I libri che ho letto gli anni scorsi

Piccola nota sui giudizi attribuiti e legenda iconcine
Pessimo 1
Così così 2
Buono 3
Ottimo 4
Capolavoro 5
Ulteriori informazioni sui voti (per i più pignoli)

I giudizi non sono lineari. Significa che voti al di sotto del 5 si beccano tutti una stella. Quelli compresi tra il 5 e il 5,5 ottengono due stelle, tra il 6 e il 7,5 → tre stelle, tra l’8 e il 9 → quattro stelle e tutti quelli superiori a 9 si aggiudicano il punteggio massimo.

Sono anche valutazioni soggettive. Questo significa che un libro può anche essere un capolavoro assoluto ma, se a me non è piaciuto (mi ha annoiato, l’ho trovato banale, prevedibile, scontato, ecc.), non mi faccio problemi ad assegnargli una stella. Se non siete d’accordo l’universo continuerà a esistere lo stesso. ;)

Legenda iconcine:
Libro già letto in precedenza.


Indice: 2017 | 2016 | 2015 | 2014 | 2013


2016 23
I libri che consiglio quest'anno:

23. Il dilemma di Benedetto XVI

i

James Herbert Brennan
20-10-2016

Papa Benedetto sorrise ancora, con sincero buon umore. — Il cardinale Orsini è forse più diplomatico del necessario. Mi hanno detto che un esame psichiatrico esige un’assoluta franchezza. — Il sorriso svanì, e il Papa fissò Steinmann diritto negli occhi. — In questo caso la franchezza esige che vi chiediamo di decidere, nel più breve tempo possibile, se io sono matto.

Un breve racconto che ha raggiunto gli onori della cronaca quando il vero Papa Benedetto XVI ha deciso di fare un passo indietro.

In realtà il dilemma del Papa romanzato è di ben altra natura, e anche il nome non è così sorprendente, essendoci stati in precedenza altri quindici Benedetti. In ogni caso una storiella divertente.

22. I figli di Húrin

i

J.R.R. Tolkien
16-12-2016

Incurante del pericolo, Turambar s’inerpicò lungo il dirupo per giungere sotto di lui; ma lì, così mortiferi erano il calore e il puzzo, che barcollò e sarebbe caduto se Hunthor, il quale bravamente lo seguiva, non l’avesse afferrato per un braccio e sorretto. «Saldo è il tuo cuore!» disse Turambar. «Felice è stata la scelta di te come compagno.» Ma, mentre così parlava, un gran masso precipitò dall’alto e colpì Hunthor al capo, scagliandolo nelle acque, e così finì uno che certo non contava tra i meno valorosi della Casa di Haleth.

Ennesimo manoscritto incompleto di Tolkien, rimaneggiato a piene mani dal figlio.

Purtroppo anche qui lo stile dell’autore fatica a emergere, perché il racconto chiaramente non era stato (ancora) finalizzato (ne completato) per essere reso pubblico. Ci troviamo così di fronte a una storiella (molto tragica) rattoppata qui e là, che rende forse una minima parte di ciò che avrebbe potuto essere.

21. L'amore ai tempi del colera

i

Gabriel García Márquez
27-11-2016

Svegliandosi nella sua prima mattina di vedova, si era girata nel letto, ancora senza aver aperto gli occhi, in cerca di una posizione più comoda per continuare a dormire, ed era stato in quel momento che lui era morto per lei. Perché solo allora aveva realizzato che per la prima volta lui aveva passato la notte fuori di casa.

La grande qualità di Gabriel García Márquez sta nel raccontare eventi semplici, storie di vita ordinaria, ma di farlo con una magistrale capacità narrativa. Questo libro, malinconico ma per nulla rinunciatario, non fa eccezione. È la storia di un amore difficile che si snoda nell’arco di un’intera vita.

Una storia di attesa, determinazione e caparbietà, che non può non toccare le corde del cuore6.

Márquez riesce a parlare del profumo della pipì dopo aver mangiato asparagi, di relazioni peccaminose con minori, di sesso feroce e appassionato, senza mai scadere nella banalità.

Se la storia fosse stata più “avventurosa” gli avrei dato cinque stelle, ma quattro sarebbero state troppo poche.

20. Trappola per topi

i

Agatha Christie
25-10-2016

Cominci a farti delle domande… a dubitare… Hai l’impressione che I’uomo che ami e che conosci a fondo sia un estraneo.
(Quasi bisbigliando) È come negli incubi.
Sei da qualche parte in mezzo ai tuoi amici, poi d’un tratto Ii guardi in faccia e non sono più loro… sono altre persone… che fanno finta. Forse non ci si può fidare di nessuno… Forse, tutti sono estranei.

La rappresentazione teatrale del breve racconto “tre topolini ciechi”. Ho trovato i personaggi meno caratterizzati rispetto allo scritto originario, ma è anche vero che si tratta di due stesure molto diverse, nella struttura e nella possibilità di descrizione dei protagonisti.

È probabilmente l’unico libro cartaceo che ho letto quest’anno, perché sembra non esistere alcuna versione elettronica.

19. Mangiatori di morte

i

Michael Crichton
16-10-2016

Arrivammo infine in un villaggio dove i guerrieri trovarono da bere, e tutti i normanni si ubriacarono in un momento, bevendo smodatamente e senza preoccuparsi del fatto che, nella fretta, il liquore gli colava sul mento e sui vestiti. In effetti uno della comitiva, l’austero guerriero Ecthgow, impazzì talmente per il liquore che si ubriacò quando era ancora a cavallo e cadde nel tentativo di smontare. A questo punto il cavallo gli sferrò un calcio alla testa e io temetti per la sua vita, ma Ecthgow rise e reagì sferrando a sua volta un calcio all’animale.

Il romanzo storico, cavallo di battaglia di Eco, in questo caso una rivisitazione in chiave moderna di Beowulf.

Una storia così così, con una punta di fantasy e fervida immaginazione. Ma in fondo una storiella, supportata soprattutto dalla eccellente scrittura di Crichton.

18. Flatlandia

i

Edwin A. Abbott
15-10-2016

Tutti gli esseri della Flatlandia, animati o inanimati, qualunque sia la loro forma, presentano “al nostro occhio” il medesimo, o quasi il medesimo aspetto, quello cioè di una Linea Retta. Se dunque tutti hanno lo stesso aspetto, come si farà a distinguere l’uno dall’altro?

Divertente racconto pseudomatematico che, in un certo qual modo, riesce a darci una sommaria idea di come possa essere la quarta dimensione.

17. Il colore della magia

i

Terry Pratchett
05-10-2016

Certi pirati hanno conseguito l’immortalità grazie alla loro crudeltà o alla loro audacia. Altri ammassando grandi fortune. Ma già da un pezzo il capitano aveva deciso che, tutto sommato, lui avrebbe preferito conseguire l’immortalità evitando di morire.

Niente. Dopo averlo a lungo cercato, in un periodo in cui Internet aveva ancora da venire, l’avevo piantato a inizio lettura.

Ora l’ho finito, ma permane quella sensazione da fiera dell’assurdo. Come Adams, anche Pratchett si lascia andare a una fantasia innovativa ma votata all’estremo, che alla lunga rende il tutto una grande favola.

Sarà che a me piace un fantasy più realistico e, nonostante ammiri la grande capacità descrittiva di questo maestro della scrittura, credo che, almeno questo suo genere dedicato al mondo Disco, non rientri tra mie grazie.

16. Tre topolini ciechi

i

Agatha Christie
16-09-2016

La signora XXXXX sbuffò. «Che cos’altro potrei fare, qui?» domandò. «Rinchiusa in casa, con un possibile assassino… non che io creda nemmeno per un momento a quella storia così melodrammatica…»
«Davvero lei non ci crede, signora XXXXX?»
«Perché… che cosa intende…»
La cintura dell’impermeabile le era scivolata intorno al collo così rapidamente, che lei non riuscì quasi ad accorgersene.

Il racconto da cui è stato poi tratto il più famoso “trappola per topi”. Troppo breve per dire se mi sia veramente piaciuto, ma la mano di Agatha Christie si sente tutta.

15. La grande rapina al treno

i

Michael Crichton
13-09-2016

Si racconta che la prima reazione del signor Huddleston al cablogramma fu «una veemente e vigorosa imprecazione, provocata dalle tensioni del momento e dall’ora tarda». Si dice inoltre che parlò a lungo della nazione francese, della cultura francese e delle abitudini igieniche personali della popolazione francese. Il signor Bradford, ancor più eloquente, si disse convinto dell’innaturale passione francese per i rapporti intimi con animali da cortile.

Un libro scritto in modo poco ortodosso, a tratti storico, a tratti romanzato. Ma che ti tiene incollato dalla prima all’ultima pagina, come è consuetudine con Michael Crichton.

14. L'universo a portata di mano

i

Christophe Galfard
04-09-2016

Una volta Stephen Hawking diede una festa per viaggiatori nel tempo, a mezzogiorno del 28 giugno 2009. Per assicurarsi che vi partecipassero esclusivamente viaggiatori nel tempo, spedì gli inviti soltanto dopo la festa. Non si presentò nessuno.

Un libro splendido che, con parole semplici, riesce a spiegare i concetti fondamentali della fisica moderna.

Nella seconda parte diventa un po’ più pesante ma del resto la colpa è della fisica quantistica e della teoria delle stringhe che non sono così immediate, e richiedono una buona dose di fiducia concettuale da parte dell’ascoltatore, per accettarne i concetti base (che sono in chiara contrapposizione con le leggi di Newton, e quindi difficili da comprendere).

13. L'occhio di Dio

i

Andreas Eschbach
17-08-2016

Alla fine prese a cadere la neve, avvolgendo tutto nel silenzio e in un candore cristallino, su cui si stagliavano le sagome spoglie degli alberi, simili agli artigli del demonio che emergevano dalla terra per afferrare le anime dei mortali.

Eschbach è riuscito a scrivere una delle storie più brutte, inverosimili e inutili che abbia mai letto in vita mia. Non ho voglia di dilungarmi ma in linea di massima è un libro noioso la cui trama non decolla mai e in cui l’autore dimostra di non capire niente di tecnologia, fisica, medicina, politica, moda e finanza. Sulla religione non mi pronuncio, ma qualcosa mi spinge a credere abbia preso grossi abbagli anche su questo argomento. Voglio dire, non è obbligatorio scrivere cose al 100% reali, ma perlomeno devono essere credibili, cosa che qui non avviene a meno di non essere degli ingenui babbei. Al termine del precedente racconto, lo specchio di Dio, rimanevano aperti numerosi punti interessantissimi, che invece non sono state ripresi, né sfruttati, né spiegati.

Ciaone, Eschbach!

12. Lo specchio di Dio

i

Andreas Eschbach
12-08-2016

Mise una tazza sotto il becco della macchina, spinse più volte l’ampio tasto sulla parte anteriore dell’apparecchio. Si accese immediatamente una piccola luce rossa, simile all’occhio di un drago risvegliato dal sonno, e l’interno dell’apparecchio cominciò a ronzare e gorgogliare. L’aria profumava di caffè.

Quattro stelle sono troppe, perché il finale è un po’ rocambolesco e sbrigativo. Però tre sarebbero poche, perché si tratta comunque di un finale molto coraggioso, Eschbach avrebbe potuto adagiarsi sui luoghi comuni tipici dei viaggi nel tempo e degli intrighi ecclesiastici e chiuderla lì. Invece decide di rischiare con qualcosa di più originale. I personaggi hanno un che di già visto, caratterizzati in modo forse troppo banale, ma l’idea di fondo è genio puro.

11. Come un romanzo

i

Daniel Pennac
08-08-2016

Il tempo per leggere è sempre tempo rubato.
È forse questa la ragione per cui la metropolitana – assennato simbolo del suddetto dovere – finisce per essere la più grande biblioteca del mondo.
Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.

Un libro che definisce il diritto del lettore a non finire un libro, a saltare le pagine che trova noiose. Un libro che fin dall’inizio mi ha fortemente tentato di mettere in atto tali consigli. Un libro lento e noioso, traboccante di ovvietà — interessantissime, per carità, ma pur sempre ovvietà — e le cui parti più affascinanti sono le citazioni di altri autori. Un Bignami potrebbe riassumere: leggete (solo) se vi va.

All’autore non perdonerò mai gli spoiler in alcuni libri che devo ancora leggere. :(

10. Esercizi di stile

i

Raymond Queneau
07-08-2016

Dopo la solita interminabile attesa, ecco che l’autobus appare e frena lungo il marciapiede. Qualcuno scende, taluno sale e io tra questi ultimi. Ci si pressa sulla piattaforma, il bigliettaio fa ciò che dovrebbe fare, si riparte. Ripiegando il biglietto nel portafoglio mi metto a studiare i miei vicini. Vicini, non vicine. Sguardo disinteressato, quindi.

Ero alle elementari quando ho sentito parlare di questo libro per la prima volta. All’epoca non sapevo fosse stato tradotto, con grande maestria, da Umberto Eco e meno male che non l’ho letto allora, perché mi sarebbe stato in gran parte incomprensibile. Peccato non lo abbia scritto direttamente Umberto perché, a fronte di qualche trovata originale e divertente (al netto di un’idea di fondo geniale), le scelte dell’autore non esprimono il meglio delle possibilità.

9. Il pendolo di Foucault

i

Umberto Eco
04-08-2016

Io sapevo che la terra stava ruotando, e io con essa, e Saint-Martin-des-Champs e tutta Parigi con me, e insieme ruotavamo sotto il Pendolo che in realtà non cambiava mai la direzione del proprio piano, perché lassù, da dove esso pendeva, e lungo l’infinito prolungamento ideale del filo, in alto verso le più lontane galassie, stava, immobile per l’eternità, il Punto Fermo.

Umberto Eco è un genio, su questo non si discute e col pendolo di Foucault non fa eccezione.

La storia principale si dirama in tante piccole storie, ambientate in luoghi e tempi differenti, spesso così ispirate che spesso ti dimentichi della trama primaria, e in fondo non te ne frega più niente. Altre volte, invece, queste storie sono un po’ pesanti e si fatica a seguirle. Eco riesce a costruire una teoria storica strampalata, tirando dentro tutti, dai templari ai gesuiti, dagli ebrei ai nazisti, ma al tempo stesso logicamente inattaccabile. Per poi smontarla in poche righe in modo intelligentemente freddo e sconcertante.

Terminologie complesse, riferimenti e citazioni di nicchia, lingue straniere sbattute in faccia al lettore senza alcuna traduzione. Un romanzo difficile ma, proprio per questo, anche molto affascinante. Non per tutti, però.

8. Apnea

i

Lorenzo Amurri
25-07-2016

Sto sciando insieme alla mia fidanzata, in realtà la precedo perche è troppo lenta. È quasi l’ora di pranzo. Ho la faccia immersa nella neve. Non sento più niente, come fossi dentro un batuffolo d’ovatta. Non riesco a respirare. Qualcuno mi prende la testa tra le mani e la gira: respiro.

Un libro crudo e sincero. I pensieri, i sentimenti, le emozioni di una persona improvvisamente strappata alla vita e costretta a passare le proprie giornate tra il letto e una sedia a rotelle. Un chitarrista che non può più usare le mani. Parole di disperazione ma anche di speranza, un linguaggio chiaro, diretto e molto ben articolato.

7. Stanotte guardiamo le stelle

i

Alì Ehsani
19-07-2016

Non so se mi tenesse la mano per affetto o per costringermi a non rimanere indietro, non capivo questa cosa dei grandi di muoversi per andare in un posto preciso, senza divagare, io mi sentivo più come i gatti che gironzolano dando un’occhiata di qui e di là, fermandosi in un cortile, o salgono su un muretto per guardare cosa c’è oltre.

Durante il Prime Day Amazon ci ha proposto una serie di libri tra i quali sceglierne uno gratuito. Dopo aver letto i vari estratti ho optato per questo. Un’ottima scelta.

La narrazione è semplice ma originale. Una autobiografia in cui a tratti l’autore si rivolge al fratello utilizzando la seconda persona, che sulle prime suona parecchio strana ma a cui ci si abitua presto, e che copre le parti di maggiore impatto emotivo.

Un viaggio che illustra la disperazione di chi cerca in tutti i modi di raggiungere l’Europa con la speranza di una vita migliore. Noi occidentali vediamo il Medioriente come un luogo sostanzialmente uguale e invece ogni paese presenta differenze alquanto marcate: Dall’Afganistan senza corrente elettrica e acqua corrente, al Pakistan che comincia ad avere le strade asfaltate, all’Iran che è quasi un paradiso, alla Turchia in cui tutti hanno un cellulare e le ragazze vanno in giro con i capelli al vento.

Una lettura al tempo stesso leggera e angosciante, che dà molto da pensare.

4-6. Il ciclo di Shannara
6. La canzone di Shannara

i

Terry Brooks
15-07-2016

«No, lascialo fare!» scattò lo Gnomo. «Lui vuole combattere… lascialo fare! Non ha mai perso una battaglia! Ha perso la testa, ecco cosa ha perso!»

Ero convinto di averlo già letto questo libro, ma ora non ne sono più sicuro.

Di certo non è uno dei migliori di Terry Brooks anzi, probabilmente è il peggiore che ho letto fino a oggi. Una storia priva di mordente, noiosa e prevedibile all’inverosimile, con pochissimi personaggi caratterizzati bene e un retrogusto di favoletta per bambini.

Mi ero ripromesso di affrontare tutta la saga di Shannara quest’anno, ma credo proprio di essermi già rotto le balle.

5. Le pietre magiche di Shannara

i

Terry Brooks
03-05-2016

Avvolti in mantelli dalla testa ai piedi, i viaggiatori passavano soli o a coppie, senza salutare. Ma, nell’ombra dei cappucci, le teste si voltavano e gli occhi li scrutavano col freddo interesse dei gatti, squadrando gli intrusi come per indovinare lo scopo del loro viaggio.

Il primo libro della saga di Shannara degno di nota. Terry Brook dimostra di saper scrivere e di saperlo fare bene (o forse, nel primo capitolo, il traduttore italiano era una pippa), creando una storia abbastanza scevra dai luoghi comuni e dotata di sorprendente inventiva.

4. La spada di Shannara

i

Terry Brooks
26-03-2016

Non posso! Non posso!

Questa frase mi è balenata nella mente fin dalla (ri)lettura del primo capitolo. Una storia davvero poco ispirata, banale, scontata; in pratica la brutta copia del Signore degli Anelli. E pensare che questo libro, più di un quarto di secolo fa — insieme allo Hobbit —

ha dato il via alla mia grande passione per il genere fantasy (solo per questo gli ho abbuonato una stella). Verso la fine si trovano anche forti influenze di Star Wars, uscito proprio in quel periodo, con prese alla gola mentali e rivelazioni (poco) sorprendenti di paternità. Però è anche la prima opera di un Terry Brooks, che in seguito si è rivelato essere un bravo scrittore (perlomeno per quanto riguarda la forma).

Qui invece tecnicamente è un disastro, con ripetizioni di termini e descrizioni a catena, anche tre o quattro volte nel giro di due pagine (non so però se effettivamente imputabile alla traduzione), aggettivi fuori luogo e caratterizzazione di personaggi totalmente inesistente.

Portare a termine la lettura è stata la vera impresa di questo libro.

3. Alan Ford story

i

Max Bunker, Magnus
06-05-2016

Visto che mi sono cimentato nella poesia, perché non includere anche i fumetti?

Questa edizione Mondadori racchiude le prime due storie del Gruppo T.N.T., quando Alan Ford era il principale protagonista. Tutto è ancora molto acerbo e non compare buona parte dei protagonisti. Siamo alla fine degli anni ’60, per cui in piena sperimentazione, ma ho trovato il tutto davvero troppo ingenuo e semplificato per i miei gusti.

Nota: non ho trovato il libro in Google books, pertanto ne ho linkato uno a caso.

2. Ossi di seppia

i

Eugenio Montale
05-05-2016

Meriggiare pallido e assorto presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi schiocchi di merli,
frusci di serpi.

Le poesie, per definizione, sono opere totalmente dipendenti dalla sensibilità e i gusti di chi le legge. Ci sono autori che mi catturano, e ci sono altri che mi lasciano indifferente.

Ci tengo a ribadire, una volta di più, che i giudizi che esprimo si riferiscono alla mia esperienza personale con un’opera, non all’opera stessa che può essere un capolavoro.

Pur riconoscendo combinazioni di parole molto ispirate e poetiche, questo libro non ha toccato le mie corde.

1. Lo Hobbit (illustrato da Jemima Catlin)

i

J.R.R. Tolkien
15-02-2016

“Allora, ladro! Ti fiuto e sento la tua aria. Odo il tuo respiro. Vieni avanti! Serviti ancora, ce n’è in abbondanza e d’avanzo!»
Ma Bilbo non era a tal punto ignorante in materia di draghi, e, se Smaug sperava di farlo avvicinare così facilmente, rimase deluso. «No, grazie, o Smaug il Terribile!» replicò. «Non sono venuto per ricevere regali. Volevo solo darti un’occhiata e vedere se fossi davvero così grande come si racconta. Non credevo a quello che mi dicevano.»
«E adesso ci credi?»

Finalmente, a febbraio inoltrato, sono riuscito a leggere il primo libro del 2016 (lo scorso anno, a quest’ora, ne avevo già finiti sette). A gennaio sono stato impegnatissimo su questo progetto, poi me la sono comunque presa comoda.

Non spendo parole sull’opera in quanto la rileggo ogni anno e la mia opinione non cambia, vario però ogni volta l’edizione. La particolarità di questa versione è di essere stata illustrata da una giovane artista britannica, Jemima Catlin. Come progetto finale per il suo diploma in una scuola d’arte ha creato alcune tavole per Roverandom7. Christopher Tolkien, dopo averle visionate, le ha commissionato l’illustrazione dello Hobbit e così è nato questo libro. Si tratta di 150 disegni incastonati tra le righe del testo, che rendono viva e dinamica l’intera storia.

2015 35
I libri che consiglio quest'anno:

35. Marziani, andate a casa!

i

Frederic Brown
08/11/2015

I cani erano diventati frenetici; molti morsicarono i loro padroni e dovettero essere uccisi.
Soltanto i gatti, dopo un paio di esperienze, si abituarono a loro e li accettarono con calma. Ma i gatti sono sempre stati diversi.

Meh…

Carina l’idea degli alieni rompipalle ma, per il resto…

34. La versione di Mike

i

Mike Bongiorno
27-10-2015

«Con la notorietà che hai, Mike» mi diceva il Drake, «non puoi non avere una Ferrari. Abbiamo il modello che fa proprio per te. Pur essendo molto veloce è molto facile da guidare.»
Il giorno in cui me la consegnò fu festa all’officina di Maranello. Invitò tutti gli operai all’aperto e quando uscì la vettura che mi aveva destinato, color giallo Ferrari, disse al capo officina: «Apri il cofano e aggiungi qualche cavallo al Mike, così avrà più ripresa degli altri».
Lo vidi trafficare con un cacciavite e ancora oggi non so se mi avevano preso per i fondelli o se effettivamente si possono aggiungere dei cavalli con due giri di vite.

Finalmente ce l’ho fatta a finirlo!8

Generalmente le biografie di personaggi famosi sono scritte da qualcun altro. Solitamente un giornalista o un ghostwriter che raccoglie i pensieri del VIP e li condensa in una forma piacevole. Non avendo trovato da alcuna parte note o riferimenti a terze persone sono portato a credere che questo libro sia stato scritto da Mike Bongiorno, di proprio pugno. E in effetti il testo è molto semplice, ci sono talvolta alcuni errori e concetti ripetuti, talvolta parola per parola, in diversi punti.

Ci sono alti e bassi, molto interessante la parte sulla guerra e sulle rocambolesche vicende che l’hanno visto collaborare coi partigiani, rischiare la vita nei campi di concentramento, incontrare altri personaggi noti durante la prigionia a San Vittore. Più noiose le cronache dei viaggi, le tediose descrizioni degli spettacoli televisivi (ho fatto il programma X con la collaborazione di Y e Z, la regia di Q…) o eventi di secondaria importanza.

Per carità, non so bene nemmeno io cosa mi sarei dovuto aspettare, era tanto che avevo questa biografia nella lista e sono lieto di averla portata a termine. Grande personaggio di altri tempi comunque, modesto, rispettoso e sempre con i piedi per terra.9

33. Dice lo Zen

i

Tsai Chih Chung
05-10-2015

Dopo la morte dove vanno le persone illuminate?
– Non lo so.
– Perché non lo sai?
– Perché non sono ancora morto.

Questo libro è un regalo di compleanno di Mian del quale mi sono indebitamente appropriato. Si tratta sostanzialmente di una serie di tavole a fumetti che spiegano — o provano a spiegare — i concetti alla base della filosofia Zen.

Il problema è che io caratterialmente sono anti-Zen: se qualcosa non funziona, invece di interrogarmi sull’aura che avvolge tutto l’universo e di cercare di riequilibrare lo Yin e lo Yang, io spacco. E, probabilmente per questo motivo, non sono rimasto particolarmente impressionato dai contenuti del libro.

Per carità, alcune vicende narrate sono divertenti ma molte sono state a mio avviso troppo semplificate da parte dell’autore e risultano del tutto incomprensibili. Probabilmente è richiesto uno studio pregresso più approfondito sulla materia, cosa che a me manca completamente, pur essendo molto attratto da questa filosofia.

32. Il terminale uomo

i

Michael Crichton
03-10-2015

Un fiammifero può appiccare un incendio ma, quando l’incendio è in corso, per fermarlo non serve spegnere il fiammifero. Il problema non è più il fiammifero.
È il fuoco.

Un racconto piuttosto banalotto. Non noioso ma neppure appassionante, in cui gli eventi accadono senza una logica precisa e la risoluzione delle varie vicende sembra dettata dal caso piuttosto che da una sensata motivazione logica. Il finale è talmente insulso da rappresentare degnamente la proverbiale ciliegina sulla torta.

È strano dirlo di Crichton, ma questo è il suo primo libro che mi lascia del tutto indifferente.

31. Ubik

i

Philip K. Dick
28-09-2015

Joe disse: «C’è stato un incidente.»
«Ciò che noi stimiamo un ‘incidente’,» disse von Vogelsang «è pur sempre, malgrado tutto, un esempio dell’intervento diretto di Dio. In un certo senso, tutta la vita può essere chiamata un ‘incidente’. Eppure…»
«Non voglio ingaggiare una discussione teologica» disse Joe. «Non ora.»
«Proprio ora, fra tutti i momenti, le consolazioni della teologia giungono più rasserenanti. Il trapassato è forse un parente?»
«Il nostro datore di lavoro» rispose Joe. «Glen Runciter, della Runciter Associates di New York. Sua moglie Ella è già da voi. Atterreremo fra otto o nove minuti; può farci attendere da un furgone refrigerato?»
«Il cliente è congelato?»
«No» disse Joe. «Sta prendendo il sole sulla spiaggia di Tampa, in Florida.»
«Presumo che la sua divertente risposta significhi sì.»
«Ci faccia avere un trasporto allo spazioporto di Zurigo» disse Joe, e troncò la comunicazione.

Ubik è senza dubbio un’opera geniale, in cui realtà e “non-realtà” si incrociano e si fondono disorientando il lettore. Interessante il concetto della non-vita che di fatto permette, a chi lascia questo triste mondo, di rimanere ancora per qualche tempo, seppur cedendo il passo a qualche compromesso.

Mi è un po’ dispiaciuto che un racconto dalle sconfinate potenzialità si risolva, alla fine, con un veloce confronto tra il cattivo di turno e i buoni che cercano di salvare il mondo (o, perlomeno, il proprio mondo, vero o non-vero che sia), interessante, però, è che nulla si conclude. Anzi, forse il finale è proprio il vero inizio della storia.

A onore della sconfinata fantasia di Dick, c’è una scena in cui uno dei personaggi se ne va in giro con un telefono cellulare appeso alla cintura. Niente di sorprendente, fino a quando non ci si rende conto che il romanzo è stato pubblicato alla fine degli anni ’60.

31. Bored of the rings

i

The Harward Lampoon
21-09-2015

E anche questo Natale… se lo semo levato dalle palle!

Bored of the rings, il signore dei tranelli nella versione italiana, è una parodia scritta nel 1968 da una rivista umoristica americana, realizzata dagli studenti di Harvard. Il racconto era anche stato mostrato a Tolkien che ha però dichiarato di non capirne il senso, pur non opponendosi alla pubblicazione.

Con queste premesse — e siccome avevo il libro in casa da almeno una ventina di anni10 — mi sono tuffato nella lettura, fresco del romanzo originale, con la speranza di trovare del fine umorismo e una gran quantità di sagaci citazioni e riferimenti.

Giunto al terzo capitolo mi sono reso conto che la traduzione italiana era una porcata illeggibile, con nomi storpiati quasi esclusivamente verso termini volgari (Dildo, Lerciolas, Grampuzzo, Ostronzo e via di questo passo…), ma la localizzazione in generale era brutta, (troppo) liberamente interpretata (vedi utilizzo sgradevole di dialetti nostrani) e altamente stucchevole.

Mi sono quindi procurato la versione originale, sperando almeno lì di trovare una lettura più piacevole. Indubbiamente i nomi sono più sagaci e divertenti, anche se per forza di cose scimmiottano quelli originali, che sono diversi dai nostri (soprattutto per quanto riguarda i personaggi secondari). Tuttavia la sostanza non cambia: rimane un racconto banale, alquanto inutile e pieno di battute forzate (humor sessuale americano, tra l’altro… il peggiore!). Dopo qualche altro capitolo ho definitivamente gettato la spugna

Per questi motivi il libro non verrà conteggiato tra quelli letti, né avrà un voto (che, in ogni caso, sarebbe ignobile). Lo includo nella lista perché mi ha portato via tempo e perché rimanga come eterno monito per lo sprovveduto amante di J.R.R.
Fortuna che arriva l’inverno, mi tornerà molto utile per accendere il camino.

La citazione è da vacanze di Natale, tanto il livello qualitativo è quello…

30. Il signore degli anelli

i

J.R.R. Tolkien
18-09-2015

Dopo pochi passi si trovarono nella più cupa e totale oscurità. Dalle tenebrose gallerie di Moria, Frodo e Sam non erano mai più stati in un buio così cupo, e questo era forse ancor più fitto e fondo.
A Moria vi erano correnti d’aria, echi, un senso di spazio. Qui l’atmosfera era immobile, stagnante, greve, ogni rumore sordo. Sembrava di camminare in un vapore nero plasmato nell’oscurità stessa, e alla cecità degli occhi si aggiungeva ad ogni respiro una più densa nebbia della mente, che offuscava e cancellava persino il ricordo di luci, forme e colori.

Il signore degli anelli è un libro che chiunque dovrebbe leggere almeno una volta nella vita. Dietro c’è un lavoro titanico, un intero mondo composto da luoghi, lingue, calendari, storie e intrecci cronologici degni di un’enciclopedia storica. Il tutto condito da uno stile narrativo magico, e da personaggi così ben delineati da apparire vivi e reali, oltre le pagine del romanzo.

Ho particolarmente apprezzato buona parte delle appendici, che invece avevo saltato nella precedente lettura. Serve un po’ di coraggio ma credo che, dopo aver affrontato il Silmarillion, non c’è più nulla che mi possa spaventare. :)

Dimenticate il film di Peter Jackson, in confronto è una schifezza (anche perché ha liberamente cambiato molti punti della storia, peggiorandoli).

29. Cime tempestose

i

Emily Brontë
25-08-2015

Indugiai là presso, sotto quel cielo benigno; guardai le falene svolazzare tra l’erica e le campanule, ascoltai il lieve sospiro del vento tra l’erba, e mi stupii che si potesse immaginare un sonno meno tranquillo per quanti dormivano in quella terra di pace.

Nella mia ingenua ignoranza letteraria pensavo che cime tempestose fosse un romanzo avventuroso con protagonista la montagna: del tipo sfida dell’uomo contro gli elementi per conquistare qualche picco inviolato o che so io. Invece è una storia d’amore. Buia, crudele, struggente ma pur sempre d’amore.

La prima parte è lenta, con questo avvicendarsi di personaggi malaticci e morenti e una scrittura un po’ arcaica d’altri tempi ma, da metà libro in poi, mi sono calato nelle cupe vicende della brughiera inglese, apprezzando una caratterizzazione degli stessi molto efficace e concludendo la lettura in un’unica, lunga sessione.

Elegante lo stile di scrittura, con un innovativo sistema di rotazione dei personaggi narranti strutturato in una sorta di matrioske, che offre la possibilità di osservare la storia da differenti punti di vista.

28. L'uomo di Marte

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Andy Weir
21-08-2015

La situazione non è così grave.
Sono sempre fottuto, intendiamoci.
Ce l’ho sempre nel culo, intendiamoci.
Solo non così in profondità.

Gran bel libro, uno dei migliori che ho letto quest’anno. Una storia interessante, incalzante e appassionante narrata da diversi punti di vista, con stili narrativi differenti. Il tutto permeato da un’abbondante dose di ironia che mitiga i momenti drammatici e strappa sorrisi in quelli meno concitati, in un tripudio di disco dance, serial tv anni ’80, coltivazioni di patate e una temperatura aliena media che si aggira intorno ai -60°.

L’hanno definito un mix tra Gravity e Robinson Crusoe. Ignorate questa cazzata, è davvero un romanzo da leggere.

27. Un'autobiografia

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Giordano Bruno (a cura di Michele Ciliberto)
10-08-2015

Al di là degli interessanti contenuti questo “libro” è una porcheria.
Intendiamoci: dai documenti storici mostrati emerge la grande intelligenza (e furbizia) di Bruno Giordano contrapposta alla cieca stupidità a cui può ridursi l’essere umano.

Il problema è che l’autore (o, dovrei dire, il curatore) si è limitato a un noiosissimo pippone iniziale, alquanto inutile, e niente più. Avrebbe potuto introdurre le singole testimonianze, collocarle nel contesto cronologico, narrarne i retroscena, magari affiancare versioni scritte in italiano corrente per rendere più fluente il discorso (mi sembrava di leggere il capitolo iniziale di Baudolino, di Umberto Eco), eccetera eccetera.

Così com’è è una semplice raccolta di scritti, alcuni acuti, altri ottusi, vigliacchi e vergognosi, che chiunque potrebbe reperire con una semplice ricerca.

26. Andromeda

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Michael Crichton
08-08-2015

Una delle prime regole della ricognizione aerea era «Ignorare il panorama»: analisi e valutazione non spettavano al pilota. C’erano gli esperti, per questo, e i piloti che se lo dimenticavano, i piloti che s’interessavano troppo a quello che stavano fotografando, si mettevano nei guai. Di solito precipitavano.

Michael Crichton è una garanzia. Con lui non è importante la storia, ma come la racconta. Avrebbe potuto scrivere un libro sulla pastorizzazione del latte e sarebbe stato comunque appassionante.

Ho letto Andromeda in due giorni ed era parecchio tempo che non mi accadeva. Un romanzo d’esordio che non è un capolavoro ma originale, scorrevole e piacevole quel tanto che basta.

25. I giardini della luna

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Steven Erikson
06-08-2015

— Ah, be’.
Topper iniziò a svolgere gli involucri, scoprendo formaggio, pane, frutta e bacche.
— Io faccio conoscenza in due modi. Tu hai assistito al secondo.
— E il primo?
— In quei casi non c’è tempo per vere e proprie presentazioni.

I giardini della luna è un libro che in passato ho provato a leggere in almeno cinque occasioni e, ogni volta, la noia non mi ha permesso di superare pagina 200. Ho tenuto duro perché sono caparbio e ho letto troppo bene di questa saga per gettare la spugna ma devo ammettere che, a conti fatti, non ne è valsa la pena, almeno per quanto riguarda il primo volume.

Si tratta di uno di quei racconti che scaraventa il lettore in mezzo all’azione senza introdurre o spiegare nulla con la chiara intenzione di creare fascino o mistero ma che, a mio avviso, genera soltanto frustrazione e confusione, estraniandolo dalle vicende e dai personaggi. Personaggi, tra l’altro, introdotti a vagonate e in gran parte poco definiti che, alla lunga, finiscono per confondersi spesso tra loro.

C’è anche troppo buonismo, le figure principali se la cavano sempre, anche contro avversari letali. Succede sempre qualcosa per cui il cattivo o ci lascia le penne o è costretto a fuggire a gambe levate; oppure interviene una divinità a restituire la vita ai nostri eroi.

Il libro si trascina lentamente, e abbastanza noiosamente, per circa tre quarti dopo di che parte in quarta introducendo nemici potentissimi, in grado di distruggere intere città che… vengono sbrigativamente sconfitti nel volgere di un paio di pagine senza ben capire come né perché.

Insomma, iniziata la lettura con entusiasmo — alimentato anche dall’accostamento di Steven Erikson a Tolkien, da parte di molti appassionati – ho trovato soltanto un racconto a mio avviso mal strutturato, pessimamente tradotto 11, inutilmente impegnativo e troppo pilotato verso il lieto fine.

C’è da dire comunque che l’autore ha molta inventiva e introduce elementi davvero interessanti. Purtroppo però non bastano a salvare un progetto molto (troppo?) ambizioso, sorretto da una storia di fondo sostanzialmente inesistente.

Dicono che nei libri successivi la saga decolli per cui mi riservo un giudizio definitivo per quando mi tornerà il coraggio di affrontarli. Per il momento, però, è un “meh”

24. Miliardi di tappeti di capelli

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Andreas Eschbach
22-07-2015

È una storia di tessitori di capelli. Non posso promettervi che l’amerete. Non posso neppure promettervi che vi piacerà. Posso solo fare una promessa: non la dimenticherete, mai.

L’idea di base è buona, originale. Come il finale. Ma il libro sembra composto da una serie di piccole storie, molte delle quali apparentemente senza legami con la trama generale. Altre, poi, abbastanza banalotte. Probabilmente la causa è data dal fatto che originariamente era un racconto breve che l’autore, in seguito a un inaspettato successo, ha deciso di espandere a romanzo, probabilmente allungandolo un po’ troppo.

Come stile narrativo mi ha un po’ ricordato il ciclo delle Fondazioni di Asimov — del quale cui potrebbe anche rappresentare una vicenda a margine — ma nel complesso non appassiona pienamente, pur mantenendosi piacevole.

23. Open

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Andre Agassi
14-07-2015

Mentalmente lascio il campo. Vado in montagna, affitto una baita, mi preparo un’omelette, mi siedo con i piedi alzati, respiro il profumo di neve della foresta. Mi dico: se vinco questo match mi ritiro. E se perdo questo match mi ritiro lo stesso. Lo perdo. Non mi ritiro. Anzi, faccio l’esatto contrario.

Non so bene come mai ultimamente mi piaccia così tanto leggere (auto)biografie. Questa me l’ha consigliata il mio amico Duccio e, siccome ha sempre un gran fiuto per i bei libri, non ci ho pensato due volte.

Agassi me lo ricordo come il ribelle del tennis, il capellone che giocava con i jeans e amava rompere le regole. Devo dire che il libro mi è molto piaciuto, per come Andre si mette a nudo e racconta la storia dal suo punto di vista, svelando interessanti retroscena (quello riguardo i capelli è sorprendente).

Il leitmotiv di tutto il libro, comunque, è uno solo: Andre Agassi odia il tennis. Lo ha sempre odiato, fin da bambino e si è portato dietro questa insofferenza per tutta la carriera. Una carriera che non gli ha comunque impedito di diventare uno dei migliori sportivi di tutti i tempi.

22. Le memorie dello squalo

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Steven Hall
03-07-2015

Da quando avevo lasciato la mia casa per intraprendere questo viaggio, avevo pensato spesso a questa cosa, a come buona parte delle nostre vite sia spesa a studiare e predisporre automatismi. A costruire sistemi, dispositivi, motori. A dar la carica ai meccanismi a molla degli addebiti in conto, a mettere a punto abbonamenti alle riviste, anniversari, foto, rimborsi delle carte di credito, aneddoti. Ad avviare questi motori, metterli in moto e mandarli scoppiettanti nel futuro perché svolgano il loro compito a intervalli più o meno regolari. Quando qualcuno se ne va o muore o scompare, lascia dietro di sé un’immagine residua; un’impronta negli ingranaggi che ha predisposto intorno a sé. L’immagine si dissolve allo scaricarsi delle molle, al lento esaurirsi del carburante, nel momento in cui le macchine di una vita vissuta secondo certe modalità in certi luoghi e sotto certe angolazioni vengono spente o si grippano o lampeggiano e si fermano, una dopo l’altra. È una cosa che richiede tempo. A volte ci imbattiamo nelle lampade impolverate o nel ronzio elettrico della macchina di qualcun altro, magari dopo così tanto tempo che neppure ce l’aspetteremmo, ma è ancora lì funzionante, continua a girare da sola, nel buio. Continua a svolgere il suo compito anche molto, molto tempo dopo l’uscita di scena di chi le aveva dato vita.

È sicuramente uno dei libri più originali che abbia letto. L’autore si diverte a giocare con le parole anche in senso letterale, arrivando a creare curiosi disegni e animazioni tra le pagine del romanzo.

Una storia che parte alla grande, un uomo si risveglia senza memoria e trova istruzioni — scritte apparentemente da se stesso qualche tempo prima — a cui non sa se poter credere o meno. Poi parte un po’ tutto per la tangente, tra edifici formati da libri e voraci squali concettuali, fino ad arrivare a un finale che finalmente mette ogni cosa al suo posto.

Mi piace molto lo stile di Steven Hall, sa scegliere le parole giuste per descrivere situazioni e stati d’animo in modo perfetto. Ma buona parte del merito va anche al traduttore italiano, Giuseppe Iacobaci, che ha fatto un lavoro encomiabile.

Un libro contorto, complicato e piuttosto triste, ma che si è lasciato leggere molto volentieri.

21. Guida galattica per gli autostoppisti

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Douglas Adams
07-06-2015

Una delle difficoltà maggiori che aveva Trillian nel suo rapporto con Zaphod era di riuscire a distinguere tra quando Zaphod fingeva di essere stupido solo per cogliere di sorpresa le persone, tra quando fingeva di essere stupido perché non voleva rompersi le scatole a pensare e voleva che qualcun altro lo facesse per lui, e quando fingeva di essere ignominiosamente stupido per non far capire che effettivamente non capiva cosa stava succedendo, ovvero per non far capire che in quel momento era davvero stupido.

Avevo provato a leggerlo una decina di anni fa ma non ce l’ho proprio fatta. La fantascienza per me è sempre stata una cosa seria e non riuscivo proprio a coniugarla con le straordinarie assurdità visionarie di Douglas Adams.

Quest’anno c’ho riprovato e, curiosamente, mi è piaciuto. Purtroppo però non c’è una struttura narrativa, è semplicemente un susseguirsi molto divertente di eventi incredibili e improbabili. Stupendi, però io voglio anche una storia.

20. True: la mia storia

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Mike Tyson – Larry Sloman
26-05-2015

A Cus non piaceva che esultassi, quando vincevo per knock-out. Niente “cinque” di vittoria o passetti di danza. «Ti sei allenato due anni per questo, e ti comporti come se ne fossi sorpreso?» mi riprendeva.

Tyson si mette a nudo. Emerge la storia triste di un personaggio che non è mai riuscito a integrarsi nella società degli altri uomini e che combatte ogni giorno i demoni che ha dentro, spesso perdendo. È cresciuto in una realtà degradata, nutrendosi di violenza e ha continuato da adulto, tra alti strepitosi e bassi altrettanto devastanti. La sua vita può essere riassunta in sesso, alcol, droga e, naturalmente, aggressività, ogni singolo giorno. È sorprendente scoprire che anche una macchina da guerra abbia una ragionevole coscienza e un animo gentile, che non abbia remore nell’ammettere le proprie colpe e sia capace di mostrare il proprio lato fragile.

Un buon libro, per chi è cresciuto guardando i suoi incontri, interessante scoprire tutti i retroscena di ogni singolo match. Un po’ ripetitivo e decisamente troppo prolisso, ma nel complesso una piacevole lettura.

19. Siddharta

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Herman Hesse
13-05-2015

Vedi, Kamala, se tu getti una pietra nell’acqua, essa si affretta per la via più breve fino al fondo. E così è di Siddharta, quando ha una meta, un proposito. Siddharta non fa nulla. Siddharta pensa, aspetta, digiuna, ma passa attraverso le cose del mondo come la pietra attraverso l’acqua, senza far nulla, senza agitarsi: viene scagliato, ed egli si lascia cadere. La sua meta lo tira a sé, poiché egli non conserva nulla nell’anima propria, che potrebbe contrastare a questa meta. Questo è ciò che Siddharta ha imparato dai Samana. Questo è ciò che gli stolti chiamano magia, credendo che sia opera dei demoni. Ognuno può compier opera di magia, ognuno può raggiungere i propri fini, se sa pensare, se sa aspettare, se sa digiunare.

Un libro semplice, scorrevole, filosofico, sensuale e rilassante. Una costante ricerca della pace interiore e della saggezza — in contrapposizione alla frenesia della vita quotidiana — che sa offrire interessanti spunti di riflessione.

Il romanzo è liberamente ispirato alla vicenda biografica del Buddha, Siddhartha Gautama, anche se il Siddharta protagonista non è il Buddha storico, il quale compare nel libro come personaggio secondario sotto il nome di Gotama, ma un personaggio di fantasia che rappresenta uno dei tanti Buddha potenziali.

18. Oltre

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Filippo Maria Caggiani
07-05-2015

Il segno caratteristico di questo giro armonico è la cadenza plagale, ovvero il passaggio dal IV al I grado: non avendo la sensibile – come la settima di dominante in una cadenza perfetta – questo tipo di cadenza si discosta dalla tradizione occidentale della musica. È insomma una cadenza più vicina ad altre culture che alla nostra, e non definisce esattamente la tonalità: questa sua caratteristica di vaghezza la rende particolarmente esotica, capace di evocare altri mondi e cose lontane da noi, e dunque è perfetta per il ricordo, che ugualmente richiama cose lontane.

Un’analisi molto interessante del testo e della musica di uno dei miei album preferiti, con alcuni anneddoti e interviste a personaggi legati al progetto. Purtroppo io c’ho capito ben poco a causa dei miei imbarazzanti limiti nel campo delle sette note, ma questo nulla toglie al valore dell’opera.

17. L'arte della guerra

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Sun Tzu
04-05-2015

Ricorda, gli elementi della strategia militare sono cinque: primo, misurazione dello spazio; secondo, valutazione della quantità; terzo, calcolo; quarto, confronto; e quinto, probabilità di vittoria. Le misurazioni dello spazio si deducono dal territorio. Le valutazioni della quantità si deducono dalle misurazioni, i calcoli dalla quantità, i confronti dai calcoli, e la probabilità di vittoria dai confronti.

Il modo migliore per essere certi di vincere una guerra è assicurarsi la vittoria ancora prima di iniziare a combattere: questo è il principio fondante dell’opera di Sun Tzu — generale e filosofo cinese vissuto nel VI secolo a.C. —, con ogni probabilità il più antico manuale strategico della storia. Un obiettivo raggiungibile studiando i punti di forza e di debolezza dell’avversario, mantenendo la consapevolezza dei propri limiti ma anche la fiducia nella propria forza, sorprendendo continuamente il nemico.

Buona parte dei concetti è applicabile ancora ai giorni nostri.

16. L'orda del vento

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Alain Damasio
03-05-2015

Cari i miei veterani, io non ho niente contro di voi, sia chiaro. La 33a ha fatto il suo dovere. Vi mancava solo un capo. Ci darete le vostre dritte, e va bene, i vostri aggeggi per la scalata, i risultati delle vostre spremute di cervello. Grazie in anticipo. Ma una cosa voglio che la sapete: il rispetto io lo porto solo alla vostra età, perché siete anziani. Ma non vi stimo per niente. Per me gli unici veri eroi sono quelli che non sono più tornati indietro. Quelli che hanno dato il sangue che gli restava nelle vene per forzare il passaggio nella gola! Che, quando non hanno più avuto le mani, nel ghiaccio ci hanno ficcato i denti. Ma voi, se siete ancora qui, significa che non vi siete fatti raschiare via la cotenna dai muscoli! A me basta vedervi vivi per sapere che siete di quelli che di coglioni ne hanno uno solo…

Un romanzo incredibile, distante anni luce non solo dalla trama classica dei racconti fantasy ma anche dai normali canoni della letteratura.

23 protagonisti, ognuno con il proprio punto di vista, le proprie emozioni, il proprio registro espressivo. Un nemico costante e implacabile, il vento, di cui scoprire origini, forme e segreti. Un viaggio di scoperta, in costante sfida con se stessi e i propri limiti. Creature misteriose, tecnologie, termini ed esclamazioni mai spiegati dall’autore, che ci scaraventa nel mezzo di un mondo vivo, sconfinato, deserto e selvaggio, che va avanti anche senza la nostra comprensione, con spunti spesso esoterici e metafisici.

Un libro difficile e impegnativo, con personaggi rappresentati da simboli e ogni differente intensità del vento illustrata da precise regole di punteggiatura.

Un capolavoro, grazie Duccio.

15. La fisica di Star Trek

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Lawrence M. Krauss
09-04-2015

In virtù di una cosa a cui i fisici non possono di solito appellarsi – ossia la licenza artistica –, essi introdussero i «compensatori di Heisenberg», che permettono la «risoluzione quantica» di oggetti. Quando un intervistatore domandò al consulente tecnico di Star Trek Michael Okuda come funzionassero i compensatori di Heisenberg, egli rispose semplicemente: «Benissimo, grazie!»

Una lettura molto interessante che affronta con occhio scientifico tutti gli inevitabili dubbi legati alla tecnologia della storica serie TV. Purtroppo per me, che non sono un fisico, alcuni passaggi sono risultati estremamente ostici perché non mastico molto bene le varie teorie della relatività, delle stringhe, l’astronomia pesante e tutto il ramo quantistico. In ogni caso un libro che vale decisamente la pena di (provare a) leggere.

8-14. Ciclo della Fondazione
14. Fondazione e Terra

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Isaac Asimov
30-03-2015

Accetto solo quello che sono costretto ad accettare in base a prove ragionevolmente attendibili, e la mia accettazione rimane sempre provvisoria in attesa di prove ulteriori. Questo non ci rende popolari. — Perché? — chiese Trevize. — Non lo saremmo in nessun luogo. Ovunque la gente preferisce un credo comodo, caldo e collaudato, per quanto illogico, ai venti gelidi dell’incertezza…

Un finale onesto per il ciclo della Fondazione. Non mi ha particolarmente entusiasmato ma contiene spunti interessanti, grande inventiva e un messaggio positivo.

13. L'orlo della Fondazione

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Isaac Asimov
21-03-2015

Le tre navi erano ciascuna in posizione stazionaria rispetto alle altre due. Tutte quante giravano assai lentamente intorno al pianeta Gaia, simili a un lontano satellite composto di tre parti distinte. Tutte quante accompagnavano Gaia nel suo viaggio interminabile intorno al sole.

Boom!

Mi ero lamentato della limitata profondità nei racconti precedenti e sono arrivati i fuochi di artificio. Una storia incredibile, un intreccio di personaggi, luoghi ed eventi che evolvono in continuazione, con l’incertezza di non capire mai bene chi sia veramente chi, da che parte stia e e quale sia il suo vero obiettivo. Così dalla prima all’ultima pagina, con il lettore assalito da dubbi, sospetti, intuizioni spesso errate e innumerevoli colpi di scena.

Un Asimov che mi ha pienamente appagato.

12. Seconda Fondazione

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Isaac Asimov
09-03-2015

Se io ho un segreto, non mi metto un cerotto sulla bocca in modo da far sapere a tutti che non voglio parlare. Parlo invece normalmente come al solito, ma di qualcos’altro.

Asimov adora i colpi di scena ed effettivamente anche questo libro non manca di sorprendere. Purtroppo torna una certa linearità narrativa ma il dubbio che viene instillato nel lettore fin dalle prime pagine è un buon incentivo a proseguire la lettura per trovare questa benedetta Seconda Fondazione.

11. Fondazione e Impero

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Isaac Asimov
05-03-2015

Le leggi della storia sono assolute come quelle della fisica, e se in essa le probabilità di errore sono maggiori, è solo perché la storia ha a che fare con gli esseri umani che sono assai meno numerosi degli atomi, ed è per questa ragione che le variazioni individuali hanno un maggior valore.

Non mi ha colpito come il precedente capitolo anche se ne riconosco l’inventiva. L’aver intuito la reale natura di uno dei personaggi chiave fin dalla prima apparizione ha contribuito e rovinare il colpo di scena finale ma sono fermamente convinto che nel 1945 ci sarei cascato con tutte le scarpe. È un espediente super inflazionato e oggi lo si trova praticamente ovunque, anche negli episodi dei Simpson.

Rispetto ai precedenti romanzi ho notato una trama più articolata con qualche salto narrativo temporale, particolarità che ho molto apprezzato.

10. Prima Fondazione

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Isaac Asimov
28-02-2015

Regni! Ai vecchi tempi erano prefetture, divisioni cioè di una stessa provincia, che a sua volta faceva parte di un settore, e il settore era l’elemento di un quadrante, che era parte dell’Impero Galattico che li comprendeva tutti.

In quello che cronologicamente12 è il primo volume del ciclo, finalmente si comincia a vedere qualcosa di serio. È una fantascienza molto particolare, senza alieni, battaglie spaziali memorabili o entità superiori. Semplicemente l’umanità impegnata nella propria sopravvivenza contro e malgrado se stessa. Anche qui, come nel caso di Tolkien, si intravvede la metafora della nostra società, dove religione, commercio, politica e diplomazia sono elementi che vengono presentati, di volta in volta, come causa e soluzione dei problemi.

Continuo a trovare la scrittura di Asimov un po’ troppo lineare, ma è probabilmente una questione di gusti personali.

9. Fondazione anno zero

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Isaac Asimov
25-02-2015

Era impensabile che l’Imperatore fosse costretto ad aspettare. Un conto è l’essere democratici, un altro è l’andare incontro a qualche scomodità.

Al contrario del precedente capitolo, questo è iniziato in modo avvincente, per poi andarsi a spegnere pian piano con la narrazione di eventi poco entusiasmanti e una esposizione cronologica fin troppo lineare. A mio modesto avviso lo si sarebbe potuto integrare con il libro precedente per creare un’unica, grande biografia del creatore della Psicostoria.

D’altra parte, però, ciò che ho letto finora è solo una introduzione al ciclo della Fondazione, il pezzo forte deve ancora arrivare. O, almeno, me lo auguro.

8. Preludio alla Fondazione

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Isaac Asimov
18-02-2015

Legge Zero: Un robot non può recare danno all’umanità, né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, l’umanità riceva danno.

Non so se questo prequel, come avviene per i primi tre film di Star Wars (quelli nuovi) serva solo a preparare l’ambientazione per ciò che verrà narrato dopo, ma l’ho trovato piuttosto noioso, perlomeno fino alle ultime pagine. Una trama abbastanza ripetitiva e caratterizzata da luoghi comuni piuttosto inflazionati ma che rivela un finale sorprendente che mi fa rivalutare l’intero racconto, in particolare perché spiega tutte quelle incongruenze che avevo incontrato durante la lettura.

Mi accingo a leggere il secondo, speriamo bene.

7. Houdini & Conan Doyle: amici-nemici

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Massimo Polidoro
31-01-2015

Non è un vero e proprio libro, pertanto il giudizio attribuito è di carattere politico. Le poche decine di pagine che contengono questo breve saggio descrivono sommariamente il curioso rapporto di pseudo amore e odio che ha caratterizzato il rapporto tra due grandi uomini del secolo scorso. Sicuramente interessante ma davvero troppo stringato, comunque l’ho letto e trovo giusto aggiungerlo qui.
Certo è che Doyle ne esce proprio male.

6. Gli ultimi giorni di Marilyn Monroe

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Keith Badman
21-01-2015

Ciò che più desideravo al mondo, credo, era di essere amata. Oggi e allora per me amore significa sentirmi desiderata, e quando zia Grace mi portò in quel posto, tutto il mio mondo andò in pezzi.

Ho sbagliato biografia! Ne volevo una che comprendesse l’intera vita di Marilyn e sono incappato in questa che si concentra unicamente sull’ultimo periodo di vita, ma ormai avevo cominciato a leggerla e ho continuato.
Detto questo devo dire che è una delle migliori che abbia letto finora. Ricca di particolari (fin troppi, come orari precisi al minuto, spese analizzate nel minimo dettaglio, ecc.), supportata da una narrazione coinvolgente e strutturata in modo da permettere salti temporali ben integrati nel racconto, che non annoiano mai. Anche la presenza dei numerosissimi personaggi viene gestita sapientemente e non si corre mai il rischio di scordarsi chi era chi.

Ora, non so se il lavoro dell’autore sia fedele al cento per cento (non ho la pazienza di verificare tutto, la sensazione è che abbia fatto un’opera di ricerca certosina ai limiti della sanità mentale oppure che si sia inventato tutto di sana pianta) ma ha svolto un’impeccabile opera di esposizione dei fatti senza mai abbandonarsi a giudizi personali o considerazioni gratuite fuori luogo nel pieno rispetto di tutti i protagonisti, anche di chi probabilmente non lo avrebbe meritato.

Le sue personali congetture, su quello che ancora oggi rimane un piccolo mistero, sono supportate dalla logica e risultano plausibili. Un bel libro, su una delle stelle più carismatiche che abbiano mai brillato nel controverso mondo del cinema.

5. Baudolino

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Umberto Eco
16-01-2015

Il nemico si era tolto le brache, ed ora correva per i campi saltando le siepi, non tanto per la vergogna, ma perché aveva paura che un cavaliere avversario lo vedesse da dietro, pensasse che lui gli mostrava le natiche per disprezzo, e lo impalasse come fanno i turchi.

Un cavaliere simpatico e fuori dagli schemi attraversa la storia e il mondo allora conosciuto in un trionfo di parole, descrizioni, battaglie, amori, regni fantastici, animali dalle strane forme, profezie teologiche. La prima parte è esaltante per la ricostruzione storica dell’Italia dei Comuni e dell’impossibile tentativo di conquista da parte di Federico; poi il viaggio incredibile ai confini di un lontano regno ricrea un’ambientazione irreale che si risolve in un finale in cui verità storiche e bugie si mescolano sagacemente. Finale che però non mi ha pienamente soddisfatto.

Rimane comunque un grande affresco, un libro geniale, colto e divertente al tempo stesso.

4. Vita, morte e miracoli di un pezzo di merda

i

Paolo Villaggio
10-01-2015

Non è una notte normale, questa è la mia grande notte, perché è l’ultima della mia vita.

Villaggio ha edificato la propria carriera su macchiette e prese in giro della nostra società, ma è anche l’autore dei testi di celebri canzoni, tra cui “Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers” di Fabrizio De Andrè, una vera perla.
Mi sono quindi accostato a questa autobiografia con la speranza di apprendere qualcosa di più su una personalità ironica, controversa, indubbiamente eclettica.

Una delusione: racconti disorganici e marginalmente interessanti, presentati a caso senza alcun filo conduttore e conditi dall’umorismo forzatamente assurdo di Fantozzi (con congiuntivi sbagliati, OVUNQUE, come se ormai siano la normalità per Villaggio), tanto da instillare il dubbio che gran parte delle vicende siano frutto di pura invenzione.

Tenero il ricordo della moglie, la parte più toccante del libro.

3. Novecento

i

Alessandro Baricco
09-01-2015

Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa… e la vedeva. È una cosa difficile da capire. Voglio dire… Ci stavamo in più di mille, su quella nave, tra ricconi in viaggio, e emigranti, e gente strana, e noi… Eppure c’era sempre uno, uno solo, uno che per primo… la vedeva. Magari era lì che stava mangiando, o passeggiando, semplicemente, sul ponte… magari era lì che si stava aggiustando i pantaloni… alzava la testa un attimo, buttava un occhio verso il mare… e la vedeva. Allora si inchiodava, lì dov’era, gli partiva il cuore a mille, e, sempre, tutte le maledette volte, giuro, sempre, si girava verso di noi, verso la nave, verso tutti, e gridava (piano e lentamente): l’America. Poi rimaneva lì, immobile come se avesse dovuto entrare in una fotografia, con la faccia di uno che l’aveva fatta lui, l’America.

Breve ma intensa storia di un pianista straordinario, su un piroscafo di spola tra Europa e America negli anni tra le due guerre.

Di Baricco non ho letto altre opere ma ha uno stile narrativo affascinante che cattura fin dalle prime frasi. Il finale un po’ troppo precipitoso ha, a mio avviso, incrinato la magia del racconto.

2. Il signore delle mosche

i

William Golding
06-01-2014

La prima cosa a cui si abituarono fu il ritmo del lento passaggio dall’alba al rapido crepuscolo. Accettavano i piaceri del mattino, il bel sole, il palpito del mare, l’aria dolce, come il tempo adatto per giocare, un tempo in cui la vita era così piena che si poteva fare a meno della speranza.

È interessante notare il processo di degrado dell’interazione sociale verso una forma di imbarbarimento ancestrale, in cui gli interessi del singolo tendono a prevalere sul bene comune. L’impotenza della ragione di fronte alla prepotenza dell’istinto.

La storia è descritta a tratti un po’ semplicistici: nessun ferito nell’incidente, il fuoco viene facilmente acceso in qualsiasi condizione, i bambini più piccoli causano meno fastidi di un animale domestico, una dieta basata quasi esclusivamente sulla frutta non provoca problemi di salute e così via. D’accordo, non è quello lo scopo del libro, ma se in ciò che leggo non riesco a trovare una certa parvenza di realismo mi viene da storcere un po’ il naso.

Il finale arriva all’improvviso, quando speri possa ancora accadere qualcosa di forte.
Mi è parso un po’ buttato lì per chiudere il cerchio, lasciandomi la sensazione che fosse una piccola forzatura a una situazione narrativa che non prevedeva molte alternative (ed è anche la ragione per cui ho tolto una stellina al giudizio complessivo).

Ma io non ho vinto un premio Nobel, eh, posso anche sbagliare… :)

1. Il vecchio e il mare

i

Ernest Hemingway
01-01-2015

Alla fine, uno giunse alla testa e il vecchio capì che era finita.

Mi ha ricordato molto il Moby Dick di Melville per lo stile descrittivo molto particolareggiato ed elegante, anche se i motivi che spingono i due protagonisti alla caccia del grande pesce sono completamente differenti, quasi diametralmente opposti.

2014 24
I libri che consiglio quest'anno:

24. Molto dopo mezzanotte

i

Ray Bradbury
31-12-2014

Ci ho messo un po’ a digerire Bradbury, almeno metà libro.
C’è molta malinconia, quasi tutti i racconti terminano in modo tragico, infelice e disperato — a quanto pare marchio di fabbrica dell’autore — e queste sono cose che generalmente tendo a evitare.
Ma tra le righe c’è sempre una seconda storia più complessa, spesso appena abbozzata e aperta a interessanti interpretazioni personali.

23. L'arte dello Hobbit

i

Wayne G. Hammond e Christina Seuil
28-12-2014

Per chi, come me, adora le opere di Tolkien e, in particolare, lo Hobbit, questa raccolta è il Nirvana.
La maggior parte delle edizioni di questo romanzo viene stampata in formato economico e raramente è accompagnata dai disegni originali dell’autore. Perché una cosa poco risaputa di Tolkien è che tutte le illustrazioni, le mappe, le rune e le grafie dei vari popoli sono state disegnate di suo pugno.
Devo ammettere di essere stato attratto da quest’opera a causa della geniale copertina13, ma ogni singolo disegno di Tolkien, che sia un semplice schizzo a matita o un acquarello completo, fa rivivere la magica atmosfera della Terra di Mezzo.

22. The everything store

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Brad Stone
28-12-2014

È una biografia che contiene molti aneddoti interessanti sulle origini e la storia di Amazon. Purtroppo però l’autore si dilunga troppo su particolari completamente inutili, probabilmente con l’intenzione di allungare un po’ il brodo. Per quanto la vita di Jeff Bezos sia interessante non è Steve Jobs e, benché la biografia di Isaacson sia altrettanto pallosa, se non altro ogni vicenda narrata è molto interessante14.

Brad Stone, al contrario, si perde spesso in dettagli di poco conto e piatte elencazioni sulla vita di qualunque personaggio abbia incrociato la strada del protagonista, o sugli innumerevoli progetti di Amazon mai andati a buon fine, cosa che in tutta sincerità non interessa probabilmente a nessuno

21. Teorema Catherine

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John Green
24-12-2014

Mi sono fatto fregare. Dopo l’ottimo “Cercando Alaska” (vedi sotto) mi ero illuso di aver trovato un brillante autore sorprendentemente capace di comunicarmi emozioni con storie di teenager, o giù di lì.

Ma questo romanzo non solo è estremamente palloso, ma anche senza uno scopo. Non si capisce dove voglia andare a parare la storia, probabilmente da nessuna parte.
Tra l’altro per tutta la lettura c’è quella sgradevole sensazione che l’autore cerchi in tutti i modi di ostentare le proprie conoscenze, con citazioni colte e narrazioni abbastanza inutili da “non tutti sanno che” della Settimana Enigmistica.
E poi, altra cosa estremamente fastidiosa, le note. Non è possibile infarcire i racconti con continui rimandi a piè di pagina. Va bene nelle pubblicazioni scientifiche, non in un romanzo.

Salvo solo l’idea generale della formula matematica (sviluppata da un vero studioso) che, se pure risulta poco applicabile e credibile, se non altro è abbastanza originale.
Un plauso alla traduttrice, che se l’è cavata più che egregiamente nella localizzazione dei vari anagrammi e giochi di parole.

20. Il diario di Anna Frank

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Anna Frank
20-12-2014

Sono contento di non aver mai letto questo libro ai tempi di scuola. Non lo avrei capito né apprezzato, come è successo con tutte le altre opere che sono stato costretto a leggere di forza.

Oggi invece riesco a cogliere tutte le sfaccettature di una persona straordinaria e sensibile la cui triste storia è una ferita aperta ancora oggi, a oltre mezzo secolo da quelle terribili vicende.

19. La locandiera

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Carlo Goldoni
19-12-2014

Il genio di Goldoni all’opera.
Personaggi caratterizzati (e caricaturizzati) alla perfezione. Dialoghi fulminanti, ironia a palate.

18. 111 errori di traduzione che hanno cambiato il mondo

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Romolo G. Capuano
18-12-2014

I primi 34 punti, o giù di lì, sono libere interpretazioni (scomodando Vangeli apocrifi e/o altri sconosciuti complottisti) di eventi più o meno significativi narrati nella Bibbia (quindi cose abbastanza lontane dalla realtà). Il resto riguarda leggende metropolitane, supposizioni dell’autore o situazioni del tutto ininfluenti, al limite della noia. Il tutto condito da un’esagerazione di citazioni e stralci di altre opere tanto per allungare il brodo (e il numero di pagine da leggere).
Di sicuro nessuno di questi “errori” ha mai contribuito a influenzare la storia, figuriamoci il mondo.

L’ho letto per curiosità ma non lo consiglio.

17. Viaggio nel mondo del paranormale

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Piero Angela
17-12-2014

Non so se è perché il libro ha oltre 30 anni o altro ma non l’ho trovato molto scorrevole.
È chiaramente un’inchiesta dedicata ai creduloni, ricca di particolari, esperienze vissute, testimonianze più o meno autorevoli che demolisce completamente ogni aspetto del paranormale e, in quanto tale, non offre spunti molto interessanti per chi vede già con una certa diffidenza questi fenomeni (da baraccone).

16. Lo Hobbit (illustrato)

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J.R.R. Tolkien
10-12-2014

Lo Hobbit è stato il primo libro fantasy che ho letto ed è stato probabilmente il motore che mi ha spinto in seguito ad amare questo genere.

Scritto in modo semplice e scorrevole racconta una storia tutt’altro che scontata, con sorprendenti colpi di scena e situazioni spinose da cui Tolkien riesce a uscirne in modo elegante e con una buona dose di umorismo. Qui appaiono per la prima volta alcuni dei personaggi che ritroveremo in seguito nel Signore degli Anelli e negli altri romanzi correlati. Forse non sarebbe un libro da 5 stelle ma non posso fare a meno di amarlo alla follia.

15. Dexter l'oscuro

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Jeff Lindsay
17-05-2014

Con il procedere dei capitoli la serie cartacea ha intrapreso una caduta verticale, il che spiega come mai la controparte TV si sia subito allontanata dalla trama originale.

Questo in particolare è stato mortalmente noioso, pieno di ripetizioni fino allo sfinimento (ok, capisco che l’intenzione dell’autore sia ogni volta quella di aggiornare chi non abbia letto le storie precedenti, ma un quinto del libro se ne va nel riassunto delle puntate precedenti). L’idea, poi, di assegnare all’Oscuro Passeggero una propria coscienza e volontà, e tutti i successivi tentativi di fornire spiegazioni pseudo-razionali-ancestrali alla cosa, mi ha ricordato la tristezza dei Midi-Chlorian in Episode One.
Finale veramente idiota e imbarazzante (salvato da un bambino di, tipo, 5-6 anni che accoltella il cattivo di turno), per la serie “salviamo il mondo all’ultima pagina”, ma questo sembra essere un marchio di fabbrica di Lindsay per cui me ne farò una ragione15. Sembra essere sparito anche l’humor nero che mi ha perlomeno strappato qualche risata nei libri precedenti.

Evitatelo, anche se vi piace Dexter.

14. Il nostro caro Dexter

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Jeff Lindsay
05-05-2014

È il primo libro che, a livello di trama, differisce dalla serie televisiva. Diciamo che mi è piaciuto un po’ meno rispetto al primo anche se ho apprezzato l’ironia che permea tutto il romanzo. In ogni caso Jeff Lindsay ha una mente davvero malata!

13. Guerra eterna

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Joe Haldeman
24-04-2014

Un buon libro, con dentro molta fisica e matematica.
Narrazione scorrevole ma mitigata da una storia non proprio eccezionale e un finale banalotto.

12. Il buio oltre la siepe

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Harper Lee
15-04-2014

Devo dire che mi aspettavo di più, l’ho letto volentieri ma non mi ha appassionato. Alcuni passaggi mi sono sembrati un po’ forzati, pur tenendo conto che non si tratta di un libro recente, pertanto può aver perso molto a causa della localizzazione.

11. Cercando Alaska

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John Green
04-04-2014

Non c’è una ragione precisa per cui ho scelto di leggere questo libro, ogni tanto mi capita di finire su blog dedicati e qualche titolo mi rimane nella testa. Questa volta ho fatto proprio bene perché la narrazione mi ha preso non poco, facendomi divorare le circa 800 pagine16 in due giorni. È un genere a me solitamente non congeniale ma a questo punto mi pare evidente che, quando uno sa scrivere bene, la cosa può tranquillamente passare in secondo piano.

Unica accortezza, se mai decideste di leggerlo, fidatevi del mio giudizio ed evitate di andarvi a leggere ulteriori recensioni o anche solo le descrizioni sui vari siti online. Perché, come spesso accade, svelano un passaggio fondamentale della storia che vi rovinerà (come è accaduto nel mio caso) inevitabilmente la lettura.

10. 1984

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George Orwell
02-04-2014

Mi è difficile esprimere un giudizio. L’idea di fondo è indubbiamente brillante ma la trama non l’ho trovata altrettanto coinvolgente e alcuni passaggi sono veramente noiosi. Senza contare che, almeno nelle fiction, mi piace trovare un lieto fine, o almeno una piccola speranza per il futuro. Mi ha ricordato un po’ il secondo tempo di Arancia Meccanica, che è proprio la parte di quel film che meno ho apprezzato.

Non è però da escludersi che il giudizio finale possa essere stato dettato proprio dal senso di oppressione e di impotenza che si respira tra le pagine, tanto da arrivare a farmelo “odiare”. In tal caso, probabilmente, le stelle andrebbero raddoppiate. O no?

9. La mano sinistra di Dio

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Jeff Lindsay
27-03-2014

Ho cominciato la lettura di questo libro in una condizione di estremo svantaggio: essendo un estimatore della serie TV ero a già conoscenza dell’intera trama, tra l’altro parecchio fedele all’adattamento cinematografico. Non mi è stato dunque possibile immaginare liberamente personaggi e luoghi, per non parlare dei colpi di scena già tutti noti (a parte il finale, che differisce un po’ rispetto alla serie). Ciononostante la geniale idea di fondo della storia e l’elevata caratterizzazione di ogni comprimario, unite alla grande capacità narrativa di Lindsay, hanno contribuito a farmi apprezzare quest’opera più di quanto mi sarei sinceramente aspettato.

8. Roverandom

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J.R.R. Tolkien
25-03-2014

Doveva succedere prima o poi di trovarmi di fronte a un’opera di Tolkien che non mi è piaciuta. Al contrario del “cacciatore di draghi”, il cui stile ricalca molto quello dello Hobbit, qui siamo di fronte a una semplice favoletta per bambini. Tutto è troppo semplice, ingenuo e assurdo per poter dare l’illusione di un mondo reale. Lui è sempre bravo nella narrazione ma purtroppo non (mi) basta.

7. Moby Dick

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Herman Melville
23-03-2014

Ho maturato la decisione di leggere Moby Dick principalmente perché la maggior parte delle persone che conosco, e che hanno provato ad approcciarlo, lo ha definito “estremamente noioso”.

Invece è un capolavoro.

Molto spesso, quando leggo un libro, mi trovo a domandarmi se saprei (ri)scriverlo meglio e spesso la poco modesta risposta è sì. Mai come in questo caso mi sono sentito tanto inferiore.
Non è di facile lettura (solo cercare di star dietro alle innumerevoli citazioni è uno sforzo titanico) o estremamente scorrevole e il finale è a mio avviso un po’ buttato lì. Ma la storia, in questo romanzo che mette a nudo la natura umana, è davvero la parte meno importante di tutte.

6. Il Silmarillion

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J.R.R. Tolkien
06-03-2014

Il Silmarillion è strutturato come una sorta di Bibbia, dalla creazione di Arda (la terra in cui si svolge buona parte dei suoi romanzi) fino alla cosiddetta ‘Quarta Era’ in cui gli Elfi abbandonano la Terra-di-Mezzo. Interi secoli di alleanze, tradimenti, guerre, vittorie e sconfitte vengono narrati nell’arco di poche pagine, con centinaia di protagonisti, rendendo la lettura a tratti impegnativa (specialmente per uno smemorato come me).

Si scopre così che la sua opera massima, il Signore degli Anelli, è in realtà solo una goccia nel mare della mitologia che ha ideato. Si tratta di un libro grezzo, mai rifinito e forse neppure pensato per la pubblicazione e pertanto meno scorrevole da leggere rispetto al resto della sua bibliografia. Ma la vena creativa dell’autore rimane inconfondibile e sempre straordinaria.

Non è per tutti, bisogna amare l’universo di Tolkien per apprezzare questo libro. A me è andata bene. :)

5. Il cacciatore di draghi

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J.R.R. Tolkien
25-02-2014

Tolkien è sempre un piacere da leggere17. Che sia un’opera seria come il Silmarillion oppure più leggera come lo Hobbit, la sua scrittura è piacevole e scorrevole. L’ironia è un po’ il filo conduttore di tutto il racconto, che prende in giro le classiche tradizioni sugli ammazza-draghi. I cavalieri che dovrebbero compiere l’impresa sono inutili bellimbusti, così interessati all’etichetta e alle precedenze da non notare le orme del drago sparse dappertutto. Il racconto è anche un’interessante analisi di come gli uomini reagiscono al pericolo; eroi non si nasce ma si diventa, e uno sfortunato fattore può essere costretto dagli eventi a compiere atti di eroismo. Fantastico il cane “parlante”.

4. La storia infinita

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Michael Ende
20-02-2014

Si tratta di una storiella molto leggera, del tipo che si racconta ai bambini per mandarli a letto. Io nei libri fantasy cerco cose ‘serie’ pertanto non posso dire di non esserne rimasto un po’ deluso (non che non lo sapessi prima di cominciarlo, comunque). Di sicuro Ende è un genio, ha infuso concetti incredibili (se prima o dopo altri non saprei) come il nulla che divora tutto18, o la trama del libro che si intreccia con quella ‘reale’, sottolineata anche da font bicolori, e tante altre idee molto originali. Per chi se lo stesse chiedendo il famoso film non copre più di un terzo dell’intero libro. In definitiva sono contento di averlo letto, non credo lo rifarò.

3. Io sono leggenda

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Richard Matheson
07-01-2014

Mi è piaciuta molto la prima parte del romanzo, in cui viene messa a nudo la solitudine del protagonista e la disperata speranza di trovare qualcun’altro immune come lui, fosse anche un animale, per avere un po’ di compagnia. Il contrasto tra il silenzio del giorno e la frenesia della notte.

Il finale, pessimista e forse un po’ troppo precipitoso, mi ha deluso. Come non mi è piaciuta la forzatura da parte dell’autore di voler giustificare a tutti i costi l’efficacia dei classici metodi scacciavampiro (aglio, crocifisso, ecc.). Nel complesso, però, un libro inquietante e scorrevole, niente a che vedere con quella porcheria cinematografica che hanno fatto qualche anno fa, con cui condivide al massimo un 20% di trama.

2. Lost cat

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Caroline Paul
04-01-2014

Un piacevole libricino in inglese (non l’ho trovato nella nostra lingua) che si legge in un paio di giorni. Divertente e interessante, corredato di splendidi disegni. Il sogno segreto di ogni amante degli animali: scoprire dove vanno le nostre bestioline pelose quando partono all’avventura.

1. L'amuleto di Samarcanda

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Jonathan Stroud
03-01-201

Curiosa narrazione alternata in prima e terza persona. Trama tutto sommato accattivante ma piuttosto lineare e per niente profonda. Una sorta di Harry Potter con una punta di umorismo (inglese). Non è Tolkien. Fa parte di una trilogia i cui restanti volumi per il momento possono aspettare.

2013 6
I libri che consiglio quest'anno:

6. Steve Jobs

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Walter Isaacson
18-12-2013

Lo stile di Isaacson è pessimo. Tratta ogni argomento con superiorità, esprimendo giudizi personali non richiesti. La narrazione è noiosa e ripetitiva. Tuttavia gli argomenti narrati sono molto interessanti e leggere questo libro è l’unico modo per conoscerli.

5. A volte la magia funziona

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Terry Brooks
01/12/2013

Un libro che ho letto con piacere, perché in fondo Terry Brooks è pur sempre Terry Brooks e sa rendere interessante qualunque testo. Tutti i consigli sono interessanti ma personalmente mi sono sembrati un po’ scontati (non che potesse inventarsi l’impossibile).

4. Gli dei delle origini

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David & Leigh Eddings
30-04-2013

Una delusione. E lo dico a denti stretti perché ho sempre considerato David Eddings uno degli scrittori fantasy più emozionanti e capaci. Purtroppo la trama di questo ciclo di libri, ultima sua opera, si è rivelata banale, piatta, prevedibile e terribilmente ripetitiva. :(

3. Lucky man

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Michael J. Fox
14-04-2013

Uno dei libri più emozionanti che abbia letto. Michael è un grande attore ma con questa autobiografia ha dimostrato di essere prima di tutto un grande uomo. La sincerità con cui narra le difficoltà che ogni giorno deve affrontare è toccante, anche nelle autocritiche sul suo passato fatto di sfarzi ed eccessi. Come la malattia abbia potuto plasmare un nuovo uomo che, prima del denaro, del successo e di qualsiasi altra cosa, ami la vita, non può lasciare indifferenti.

2. Il diavolo, certamente

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Andrea Camilleri
22-02-2013

Non mi sento di condannare l’autore, in fondo questo è l’unico suo libro che mi è capitato di leggere. Storie molto leggere e poco impegnate, trame a tratti scontate e banalotte e uno stile narrativo che non mi ha coinvolto né affascinato. Interessante l’idea, comunque.

1. Shining

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Stephen King
19-02-2013

Uno dei rari esempi in cui il film è migliore del libro. King crea un’ambientazione inquietante, e caratterizza i personaggi in modo impeccabile. Però sul finale, cosa che gli capita spesso, finisce col rovinare una storia squisitamente psicologica tuffandosi nel paranormale, errore che Kubrik non commette.


Sia chiaro, negli ultimi 30 e più anni, di libri ne ho letti molti di più. Ma non ne ho mai tenuta traccia fino ad ora (e ho fatto male).


  1. Da evitare a tutti i costi (secondo me)!

  2. Un libro che avrei potuto evitare di leggere; non necessariamente brutto ma che lascia il tempo che trova.

  3. Originale, piacevole e una trama ben articolata. Nella mia personale classifica 3 stelle non significano mediocrità ma giudizio molto positivo (anche se non eccezionale).

  4. Un gran bel libro, più che consigliato.

  5. Sui libri sono molto critico, non sarà facilissimo trovare 5 stelle su questa pagina, ma me lo auguro.

  6. Vabbè, mi sono lasciato un po’ trasportare. :D

  7. Una breve storiella per bambini, sempre di Tolkien, che ho letto nel 2014 ma che non ho particolarmente apprezzato.

  8. Il libro non c’entra niente. È che, dopo quattro anni, ho comprato un nuovo telefonino e sono stato tutto il mese a giocarci. Coi libri è così, molli un attimo e riprendere il ritmo non è così semplice.

  9. A proposito di una sua vacanza nel Gran Canyon, non ha potuto fare a meno di sottolineare il prezzo alto di alcune attrazioni. :)

  10. Sì, l’avevo comprato io… Purtroppo…

  11. Basti notare il titolo stesso della saga, erroneamente interpretato come “La caduta di Malazan” quando sarebbe dovuto essere qualcosa tipo “il libro Malazan dei caduti”.

  12. per quanto concerne la pubblicazione, nel 1951.

  13. Che, guarda caso, è la sovracoperta della prima edizione.

  14. Di questo autore ho criticato più che altro il tono sprezzante con cui si erge a giudice morale delle altrui vicende.

  15. So che questo è uno spolier ma, credetemi, vi sto davvero regalando del tempo prezioso da dedicare ad altri libri più meritevoli!

  16. Pagine-ipad, non ho idea quale sia l’equivalente cartaceo, probabilmente minore.

  17. Occhio però, io sono di parte!

  18. Guardarlo è «come se si fosse ciechi».

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