La super Matta della Contea

Ricordi quando ho disegnato la Matta della Contea e scrivevo che l'avevo chiamata in quel modo perché mi ha quasi mandato al manicomio? Allora ero giovane e ingenuo, e mai avrei potuto immaginare che un giorno questa follia si sarebbe ripresentata, ma all'ennesima potenza.

Andiamo con ordine. Nell'ambito della mia nuova standardizzazione dei formati per le mappe, sono tornato a metter mano a questo disegno che adoro. Purtroppo, avendolo a suo tempo realizzato con l'intenzione di stamparlo unicamente a dimensione A4, la risoluzione era troppo limitata ed è stata necessaria una massiccia opera di rielaborazione.1A dirla tutta mi era già capitato di stamparla su richiesta in dimensioni A3, ma si è trattato di una "procedura di emergenza"; occorreva lavorarci sopra seriamente per raggiungere un livello qualitativo che mi soddisfacesse.

L'ho quindi sostanzialmente ridisegnata, apportando numerosissimi cambiamenti. Per l'occasione l'ho completamente ripulita dalle scritte e le ho riapplicate, aggiungendo come alternativa anche la nomenclatura della nuova traduzione di Ottavio Fatica.

A questo punto ho voluto riprovare l'esperimento del colore. È una mappa che a mio avviso è bellissima anche così, però l'idea di poter maggiormente caratterizzare e differenziare i vari luoghi mi affascinava davvero tanto, e così è nata la Super Matta:

Ho impiegato settimane (almeno tre) a colorarla, lavorandoci svariate ore al giorno. Sono addirittura arrivato al punto di pensare che non sarei mai riuscito a portarla a termine. Non sono un illustratore, è davvero difficile riuscire ad accostare diverse tonalità di colore tra loro cercando di mantenere una coerenza cromatica ovunque senza sbilanciare troppo l'insieme. Ho rifatto pezzi di Matta infinite volte, specialmente le montagne, perché volevo che non fossero tutte identiche tra loro ma conservassero una certa unicità.

Esattamente come avviene per le altre mie mappe, il rapporto tra larghezza e altezza dei tre formati non è costante, il che mi ha obbligato ad apportare modifiche a seconda della dimensione. Quella nel formato 80×60 (sopra) ha più spazio verticale, pertanto la vista del paesaggio sarà più ampia.2Rispetto alla Matta normale, questa nuova ha comunque un'area leggermente maggiore anche lateralmente. Ma non ho tolto proprio niente ai formati minori, ho solo disegnato nuovi dettagli a quello più grande.

Questo mi ha però costretto a modificare pesantemente la cornice, perché non si trattava di un semplice bordo ma c'erano illustrazioni lungo tutto il perimetro. Si è reso quindi necessario, tra le altre cose, ricolorare i ghirigori intrecciati (a sinistra nell'immagine), perché ovviamente non corrispondevano più. Un lavoro nel lavoro.

Ma vediamo qualche dettaglio:

Tucboro (o Borgo Tuck, per dirlo alla Fatica) è stato il primissimo paese che ho colorato. Non sapevo esattamente come procedere, perché in realtà le case Hobbit sono prevalentemente scavate all'interno delle colline (tranne quelle dei cittadini più poveri, che invece si accontentano di abitazioni più classiche), per cui i colori sarebbero stati più che altro sulle tonalità del verde con l'eccezione della facciata e della porta che erano invece dipinte più allegramente. Ma alla fine ho pensato che in fondo questa era una rappresentazione della Contea molto artistica, per cui mi sono scatenato con improbabili combinazioni variopinte. Gli Hobbit amano i colori accesi e quindi fuoco alle polveri!

Per la casa del fattore Maggot (in basso al centro dell'immagine) ho utilizzato colori più convenzionali per riflettere il carattere un po' burbero del proprietario. In alto si può notare il ponte sul fiume Brandivino in compagnia di un mulino ad acqua, mentre a destra si intravvede Villa Brandy a Buckburgo, la casa della famiglia di Merry Brandybuck.

Hobbiville (Hobbiton) l'ho voluta un po' più tradizionalista, visto che ormai è nell'immaginario collettivo nella conformazione dei film di Peter Jackson. Ho perciò utilizzato prevalentemente tonalità di verde, giallo e marrone, anche se non mancano piccole eccezioni. È presente il grande albero della festa di Bilbo e, più indietro sulla Collina, casa Baggins. Per la colorazione dei campi disseminati nella Contea ho preso libera ispirazione dai meravigliosi paesaggi multicolore di Castelluccio di Norcia, che ho visitato alcuni anni fa e che mi hanno letteralmente rapito. In basso a destra la pietra dei tre Decumani.

Proseguendo a est incontriamo la terra dei Tumulilande, in cui spiriti senza pace cercano di catturare incauti viandanti per rinchiuderli in eterno nelle loro fredde cripte.

In contrapposizione alla smodata allegria degli altri villaggi della Matta (che ricordano molto quelli dei Puffi), Brea è un paese più serio. Qui convivono pacificamente Uomini e Mezzi Uomini e ho voluto rappresentarlo con colori meno intensi. Anche se qui e là sono comunque presenti edifici chiaramente abitati dagli Hobbit.

Se a un certo punto ti sei domandato come mai fossero sparite tutte le scritte, è perché ho creato una terza variante della Matta, senza alcuna nomenclatura. In questo modo ci si può concentrare unicamente sui disegni, senza avere ulteriori distrazioni.

Siccome però io sono una persona furba, l'idea mi è venuta dopo aver fatto le altre due e non prima, così sono stato costretto a ridisegnare tutte le parti mancanti (quelle che in precedenza erano coperte dalle scritte).

Quindi, in sostanza, non ho disegnato una sola Matta, ma quasi una Matta e mezza; perché dopo aver posizionato i nomi, ho iniziato a "ritagliare" intorno tutti gli elementi del terreno, per ogni variante del disegno. E per l'ultima, ovviamente, ho dovuto ridisegnare quello che avevo tolto.

L'assenza del testo in particolari aree mi ha consentito di posizionare più correttamente alcuni elementi, come ad esempio il Vecchio Uomo Salice (e il ruscelletto nel quale Frodo rischia di annegare). In basso a sinistra la casa di Tom Bombadil, altra aggiunta della nuova edizione.

Naturalmente i colori sono stati applicati anche alle scene di vita Hobbit sulla cornice. Ecco qui il nostro caro Francesco Damiani3Vedi il precedente articolo. in una nuova, inedita veste variopinta.

Per capirci, ho adesso tre Matte distinte e, ogni qualvolta devo effettuare una correzione o un'aggiunta, devo fare tre volte lo stesso lavoro. Però, come ho già detto, ci sono anche le varianti monocromatiche e tre diverse dimensioni. Il che significa che in totale devo processare ogni volta ben 18 Matte!

Durante la realizzazione della Matta si è verificata la vigliacca invasione dell'Ucraina. Ho voluto rendere omaggio a questo meraviglioso paese con una piccola bandierina, che sarà colorata anche sulle versioni monocromatiche. Mi auguro che questa brutta pagina di storia possa presto essere archiviata.

Direi che a questo punto mi sono meritato una bella vacanza dalla cartografia, magari in un rigoglioso bosco, in compagnia di un bel libro. :)

Attenzione: Le Matte grandi e medie potrebbero contenere tracce di gusci di noce e personaggi dello Studio Ghibli.4Erano troppo piccoli per il formato A4, che purtroppo ne dovrà fare a meno.

Se desideri averne una copia, posso realizzartela su ordinazione.

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