Lego Millennium Falcon (75192)

Questa non sarà l’ennesima recensione del Millennium Falcon, visto che Internet ne è pieno. Probabilmente illustrerà le fasi principali della costruzione1, corredate da considerazioni ed emozioni del momento.

Unboxing

Dopo ben 103 giorni di attesa2, oggi 26 dicembre 2017, mi sono deciso ad aprire la scatola. Mi ero ripromesso, siccome si trattava di un (auto)regalo di Natale, che avrei resistito fino al 25.
Missione compiuta (ma è stata dura).

Si comincia.
Il primo taglio dei sacri sigilli di Billund
468 pagine di manuale!
468 pagine di manuale per almeno due o tre Kg!
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  1. Stare a dividere il tutto per il numero di sacchettini, come faccio di solito, porterebbe inevitabilmente a un elenco infinito e noiosissimo di immagini.

  2. L’ho ordinato il primo giorno in cui si è reso disponibile, per pochi minuti online: 14 settembre 2017.

Lo Space Slug dalla bocca larga

Oggi vi presenterò una delle mie più brutte creazioni Lego, ma che avrà sempre un posto speciale nel mio spigoloso cuore.

In occasione dell’uscita del nuovo Lego Millennium Falcon, il famoso sito Eurobricks ha redatto una dettagliatissima e fenomenale recensione. A margine dell’articolo è stato indetto un piccolo concorso per assegnare un paio di set Escape from the Space Slug ad altrettanti intraprendenti lettori.

Se ben ricordate a suo tempo ne avevo già costruito uno, ma si trattava di una versione ufficiosa: per circa 25 euro ho acquistato i pezzi su Bricklink e me la sono costruito da solo. Continua a leggere

Millennium MOC

Articolo obsoleto

Questo articolo è stato scritto prima della costruzione del Millennium Falcon, e contiene principalmente idee teoriche e implementazioni in seguito perfezionate e superate.

Ti consiglio di leggere quest’altro che, benché ancora incompleto, andrà pian piano a sostituirlo.

Per chi ama giocare coi Lego, il nuovo Millennium Falcon è un infinito parco giochi.
I dieci anni che sono passati dalla prima, ambiziosissima incarnazione di questo gigantesco UCS1 hanno permesso ai progettisti di rinforzarne la struttura portante e, di conseguenza, ampliare le possibilità di personalizzazione da parte degli utenti; infatti a questo giro di giostra ci sono scappate due stanze, che riproducono più o meno fedelmente alcune iconiche scene dei film. C’è però lo spazio fisico per aggiungerne almeno altre due, senza contare altri angolini che, con un po’ di fantasia, possono essere ulteriormente elaborati.

In questo articolo, che immagino nel tempo diverrà lunghissimo, proverò di tenere traccia di tutte le modifiche che ho intenzione di implementare.

1. Il motore

Voce obsoleta

Leggi questa: Il motore

Non ci sono dubbi sul fatto che il nuovo Millennium Falcon abbia enormemente migliorato praticamente ogni aspetto della precedente versione. Tuttavia c’è un dettaglio, piuttosto evidente, che mi ha subito fatto storcere il naso: i motori.

In questa riedizione Lego ha deciso di utilizzare 6 tubi trasparenti di colore azzurro:

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  1. Facciamo subito fuori tutti gli acronimi:
    UCS = Ultimate Collector’s Series
    MOC = My Own Creation

Millennium Table (habemus Papam)

Millennium Table cover

Sin dall’annuncio del nuovo mastodontico Lego Millennium Falcon, la mia più grande preoccupazione non è stata tanto il prezzo1 quanto il luogo in cui esporlo.
Parliamo di qualcosa lungo quasi un metro e largo mezzo, per cui una semplice mensola o una vetrinetta classica non sarebbero in grado di contenerlo.

Questo articolo nasce con l’intenzione di tenere traccia delle estenuanti elucubrazioni mentali e le nottate insonni passate a sperimentare possibili soluzioni.

Supporto verticale

L’idea di esporre il Millennium quasi verticalmente mi piace molto, restituisce un senso di dinamicità e movimento. Purtroppo a mia disposizione ho soltanto alcune librerie Billy di Ikea, con ante in vetro. La profondità dei ripiani è però appena 30 centimetri, il che significa dover forzatamente dare un’angolazione alla navicella di quasi 90°.

Un deciso aiuto in tal senso è arrivato da un utente di nome Efferman, che ha progettato un paio di stand verticali con differenti inclinazioni: Continua a leggere


  1. L’ho aspettato per dieci anni, capirai cosa saranno ottocrrrgghhlll!!

Ragione e passione (e anche un po’ di iperspazio)

soldi Monopoli

Parlare di soldi è una cosa che non piace quasi a nessuno, specialmente a chi non ne ha. Non ho mai capito il motivo, ma sembra ci sia un tabù di fondo che obbliga i più a cambiare immediatamente discorso ed evitare confronti.

È di sicuro un argomento molto soggettivo. Spendere 100 euro per una cenetta romantica può essere pochissimo per qualcuno e tantissimo per qualcun altro, che magari preferisce andare da McDonald’s e spendere la rimanenza per giocare la schedina. O comprare le sigarette. O per andare a farsi frustare ad un raduno sado-maso. Tutte scelte comprensibilissime e legittime, a parte fumare che è da coglioni. Continua a leggere

Buon viaggio comandante Koenig

Eagle

Martin Landau
Martin Landau
Alcune settimane fa è venuto a mancare Martin Landau, fantastico attore inglese che, tra le varie cose, ha impersonato il leggendario comandante John Koenig nelle fantascientifiche avventure di Spazio 1999. Curiosamente mi trovavo proprio a cavallo tra la (ri)visione della prima e la seconda stagione della serie, l’ho preso come un segno per decidermi finalmente a realizzare il progetto dell’Eagle (vedi: Hey papà…).

Che si trattasse del primo vero MOC1 veramente impegnativo l’avevo capito subito e devo ammettere di aver sudato le proverbiali sette camicie, non solo per il caldo di questi giorni… Continua a leggere


  1. Acronimo di My Own Creation, ovvero mia creazione, qualcosa realizzato completamente da me.

Galaxy Commander Lab

6980 - Galaxy Commander
6980 – Galaxy Commander

Uno dei regali del Natale 1983 è stato il mitico Lego Galaxy Commander della linea Classic Space, che andava così ad affiancarsi al Galaxy Explorer del 1979.
Pur non condividendo la stessa linea aerodinamica ed elegante — almeno per la moda fantascientifica di quegli anni — del fratellone, presentava alcune soluzioni innovative e interessanti. A differenza dei modelli precedenti il colore bianco sostituiva completamente il grigio e, in quello che all’epoca era il set spaziale più grande mai creato, si sperimentavano soluzioni curiose, come le ali “bucate” che non ho mai amato oppure il doppio abitacolo full-glass o, ancora, cannoni laser minacciosamente sproporzionati.

Diciamocelo, nel complesso la navicella era parecchio bruttina. E infatti, pur possedendo ancora buona parte dei pezzi originali, l’idea di ricostruirla non mi ha mai sfiorato (almeno finora).

C’era qualcosa, però, che mi ha rapito il cuore nei pomeriggi passati a giocare a pancia in giù sul parquet: il modulo laboratorio. Sarà che la scienza — e in particolare quella aerospaziale — ha sempre esercitato un forte fascino su di me, quel laboratorio, anch’esso piuttosto anonimo, ha rappresentato una infinita fonte di missioni ed esperimenti più o meno scientifici. Continua a leggere

Hey papà guarda, un pollo!

O era un’Aquila? Eh, mi sa…

In questi giorni mi sto riguardando una mitica serie TV anni ’70: Spazio 1999. Potrei andare avanti per tre paragrafi, come faccio sempre in questi casi ma credo sia meglio passare al protagonista dell’articolo, e cioè l’Eagle Transporter (da noi Aquila) il veicolo multiuso della Base Lunare Alfa.

Eagle in fase di aggancio del modulo passeggeri
Eagle in fase di aggancio del modulo passeggeri

Ciò che rende straordinaria ancora oggi questa iconica navetta spaziale è l’idea della modularità. Di base l’Aquila è una struttura semplice che ricorda un rettile, in tale configurazione viene utilizzata prevalentemente per il combattimento (anche se non è una navicella propriamente studiata per e bla bla bla…).

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Era suo padre: un libro che non verrà mai scritto

#1 DAD in the GalaxyHo cominciato a lavorare a questo racconto qualche mese dopo aver concluso la Signora degli Uccelli. Nelle intenzioni iniziali sarebbe dovuta essere l’ennesima parodia di una delle saghe spaziali più famose dell’universo: mi divertiva l’idea di usare un titolo-spoiler così disarmante da essere esso stesso la parte più stupida del libro.

Tuttavia, il progetto si è subito arenato. Passi pubblicare una storia fantasy inutile e irriverente che non leggerà mai nessuno, ma affiancargliene addirittura una seconda sarebbe stato troppo anche per me.

Pubblico quindi il primo e unico capitolo, perché in fondo mi sono divertito a scriverlo e sono certo che incorrerei nelle ire di Darth Lord Darthlord se mi limitassi a gettarlo nel vorace Cestino Spaziale delle opere incompiute. :)


Capitolo I – Vieni anche tu con noi su Tatù

Il vento sferzava le desolate distese desertiche del pianeta Tatù, sbriciolando dune roventi di fini granelli di sabbia, componendo e dissolvendo evanescenti strutture immaginarie e bla bla bla.

Un mare di onde solide danzava benedetto dalla rossa sfera infuocata di Sole-di-Tatù-I, mentre Sole-di-Tatù-II stava giustappunto per sorgere.
Ma ciò che di significativo accadde in quel preciso frangente avvenne molto lontano dal deserto, migliaia di chilometri più su, oltre le rade nubi avare di piogge e di ombre. Continua a leggere