Madònn of the Universe

Dei Masters of the Universe non so molto. I cartoni animati non li ho mai guardati perché mi sono sempre sembrati un po' ingenui, ridicoli e probabilmente adatti a un pubblico molto giovane. Ma le action figure erano fighe.

Mio cugino le aveva tutte (oh, tutte!), castelli e veicoli compresi.

Io che ero povero, invece, ne possedevo solo una, He-Man. Da un lato mi piaceva un sacco perché gli anni '80 erano l'epoca dei vari Schwarzenegger, Stallone e compagnia bella e i muscoloni esagerati andavano per la maggiore. Dall'altra queste action figure mi stavano altamente sul cazzo perché non potevo credere che in un periodo nel quale Big-Jim aveva addirittura braccia in similpelle, col bicipite che si gonfiava quando si piegava l'articolazione, Mattel se ne usciva con dei pupazzetti con gomiti e ginocchia fissi.

Ma vabbè, è andata come è andata e i Masters of the Universe (MOTU per gli amici) sono entrati nella storia. Il mio He-Man è invece uscito dalla mia vita, vittima probabilmente di quel destino a cui vanno incontro tutti i giocattoli poco custoditi: mamma, amiche, figli piccoli, ciao.

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L'ultima mappa (della Terra di Mezzo)

Mancava un'ultima mappa per completare il trittico della topografia della Terra di Mezzo, e dunque eccola qui. Anzi, siccome questa volta ho voluto fare lo sborone, ne sono arrivate addirittura tre in un colpo solo!

Ma andiamo con ordine; e con un dovuto, piccolo riassunto.

Quando nel lontano 1954 è stato pubblicato in Inghilterra il Signore degli Anelli, J.R.R. Tolkien ha voluto corredarlo di tre mappe, disegnate dal figlio Christopher, con l'intenzione di aiutare il lettore a orientarsi meglio all'interno delle vicende narrate.

Queste erano:

Da noi è arrivata solo l'ultima, probabilmente perché Rusconi, e in seguito Bompiani, hanno ritenuto superfluo spendere tempo e risorse per tradurle tutte. Eppure è curioso perché nella prima versione italiana, il famoso Astrolabio, la prima mappa c'era ed era stata anche italianizzata.

La mappa di Quirino Principe

Invece delle mappe di Tolkien Jr. si è deciso di crearne una ex novo, disegnata su indicazioni di Quirino Principe (che ha anche curato la prima revisione del libro) da un autore che non sono riuscito a scoprire. È molto bella, e include le principali informazioni delle altre due; è l'unica mappa che noi italiani conosciamo, per cui ci è familiare e ci siamo affezionati, ma purtroppo non può sostituirne tre complete.

La mia personale missione è stata dunque quella di ricreare queste mappe perdute, in modo che alla prossima rilettura del Signore degli Anelli potessi seguire meglio gli spostamenti dei vari personaggi.

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