Millennium Falcon blueprints

Nell’attesa che i servizi postali di mezza Europa mi recapitino a casa tutti gli elementi per completare le modifiche al Millennium Falcon Lego, colgo l’occasione per parlare di un paio di libri, a mio avviso spettacolari, che molto hanno contribuito alla comprensione e realizzazione delle stesse.

Sono molto simili, entrambi descrivono fin nei minimi dettagli la struttura tecnica, gli armamenti, la disposizione dei componenti, il generale funzionamento della navetta, seppur lo facciano con approcci differenti. Continua a leggere

Durante la guerra di Corea il presidente degli Stati Uniti chiamò Chesty Puller e gli chiese di ragguagliarlo sulla situazione. Lui rispose: «Ce li abbiamo davanti e dietro, e siamo stretti ai fianchi da nemici che ci sovrastano numericamente per 29 a 1. Adesso non possono più sfuggirci!»

Dopodiché inflisse il più alto tasso di perdita di vite umane a una forza nemica di tutta la storia bellica.

Io sono un'arma — David Tell

In principio dunque, non peste, assolutamente no, per nessun conto: proibito anche di proferire il vocabolo. Poi, febbri pestilenziali: l’idea s’ammette per isbieco in un aggettivo. Poi, non vera peste, vale a dire peste sì, ma in un certo senso; non peste proprio, ma una cosa alla quale non si sa trovare un altro nome. Finalmente, peste senza dubbio, e senza contrasto: ma già ci s’è attaccata un’altra idea, l’idea del venefizio e del malefizio, la quale altera e confonde l’idea espressa dalla parola che non si può più mandare indietro.

I promessi sposi — Alessandro Manzoni

Storia dell’Invincibile Esercito

La copertina
La copertina
Come già ho avuto modo di affermare — svariate volte, peraltro — in passato, c’è stato un tempo in cui mi divertivo a scrivere insulsi libruccoli senza senso, in cui narravo improbabili storie più o meno fantasy. Quelle porcherie ce le ho ancora ma, mettetevi il cuore in pace, sono troppo stupide per essere ammesse nuovamente alla luce del sole.

Tuttavia, come da tradizione del genere, tutte o quasi si aprivano con una citazione di qualche ipotetico e, naturalmente, inesistente libro antico. Che in genere serve a dare maggiore profondità alla storia, nel mio caso invece aveva l’unico scopo di mettere subito in chiaro la natura prettamente idiota dell’opera.

Frasi di questo tipo:

Le sabbie del tempo - 2008
da “le sabbie del tempo” – 2008
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I libri che ho letto gli anni scorsi

Piccola nota sui giudizi attribuiti e legenda iconcine
Pessimo 1
Così così 2
Buono 3
Ottimo 4
Capolavoro 5
Ulteriori informazioni sui voti (per i più pignoli)

I giudizi non sono lineari. Significa che voti al di sotto del 5 si beccano tutti una stella. Quelli compresi tra il 5 e il 5,5 ottengono due stelle, tra il 6 e il 7,5 → tre stelle, tra l’8 e il 9 → quattro stelle e tutti quelli superiori a 9 si aggiudicano il punteggio massimo.

Sono anche valutazioni soggettive. Questo significa che un libro può anche essere un capolavoro assoluto ma, se a me non è piaciuto (mi ha annoiato, l’ho trovato banale, prevedibile, scontato, ecc.), non mi faccio problemi ad assegnargli una stella. Se non siete d’accordo l’universo continuerà a esistere lo stesso. ;)

Legenda iconcine:
Libro già letto in precedenza.
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  1. Da evitare a tutti i costi (secondo me)!

  2. Un libro che avrei potuto evitare di leggere; non necessariamente brutto ma che lascia il tempo che trova.

  3. Originale, piacevole e una trama ben articolata. Nella mia personale classifica 3 stelle non significano mediocrità ma giudizio molto positivo (anche se non eccezionale).

  4. Un gran bel libro, più che consigliato.

  5. Sui libri sono molto critico, non sarà facilissimo trovare 5 stelle su questa pagina, ma me lo auguro.

Si racconta che la prima reazione del signor Huddleston al cablogramma fu «una veemente e vigorosa imprecazione, provocata dalle tensioni del momento e dall’ora tarda». Si dice inoltre che parlò a lungo della nazione francese, della cultura francese e delle abitudini igieniche personali della popolazione francese.

Il signor Bradford, ancor più eloquente, si disse convinto dell’innaturale passione francese per i rapporti intimi con animali da cortile.

La grande rapina al treno — Michael Crichton

Mentalmente lascio il campo. Vado in montagna, affitto una baita, mi preparo un’omelette, mi siedo con i piedi alzati, respiro il profumo di neve della foresta. Mi dico: se vinco questo match mi ritiro. E se perdo questo match mi ritiro lo stesso.

Lo perdo.

Non mi ritiro. Anzi, faccio l’esatto contrario.

Open — Andre Agassi

Da quando avevo lasciato la mia casa per intraprendere questo viaggio, avevo pensato spesso a questa cosa, a come buona parte delle nostre vite sia spesa a studiare e predisporre automatismi. A costruire sistemi, dispositivi, motori. A dar la carica ai meccanismi a molla degli addebiti in conto, a mettere a punto abbonamenti alle riviste, anniversari, foto, rimborsi delle carte di credito, aneddoti. Ad avviare questi motori, metterli in moto e mandarli scoppiettanti nel futuro perché svolgano il loro compito a intervalli più o meno regolari.

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Le memorie dello squalo — Steven Hall

Io sapevo che la terra stava ruotando, e io con essa, e Saint-Martin-des-Champs e tutta Parigi con me, e insieme ruotavamo sotto il Pendolo che in realtà non cambiava mai la direzione del proprio piano, perché lassù, da dove esso pendeva, e lungo l’infinito prolungamento ideale del filo, in alto verso le più lontane galassie, stava, immobile per l’eternità, il Punto Fermo.

Il pendolo di Foucault — Umberto Eco
 

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