Come? Perché?

Tutte le immagini che troverete su questo sito le ho create ex novo.

L’idea originaria era di raccogliere i meme più divertenti che mi capitavano sotto mano e buttarli su così com’erano. Erano però quasi tutti di pessima qualità, compressi e ricompressi a forza di passare di mano in mano attraverso quei siti e pagine Facebook che li localizzano e personalizzano.

Ho quindi deciso di dedicare un po’ del mio tempo a ognuno di loro, traducendoli in italiano quando possibile oppure rifacendoli completamente con estetica migliorata.

Faccio prima con un esempio

Prendiamo questa freddura. É di una stupidità inaudita ma mi fa sempre ridere come un cretino:

Proviamo a migliorarla.

Il primo problema è che è microscopica, appena 168×166 pixel. Certo, ci sono anche versioni più grandi ma tutte hanno in comune una qualità davvero infima:

Gli artefatti da compressione JPEG sono più che evidenti, qui non si può salvare nulla.

Comincia la fase di ricerca, ovvero trovare nei meandri di Internet la foto originale della ragazza in questione. Generalmente, cercando informazioni su un meme, si reperiscono utili informazioni, ma non è questo il caso.

Anche Google Immagini è di scarso aiuto perché, ovviamente, restituisce una valanga di versioni più o meno simili del meme, che non servono a nulla. Per farla breve ho isolato il volto della tizia e provato a cercare dettagli più circoscritti. E guarda un po’…

Bene, trovata. Si tratta di una risoluzione di 400 x 266 pixel, quindi ancora piccolissima ma, in mancanza di alternative, me la farò andare bene.

Stesso discorso per la spiaggia, eccola qui:

Pessima qualità anche lei, ma me ne farò una ragione.

Ora occorre ritagliare la ragazza e appiccicarla sul lido.

Siccome non stiamo creando immagini professionali non è necessario effettuare una selezione certosina. Due colpi di accetta e poi sistemerò gli spigoli in un secondo momento.

Ok, è il momento dell’editing vero e proprio. Allineo le foto, sistemo i colori e correggo un po’ i particolari più spartani, come i capelli, che sono l’elemento più ostico e irritante di ogni fotoritocco.

Nel caso specifico li ho ricreati digitalmente. Non sono perfetti ma più che sufficienti allo scopo.

Inseririamo il testo…

Et voilà, progetto terminato.

Naturalmente non tutti i post del sito raggiungono una così elevata complessità, però ognuno di loro ha ricevuto la sua generosa dose di attenzioni.