I libri che ho letto

Piccola nota sui giudizi attribuiti e legenda iconcine
Pessimo 1
Così così 2
Buono 3
Ottimo 4
Capolavoro 5
Ulteriori informazioni sui voti (per i più pignoli)

I giudizi non sono lineari. Significa che voti al di sotto del 5 si beccano tutti una stella. Quelli compresi tra il 5 e il 5,5 ottengono due stelle, tra il 6 e il 7,5 → tre stelle, tra l’8 e il 9 → quattro stelle e tutti quelli superiori a 9 si aggiudicano il punteggio massimo.

Sono anche valutazioni soggettive. Questo significa che un libro può anche essere un capolavoro assoluto ma, se a me non è piaciuto (mi ha annoiato, l’ho trovato banale, prevedibile, scontato, ecc.), non mi faccio problemi ad assegnargli una stella. Se non siete d’accordo l’universo continuerà a esistere lo stesso. ;)

Legenda iconcine:
Libro già letto in precedenza.


Indice: 2018 | 2017 | 2016 | 2015 | 2014 | 2013


2018 17
18. Viaggio al centro della terra

i

Jules Verne
xx-08-2018

____QUOTE___

___GIUDIZIO___

17. Parigi nel XX secolo

i

Jules Verne
15-08-2018

«Rammenterai quanto è accaduto, due mesi fa, nel processo che il signor Coutances ha intentato a sua moglie per adulterio».
«No!».
«Ebbene, quando il presidente ha chiesto alla signora Coutances perché aveva dimenticato i suoi doveri, lei ha risposto: ho poca memoria! Ed è stata scagionata. Be’, siamo franchi, una risposta simile meritava un’assoluzione!».

Una sorta di 1984 di George Orwell, ma scritto quasi 100 anni prima. Come consuetudine di questo geniale autore ritroviamo molte intuizioni che in seguito si sono avverate, come il fax, l’applicazione dell’elettricità in svariati settori, i motori puliti, e molto altro.

Tuttavia la storia è totalmente inutile, senza capo né coda e con un finale che non è neppure un finale. Sembra più una rassegna dei grandi nomi francesi dei secoli scorsi.

16. Harry Potter e la pietra filosofale

i

J.K. Rowling
12-08-2018

Invece Harry giocava con gli scacchi che gli aveva prestato Seamus Finnigan, e i pezzi non avevano la minima fiducia in lui. Ancora non era un bravo giocatore, e loro non facevano che gridare consigli contraddittori che finivano per confonderlo: «Non mi mandare da quella parte, non vedi che lì c’è il cavallo di quell’altro? Manda lui; lui possiamo permetterci di perderlo!»

L’avevo letto quando il fenomeno Harry Potter non era ancora assurto a fama mondiale e mi aveva molto colpito. J.K. Rowling ha creato dal nulla un universo fantastico e credibile, con località magiche e personaggi ben caratterizzati. Questa seconda rilettura, però, non mi è parsa altrettanto affascinante. Troppo buonismo, troppi favoritismi e un epilogo buttato giù, a mio avviso, troppo in fretta. Rimane tuttavia una lettura scorrevole e piacevole.

12-15. La saga di Geralt di Rivia
15. Il tempo della guerra

i

Andrzej Sapkowski
31-07-2018

Allora si avvicinano i mercanti e giù a cercare di convincere lo strigo, così e così, che faranno una colletta e gli daranno cento corone. Ma lo strigo ribatte che la bestia è una manticora ed è molto pericolosa, perciò le cento corone possono pure ficcarsele nel culo, lui non rischierà la pelle. E il comandante è andato su tutte le furie, ha detto che il destino dei cani e degli strighi è appunto rischiare la pelle e che uno strigo è fatto proprio per questo, così come un culo è fatto per cacare. E i mercanti, era chiaro, temevano che pure lo strigo si arrabbiasse e mandasse tutto a puttane, perciò si sono accordati per centocinquanta. Così lo strigo ha preso la spada e si è avviato lungo la strada maestra, verso il punto in cui si trovava il mostro.

Basta, mi sono rotto le palle.

Ribadisco che Sapkowski è uno scrittore davvero capace ma siamo già al quarto libro senza una trama. E ultimamente sta cominciando a buttarci dentro un po’ troppo sesso gratuito, in alcuni casi anche un po’ fuori luogo. Rimangono altri quattro libri, li rimando a un futuro prossimo venturo.

14. Il sangue degli Elfi

i

Andrzej Sapkowski
01-07-2018

«Che cosa vogliono da noi? Perché insistono a perseguitarci? Perché non ci lasciano stare, non ci fanno vivere e lavorare in pace? Che cosa vogliono, i Nilfgaardiani?» urlò Vera Loewenhaupt. «Vogliono il nostro sangue!» sbraitò il reggente Vilibert. «E la nostra terra!» gridò qualcuno dalla folla dei contadini. «E le nostre donne!» fece loro eco Sheldon Skaggs lanciando occhiate minacciose.
Alcuni scoppiarono a ridere, ma piano e di nascosto. Perché, sebbene l’idea che qualcuno oltre ai Nani potesse desiderare le Nane, che erano di una bruttezza spaventosa, fosse molto divertente, era rischioso esprimerla ad alta voce, soprattutto in presenza di quei signori bassi, tarchiati e barbuti, le cui asce e le cui spade avevano la brutta abitudine di saltare fuori dalle cinture in men che non si dica.
E i Nani, chissà perché fermamente convinti che tutto il mondo insidiasse le loro mogli e le loro figlie, sotto quell’aspetto erano oltremodo permalosi.

C’è una storia di fondo che pian piano progredisce ma non una vera trama, un nemico da sconfiggere o un obiettivo da portare a termine. Sapkowski ha una spiccata capacità evocativa ed è questa che rende piacevole la lettura. Eppure sembra manchi sempre qualcosa.

13. La spada del destino

i

Andrzej Sapkowski
11-06-2018

Yennefer agitò la mano e pronunciò una formula magica. L’acqua nella tinozza, insieme con quella versata sul pavimento e quella che grondava da Geralt, si raccolse in una sfera semitrasparente e volò via dalla finestra con un sibilo. Si sentì uno scroscio sonoro. «La peste vi colga, figli di puttana!» urlò qualcuno dal basso.

Questo libro mi ha bloccato per quasi un mese e mezzo. Non perché fosse scritto male — Sapkowski è un autore molto capace ed evocativo — ma perché, proprio come il precedente, non ha una vera e propria trama. È una raccolta di episodi a se stanti. Poi, in realtà, una storia di fondo c’è ma la mancanza di un obiettivo, o di un nemico, o di una missione da compiere, non favorisce il proseguimento della lettura.

12. Il guardiano degli innocenti

i

Andrzej Sapkowski
25-04-2018

Il voivoda dal nome difficile da ricordare, che evidentemente aveva sentito parlare degli affari e dei problemi di Tetracorno, chiese cortesemente se le giumente figliassero bene. Geralt rispose di sì, molto meglio degli stalloni.

Solitamente evito i libri derivanti da videogiochi perché sono quasi sempre puttanate assurde. Ma in questo caso le parti erano invertite, sono nati prima i libri e poi i giochi, così gli ho dato una possibilità. Non sono rimasto deluso, l’ironia di Sapkowski è sottile e tagliente e mi sono fatto un gran numero di grasse risate.

Ma, al tempo stesso, è un racconto complesso. Si rischia facilmente di perdere piccoli dettagli che poi si riveleranno di fondamentale importanza durante lo svolgersi del racconto. Davvero un bel libro (e anche l’autore è un bel personaggio, basta guardare qualche intervista su Youtube).

Sto inoltre apprezzando ancora di più il videogioco perché ne hanno mantenuto, immutato, lo stesso spirito.

Poi, vabbè, noi italiani siamo celebri per tradurre titoli idioti. Quello originale era “the last wish” ed era semplicemente perfetto.

11. Dal Big Bang ai buchi neri

i

Stephen Hawking
15-04-2018

Ho scommesso con Kip Thorne, del California Institute of Technology, che in realtà il sistema Cygnus X-1 non contiene un buco nero. Questa è per me una sorta di polizza di assicurazione. Ho lavorato molto sui buchi neri e sarebbe tutto tempo sprecato se risultasse che i buchi neri non esistono. In tal caso avrei però la consolazione di aver vinto la scommessa, cosa che mi porterebbe quattro anni di abbonamento alla rivista «Private Eye». Se i buchi neri esistono, Kip avrà invece un abbonamento per un anno a «Penthouse».
Quando facemmo la scommessa, nel 1975, eravamo certi all’80 per cento che Cygnus X-1 fosse un buco nero. Oggi direi che siamo sicuri al 95 per cento, ma la scommessa non si può ancora dire decisa.

Un libro ormai datato, in cui le stringhe vengono ancora definite “corde”. :)
Nonostante tutto la scrittura di Hawking è interessante e quasi sempre piacevole (tranne quando parte in quarta con teorie piuttosto complesse e si fatica a stargli dietro). Tutto il libro è permeato dalla grande ironia che ha sempre contraddistinto questo grande uomo.

10. Jurassic Park

i

Michael Crichton
04-04-2018

Attraverso il parabrezza bagnato di pioggia, videro il dinosauro venire verso la loro automobile. Lenti, lunghi passi minacciosi, veniva dritto proprio verso di loro. Malcolm disse: «Sai, in momenti come questo uno pensa, be’, forse gli animali estinti dovrebbero essere lasciati estinti. Non hai questa sensazione adesso?».

Un libro fantastico, frutto di un’intuizione geniale. Scorrevole, avvincente e scientificamente credibile.

9. Ready player one

i

Ernest Cline
26-03-2018

Il film, uscito nel 1982, è ambientato nella Los Angeles del 2019, in un futuro in espansione ipertecnologica che non sarebbe mai arrivato. Segue le vicende di Rick Deckard, un tale interpretato da Ian Solo.‬

Già solo la citazione fa capire il livello di traduzione di questo libro. Libro che potrebbe essere stato scritto da un quindicenne alle prime esperienze amorose. Banale, superficiale, impreciso, illogico. Tutto ciò che si può scrivere di sbagliato in un racconto dedicato a computer e mondi virtuali, c’è.

Ne avevo sentito parlare come fosse un capolavoro, per me è una immane porcheria (piena di citazioni, certo, ma pure quelle buttate lì a caso senza una reale e motivazione logica).

8. Flatlandia

i

Edwin A. Abbott
19-03-2018

Se i nostri acuminati Triangoli della Classe Militare sono pericolosi, se ne può facilmente dedurre che le nostre Donne lo sono ancora di più. Perché se un Soldato è un cuneo, una Donna è un ago, essendo, per così dire, tutta punta, almeno alle due estremità. Si aggiunga a ciò la sua facoltà di rendersi praticamente invisibile quando vuole, e vi renderete conto che in Flatlandia una Femmina è una creatura con cui c’è assai poco da scherzare.

L’ho riletto a distanza di pochi mesi, per ragioni che ancora non mi sono ben chiare. Confermo l’originalità del soggetto, nonostante l’inquietante sessismo dell’autore.

7. Cuore

i

Edmondo de Amicis
19-03-2018

Ah che ameno spettacolo! Uno mangiava con due cucchiai, l’altro s’ingozzava con le mani; molti levavano i fagioli un per uno e se li ficcavano in tasca; altri invece li rinvoltavano stretti nel grembialino e ci picchiavan su, per far la pasta. Ce n’erano anche che non mangiavano per veder volar le mosche, e alcuni tossivano e spandevano una pioggia di riso tutto intorno. Un pollaio, pareva. Ma era grazioso.

Un libro intenso, pieno di sentimento e buoni propositi. Però non mi ha appassionato.

6. Luna? Sì, ci siamo andati!

i

Paolo Attivissimo
08-02-2018

A novembre del 1969, Alan Bean e Charles Conrad sbarcarono sulla Luna mentre Richard Gordon li attendeva in orbita. Si capì subito che questa era una missione allegra. A differenza della storica frase di Neil Armstrong, «È un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità», il debutto di Conrad fu «Sarà stato piccolo per Neil, ma per me è bello lungo!»
La battuta alludeva sia alla bassa statura dell’astronauta, sia a una scommessa fatta con la giornalista Oriana Fallaci per dimostrarle che le parole degli astronauti non erano decise a tavolino dalla NASA

Pensavo si narrassero le principali cronache degli allunaggi e invece è una sorta di dimostrazione tecnica per sbugiardare i complottisti lunari. Per me che non lo sono, buona parte questo libro è stata inutile, anche se qui e là qualche aneddoto divertente è saltato fuori.

5. Millennium Falcon 3D owner’s guide

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Ryder Windham
01-02-2018

Ed ecco il secondo.

Non ci avevo fatto caso quando ho ordinato questo e il precedente (curiosamente da due negozi distinti) ma sono scritti, disegnati e curati dagli stessi autori. E infatti si ritrovano gli stessi identici concetti, in questo caso molto più semplificati ma con maggiori illustrazioni tecniche.

Per un amante dell’universo di Star Wars secondo me sono obbligatori.

4. Millennium Falcon owner’s workshop manual

i

Ryder Windham
31-01-2018

Si tratta del primo dei due manuali tecnici di cui ho parlato qui.

Oh, sarò di parte ma per me è eccezionale.

3. Shadow of the Colossus artbook

i

Famitsu
18-01-2018

Un libro tutto in giapponese, dalla prima all’ultima pagina. La prima metà è un po’ meh perché sembra più una guida che una celebrazione dell’arte (stupenda) del gioco, e buona parte delle immagini sono troppo minuscole. Ma non masticando io lingua nipponica non saprei dire, magari contiene informazioni interessantissime.

La seconda parte, per quanto troppo scarna purtroppo, contiene schizzi e bozzetti semplicemente spettacolari dei colossi inclusi e non.

2. Star Wars super graphic

i

Tim Leong
06-01-2018

Un curioso libro pieno di schemi grafici sulle statistiche dei primi sette film su Star Wars.

Niente di particolarmente avvincente ma una lettura piacevole e divertente.

1. Dieci piccoli indiani

i

Agatha Christie
02-01-2018

Se quella fosse stata una casa vecchia, con travi scricchiolanti, ombre scure negli angoli e pareti foderate di legno, si sarebbe potuto percepire un senso di mistero, di imponderabile. Ma quella villa era la quintessenza della modernità. Non c’erano angoli bui, nessun pannello che potesse celare una porta segreta, la luce elettrica rischiarava ogni cosa, tutto era nuovo, ben levigato e lucente. Non c’era nulla di strano, di sospetto. Nessuna atmosfera di mistero. E proprio questa era la cosa più spaventosa…

Dopo circa 4 libri cominciati e buttati nel corso delle feste (Caporetto, universo senza luce, la scimmia nuda, un altro di cui ho scordato addirittura il titolo) ho deciso che il mio proposito per il 2018 sarà di non ostinarmi a portare avanti letture che non ingranano e concentrarmi soltanto sui racconti che mi entusiasmano fin da subito.

Cominciare l’anno con Agatha Christie mi mette subito in pace con il mondo. Al di là di storie coerenti, emozionanti e imprevedibili, c’è la certezza di una autrice che sa scrivere, e che in ogni frase riesce a farti immaginare in modo stupendo il mondo che sta narrando.

201735

201623

201535

201424

20136


  1. Da evitare a tutti i costi (secondo me)!

  2. Un libro che avrei potuto evitare di leggere; non necessariamente brutto ma che lascia il tempo che trova.

  3. Originale, piacevole e una trama ben articolata. Nella mia personale classifica 3 stelle non significano mediocrità ma giudizio molto positivo (anche se non eccezionale).

  4. Un gran bel libro, più che consigliato.

  5. Sui libri sono molto critico, non sarà facilissimo trovare 5 stelle su questa pagina, ma me lo auguro.

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