Strade? Dove stiamo andando non c’è bisogno di strade!

"Hey, Doc!"

Nel 2013, da un’idea Cuusoo (che era l’antenato del sito Ideas, dove chiunque può sottoporre un progetto a Lego e sperare che venga prodotto in massa) è uscito il set 21103, dedicato alla mitica DeLorean di Ritorno al futuro:

Set 21103

Avrebbe potuto essere qualcosa di eccezionale. Invece, come si evince facilmente dall’immagine sulla scatola, si è rivelato essere una mezza porcheria.
Probabilmente è perché, per mantenerne basso il prezzo di vendita, è stato realizzato in una scala troppo piccola. O boh… Sinceramente non riesco a pensare ad altre possibilità perché è francamente brutto. Anche confrontandolo con il modello presentato dal creatore originario:

Set Ideas

Uno degli elementi più caratteristici di una DeLorean è il lungo cofano piatto e leggermente inclinato. Nel modello Lego è stato fatto un obbrobrio a scalini, apparentemente senza motivo. Poi la vettura è troppo corta e troppo larga, ma non sufficientemente larga da poter ospitare al suo interno i due protagonisti del film. Continua a leggere

Se avessi un po’ più di tempo… Ehi, un momento, ho tutto il tempo che voglio!

Esperimento #1
Le meraviglie dei viaggi nel tempo si svelano con l’esperimento #1

La saga di Ritorno al Futuro, uscita tra il 1985 e il 1990, ha segnato molte tappe importanti nella cultura cinematografica e sociale dei ragazzi di quegli anni.
Ha lanciato nel firmamento hollywoodiano un capace attore come Michael J. Fox, ha reso immortale una vettura futuristica e — al tempo — innovativa e ha sdoganato al grande pubblico un concetto affascinante ma finora relegato alla nicchia dei film di fantascienza: i viaggi nel tempo.

Improvvisamente spostarsi tra le varie epoche non era più un’avventura spaventosa, piena di pericoli e di mostri, ma apriva la strada a situazioni intriganti, divertenti e a tratti paradossali.

«Cosa succederebbe se tornassi indietro di 30 anni e…?»

Con questo presupposto inizia una trilogia di film che ancora oggi è nel cuore di tutti, per quella strana magia che alcune volte riesce ad allineare le misteriose forze dell’universo e a creare qualcosa di semplicemente perfetto. Continua a leggere

Non esiste una curva dove non si possa sorpassare

La Ferrari F40 appartiene al ristretto gruppo delle auto sportive più carismatiche, cazzute ed emozionanti mai realizzate, ed è anche una delle più divertenti da guidare.1

Non sono un grande appassionato di auto per milionari, ma *lei* la porto nel cuore. Per questo, quando ho letto che Lego a breve ne interromperà la produzione2, mi sono affrettato a procurarmi uno degli ultimi modelli ancora disponibili.
Tanto più che, sfruttando i punti accumulati col Millennium Falcon, la F40 mi è venuta a costare meno di 30 euro. Continua a leggere


  1. Non che l’abbia mai provata di persona ma, se Forza su Xbox e Granturismo su Playstation contano qualcosa, allora ne ho consumate (e accartocciate contro i muri) davvero un bel po’. :)

  2. Hey, alt, aspetta!
    Io nemmeno sapevo esistesse, proprio come casa Baggins!

Nürburgring: pensieri ed emozioni

nurburgring

Nürburgring, anzi Nordschleife. Il circuito su cui la Formula 1 non corre più dal 1976, anno dell’incidente a Niki Lauda. La prima volta ci entrai quasi per caso; 3 giri, insieme ad un amico del Barchetta Club Italia, sulla strada per un raduno in Olanda. Unico pazzo del gruppo, sulla via del ritorno mi fermai nuovamente, e rimasi lì due giorni. A girare. A guardare.

La prima volta che ci vai vedi solo la pista: 20,8 Km di curve. Circa 80. Tutte diverse. Salita, discesa, dossi in mezzo alla curva o proprio sul punto di staccata, curve in contropendenza. Il paradiso di chi ama guidare. 80 curve; a Monza ce ne sono 6. E sono curve adatte alle Formula 1 di oggi, mostri da 800 CV. Al Ring anche i 130 CV della Barchetta sono difficili da scaricare.
Vedi le vie di fuga: praticamente inesistenti! L’inferno verde, lo chiamano. Fa paura, ma è talmente bello che con il passare dei giri inizi ad osare. Impari a non alzare il piede. Al Ring vince chi frena poco, non chi accelera tanto. Continua a leggere

La Isla Grande

cuba

Atterriamo verso le 3 del pomeriggio.
Atteriamo stanchi ma contenti, impazienti di vedere con i nostri occhi se è vero quello che si dice in giro. Che qui i Cubani se la passano male. Che manca la luce anche 20 ore al giorno, che le macchine sono ancora quelle degli anni ’50 e che il Regime non lo vedi ma lo senti nell’aria. Continua a leggere

Route 66

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John Steinbeck l’ha soprannominata ‘La strada maestra’, gli americani la definiscono la strada principale d’America, la ‘Mother Road’, il resto del mondo la conosce come Route 66. Dal 1927 al 1984, l’interstatale 66 ha collegato Chicago con Los Angeles passando per 8 Stati, 3 fusi orari e 3 zone climatiche. 4.000 leggendari chilometri d’asfalto che i viaggiatori ancora utilizzano. Continua a leggere

 

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