Respira!

Corro.

Sto correndo.

Maratona.

Sputo sangue. Davanti a me, cinque.

Cinque soltanto.

Procediamo in gruppo, distanze minime. Ho gestito bene le energie, posso farcela, stringo i denti.

E se…  supero tutti e vinco?

Non un’idea assurda, la meta è vicina. L’adrenalina mi dà nuove forze, adesso scatto.

Inaspettatamente, una salita.

Ciao; prendono il largo e mi lasciano lì. Solo. Ad arrancare.

Vabbè… sesto.

Ci sto.

Taglio il traguardo, osservo i conquistatori.

Quattro signore anziane, sull’ottantina o giù di lì; claudicanti e instabili sulle gambe, come me adesso. Una di loro si è portata dietro per tutta la gara, tenendola per mano, una frizzante bambina di tre anni, che non si è lamentata neppure una volta.

Mi sveglio.

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