Uno scintillante scellino

A shining shilling shimmering in the Shire

Avrei voluto intitolare così l'articolo, solo che in italiano Shire si traduce in Contea e uno splendente scellino non avrebbe allitterato1L'allitterazione è una figura retorica, ricorrente soprattutto in poesia, che consiste nella ripetizione, spontanea o ricercata (per finalità stilistiche o come aiuto mnemonico), di un suono o di una serie di suoni, acusticamente uguali o simili, all'inizio (più raramente all'interno) di due o più vocaboli successivi, producendo omofonia ("bello e buono", "tosto o tardi", "senza capo né coda", ecc…). Era molto utilizzata da Tolkien che, da buon filologo, adorava il suono delle parole. altrettanto bene. Vabbè.

Un affascinante aneddoto, conosciuto prevalentemente da chi frequenta assiduamente la Terra di Mezzo, narra le fortunate circostanze che hanno portato alla pubblicazione del primo romanzo di Tolkien sugli Hobbit.

Siamo nei primi anni '30 del secolo scorso e J.R.R. ha scritto un piccolo racconto da leggere la sera ai propri figli per farli addormentare. Una storia avventurosa e stimolante che parla di Draghi, tesori, Elfi, Troll, Goblin e Avventure con la A maiuscola. Ma anche di un Anello magico, di amicizia, coraggio, rispetto e dell'amore per la Natura. La storia comincia a girare nell'ambiente universitario di Oxford tra i suoi colleghi (e i figli dei suoi colleghi), finché qualcuno lo convince a pubblicarlo.

Il manoscritto arriva così sulla scrivania di Stanley Unwin, proprietario della famosa casa editrice inglese George Allen & Unwin. Come è sua abitudine per quanto concerne la letteratura per ragazzi, si avvale di un valente collaboratore nel quale ripone grande fiducia: suo figlio Rayner.

È il 1936, il piccolo Unwin ha solo dieci anni ma è dotato di buon fiuto per le storie interessanti. Legge attentamente l'intero racconto e, molto professionalmente, scrive una lettera al padre per comunicargli il proprio parere in merito.

Questa lettera:

Il testo recita:

Bilbo Baggins was a hobbit who lived in his hobbit-hole and never went on adventures, at last Gandalf the wizard and his dwarves persuaded him to go. He had a very exiting time fighting goblins and wargs.

At last they got to the lonley2Sarebbe "lonely", ma è scritto sbagliato. :) mountain; Smaug the dragon who gawreds3"guarded"? it is killed and after a terrific battle with the goblins he returned home – rich!

This book, with the help of maps, does not need any illustrations, it is good and should appeal to all children between the ages of 5 and 9.

Rayner Unwin

In italiano suona più o meno così:

Bilbo Baggins era uno Hobbit che viveva nel suo buco-hobbit e non intraprendeva mai avventure; alla fine Gandalf il mago e i suoi Nani lo convinsero a partire. Ha vissuto emozioni molto intense, combattendo Goblin e Warg.

Giunsero infine alla Montagna Solitaria; Smaug, il drago che la custodiva, venne ucciso e, dopo una terribile battaglia con i Goblin, [Bilbo] ritornò a casa – ricco!

Questo libro, con l'aiuto di alcune mappe, non ha bisogno di illustrazioni; è bello e dovrebbe piacere a tutti i bambini di età compresa tra i 5 e i 9 anni.

Rayner Unwin

Tra i cinque e i nove anni sì, come no? Ma sto divagando, continuiamo… :)

Sir Stanley, colpito dalle parole del figlio decide di fidarsi del suo istinto e autorizza la pubblicazione dello Hobbit.

Gli paga inoltre la prestazione professionale secondo gli “accordi interni” alla casa editrice: uno scellino.

A quanto equivale uno scellino del 1936 se paragonato ai giorni nostri? Diciamo circa 3 euro.

Quello che è successo in seguito lo sappiamo tutti. Ma è partito tutto dalla felice intuizione di un bambino di dieci anni che, invece di passare il tempo a giocare con i soldatini, ha regalato al mondo una delle più belle storie (e relativi seguiti) che siano mai state immaginate.

Molto bene, tutto bello ma, tagliando corto, adesso questo famoso scellino ce l'ho io:

Eh sì, è proprio lui. Quanto l'ho pagato? Beh, uno scellino! No, vabbè, un pochino di più.

Ma voi invidiatemi pure!

Aggiornamento: sono stato risolutamente consigliato dal mio avvocato ("te se 'nculano!", parole sue) di specificare chiaramente che non sono in possesso di alcuna documentazione che possa convalidare la mia affermazione. Di scellini ne sono stati coniati a migliaia e quella famosa moneta potrebbe essere ovunque. Però (e questo lo aggiungo io), in fin dei conti le possibilità sono solo due: o è quella che ho io, o non lo è. Pertanto le probabilità sono 50% e 50%.

Ok, invidiatemi pure al 50%, allora! :P

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