A noi ci piace il Kuro

Ovvero: Come imparai a non farmi troppe pippe mentali e ad amare il plasma.

E così ce lo siamo comprato.

La storia comincia da molto lontano, almeno un anno / un anno e mezzo fa. Il glorioso Sony Trinitron da 28 pollici, dopo più di una decade di onorato servizio, ha fatto il suo tempo. Funziona ancora benissimo eh, ma siamo nell’epoca delle TV piatte, è tempo di cavalcare la tecnologia che questo secolo ci mette a disposizione!

Come (penso) tutti, abbiamo cominciato guardando i televisori LCD nei centri commerciali, i plasma erano scartati in partenza perché ci avevano detto «che dopo pochi anni il gas si scaricava». Era ovviamente una cazzata ma ci abbiamo creduto.

E giù a confrontare Samsung, Sony, Panasonic e chi più ne ha più ne metta fino a quando, a precisa domanda, mi hanno risposto «come non hai mai fatto caso al livello del nero? è una delle caratteristiche principali!». Ed era vero, cavolo! Abituati ai CRT, cioè i televisori a tubo catodico, avevamo dato per scontate troppe cose. E così è saltato fuori che i plasma sono migliori degli LCD.1

Più o meno in quel periodo, cadendo nel vortice dei forum di utenti superspecializzati, abbiamo cominciato a strizzare l’occhio ai plasma e, gira che ti rigira, è spuntata la parola Kuro.
Per chi non lo sapesse Kuro è il nome che Pioneer ha assegnato alla linea di televisori al plasma che produce (e, coincidentalmente, è anche il termine giapponese per indicare tale colore). L’obiettivo era cercare di raggiungere il più elevato livello di nero possibile e, a oggi2, nessun altro televisore a schermo piatto ha mai raggiunto questa intensità. Ma non vorrei farla troppo lunga, se siete interessati leggete qui (aggiornamento: il link è morto, dovrete arrangiarvi da soli).

Il principale difetto dei Pioneer, però, è che costano mediamente il doppio degli altri. La qualità si paga, è vero, però i soldi non crescono sugli alberi. Così abbiamo temporaneamente accantonato i Kuri e ci siamo spostati su Panasonic che produce anche lei degli ottimi plasma, non performanti come i Pioneer ma sicuramente più economici. Peccato però che il display non sia tutto, trattandosi di televisori ad alta definizione, sono costretti a lavorare molto perché prendono i più svariati segnali video e li devono processare in modo da poterli riprodurre alla risoluzione dello schermo. Le operazioni sono numerose, si va dall’ingrandire il segnale TV standard che è molto più piccolo, oppure trasformarlo da interlacciato a progressivo e, in generale, effettuare correzioni più o meno impegnative, tutto in tempo reale. Il risultato finale dipende dalla bontà dell’elettronica interna e da questo punto di vista il Panasonic sono abbastanza scarponi.

Per inciso, nemmeno Pioneer è in grado di effettuare la conversione perfetta (non per niente esistono dispositivi dedicati con prezzi addirittura superiori al televisore) però anche in questo campo sembra avere una marcia in più rispetto alla concorrenza.

E così, alla fine, l’ha spuntata il Kuro. Abbiamo preso un modello HD Ready e non Full HD però, ma le ragioni le spiegherò in uno dei prossimi post perché questo sta diventando davvero troppo lungo.3


  1. Lo so, dovrei argomentare ma sarebbe un discorso troppo lungo.

  2. Cioè quando questo articolo è stato scritto, nel 2008, oggi non saprei.

  3. Nota: Poi non l’ho più spiegato ma in poche parole erano 2.500 euro contro 5.500, e la differenza qualitativa percepita praticamente nulla.

Frok’s Corner
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