis Conte.

Nota due: Non ho inserito queste mappe tra quelle acquistabili sulla pagina Sostienimi! perché, non avendole disegnate da zero, non me la sento di metterle in vendita (probabilmente non potrei nemmeno). Sto tuttavia valutando soluzioni alternative come devolvere tutti i guadagni, escluso il costo della tipografia, in beneficenza; come sto già facendo con questa mappa.

4 pensieri su “Le mappe dello Hobbit

  1. Come sempre eccezionale. Spero che un giorno anche queste mappe potranno essere messe a disposizione, magari con una tua personale interpretazione.

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