La prima edizione del Signore degli Anelli

Sì ok, la prima apparizione del Signore degli Anelli si è rivelata ai lettori del nostro paese con le sembianze dell'Astrolabio; ma, dal momento che conteneva soltanto i primi due libri1Chiariamo questo punto perché può risultare un po' ambiguo: le vicende narrate nel Signore degli Anelli sono suddivise in sei parti (libri). Nelle edizioni in tre volumi, ognuna ne contiene due. non è mai stata considerata completa. Quindi l'edizione Rusconi del 1970 può a buon diritto definirsi la "prima vera edizione italiana".

Ho sempre adorato questo grosso tomo, la cui particolarità è il dualismo nella colorazione: il lato frontale è bianco, quello posteriore nero, quasi a rappresentare l'epico scontro tra le forze del bene e quelle del male che si svolge all'interno della storia.

L'immagine fa un po' schifo ma non sono riuscito a trovarne una migliore. È un volume molto timido, che si fa vedere poco in giro e, quelle poche volte, non viene mai fotografato come meriterebbe.

Al momento i prezzi delle opere di Tolkien stanno subendo una bolla speculatoria senza precedenti. A seguito della causa legale che ha portato Bompiani a sostituire la traduzione di Vittoria Alliata con quella di Ottavio Fatica (qui puoi leggere qualche informazione in più) il costo di tutti i suoi libri, a torto o a ragione, è schizzato alle stelle.

Per questo motivo ho deciso di tirare i remi in barca e lasciar passare la tempesta, in attesa di tempi migliori per recuperare i libri nella mia wishlist.

Non mi è però passata la voglia di sperimentare. Ho pertanto deciso di riprodurre questa iconica copertina, ad opera del grande Piero Crida, e applicarla a una differente edizione un po' meno pregiata che ho nella mia libreria.

Si tratta della più recente pubblicazione con traduzione Alliata/Principe, la controparte economica della più elegante versione rilegata con i disegni di Alan Lee (questa). Ho pensato che avrebbe indossato più che volentieri un nuovo, elegante smoking.

Come ho scritto qualche paragrafo sopra, trovare immagini di copertine in alta definizione sul Web è impossibile, quindi sono ricorso alla mia solita tecnica del “rifamolo da capo”.

Innanzitutto mi serviva il bellissimo font utilizzato per i titoli. Capita spesso che in passato ci si avvalesse di caratteri già esistenti ma non è questo il caso: ne ignoro l'origine ma credo sia stato creato apposta per l'occasione, forse dallo stesso Crida.

Come ci ha insegnato il telefilm dell'uomo da sei milioni di dollari negli anni '80, le opere di ricostruzione sono sempre lunghe, complicate e noiose. Ho giocato molto con strumenti grafici in grado di disegnare curve, fino ad ottenere un risultato sufficientemente accettabile:

Non è una scritta perfetta, ho preso scorciatoie utilizzando sfocature e regolazioni con la curva dei colori. A mettersi lì con volontà e pazienza si poteva fare molto meglio ma in fondo a me il font serviva unicamente per stampare una sopracoperta.

Sono poi passato al tedioso compito di vettorializzare le singole lettere e trasformarle in un font vero e proprio.

Non c'è tutto l'alfabeto, perché naturalmente sulla copertina ci sono soltanto alcune lettere. Ma delle altre non avevo bisogno.

Il resto è stata ordinaria amministrazione. Ho avuto qualche difficoltà coi due disegni, che ho dovuto ingrandire all'inverosimile (e sappiamo che quando si aumentano le dimensioni di un'immagine gran parte dei pixel aggiunti devono essere "inventati" dal nulla). Ho applicato qualche effetto speciale per renderle più realistiche, benché di certo non più fedeli.

Tanto per rendere l'idea, il quadratino al centro sono le dimensioni di partenza, l'immagine grande è quella finale. Un ingrandimento di circa 10 volte.

Comunque sia, questa è la sopracoperta terminata:

È fedelissima all'originale tranne per un aspetto: le proporzioni. Il Signore degli Anelli amaranto è più largo, per cui ho dovuto centrare differentemente la copertina, il dorso, il retro e le alette.

Ecco qui il risultato finale.

Sicuramente ha anche dimensioni diverse per quanto concerne l'altezza e lo spessore del dorso.

Non ho idea quanto sia verosimile rispetto all'originale, visto che non l'ho mai avuto tra le mani.

Ma nell'insieme mi piace molto, e sarà un ottimo segnaposto fino al giorno in cui, spero, ne troverò uno vero a 5 euro al mercatino dell'usato. ;)

Il font

A lavoro terminato ho aperto il font e l'ho osservato per alcuni minuti. Che peccato vederlo incompleto!

Così mi sono rimesso sotto provando a immaginare le lettere mancanti:

Anche in questo caso è necessario un doveroso disclaimer: Sono caratteri che ho creato per divertimento, e per mettere una toppa a un buco temporale di oltre 50 anni. Non ho mai avuto la pretesa o l'arroganza di sostituirmi a Piero Crida (o a chiunque abbia realizzato questo singolare font). Non sono nemmeno certo di essere riuscito ad azzeccare lo stesso stile dell'originale ma in fondo si è trattato di un esercizio di stile fine a se stesso e senza alcuno scopo pratico.

Dubito che il font possa essere in qualche modo coperto da copyright per cui mi sento di condividerlo con chiunque lo volesse. L'unica condizione è che venga utilizzato per uso personale o per progetti non a scopo di lucro (anche perché c'è sempre una concreta possibilità di ritrovarvi gli avvocati di Bompiani alla porta) e che venga menzionata la presente pagina.

Non è completo (e non lo sarà mai): sono presenti soltanto le lettere dell'alfabeto e qualche simbolo base di punteggiatura. Nient'altro.

Va quindi bene per scrivere il proprio nome o qualche frase, nulla di più.

Con uno slancio di incredibile originalità l'ho chiamato Crida 1970. :)

2 pensieri su “La prima edizione del Signore degli Anelli

  1. Non avevo mai visto questo libro. Bellissima copertina e credo che la tua Interpretazione del motivo nero e bianco sia azzeccata. I due disegni poi meriterebbero solo loro una cornice a parte. È impressionante come ogni tuo lavoro ci faccia fare un passo in più dentro la Terra di Tolkien. #Bompiani avvisata! Complimenti

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