MacBook Pro 2016

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Due paroline, che poi diventeranno quattro, sui nuovi portatili professionali presentati qualche giorno fa. Non per difendere Apple, visto che sono sempre il primo a criticarla, ma spesso è buona cosa mettere i puntini sulle i.

Solo 16GB di RAM su un computer professionale, signori miei è uno scandalo!

Millemilionidieuro il prezzo di partenza, costano troppo!

Solo porte USB-C, sono pazzi!

Hanno tolto il MagSafe, imbecilli!

Questi sono i quattro punti cardine su cui vertono le critiche. Diciamo che possono essere raggruppati in quattro categorie: potenza, prezzo, tecnologia, sicurezza.

Vediamole una a una: Continua a leggere

Aria, che male!

Ho sempre avuto un rapporto molto conflittuale con le bilance.
Sì, lo so, lo dicono tutti. Però io ci litigavo non perché (come è risaputo) mostrano molti più Kg di quanti non si abbiano, ma perché non sono mai riuscito a trovarne una veramente affidabile.

Ho provato quelle meccaniche, quelle digitali, il WiiFit di Nintendo ma, ogni volta — strano, eh? — non ero mai soddisfatto.

Seca 761
Seca 761
Tempo fa, dopo aver passato un paio di settimane a informarmi, ne ho comprata una di marca “Seca”, il modello 671 per la precisione. E, a proposito di precisione, questa segue rigorosamente la direttiva 90/384 CEE, taratura classe IIII. Che suona cazzuto ma in pratica significa che ha un margine di errore massimo di circa 100 grammi. Che vuol dire tanto.

Però — nelle mie storie c’è sempre un però —, contrariamente alle bilance digitali, il valore è difficile da leggere. Nello spazio di pochi di millimetri si passa da un Kg al successivo e piegarsi in basso per visualizzare la posizione corretta tende a falsare la misurazione. E comunque, essendo una bilancia meccanica, è soggetta ai movimenti per cui la lancetta non se ne sta mai ferma. Continua a leggere

Huawei (C1-)P8

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Nota
Questa è la recensione di un prodotto che ho ricevuto (temporaneamente) per una valutazione. Mi sembra pertanto corretto specificare apertamente tutte le condizioni in essere: non ho percepito alcun compenso dalla società produttrice (non potrò nemmeno tenere il dispositivo), e sono certo di aver impiegato la massima onestà intellettuale nel giudizio, anche se c’è la possibilità concreta che, nel caso in cui il prodotto mi avesse fatto schifo, avrei probabilmente evitato di scriverci un articolo. Tuttavia, non facendo queste cose per lavoro, direi che è una condizione piuttosto ragionevole. :)

Android non mi è mai stato particolarmente simpatico. Forse a causa del fatto che sia così frammentato; al momento ci sono in commercio centinaia di dispositivi con differenti versioni del sistema operativo — alcune di oltre due anni fa — al punto che non è per niente facile capire quali siano i migliori o i peggiori, o se una determinata caratteristica sia o meno presente.
C’è poi il problema delle interfacce: ogni produttore modifica il software a seconda dei propri gusti e questo rende spesso problematico passare da uno smartphone all’altro senza un periodo più o meno lungo di adattamento.

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Fiat Lu(mia)x

Il mio primo cellulare è stato un Nokia, il mio ultimo cellulare — anche se adesso si definisce smartphone, che fa più fico — è un Nokia e, ironia della sorte, sarà anche l’ultimo realizzato dal famoso marchio finlandese.

Introduzione (facoltativa, si può anche saltare)

Da quando iPhone è arrivato in Italia ho sempre avuto un iPhone. Non tanti eh, il giusto. Ho comprato il 3G perché è stato il primo, il 3GS perché ero ricco e me lo potevo permettere e infine il 4S, saltando a pie’ pari il 4 perché non offriva molto più del precedente modello.
Nel frattempo si avvicendavano gli aggiornamenti del sistema operativo che rendevano il mio dispositivo sempre più lento, mentre le nuove uscite non presentavano a mio avviso sufficienti motivazioni per giustificare una sostituzione.

Sono partito da una spesa intorno ai 600 euro e mi ritrovo oggi a osservare iPhone in vendita a un prezzo che arriva a oltrepassare i 1000 euro per le versioni più complete, in totale contrapposizione alla regola che, solitamente, vede i costi diminuire all’evolversi di una tecnologia.
Un po’ troppo, direi, per un dispositivo che uso solo per telefonare, mandare messaggi e visionare siti porno (scherzo, quelli li guardo sul computer che ha lo schermo più grande). ;)

Quando è uscito, l’iPhone aveva un senso. Era veramente avanti 5 anni sulla concorrenza. Possedeva un display touch che solo recentemente altri brand sono riusciti a eguagliare per precisione e reattività. Introduceva un browser che per la prima volta era un vero browser, con cui ci si poteva collegare alla propria banca e fare operazioni in tutta sicurezza. Aveva questa tastiera virtuale che, se pure andava a gusti personali, quando non serviva la si poteva togliere di mezzo e godere di uno schermo generoso.Con gli anni è arrivato Android che, per quanto non mi sia mai piaciuto, ha avuto il grande pregio di non lasciar riposare Apple sugli allori (come ha fatto Palm ai suoi tempi e sappiamo tutti com’è andata a finire).
Infine è giunta Microsoft che ha spinto tutti verso interfacce semplici, schematiche e moderne, anche se è partita con forte ritardo e ha fatto — e fa tuttora — una fatica tremenda a inseguire la concorrenza (anche se al momento nel nostro paese, curiosamente e in controtendenza con il resto del mondo, la vendita di dispositivi Windows Phone ha superato quella di iOS; Android si trova autorevolmente al primo posto, con oltre il 70% del mercato).

Quindi la domanda è: ha senso oggi spendere 1000 euro per un iPhone? O anche 800 per un Android di fascia alta, quando ci sono alternative molto più economiche che fanno sostanzialmente le stesse cose?

L'introduzione sarebbe anche finita ma, se proprio ci tenete...

Nì.

Voglio dire, se una cosa piace allora un senso ce l’ha. Sono sempre stato convinto che i compromessi siano una brutta cosa. Per risparmiare due lire magari ti ritrovi con un dispositivo che ti fa incazzare tutti i giorni, e uno smartphone lo si usa sempre.
Se una cosa è utile e piace non si guarda il prezzo.
Chiariamoci, anche una Ferrari è utile e mi piace. Però, se non posso permettermela, o se posso permetterla ma non la posso mantenere, o se anche riuscissi a mantenerla ma ci dovessi dormire dentro con la famiglia perché mi sono dovuto vendere la casa, allora avrebbe poco senso.

Quindi diciamo che una cosa deve essere utile, piacere ed essere accessibile. Se mi sono sempre trovato bene con un iPhone, allora tanto vale rimanere nell’ecosistema Apple, invece di andarmela a rischiare su una strada che non conosco.
Ora, dal momento che ho la fortuna di essere nato in uno splendido paese, avanzato tecnologicamente, benestante e civile, nel quale non mi devo preoccupare di andare a cercare acqua potabile presso pozzi prosciugati, di prendermi la malaria semplicemente camminando per le strade o di avere la costante angoscia di dover rimediare qualcosa da mettere sotto i denti per rivedere il sole domani mattina, 1000 euro non sono sostanzialmente un problema.
Entra però in gioco il fattore buonsenso. Se con uno smartphone devo fare A, B e C e A, B e C me li fa anche uno che costa la metà, perché devo spendere il doppio?

Ecco, io ora sono a questo punto. Ho acquistato iPhone fino a quando sono stato convinto che non ci fossero alternative valide per le mie esigenze. Oggi mi accorgo che ci faccio poche ma imprescindibili cose. E sono cose che fanno anche tutti gli altri smartphone.

Il mio nuovo dispositivo è un Lumia 830. Ho impiegato diversi giorni a capirci qualcosa perché il sito Microsoft (che ha assorbito il marchio Nokia qualche tempo fa) non è affatto chiaro riguardo le differente tra le decine di modelli apparentemente tutti uguali ma alla fine ne è emerso uno che racchiudeva sostanzialmente tutto ciò di cui avevo bisogno: uno schermo generoso, un tasto dedicato all’avvio della fotocamera (su iPhone ho sempre sofferto tale mancanza), una fotocamera più che discreta, memoria espandibile e un sistema operativo semplice e pratico, molto veloce anche sui modelli con hardware meno performante. Continua a leggere

Nextgen? Forse…

Tutte le persone con cui ho avuto modo di discutere riguardo l’attuale cosiddetta nuova generazione di console conoscono il mio pensiero: una fregatura.
Perlomeno questo era il mio punto di vista fino a qualche giorno fa, ora ho parzialmente cambiato idea. Ma andiamo con ordine.

Quando oltre 8 anni fa la Playstation 3 e la Xbox 360 sono entrate nelle nostre case, hanno dato uno scossone al mondo dei videogame. Si trattava di console progettate da zero, con processori e schede grafiche ad hoc, capaci di una potenza di elaborazione con cui ben pochi PC potevano competere all’epoca. Continua a leggere