Insalata di pomodori, rucola e barbabietole rosse

Ci sono diversi modi d'amare, carissima Lasher.
Noi non lo abbiamo incontrato al supermercato. Non è il nostro collega di lavoro. Non è il vicino di sopra che porta a spasso il cane la domenica mattina.

apro il barattolo e il liquido agrodolce delle barbabietole rosse scivola giù nel lavandino

Noi ce lo siamo cercato, lo abbiamo voluto proprio così com'è.
Non è stato un caso: niente destino. Niente incontro fortuito dal fotografo, niente drink offerto per noia al disco pub venerdì sera, niente scambi di battute per riempire il silenzio nella sala d'aspetto del dentista. È diverso.

Read More

Un verme in un orecchio

Sono una donna malata. Ho un millepiedi che attraversa il mio corpo, entra da un orecchio traforandomi il timpano (quello sinistro, dalla parte del cuore) poi s'infila nella trachea procurandomi una nausea indescrivibile con i suoi vischiosi movimenti di lombrico, e scende giù giù giù, spezzandomi la pancia in due sezioni simmetriche, intubandosi nell'arteria femorale e sbucando poi dal dito di un piede. E non è che sta ferma 'sta odiosa creatura: si agita e sceglie ogni giorno un delta differente per le sue puntatine all'esterno.
Che dolore! Che fastidio! Vorrei liberarmene, eppur non riesco. Ho tentato di corromperlo offrendogli un terreno migliore ove svisciare: la mia amica Stefania, te la presento bruchetto, guarda è tenera e bella in carne, il suo corpo di giovane dottoressa informatica sarà per te un delicato dessert dalla testa ai piedi. Mangia solamente cibi di colore bianco e non beve altro che champagne. Ti ci troverai bene, dentro… Niente, vuole me. Me che sono tutta un marciume indescrivibile, me che sono asprigna, coriacea e per niente nutriente, me – Ittica – che dio solo sa quanto poco di digeribile possa offrire al banchetto universale degli invertebrati in un momento come questo. Ma sarà proprio quel che va cercando il bacherozzo (che gusti! bleah) e ogni giorno mi sveglio con la mia bella anguilla schifosa a fianco che non si perde un sol minuto della mia coscienza: appena mi schiodo dall'ultimo sogno notturno è pronto ad infilarsi nell'orecchio e ad uscire chissà dove.

La spesa

Il primo aveva comprato l'arroganza. Ne aveva da vendere, uh, quanta! era fiero del suo nuovo acquisto e non perdeva occasione per mostrarlo a tutti. «Sono un uomo di successo» pensava, «non ho bisogno di nessuno».

Il secondo si abbottonava la giacca, lentamente. Nel cestellino di plastica rossa aveva bellezza – a chili- e qualche etto di convinzione. Irresistibile, si trovava irresistibile. «Son talmente sexy che guardandomi allo specchio mi eccito da solo» pensava, soddisfatto del riflesso che gli rimandava la vetrina. Scodinzolava per il capannone senza neppure lumare intorno – come faceva di solito – alla ricerca di uno sguardo complice femminile: non gl'importava più, non gli servivano conferme.

Read More

Quando sono sola

Quando sono sola, amo dormire con un mucchio di roba sul letto, nella parte libera, dico. I vestiti che mi tolgo di dosso sono d'obbligo, poi di tutto: cd, giornali, videocassette, la mia agenda, un paio di pelouches, le briciole del mio panino e – quando ho finito di usarlo – ci piazzo pure il portatile. Sarà che è meno triste, sarà un modo per riempire gli spazi vuoti. E devo stare attenta a non muovermi troppo, la notte, in modo da non buttar giù nulla sul pavimento.
Faccio un sacco tardi, quando sono sola. Tanto, chi se ne frega, non c'è nessuno che la mattina ha l'abitudine di alzarsi presto (io, mai) quindi posso stare a menarmelo – in senso figurativo, s'intende – davanti a Mtv, o al computer, o con le cuffie in testa a palla, che poi tengo il volume talmente alto che ho paura che i vicini sentano la musica lo stesso, nel silenzio notturno, specie quella di sotto che è una gran rompicoglioni.

Read More
Translate »