Huawei (C1-)P8

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Importante

Questa è la recensione di un prodotto che ho ricevuto (temporaneamente) per una valutazione. Mi sembra pertanto corretto specificare apertamente tutte le condizioni in essere: non ho percepito alcun compenso dalla società produttrice (non potrò nemmeno tenere il dispositivo), e sono certo di aver impiegato la massima onestà intellettuale nel giudizio, anche se c'è la possibilità concreta che, nel caso in cui il prodotto mi avesse fatto schifo, avrei probabilmente evitato di scriverci un articolo. Tuttavia, non facendo queste cose per lavoro, direi che è una condizione piuttosto ragionevole. :)

Android non mi è mai stato particolarmente simpatico. Forse a causa del fatto che sia così frammentato; al momento ci sono in commercio centinaia di dispositivi con differenti versioni del sistema operativo — alcune di oltre due anni fa — al punto che non è per niente facile capire quali siano i migliori o i peggiori, o se una determinata caratteristica sia o meno presente.
C'è poi il problema delle interfacce: ogni produttore modifica il software a seconda dei propri gusti e questo rende spesso problematico passare da uno smartphone all'altro senza un periodo più o meno lungo di adattamento.

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Fiat Lu(mia)x

Il mio primo cellulare è stato un Nokia, il mio ultimo cellulare — anche se adesso si definisce smartphone, che fa più fico — è un Nokia e, ironia della sorte, sarà anche l'ultimo realizzato dal famoso marchio finlandese.

Introduzione (facoltativa, si può anche saltare)

Da quando iPhone è arrivato in Italia ho sempre avuto un iPhone. Non tanti eh, il giusto. Ho comprato il 3G perché è stato il primo, il 3GS perché ero ricco e me lo potevo permettere e infine il 4S, saltando a pie' pari il 4 perché non offriva molto più del precedente modello.
Nel frattempo si avvicendavano gli aggiornamenti del sistema operativo che rendevano il mio dispositivo sempre più lento, mentre le nuove uscite non presentavano a mio avviso sufficienti motivazioni per giustificare una sostituzione.

Sono partito da una spesa intorno ai 600 euro e mi ritrovo oggi a osservare iPhone in vendita a un prezzo che arriva a oltrepassare i 1000 euro per le versioni più complete, in totale contrapposizione alla regola che, solitamente, vede i costi diminuire all'evolversi di una tecnologia.
Un po' troppo, direi, per un dispositivo che uso solo per telefonare, mandare messaggi e visionare siti porno (scherzo, quelli li guardo sul computer che ha lo schermo più grande). ;)

Quando è uscito, l'iPhone aveva un senso. Era veramente avanti 5 anni sulla concorrenza. Possedeva un display touch che solo recentemente altri brand sono riusciti a eguagliare per precisione e reattività. Introduceva un browser che per la prima volta era un vero browser, con cui ci si poteva collegare alla propria banca e fare operazioni in tutta sicurezza. Aveva questa tastiera virtuale che, se pure andava a gusti personali, quando non serviva la si poteva togliere di mezzo e godere di uno schermo generoso.Con gli anni è arrivato Android che, per quanto non mi sia mai piaciuto, ha avuto il grande pregio di non lasciar riposare Apple sugli allori (come ha fatto Palm ai suoi tempi e sappiamo tutti com'è andata a finire).
Infine è giunta Microsoft che ha spinto tutti verso interfacce semplici, schematiche e moderne, anche se è partita con forte ritardo e ha fatto — e fa tuttora — una fatica tremenda a inseguire la concorrenza (anche se al momento nel nostro paese, curiosamente e in controtendenza con il resto del mondo, la vendita di dispositivi Windows Phone ha superato quella di iOS; Android si trova autorevolmente al primo posto, con oltre il 70% del mercato).

Quindi la domanda è: ha senso oggi spendere 1000 euro per un iPhone? O anche 800 per un Android di fascia alta, quando ci sono alternative molto più economiche che fanno sostanzialmente le stesse cose?

L'introduzione sarebbe anche finita ma, se proprio ci tenete...

Nì.

Voglio dire, se una cosa piace allora un senso ce l'ha. Sono sempre stato convinto che i compromessi siano una brutta cosa. Per risparmiare due lire magari ti ritrovi con un dispositivo che ti fa incazzare tutti i giorni, e uno smartphone lo si usa sempre.
Se una cosa è utile e piace non si guarda il prezzo.
Chiariamoci, anche una Ferrari è utile e mi piace. Però, se non posso permettermela, o se posso permetterla ma non la posso mantenere, o se anche riuscissi a mantenerla ma ci dovessi dormire dentro con la famiglia perché mi sono dovuto vendere la casa, allora avrebbe poco senso.

Quindi diciamo che una cosa deve essere utile, piacere ed essere accessibile. Se mi sono sempre trovato bene con un iPhone, allora tanto vale rimanere nell'ecosistema Apple, invece di andarmela a rischiare su una strada che non conosco.
Ora, dal momento che ho la fortuna di essere nato in uno splendido paese, avanzato tecnologicamente, benestante e civile, nel quale non mi devo preoccupare di andare a cercare acqua potabile presso pozzi prosciugati, di prendermi la malaria semplicemente camminando per le strade o di avere la costante angoscia di dover rimediare qualcosa da mettere sotto i denti per rivedere il sole domani mattina, 1000 euro non sono sostanzialmente un problema.
Entra però in gioco il fattore buonsenso. Se con uno smartphone devo fare A, B e C e A, B e C me li fa anche uno che costa la metà, perché devo spendere il doppio?

Ecco, io ora sono a questo punto. Ho acquistato iPhone fino a quando sono stato convinto che non ci fossero alternative valide per le mie esigenze. Oggi mi accorgo che ci faccio poche ma imprescindibili cose. E sono cose che fanno anche tutti gli altri smartphone.

Il mio nuovo dispositivo è un Lumia 830. Ho impiegato diversi giorni a capirci qualcosa perché il sito Microsoft (che ha assorbito il marchio Nokia qualche tempo fa) non è affatto chiaro riguardo le differente tra le decine di modelli apparentemente tutti uguali ma alla fine ne è emerso uno che racchiudeva sostanzialmente tutto ciò di cui avevo bisogno: uno schermo generoso, un tasto dedicato all'avvio della fotocamera (su iPhone ho sempre sofferto tale mancanza), una fotocamera più che discreta, memoria espandibile e un sistema operativo semplice e pratico, molto veloce anche sui modelli con hardware meno performante.

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Dapprima la pioggia prese a cadere a passettini, in una lenta cavalcata, poi i gattini furono gettati dalle nubi una cesta dopo l'altra, a mute fitte, a zampettare sulla superficie dell'acqua.

[…]

L'urto delle gocce sulle foglie che si flettevano e il manto del lago, quel brusio ininterrotto, quella fine setacciatura di grani d'acqua in caduta sul mondo, non conoscevo sensazione più profondamente dolce, che non ero in grado di accogliere con una presenza altrettanto totale. Gocce, come di una campana liquida che batte secondo dopo secondo, tutt'intorno e ovunque, sull'acqua torbida, sul suolo e sulla sabbia, sul viso di Steppa e attraverso l'erba matta dei suoi capelli, gocce che s'infiltrano sotto qualsiasi materia frapposta, gocce nelle mie mani aperte come foglie, che scivola lungo la nuca fresca di Calliroe, nei crani scoperchiati dal sogno, gocce nelle orecchie e nella bocca, perché nulla poteva più opporsi, gocce perché le conche d'argilla non erano più abbastanza vaste per accoglierle, nemmeno le lagune lunghe, gocce, né i laghi immersi, gocce, né il pantano… Gocce…

La teoria delle stringhe spiegata semplice

Ogni oggetto è composto da miliardi di atomi, ogni atomo è costituito da elementi più piccoli: elettroni orbitanti intorno a un nucleo di protoni e neutroni, a loro volta formati da elementi ancora più piccoli chiamati quark. Secondo la teoria delle stringhe la catena non si interrompe qui. Esisterebbero infatti particelle infinitamente piccole, una sorta di filamenti di energia chiamati, per l'appunto, stringhe che, vibrando a frequenze differenti, conferirebbero alle particelle le loro proprietà distintive quali carica e massa.

Indice dei contenuti

L'anello mancante

Questa idea — implicando che tutto ciò che esiste, forze della natura e materia (atomi, elettroni, quark, particelle radioattive, fotoni, gravitoni, ecc.), nasca da una stessa entità — risolve il perenne conflitto tra l’immagine caotica e imprevedibile che la meccanica quantistica attribuisce allo spazio subatomico e l’immagine lineare dello spazio su larga scala fornito dalla teoria della relatività. In pratica la teoria delle stringhe disciplina, almeno in parte, il caos della meccanica quantistica, quanto basta affinché la teoria dei quanti e la relatività generale possano coesistere.

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La fisica quantistica spiegata semplice

La fisica quantistica, denominata anche meccanica quantistica, è una teoria fisica che studia il comportamento della materia a livello atomico e subatomico.1In soldoni, si occupa di elementi molto piccoli, come gli atomi, gli elementi che compongono gli atomi (protoni, neutroni, elettroni), gli elementi che compongono i componenti degli atomi (quark), e così via.

È stata ipotizzata e in seguito teorizzata dal fisico tedesco (e vincitore del premio Nobel nel 1918) Max Planck nel 1901 per supplire alle carenze della meccanica (fisica) classica le cui leggi, se applicate a elementi microscopici, non risultavano più valide.

Alla fine dell'Ottocento si pensava, infatti, di aver compreso i principi fondamentali della Natura. Gli atomi erano i "mattoncini" con cui era costruito il mondo, le leggi di gravitazione universale di Newton spiegavano il moto dei pianeti e di tutti gli altri corpi, l'Universo intero sembrava funzionare come un gigantesco orologio. Ma, nei primi decenni del Novecento, uno studio più approfondito dell'atomo e dei suoi componenti ha dato origine alla teoria dei quanti che, facendo perdere gran parte delle certezze su cui si basava la fisica classica, ha gradualmente fatto comprendere che la conoscenza della realtà era ben lontana dall'essere completa.

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Fóttitti!

Fin da piccolo mi hanno insegnato ad ascoltare prima di aprire bocca.
Non sempre lo faccio naturalmente, perché sono umano, istintivo e, soprattutto, italiano. Quindi ben lontano dall'essere perfetto. Ma, quelle rare volte che mi ricordo, ci metto tutta la mia buona volontà. E solitamente ne ricavo qualcosa di utile.

Un'altra cosa che mi hanno insegnato è comprendere gli errori che commetto quando qualcuno me li fa notare, ringraziarlo, memorizzarli ed evitarli in futuro.

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La teoria della relatività spiegata semplice (con l'aiuto di Spok)

Viviamo in un periodo di grandi scoperte e teorie interessanti, ma nessuno ce le spiega. Pertanto, per molti di noi, rimangono concetti astratti, di cui conosciamo il nome ma non la sostanza. Con questo articolo vorrei dare il via a una serie di guide veloci su molti temi che vorremmo conoscere ma che, purtroppo, nemmeno da Google riusciamo a ottenere risposte semplici e immediate.

Partiamo con la teoria della relatività che, in realtà, sono due. :)

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Compagni di scuola

A oltre vent'anni dall'accaduto ho ricevuto questa terribile notizia riguardante una mia compagna di banco delle scuole medie. Sono cose che ti lasciano senza fiato perché, anche se ci si perde di vista, pensi che vada sempre tutto bene.

Stavo leggendo il primo articolo che ho trovato su Internet e ho notato un diverso registro narrativo rispetto alle notizie che ci vengono sbattute in faccia oggi. Non so bene identificare cosa sia ma si sente più rispetto, più umanità, meno sensazionalismo, meno retorica. Ma soprattutto nessuna intervista inutile a inutili testimoni con domande stupide e scontate.

Ciao Silvia, scusa il ritardo e grazie per avermi sopportato con infinita pazienza. :'(

Varallo Sesia (Vercelli). Sfumano coperti dai nuvoloni che attanagliano bassissimi il Sacro Monte, i profili delle antiche cappelle e delle casacche dei soccorritori arrampicati sulla frana dei 14 morti.
Gli occhi puntati con ansia verso il tronco in bilico a metà della montagna squarciata. Se resta immobile vuol dire che la terra non si muove. Se no, bisogna fuggire a precipizio abbandonando, con le ricerche delle vittime, ruspe, pale e picconi.
Il buio scende presto in Valsesia e alle 15 di ieri Ghibli, un pastore tedesco che ha sul groppone anche il crollo della Torre di Pavia, e la sua squadra a quattro zampe possono tornare alla base dei Cinofili volontari di Cormano (Milano). Missione compiuta a Varallo. Grazie al loro fiuto recuperati tutti i 14 corpi sepolti sotto il pezzo di monte gonfio di pioggia rovesciatosi sabato notte su tre case.

Corriere della Sera – 8 novembre 1994
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La Sumeria fu per Babilonia, e Babilonia per l’Assiria, quello che Creta fu per la Grecia, e la Grecia per Roma; la prima creò una civiltà, la seconda la sviluppò al massimo del suo splendore, la terza la ereditò, vi aggiunse poco, la protesse e, morendo, la trasmise come un lascito ai barbari vittoriosi che la circondavano.

Infatti la barbarie sta sempre intorno alla civiltà, in mezzo e al disotto di essa, pronta a inghiottirla con le armi, o con l’emigrazione in massa, o con una sfrenata fecondità.

La barbarie è come la giungla; non ammette mai la propria sconfitta; attende con pazienza, per secoli, di riconquistare il terreno perduto.

Right on Commander

La schermata di caricamento su Commodore Amiga
La schermata di caricamento su Commodore Amiga
AVVISO SPOILER!

Attenzione, se non avete mai giocato a Elite negli ultimi 30+ anni e avete intenzione di farlo, evitate di leggere questo articolo perché contiene rivelazioni su tutte le missioni speciali.

Elite è un videogioco di simulazione spaziale, creato originariamente da David Braben e Ian Bell nel 1984, che si è diffuso su quasi tutte le piattaforme di home computer esistenti durante il corso degli anni '80. È stato il primo gioco ad avvalersi di grafica tridimensionale, sebbene la limitata potenza dei computer dell'epoca permettesse soltanto l'uso della modalità fil-di-ferro, ciononostante è considerato ancora oggi il capostipite di tutti i giochi spaziali e, di sicuro, uno dei più originali.

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