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Alla mia età, l'idea di perdere qualche persona cara (o anche di stirare le zampe io stesso) è da cominciare a prendere in semi-seria considerazione.
Il tempo è un ottimo maestro, peccato che uccida tutti i suoi allievi diceva qualche saggio di epoche remote il cui nome probabilmente non saprò mai, perché per aprire Google e cercare mi pesa troppo il culo.1Hector Berlioz, per la cronaca.

Ogni tanto, non sempre ma capita, compare nel mondo una persona magica. Una di quelle che capisci subito che è nel posto sbagliato al momento sbagliato, ma lei è quella giusta. Una persona che, razionalmente, conduce una vita sbandata, apparentemente irresponsabile. Ma che, se ci pensi bene, è proprio la vita che vorresti fare tu, solo che per averla dovresti tagliare troppi legami e rischiare oltre un limite difficilmente accettabile. Soprattutto perché da quel punto non si torna più indietro.
Una persona che c'è sempre quando serve, che è un gradino sopra la gente comune, che trova la soluzione a ogni problema senza pensarci nemmeno tanto. Ed è l'unica che ti riesce a capire perfettamente, che ti fa sentire al sicuro, specie se ti trovi in quell'età in cui non sei più un bambino ma non sei ancora pronto per fare l'uomo.

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Nürburgring: pensieri ed emozioni

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Nürburgring, anzi Nordschleife. Il circuito su cui la Formula 1 non corre più dal 1976, anno dell'incidente a Niki Lauda. La prima volta ci entrai quasi per caso; 3 giri, insieme ad un amico del Barchetta Club Italia, sulla strada per un raduno in Olanda. Unico pazzo del gruppo, sulla via del ritorno mi fermai nuovamente, e rimasi lì due giorni. A girare. A guardare.

La prima volta che ci vai vedi solo la pista: 20,8 Km di curve. Circa 80. Tutte diverse. Salita, discesa, dossi in mezzo alla curva o proprio sul punto di staccata, curve in contropendenza. Il paradiso di chi ama guidare. 80 curve; a Monza ce ne sono 6. E sono curve adatte alle Formula 1 di oggi, mostri da 800 CV. Al Ring anche i 130 CV della Barchetta sono difficili da scaricare.
Vedi le vie di fuga: praticamente inesistenti! L'inferno verde, lo chiamano. Fa paura, ma è talmente bello che con il passare dei giri inizi ad osare. Impari a non alzare il piede. Al Ring vince chi frena poco, non chi accelera tanto.

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Following the breath

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Il triangolo delle Bermuda

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Il triangolo delle Bermuda è divenuto celebre dopo che lo scrittore Charles Berlitz, nel 1974, pubblicò il libro 'Bermuda: il Triangolo maledetto'2Sperling & Kupfer, Milano 1976, ristampa BUR, 1980., che riuscì a vendere complessivamente la bellezza di diciotto milioni di copie in tutto il mondo.

Il triangolo in questione si trova nell'Atlantico ed è compreso tra Miami, le isole Bermuda e l'isola di Porto Rico. Secondo quanto narrato nel libro di Berlitz, all'interno del triangolo si sarebbero verificate misteriose sparizioni di navi e aerei. Giornalisti, scrittori e pseudoricercatori si sono sbizzarriti nella ricerca di una soluzione del 'mistero' delle Bermuda. Sono state ipotizzate anomalie del campo magnetico terrestre e del campo gravitazionale, vortici anomali di vento e acqua, deformazioni dello spazio-tempo, fino a tirare in ballo improbabili interventi da parte di esseri alieni o di misteriosi sopravvissuti della mitica civiltà di Atlantide.

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