I libri che ho letto

Piccola nota sui giudizi attribuiti e legenda iconcine
Pessimo 1
Così così 2
Buono 3
Ottimo 4
Capolavoro 5
Ulteriori informazioni sui voti (per i più pignoli)

I giudizi non sono lineari. Significa che voti al di sotto del 5 si beccano tutti una stella. Quelli compresi tra il 5 e il 5,5 ottengono due stelle, tra il 6 e il 7,5 → tre stelle, tra l’8 e il 9 → quattro stelle e tutti quelli superiori a 9 si aggiudicano il punteggio massimo.

Sono anche valutazioni soggettive. Questo significa che un libro può anche essere un capolavoro assoluto ma, se a me non è piaciuto (mi ha annoiato, l’ho trovato banale, prevedibile, scontato, ecc.), non mi faccio problemi ad assegnargli una stella. Se non siete d’accordo l’universo continuerà a esistere lo stesso. ;)

Legenda iconcine:
Libro già letto in precedenza.

2017 15
16. Xx xxxx xx Xxxxx
Xxxxxxx Xxxxx Xxxxxx x Xxxx Xxxxx
xx-07-2017

___QUOTE___

___GIUDIZIO___

15. Congo

i

Michael Crichton
17-07-2017

Munro si rendeva perfettamente conto dei rischi. Nel momento in cui lasciavano l’aereo, lasciavano anche la civiltà e tutti i suoi incontestati presupposti. Si tuffavano non solo nell’aria ma nel tempo, tornando a un modo di vivere più primitivo e pericoloso — le realtà eterne del Congo che esistevano, immutate e inesorabili, da secoli.

Un libro splendido, un racconto al tempo stesso incredibile e possibilissimo, come sempre supportato da una sconfinata conoscenza di luoghi, fatti e tecnologie. Un Crichton al suo meglio.

14. Il diario perduto di Indiana Jones

i

Joanna Price
15-07-2017

Dopo tutti questi anni, finalmente ho recuperato la Croce del Coronado. Non vedo l’ora di studiarla.
È più piccola e pesante di quanto ricordassi.

L’idea di fondo è molto intrigante, riprodurre il fantastico taccuino su cui Indiana Jones appunta i fatti salienti che gli capitano nel corso delle proprie avventure. All’atto pratico la realizzazione è un po’ deludente quando ci si accorge che per il testo “scritto a mano” ci si avvale di font preesistenti. Pensavo fosse un problema della localizzazione italiana ma ho notato che anche quella originale è così. Rimanendo sulla traduzione purtroppo le pagine graficamente più complesse sono state lasciate in inglese (è stato aggiunto un libriccino alla fine col testo italiano). Infine, ma capisco che una decina di anni fa il fotoritocco era ancora agli albori, i fotomontaggi fotografici sono al limite del ridicolo, con teste appiccicate a foto d’epoca in modo discutibile. Nel caso di Sean Connery la stessa, identica foto, viene utilizzata quasi dappertutto.

13. Azazel

i

Isaac Asimov
11-07-2017

«Niente sulla Terra può farmi del male?» continuava a ripetermi. «Come fai a sapere che niente sulla Terra può farmi del male?»

«Lo so. Ascolta, Vissarion, io non metto mai in discussione le tue conoscenze professionali. Quando tu mi dici che i tassi d’interesse caleranno, io non mi metto a discutere e non ti chiedo come fai a saperlo.»

«Sì, questo può anche darsi, ma se io ti dico che i tassi d’interesse caleranno e invece quelli aumentano (succede solo la metà delle volte), solo i tuoi sentimenti restano feriti. Se, invece, io mi comporto come se niente sulla Terra possa ferirmi, e poi qualcosa invece mi ferisce, io posso finire ben più che ferito. Finisco morto.»

Un libro che mi ha ricordato molto “il diavolo, certamente” di Camilleri (che, forse, si è fatto un po’ ispirare dall’opera di Asimov).

Una serie di racconti, tutti basati sulla stessa, identica struttura; alcuni interessanti, altri molto banali. Però Asimov non è questo.

12. Il mio lungo viaggio

i

Piero Angela
28-06-2017

Un giorno io e il mio compagno di banco Gianfranco Allaria (il primo in ordine alfabetico), essendo stati interrogati la volta precedente, non avevamo studiato. Con un certo sadismo, il professor Vigliani tornò a interrogarci. “Allaria!” chiamò. “Voto: 3”. Uno per quello che aveva saputo dire, uno per essere andato alla cattedra e uno per essere tornato al banco. “Angela! Voto: 2”. Uno per andare e uno per tornare.

Una rilassante serie di racconti, alcuni un po’ così, altri molto interessanti. Piero Angela non è dotato di una particolare vena letteraria ma, se non altro, i libri se li scrive da solo. Molto apprezzabile la costante (auto)ironia che accompagna tutto il viaggio.

11. La svastica sul sole

i

Philip K. Dick
09-06-2017

Staccò dal muro il certificato incorniciato dello Smithsonian Institute; il documento e l’accendino gli erano costati una fortuna, ma ne era valsa la pena… perché gli consentivano di dimostrare che aveva ragione, che la parola “falso” non significava niente, dal momento che non significava niente neanche la parola “autentico”.

Boh, a me questo libro non è proprio piaciuto, ed è davvero difficile non apprezzare Dick. Ho fatto una fatica incredibile per arrivare a metà libro, mi era così ostico che molte sere ho preferito fare altro piuttosto che affrontarlo. Dalla metà in poi ingrana un po’, ma nonostante la grande inventiva dell’autore, (per me) non decolla mai.

10. Il cacciatore di androidi

i

Philip K. Dick
14-05-2017

Dapprima, stranamente, erano morte le civette. A quel tempo era stato quasi buffo: gli uccelli, imbottiti nella loro lanugine chiara, giacevano stecchiti qua e là, nei giardini e lungo le strade. Dato che uscivano dal nido solo dopo il crepuscolo, secondo quelle che erano le loro abitudini prima di estinguersi, di solito le civette sfuggivano all’osservazione.
Le pestilenze medievali si erano manifestate in modi simili, con morìe di moltitudini di topi. Questa epidemia, invece, era calata dall’alto. Dopo le civette, naturalmente, caddero gli altri uccelli, ma a quel punto il mistero era stato compreso e svelato.

Un romanzo dai molteplici titoli che ha dato origine al famoso film Blade Runner. Come sempre la scrittura di Dick è altamente evocativa e puntualmente pessimista. Un’atmosfera ben ripresa dalla pellicola di Ridley Scott che però prende una strada più frenetica rispetto alla storia originale. Nel libro gli animali, siano questi reali o meccanici, sono i veri protagonisti, e si contendono l’attenzione del lettore con gli atroci dubbi delle controparti umanoidi, curiosamente entrambe organiche, anche se con una decisiva differenza.

9. La sfida

i

Norman Mailer
05-05-2017

Poi la stagione delle piogge, in ritardo di due settimane e colma della frenesia di molte atmosfere africane, di molte tribù sconosciute, venne finalmente a patti con le acque del cosmo e con i lamenti del Congo. La stagione delle piogge scoppiò e caddero le stelle del cielo africano. In quell’interminabile alba di un verde lunare la pioggia cadde a torrenti, a fiumi, a secchiate d’argento, a cascate, laghi di pioggia cadevano come pietre dall’alto, con un crepitio più forte di quello di una foresta in fiamme. Una pioggia a dirotto, una pioggia tropicale direttamente dal cuore dei cieli.

Normal Mailer sapeva scrivere, ciononostante questo è un libro inutile. Non aggiunge nulla su quanto già non si sapesse e si perde, per interi capitoli, a narrare gesta di comprimari dello staff dei due pugili, di cui non frega niente a nessuno.

4-8. La saga dei Belgariad
8. La fine del gioco

i

David Eddings
26-04-2017

«La carica non li tratterrà a lungo» ammonì Varana, «e dopo ti saranno addosso di nuovo.»
«Riassumeremo la formazione più a monte.»
«Ci vorrà molto tempo per tornare alla scarpata, se vi dovrete fermare a combattere ogni mezzo chilometro» insistette Varana.
«Lo so» scattò Rhodar, con petulanza. «Tu hai un’idea migliore?»
«No» ammise Varana. «Te lo stavo soltanto facendo notare.»

L’ultimo capitolo si chiude più o meno alla stessa stregua dei libri precedenti.
Nel mezzo c’è una battaglia ben ingegnata — anche se lontana dall’epicità di quelle di Tolkien — che gli fa guadagnare una stellina in più.
Purtroppo il finale, davvero poco ispirato, per non dire banalissimo, relega l’intera saga molto più in basso rispetto ai miei ricordi di una trentina di anni fa.

7. Il castello incantato

i

David Eddings
17-04-2017

«È sveglio» ripeté lei, «ma questo è tutto quello che si può affermare per il momento… a parte il fatto che ha sempre il solito caratteraccio. Si lamenta già per la scomodità del letto e pretende di bere del sidro forte.»
«Glielo farò mandare subito» si offrì la regina.
«No, Silar» replicò, decisa, Polgara. «Avrà una scodella di brodo, non il sidro.»
«Non lo gradirà molto» profetizzò Silk.
«Non è un peccato?» sorrise Polgara.

Noia. E titolo senza senso.

6. La valle di Aldur

i

David Eddings
30-03-2017

Alcuni anni fa ero a Rak Goska, ed un agente tolnedrano ha presentato alcune false accuse contro di me… non ho mai saputo perché Taur Urgas ha mandato alcuni soldati ad arrestarmi, ma la cosa non mi andava a genio ed ho discusso un poco. Parecchi Murgos sono morti durante la discussione… sono cose che capitano, di tanto in tanto.
Sfortunatamente, uno di loro era il figlio maggiore di Taur Urgas, e il re dei Murgos ha preso la cosa come un affronto personale. Qualche volta, è di mentalità molto ristretta.

Meh… Continua il viaggio, c’è qualche piccolo scontro, come sempre il gruppo non subisce perdite o danni rilevanti. L’antagonista attuale si auto elimina nel modo più stupido dell’universo.

5. La regina della magia

i

David Eddings
10-03-2017

«Dite a Grinneg che suo cugino Barak è qui per vederlo» annunciò alle guardie barbute che si trovavano all’interno.
«Come facciamo a sapere che sei suo cugino?» chiese scortesemente una delle guardie.
Con noncuranza, Barak infilò un mano attraverso la griglia ed afferrò il davanti della cotta di maglia dell’uomo, tirandolo poi con energia contro le sbarre. «Ti spiacerebbe riformulare la domanda» chiese, «fintanto che sei ancora in salute?»
«Chiedo scusa, Lord Barak. Ora che sono più vicino, mi sembra di riconoscere il tuo volto.»

Siamo ancora in viaggio, non è accaduto praticamente nulla degno di nota e sinceramente comincia a stancarmi questo protrarsi di segreti, mezze verità e tutto l’inutile alone di mistero che pervade la storia. Inoltre, improvvisamente, la magia che era parsa totalmente assente nel primo capitolo, esplode prepotentemente a risolvere qualsiasi situazione apparentemente impossibile (per esempio guarire da un veleno inguaribile).

Annoiano anche i combattimenti nei quali centinaia di nemici vengono massacrati e ai protagonisti (tutti inevitabilmente nobili e titolati) non capita nemmeno un graffietto.

La maestria di scrittura di Eddings è innegabile, sulla fantasia comincio invece a nutrire qualche dubbio.

4. Il segno della profezia

i

David Eddings
28-02-2017

«È ubriaco» spiegò Messer Wolf, lanciando appena un’occhiata all’uomo in questione.
«Qualcuno dovrebbe prendersi cura di lui, non credi?»
«Meglio di no.»
«Lo conosci?»
«So qualcosa di lui e di molti altri come lui. Mi e capitato a volte di trovarmi io stesso in quelle condizioni.»
«Perché?»
«Al momento mi sembrava la cosa più appropriata da farsi.»

Una trentina di anni fa avevo letto tutti i libri6 di David Eddings, un autore che ho sempre annoverato tra i miei preferiti. E devo constatare che il suo raffinato stile narrativo è giunto fino a oggi totalmente immutato.

Quando si affronta Eddings bisogna mettersi il cuore in pace. Una storia che Terry Brooks condenserebbe in un solo libro, lui la diluisce su cinque. Che poi, in realtà, credo si tratti più di una scelta editoriale per non creare tomi bibblici alla Signore degli Anelli. Non puoi leggerne uno solo, non c’è ancora una trama, per esempio il segno della profezia si limita sostanzialmente a presentare i personaggi, caratterizzandoli però in modo perfetto.

Non accade ancora nulla, ma non accade in maniera davvero sopraffina.

3. Amabili resti

i

Alice Sebold
23-02-2017

«La prego» dissi. «No». A volte le dicevo tutte e due: «La prego, no» oppure: «No, la prego». Era un po’ come insistere quando una chiave non apre o come gridare «mia, mia, mia» quando sul campo di softball la palla ti passa sopra la testa e finisce in tribuna.
«La prego, no».

Ho letto questo romanzo tutto d’un fiato. Lo stile dell’autrice è molto crudo ma, al tempo stesso, dolce e dettagliato. Mi ha ricordato García Márquez.

Splendido racconto, in parte autobiografico, toccante ed emozionante.

2. Nella testa di Steve Jobs

i

Leander Kahney
19-02-2017

«Le maniglie sono fenomenali», concludeva Ive. «Si riesce sempre a capire a che cosa servono.»

Mah… Sarà che ormai di Steve Jobs si sa tutto, sarà che la (pessima) biografia di Isaacsson ha già raccontato tutti i retroscena possibili, ma ho trovato questa sorta di biografia pressoché inutile. C’è anche la sgradevole sensazione che sia stata allungata a dismisura solo per raggiungere dimensioni pubblicabili, perché parecchi concetti e vicende sono ripetuti svariate volte all’interno del libro.

1. Le avventure di Tom Bombadil

i

J.R.R. Tolkien
04-01-2017

Sempre più svelto suonava il violino, Incominciò a ruggire il cagnolino, Mucca e cavalli camminavan sulla testa, Gli ospiti saltaron dal letto per far festa, E tutti danzarono al suono dell’orchestra.

Non ho parole, non avrei mai pensato di poter assegnare una stella a un’opera del Maestro.

La prima volta che ho letto il Signore degli Anelli Tom Bombadil non mi è piaciuto. Trovavo che fosse un personaggio troppo superficiale e ridicolo, che stonava con l’epicità della storia. Alla seconda rilettura, invece, ho compreso la profondità della sua natura. Per tale motivo mi sono spinto a leggere un libro che prima avevo accuratamente evitato.

Pensavo fossero racconti, invece sono semplici filastrocche. Per lo più molto ingenue e infantili. Sono certo che buona parte del parere negativo sia imputabile all’opera di traduzione (del resto anche le poesie in italiano contenute nello Hobbit e nel Signore degli Anelli non hanno mai brillato per bellezza). Il curatore ha cercato in tutti i modi di mantenere le rime e ne è uscita quella che è, a mio modesto parere, una autentica porcata.

Magari prima o poi proverò a leggere la versione originale ma al momento non ne ho proprio la minima voglia.


I libri che ho letto gli anni scorsi →

Ho deciso di spezzare questa pagina in due, in modo da mantenerla snella e veloce. Puoi accedere alla lista dei libri precedenti cliccando il link sovrastante.


  1. Da evitare a tutti i costi (secondo me)!

  2. Un libro che avrei potuto evitare di leggere; non necessariamente brutto ma che lascia il tempo che trova.

  3. Originale, piacevole e una trama ben articolata. Nella mia personale classifica 3 stelle non significano mediocrità ma giudizio molto positivo (anche se non eccezionale).

  4. Un gran bel libro, più che consigliato.

  5. Sui libri sono molto critico, non sarà facilissimo trovare 5 stelle su questa pagina, ma me lo auguro.

  6. Beh, tutti quelli che aveva scritto all’epoca.

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