Aria, che male!

Ho sempre avuto un rapporto molto conflittuale con le bilance.
Sì, lo so, lo dicono tutti. Però io ci litigavo non perché (come è risaputo) mostrano molti più Kg di quanti non si abbiano, ma perché non sono mai riuscito a trovarne una veramente affidabile.

Ho provato quelle meccaniche, quelle digitali, il WiiFit di Nintendo ma, ogni volta — strano, eh? — non ero mai soddisfatto.

Seca 761
Seca 761
Tempo fa, dopo aver passato un paio di settimane a informarmi, ne ho comprata una di marca “Seca”, il modello 671 per la precisione. E, a proposito di precisione, questa segue rigorosamente la direttiva 90/384 CEE, taratura classe IIII. Che suona cazzuto ma in pratica significa che ha un margine di errore massimo di circa 100 grammi. Che vuol dire tanto.

Però — nelle mie storie c’è sempre un però —, contrariamente alle bilance digitali, il valore è difficile da leggere. Nello spazio di pochi di millimetri si passa da un Kg al successivo e piegarsi in basso per visualizzare la posizione corretta tende a falsare la misurazione. E comunque, essendo una bilancia meccanica, è soggetta ai movimenti per cui la lancetta non se ne sta mai ferma. Continua a leggere

Media cottura. Anzi, ben cotte!

Nelle belle giornate di sole le mie tartarughe (d’acqua) escono dal laghetto e si arrampicano sugli scivoli di legno e sulle pietre calde a godersi il tepore.

Foto mia, tartarughe pure. :)
Foto mia, tartarughe pure. :)

Ho preso l’abitudine, da qualche tempo a questa parte, di uscire in giardino ogni ora e camminare dai cinquecento ai mille passi; perché lo dice il Fitbit — e io del Fitbit mi fido — e perché pare faccia bene. Anche e soprattutto a livello mentale: staccare dalle incazzature della vita quotidiana, anche per pochi minuti, aiuta ad arrivare a sera senza doversi macchiare le mani del sangue di qualcuno.

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Mmmh… Mmmh… Magico Lipton!

Tè_Lipton

Nota
Questa è la recensione di un prodotto che ho ricevuto gratuitamente per una valutazione. Mi sembra pertanto corretto specificare apertamente tutte le condizioni in essere: non ho percepito alcun compenso dalla società produttrice e sono certo di aver impiegato la massima onestà intellettuale nel giudizio, anche se c’è la possibilità concreta che, nel caso in cui il prodotto mi avesse fatto schifo, avrei probabilmente evitato di scriverci un articolo. Tuttavia, non facendo queste cose per lavoro, direi che è una condizione piuttosto ragionevole. :)

Il mio primo ricordo riguardo il tè Lipton risale agli esordi del Wrestling in Italia, quando ancora si chiamava catch e, nella mia innocente ingenuità, ignoravo fosse un pittoresco circo a tre piste. All’epoca la telecronaca degli incontri era affidata al noto commentatore sportivo Dan Peterson, che ha poi legato per sempre la propria immagine al tè in questione.
Grazie a lui (o forse dovrei dire «per colpa sua») ho associato il marchio a un genere molto commerciale, quale può essere per intenderci l’EstaThé, una bevanda concorrente senza grandi pretese da bere il più ghiacciata possibile per non sentirne il terribile sapore (e, preferibilmente, non a Chattanooga, Texas «quando il sole ti spacca in quattro»). :) Continua a leggere

Splash!

Questo sabato, finalmente, siamo riusciti ad andare a Hydromania, il parco acquatico di Roma. Era un evento pianificato da tempo ma ogni volta succedeva sempre qualcosa (pigrizia, centri commerciali, dormite fino a tarda ora, ecc.) che ce lo impediva. Invece questa volta ci siamo messi d’impegno e ce l’abbiamo fatta. Continua a leggere

Generazione B

glass of beerBionda, rossa o scura, nonostante l’età (più di 5.000 anni), non si arrende anzi è sempre sulla breccia, cercata soprattutto dai giovani.
La birra, con i suoi ingredienti sempre uguali (cereali, acqua, lieviti e luppolo) unisce da sempre il Sud e il Nord del mondo. E così, se c’era una volta una bevanda sumera, babilonese ed egiziana bevuta da popolo e nobiltà, c’è, oggi, una bevanda che attrae intenditori o semplici curiosi di ogni continente. Continua a leggere