Scassinatore cerca buon lavoro e con ragionevole ricompensa

Quando il signor Bilbo Baggins di casa Baggins viene assoldato dai Nani della Compagnia di Thorin Scudodiquercia per rientrare in possesso della Montagna Solitaria di Erebor, riceve un formale contratto da leggere, accettare e controfirmare.

Nel racconto letterario è un semplice foglio di poche righe:

"Questi sono i termini: pagamento in contanti alla consegna, fino, ma non oltre, a un quattordicesimo del guadagno netto totale (se ce ne sarà); tutte le spese di viaggio assicurate in ogni caso; spese funebri a carico nostro o dei nostri rappresentanti, se se ne presenterà l'occasione e la questione non verrà sistemata altrimenti."

Nella realtà cinematografica di Peter Jackson il contratto si trasforma invece in un papiro gigantesco, scritto in legalese nanico. Pur essendo una (divertente) licenza poetica, l'ho trovata adeguata allo stile dei Nani, che sono scorbutici, pignoli e sempre molto attenti all'aspetto economico di ogni situazione.

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Lo Hobbit AMM 2.0

Sono quasi 20 anni che il Signore degli Anelli ha trovato un'adeguata e, soprattutto, completa trasposizione cinematografica1Tutti i precedenti tentativi avevano regalato al mondo soltanto opere parziali e incomplete. e, per quanto non particolarmente fedele al racconto scritto da Tolkien, è nell'insieme un piccolo capolavoro. Il mio personalissimo progetto di condensare i tre film in uno solo si è dunque protratto per la considerevole distanza temporale di quasi due decenni.

Mi rendevo perfettamente conto che avrebbe significato imbarcarmi in un'impresa titanica, perché non implicava solamente tagliare qualche dialogo o scena qui e là, ma era necessario spostare cronologicamente alcuni eventi e, soprattutto, modificare dialoghi e accadimenti per cercare per quanto possibile di tornare alla storia originale. Continuavo quindi a procrastinare, pur senza demordere.

L'occasione è arrivata con l'uscita di una nuova trilogia di pellicole dedicate allo Hobbit, il mio romanzo preferito. Qui Peter Jackson si è davvero sbizzarrito, stravolgendo tutto: storia, personaggi, eventi, motivazioni personali dei protagonisti e togliendo qualsivoglia elemento fiabesco.2Lo Hobbit ne ha in abbondanza.

Non potevo guardarlo in questa incarnazione, proprio non potevo.

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TUTTOTOLKIEN

Questa pagina ha lo scopo di raccogliere e (tentare di ordinare) tutti gli articoli su J.R.R. Tolkien che ho pubblicato nel corso degli anni.

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Non sono un fan di Star Wars

Occhio, questo articolo è infarcito di spoiler sull'ultimo film (Episodio IX), dall'inizio alla fine. Se non hai visto il film passa oltre. Se l'hai visto e ti è piaciuto, passa oltre lo stesso.

L.H.O.O.Q.

La prima trilogia di Guerre Stellari1All'epoca si chiamava così, e per me è ancora così. è *il film* che amo di più al mondo, ed è quello che ho visto più volte nella mia vita; addirittura più del grande Lebowski, che ritengo essere una pellicola pressoché perfetta.

Non vorrei perdere troppo tempo a descrivere il perché o il percome, di sicuro è una saga che è arrivata al momento giusto e ha segnato in un certo qual modo i miei gusti cinematografici e letterari.

Per me la prima trilogia di Guerre Stellari *è* Star Wars.

Quando, dopo varie riedizioni dei tre film originali (ognuna delle quali ho comunque apprezzato per vari aspetti, pur con qualche piccola eccezione che ho riportato qui) George Lucas ha annunciato una seconda trilogia ho smesso di mangiare, di bere e di dormire. La mia vita ha improvvisamente cominciato a girare in funzione della sua uscita nei cinema, atteggiamento che si è poi rivelato un grandissimo errore.

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Il Signore degli Anelli AMM

Ce l'ho fatta, ci sono riuscito!

Come già era accaduto quasi un annetto fa con lo Hobbit, ho ri-editato i tre film del Signore degli Anelli di Peter Jackson creandone uno unico, e rendendolo (il più possibile) coerente con la storia dell'opera magna di J.R.R. Tolkien.

Indice dei contenuti

Perché?

Per quanto acclamate quasi universalmente dal mondo intero, a me le opere cinematografiche di Peter Jackson dedicate alla Terra di Mezzo non hanno mai entusiasmato particolarmente (soprattutto lo Hobbit, che reputo una grande schifezza). Lui è un regista molto valido, con una visione di insieme pazzesca, capace di unire attori fisionomicamente azzeccatissimi a scenografie e costumi perfetti, effetti speciali più che adeguati e un'atmosfera eccezionale.

Ma ha sempre avuto anche questo bruttissimo vizio di cambiare le storie. Comprendo che parte della responsabilità è sicuramente imputabile alla casa di produzione, perché un film moderno deve sottostare a regole economiche ben precise e attrarre quanti più spettatori possibili. Quindi ci saranno forzatamente scene d'amore, personaggi buffi per divertire i bambini, azioni esageratamente drammatiche, antagonisti efferati e così via.

Però un conto è estremizzare una scena, un'altra riscriverla completamente. O cambiare i ruoli ai personaggi, o i personaggi stessi. E, in ogni caso, se il risultato è qualcosa di meno bello della situazione originale, allora proprio non capisco perché gettare alle ortiche tempo e risorse.

Ogni singola volta che Jackson si allontana dal libro lo fa in modo banale, prevedibile, inutile e noioso.

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Tantive auguri legostarwars!

"Non c'è scampo questa volta per la principessa."

Quest'anno si festeggia il 20° anniversario di Lego Star Wars, ovvero gli anni trascorsi da quando la società danese ha cominciato a produrre set dedicati al tema spaziale più famoso della galassia.

Per l'occasione ha presentato, all'esorbitante costo di 700 euro, il remake UCS di una delle astronavi più iconiche della saga, l'Imperial Star Destroyer:

Set 75252 – Imperial Star Destroyer

D'accordo, io dovrei essere l'ultimo a giudicare, visto che due anni fa ho speso 800 euro per il MILFone più altri 400 per il tavolino espositivo. Però trovo che quel costo fosse comprensibile; questo molto meno.

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Minimal posters

Nota: Questo è un articolo che ho pubblicato alcuni mesi fa ma che ho deciso di riscrivere e riorganizzare, perché le copertine stavano aumentando a vista d'occhio e preferisco non dover ricorrere a pagine multiple per visualizzarle tutte. Ora ci sono dei semplici link, soluzione che mi sembra più semplice e pulita.

In questi giorni, complice l'acquisto di un nuovo televisore e conseguente riorganizzazione di applicazioni e file multimediali, sono passato da Kodi a Plex.

Ne ho approfittato per dare un'impostazione grafica coerente alla mia collezione di film, creando alcuni poster minimal, perché adoro quest'arte.

La mia collezione

Preciso subito che sono copertine fatte al volo, massimo 5-10 minuti l'una, pertanto non sono il massimo della bellezza o della semplificazione: la prima cosa che mi è venuta in mente l'ho buttata giù di getto e appiccicata sopra.

Alcuni disegni non sono miei, li ho presi da Google e adattati o ridisegnati per dar loro un po' di coerenza con gli altri poster, ma tutti gli eventuali diritti rimangono naturalmente dei rispettivi proprietari.

Le ciambelline nella parte superiore di alcuni poster sono una rappresentazione grafica di DVD multipli, per ricordarmi che sono collezioni, ovvero raccolte di film.

Facci quello che vuoi; io li metto qui, così un domani che ne avrò nuovamente bisogno, saprò dove trovarli. :)

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Che ti prende, bello? Il cibo non è poi così malvagio!

Oggi continuo il discorso iniziato alcune settimane fa sui Lego non originali. Riassumendo brevemente, ci sono società asiatiche che copiano spudoratamente (e illegalmente) i set esistenti, e società che creano opere originali con il benestare degli autori.

"Ciao bella gioia!"

Ci eravamo lasciati con la promessa da parte mia di recensire un paio di questi particolari set. Eccoci dunque al primo:1Il secondo è lo Starbucks che vi ho già mostrato: carino, ma forse non sufficientemente importante da meritarsi un apposito articolo.

L'Alien Chestburster dei fratelli Arvo
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James Bond

Intorno al 1983, quando avevo sette anni, prima che gli aeroporti avessero le lounge per i viaggiatori di prima classe, ero con mio nonno all'aeroporto di Nizza e vidi Roger Moore seduto in attesa di prendere un aereo, intento a leggere un giornale. Dissi a mio nonno che avevo appena visto James Bond e gli chiesi se fosse possibile andare da lui per chiedergli un autografo.

Roger Moore

Mio nonno non aveva idea di chi fossero James Bond o Roger Moore, così ci avvicinammo e mi piazzò davanti esclamando: «Mio nipote dice che sei famoso, potresti fargli un autografo?»

Con la massima gentilezza possibile Roger chiede il mio nome e firma per bene il retro del mio biglietto aereo, scrivendo una nota piena di belle parole.
Mentre eccitatissimo torno al mio posto, butto un occhio alla firma. Non si capisce bene, ma di certo non c'è scritto "James Bond".

Mio nonno guarda l'autografo e capisce che c'è scritto "Roger Moore". Non ho idea di chi sia Roger Moore e il mio cuore si riempie di tristezza.

L'autografo

Dico al nonno che forse si è sbagliato a firmare, che ha scritto il nome di qualcun altro.

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Per il potere di Grayskull!

Grayskull blueprints

Il mondo dei Masters of the Universe non mi ha mai fatto particolarmente impazzire. Da bambino osservavo il mio He-Man superpompato e mi chiedevo perché diavolo Mattel avesse deciso di non rendere gomiti e ginocchia snodati; in fondo Big Jim lo faceva già dieci anni prima.1E il meccanismo dei bicipiti è tutt'oggi ineguagliato.

Ciononostante, i MOTU2Masters Of The Universe. avevano il loro fascino, anche perché era il periodo in cui al cinema spopolavano Stallone e Schwarzenegger, quindi i muscoli da culturista erano un must

Ricordo che mio cugino Alessio li aveva tutti. E con tutti intendo tutti: millemila personaggi, uno più bello (o brutto, a seconda dei punti di vista) dell'altro, cavalcature ed edifici compresi.

Uno di questi è il leggendario castello di Grayskull, appartenuto all'omonimo re del quale non so un'emerita cippa.

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