Pelle nuova

Dopo esattamente 3 anni, 6 mesi e 1 giorno, questo sito ha cambiato pelle.

Si tratta della terza evoluzione da quando è nato, il 17 Gennaio 2014: 5 anni, 1 mese e 10 giorni fa.1Non sono un maniaco degli anniversari, ho semplicemente utilizzato un sito che calcola la differenza tra due date.

La prima incarnazione, denominata Piss of Mind è nata modificando brutalmente uno dei temi standard di WordPress. Ho sempre immaginato una visualizzazione semplice, chiara e pulita e me la sono dovuta creare da solo perché non esisteva alcunché di simile.

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Trasferimento sito

Oggi il sito ha cambiato casa, sono passato da Hostgator a SiteGround.

Commenti & digressioni

Ok, ho sistemato e riabilitato i commenti e, già che c'ero, ho aggiunto questo nuovo formato stile post-it (tecnicamente chiamato digressione) in modo da non dover scrivere un nuovo articolo ogni volta che voglio comunicare qualcosa velocemente.

Aggiornamento: 24 Febbraio 2019

Formato che al momento non è ancora supportato dal nuovo sito, per cui viene visualizzato come un normalissimo articolo.

Ma, prima o poi, lo sistemo.

Aria nuova

Il vecchio sito è morto, viva il re!

Che mi piacciano le cose semplici ed essenziali credo lo si sia ormai ampiamente capito.
Questo sito — che ha recentemente passato il traguardo dell'anno e mezzo — è sempre stato di mio gradimento, ma c'era qualche piccolo dettaglio che non mi convinceva pienamente. Innanzitutto il cosiddetto header1L'intestazione, ovvero il menu principale, la form della ricerca, ecc. era troppo grande.2Lo so che ormai, con l'avvento dei monitor superaccaddì va di moda sprecare spazio, tanto che molti siti utilizzano la metà superiore dello schermo solo per mostrare il titolo e/o una inutile immagine di intestazione, ma io sono della vecchia guardia e ai miei tempi ogni singolo pixel era importante

Il loghetto animato era simpatico (perlomeno a me) ma, con l'aggiunta del menu e del campo di ricerca subito sotto, andava a finire che occorreva cominciare a scrollare la pagina prima ancora di aver letto l'inizio del primo articolo.

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Il punto della situazione

Noto che è passata più di una settimana dal mio ultimo post.

Non mi è già passata la voglia di scrivere, al contrario, ma sono ricaduto in una delle mie tante ossessioni. E cioè il voler andare a spulciare tutti i vecchi siti del passato, estrarne gli articoli migliori (o comunque quelli che più mi hanno colpito) e riportarli anche qui. Nessuna voglia passata quindi, ma voglia di passato. Il fatto è che, a spanne, sto parlando di almeno un migliaio di post, più o meno interessanti ma da vagliare singolarmente con cura certosina (sia mai che me ne sfugga uno, eh!)

Una volta facevo così, lavoravo per mesi sull'aspetto grafico di un sito e alla fine, quando potevo finalmente dire «oh, ho finito!» mi stancavo e ne facevo un altro. Probabilmente, anche se razionalmente non arriverò mai ad ammetterlo, è proprio quello che mi piace, il viaggio, non la destinazione.

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Attendere prego…

Nota: Alcune parti di questo articolo potrebbero non essere più valide. Si riferisce alla precedente versione del sito e, da allora, molte cose sono cambiate.

Ogni volta che creo un nuovo sito Web, e la cosa avviene più o meno ogni cinque anni, cerco sempre di introdurre qualcosa di innovativo.

Preambolo lungo e probabilmente inutile

Nella tarda metà degli anni '90, gli albori di Internet in Italia, la mia prima homepage utilizzava delle immagini dinamiche al posto dei noiosi bottoni grigi del menu. Oggi lo fanno tutti ma all'epoca era una cosa da OOOH!

Il sito successivo, LockSoft hp, sfruttava i nuovi fogli di stile evoluti in modo da racchiudere l'intera struttura in una cornice pseudo-tridimensionale e le sezioni interne potevano essere aperte e chiuse come un cassetto.

Quello dopo ricordava vagamente il foglio uscito da una macchina da scrivere e si avvaleva dell'allora innovativo tag <div> per fare in modo che il menu principale scorresse verticalmente insieme alla pagina, e fosse sempre a portata di click.

C'è stato poi il passaggio dalle pagine statiche (HTML) a quelle dinamiche (ASP). Finalmente, non ero più costretto a scrivere un articolo in locale, collegarmi al server, caricarlo e modificare l'indice a mano prima di poterlo rendere pubblico. Il primo sito ad avvalersi di una sorta di back office rudimentale si apriva in una finestra grande come un telefonino, a dimostrazione che la fantasia prevalica tranquillamente ogni limite fisico.1Detto più terra terra l'idea era di andare in controtendenza a tutti quei siti che facevano di Flash il nuovo messia; ho voluto estremizzare il concetto di luna contro dito (quando il dito indica la luna, ecc. ecc.) visto che il leitmotiv del periodo era grafica, grafica, grafica.

Il più avanzato grado di evoluzione personale l'ho raggiunto con Only Words. Era dotato di un completo editor Web, un database Access2Lo so, fa ridere, eppure quell'antiquato formato mi ha permesso ancora oggi di preservarne, in 6 miseri MegaByte, tutti i contenuti, che prima o poi riporterò qui. e una serie di funzioni dinamiche che al tempo mi hanno semplificato molto la vita.

A seguire è stato il turno di Lemonskin, il primo ad adottare WordPress.3Segnando al contempo il mio abbandono al mondo della programmazione.

Aggiornamento Settembre 2014

Ora lemonskin.net non usa più WordPress, perché non è più necessario; è semplicemente codice PHP che modifico direttamente alla bisogna.

Ha anche introdotto la localizzazione negli articoli.

Infine c'è questo qui, che stai leggendo, che ancora non ha un nome e nemmeno so se mai lo avrà.

Anche lui si appoggia a WordPress e non presenta alcuna tecnologia particolarmente originale.4A parte un generoso apporto di CSS3 che simula più dinamicità di quanta non ce ne sia, ma è una naturale evoluzione di Internet per cui non fa testo.

Quindi dov'è l'innovazione? Beh, non c'è. O meglio, è nella cura che ho messo intorno al sito, ma andate avanti a leggere perché detto così non si capisce niente.

Nel precedente post ci eravamo lasciati con la mesta decisione di rifare tutto ciò che stava dietro all'estetica del sito. Bene, probabilmente non vi siete accorti di nulla ma, dopo qualche giorno e qualche notte di lavoro, credo di aver terminato.

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Da capo

Mi concentro sempre sui dettagli. Non importa cosa stia facendo, se lavando i piatti o progettando un nuovo Shuttle (entrambe le ipotesi hanno la stessa probabilità di accadere), tutto deve sempre essere perfetto. Non esiste che un particolare sia lasciato allo stato grezzo, non è da me.

Questa cosa mi fa star male. Sì perché passo le ore a lavorarci sopra, mi incazzo come una bestia, invoco gli dèi del cielo e degli inferi, auguro loro (rispettivamente) di bruciare tra fiamme eterne o dissolversi in nuvolette di arcobaleni e poi mi avvilisco. Perché mi rendo conto che nessuno al mondo perde il proprio tempo in questo modo.

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'Sto sito pe' cecati!

Nonostante tutti i buoni propositi di focalizzarmi sui contenuti e non sulla forma, sono già due giorni che lavoro ininterrottamente per tirar fuori un tema grafico che possa placare la mia irrefrenabile ansia da perfezionismo.

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Cose da fare

  1. Verificare se vale la pena implementare top_fix;
  2. Controllare tutti i CSS del vecchio style per vedere se mi sono dimenticato qualcosa.
  3. Pagina videogiochi e, in generale, tutte le pagine;
  4. Allineamento generale elementi della pagina (distanze, ecc.);
  5. Barra Accesskey;
  6. Footnote traduzione articolo;
  7. Solito menu laterale da sistemare;(controllare ris. mobile e schermi medi)
  8. Formattazione form commenti;
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