In un buco nella terra viveva uno Hobbit…

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… e in quello stesso buco dovrebbe rintanarsi, per la vergogna, Peter Jackson.

Ma andiamo con ordine.

Il libro

Lo Hobbit è il mio libro preferito. Lo è stato da sempre; di fatto è il mio primo e unico libro preferito.
Mi è capitato tra le mani per puro caso, più di trent’anni or sono. Mi ero recato nella abituale libreria di fiducia per acquistare un regalo di compleanno per mio padre, come sempre un libro di fantascienza — genere che lui adora.

Il mio primo libro
Il mio primo Hobbit

Il proprietario mi ha detto no, devi assolutamente comprare questo, non te ne pentirai. Non del tutto convinto ho accettato l’offerta. Una volta a casa però, attratto dalla intrigante copertina, ho curiosato distrattamente tra le prime pagine ed è stato amore a prima vista. Il giorno dopo sono tornato in quell’edicola e ho comprato il libro di fantascienza per mio padre.1Mi pare fosse Sfera di Michael Chrichton, comunque un signor racconto.

Lo Hobbit mi ha aperto le porte dell’universo fantasy, genere che da allora amo incondizionatamente. Conservo ancora oggi quel mio primo libro2Negli anni ne sono seguite numerose versioni; di fatto ogni volta che trovo un’edizione interessante la compro e la (ri)leggo. Ne ho quasi una decina, di ogni forma, dimensione e lingua., che poi è quello nella foto qui sopra; decisamente vissuto ma assolutamente integro.

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Povero Pinocchio, pignoso pagliaccetto

Un Tautogramma è un componimento nel quale tutte le parole hanno la stessa lettera iniziale.3Per esempio: ”Eco era estremamente enciclopedico ed estroso; elettrizzante esempio eloquente ed erudito, emozionante emblema espositivo, esaltante ed eterno esploratore etimologico ed espressivo. Evviva!”

Vignetta dal Pinocchio di Jacovitti
Vignetta dal Pinocchio di Jacovitti

Nel 1995 l’immenso Umberto Eco, in collaborazione con gli studenti di un suo corso di comunicazione, pubblicò un divertente libro contenente, tra le altre cose, l’intera storia di Pinocchio scritta utilizzando (quasi) esclusivamente la lettera “P”:

Povero papà (Peppe), palesemente provato penuria, prende prestito polveroso pezzo pino. Poi, perfettamente preparatolo, pressatolo, pialla pialla, progetta, prefabbricane pagliaccetto.
Prodigiosamente procrea, plasmando plasticamente, piccolo pupo pel pelato, pieghevole platano!
Perbacco!
Pigola, può parlare, passeggiare, percorrere perimetri, pestare pavimento, precoce protagonista (però provvisto pallido pensiero), propenso produrre pasticci. Pronunciando panzane, protubera propria proboscide pignosa, prolunga prominente pungiglione, profilo puntuto.
Perde persino propri piedi piagati, perusti!
Piagnucola. Papà paziente provvede.
Pinocchio privo pomodori, panciavuota, pela pere.
Poco pasciuto, pilucca picciuolo.
Padre, per provvedergli prestazioni professorali, premurosamente porta Pegno palandrana.

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Il salottino, che insieme alla camera da letto componeva tutto l’appartamento, era tappezzato di libri; le pareti sparivano dietro gli scaffali; le vecchie rilegature offrivano allo sguardo il loro bel colore brunito dal tempo. I libri, troppo stretti, invadevano la camera attigua, prolungandosi sopra le porte e nell’incavo delle finestre; se ne vedevano sui mobili, sul camino e perfino in fondo a certi armadi lasciati aperti; quei preziosi volumi non assomigliavano a quei libri da ricchi ospitati in biblioteche tanto opulente quanto inutili; sembrava che si sentissero a casa loro, padroni del luogo e, seppure accatastati, a loro completo agio; d’altronde, non un granello di polvere, non un’orecchia nelle pagine, non una macchia sulle copertine; si vedeva che una mano amica li accudiva ogni mattino.

Millennium Falcon blueprints

Nell’attesa che i servizi postali di mezza Europa mi recapitino a casa tutti gli elementi per completare le modifiche al Millennium Falcon Lego, colgo l’occasione per parlare di un paio di libri, a mio avviso spettacolari, che molto hanno contribuito alla comprensione e realizzazione delle stesse.

Sono molto simili, entrambi descrivono fin nei minimi dettagli la struttura tecnica, gli armamenti, la disposizione dei componenti, il generale funzionamento della navetta, seppur lo facciano con approcci differenti.

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Storia dell’Invincibile Esercito

La copertina
La copertina
Come già ho avuto modo di affermare — svariate volte, peraltro — in passato, c’è stato un tempo in cui mi divertivo a scrivere insulsi libruccoli senza senso, in cui narravo improbabili storie più o meno fantasy. Quelle porcherie ce le ho ancora ma, mettetevi il cuore in pace, sono troppo stupide per essere ammesse nuovamente alla luce del sole.

Tuttavia, come da tradizione del genere, tutte o quasi si aprivano con una citazione di qualche ipotetico e, naturalmente, inesistente libro antico. Che in genere serve a dare maggiore profondità alla storia, nel mio caso invece aveva l’unico scopo di mettere subito in chiaro la natura prettamente idiota dell’opera.

Frasi di questo tipo:

Le sabbie del tempo - 2008
da “le sabbie del tempo” – 2008
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Allora, ricapitolando…

Mappa della Terra-di-Contorno
Apri il link in un nuovo pannello per una risoluzione più elevata.

“Ricapitolando”… libro… Afferrata la sottile ironia? ;P

Vabbè, veniamo al dunque. Come ho già affermato in questo articolo ho scritto un libro4Disponibile anche in versione con copertina rigida ed ebook., una parodia del Signore degli Anelli.
Potrebbe esistere un racconto fantasy senza la relativa mappa?
Sì, però ho deciso di crearla lo stesso.

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Un Uccello per schernirli…

Una misteriosa Dama Nera, un Uccello di fuoco, un Mago incontinente, un Elfo con un terribile segreto, una Regina sboccata, svariati Re, uno più stupido dell’altro, un povero cristo tirato dentro per caso e altri personaggi degni di oblìo.
E… Ah sì, anche un regno da salvare, perché l’originalità è sempre importante…

Sono un paio di mesi che non aggiorno il blog. E che non leggo un libro, tra l’altro (vergogna!), ma c’è una ragione.

Ne ho scritto uno!Scarica e leggi i primi 10 capitoli.


Ok, andiamo con ordine, è necessario un veloce preambolo.

Ogni anno (da quasi una decade, ormai), in prossimità del Natale scrivo un finto libro. Si tratta di poche pagine in formato A4, piegate e rilegate, con copertina, contro-copertina, indici, capitoli, eccetera eccetera. I temi variano ma, in linea di massima, si tratta sempre di cazzate, buttate giù di getto per farmi due risate con altri amici amanti della lettura e, nello specifico, di J.R.R. Tolkien (una sorta di micro circolo del libro, per capirci).

Ho narrato le avventure di un sasso immobile al centro di un deserto, altre volte ho scritto improbabili poesie sgrammaticate o trattati pseudo-storici su fantomatici invincibili eserciti, che però facevano sempre una brutta fine. Insomma un piccolo esercizio di stile votato al semplice divertimento.

A novembre dello scorso anno, dopo essermi letto Il Signore degli Anelli per la seconda volta (la prima è stata circa un quarto di secolo prima), e dopo aver tentato vanamente di sorbirmi una scimmiottatura piuttosto famosa (Il Signore dei Tranelli) che però ho trovato insopportabile, mi sono detto “ora la scrivo io una parodia!“. Nelle intenzioni sarebbero state poche pagine come sempre, la solita storiella senza capo né coda condensata in poche righe.

E invece, man mano che buttavo giù idee, mi sono accorto che le pagine aumentavano e i capitoli si moltiplicavano, fino a ricalcare esattamente tutti i (quasi) settanta del libro originale!
Ormai ero partito e non avevo alcuna intenzione di fermarmi. A un certo punto ho capito che avrei dovuto stamparlo tramite qualche sito online, perché la mia piccola stampante non ce l’avrebbe mai fatta (ho fatto fuori 70 euro di cartucce solo per bozze preliminari, mappe, copertine di prova…!).

Mi sono quindi ritrovato a correre come un dannato perché, per poter ricevere in tempo utile l’opera finita dalla tipografia, avrei dovuto mandarla in stampa a inizio dicembre e mi trovavo ancora in alto mare. Tagliando corto, accorciando di molto le notti, ho fatto appena in tempo e morale della favola i regali di Natale sono giunti puntuali.
Terminato tale periodo di passione mi sono però detto: “se gli dessi una sistemata e lo rendessi disponibile a tutti?” Per farlo ho sgobbato per tutto il mese di gennaio perché ho dovuto ridisegnare la copertina a mano (quella usata precedentemente era ovviamente coperta da copyright) imparando di conseguenza a disegnare, modificare alcune parti per evitare problemi legali e infine correggere svariati errori logici nella storia che per le intenzioni iniziali potevano essere tranquillamente ignorati, ma non nel contesto di una distribuzione più su vasta scala.


Copertina
Copertina
Ecco, siamo a questo punto: il libro è finito. Intendiamoci, non è un’opera da premio Nobel, si tratta di un racconto che dovrebbe strappare qualche sorriso per le battute (a volte davvero terra terra), ma anche per i numerosi riferimenti all’opera originale (ignorati purtroppo, insieme a troppe altre cose, da Peter Jackson nel suo film).

Mi sono divertito a creare una mappa e inserire alcune simpatiche trovate grafiche all’interno delle pagine. Probabilmente i puristi della lettura storceranno il naso ma, hey, la palla è mia! :)

Non ho ancora ben capito come funziona la distribuzione. Il libro dovrebbe essere (presto) disponibile anche su canali commerciali come Amazon, Barnes & Noble e simili e, a livello teorico, anche in qualsiasi libreria visto che è dotato di un proprio codice ISBN ufficiale: 978-1-326-54632-8 (solo la versione a copertina rigida però, con l’edizione economica non si può: misteri dell’editoria virtuale). Continua a leggere

O Gnomo

Sfogliando distrattamente Lo Hobbit annotato (non è ancora il momento di leggerlo), ho scoperto che nel 1962 l’opera è stata pubblicata in Portogallo con l’originario nome di O Gnomo, e illustrazioni a cura di António Quadros5Inutile che metta il link a Wikipedia, la biografia è presente solo in Portoghese (ma se ci tenete…).. Disegni che, tra l’altro, a Tolkien non sono affatto piaciuti.
Ma a me sì, e pure tanto. Ragion per cui li riporto qui, per la gioia dei vostri riconoscenti occhi.

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To Middle-Earth and back again

In questi giorni ho preso il coraggio a due mani e ho finalmente cominciato a leggere Il Silmarillion di Tolkien, una sorta di opera omnia in cui sono narrati tutti gli eventi sociologici, storici e geografici dei suoi racconti, dalla creazione del mondo a… boh, non l’ho ancora finito, immagino fino alla fine. ;)

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Il dono della sintesi

Sto scrivendo un libro, e il lato ironico della cosa è che non è mai stata mia intenzione farlo. Continua a leggere

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