{"id":5045,"date":"2015-04-26T18:55:27","date_gmt":"2015-04-26T16:55:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lemonskin.net\/io\/?p=5045"},"modified":"2025-08-16T02:53:39","modified_gmt":"2025-08-16T00:53:39","slug":"5045","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/5045\/","title":{"rendered":"La fisica quantistica spiegata <em>semplice<\/em>"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">La <em>fisica quantistica<\/em>, denominata anche <em>meccanica quantistica<\/em>, \u00e8 una teoria fisica che studia il comportamento della materia a livello atomico e subatomico.<sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"1\" data-mfn-post-scope=\"000000000000072f0000000000000000_5045\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-000000000000072f0000000000000000_5045-1\">1<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-000000000000072f0000000000000000_5045-1\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"1\">In soldoni, si occupa di elementi molto piccoli, come gli atomi, gli elementi che compongono gli atomi (protoni, neutroni, elettroni), gli elementi che compongono i componenti degli atomi (quark), e cos\u00ec via.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stata ipotizzata e in seguito teorizzata dal fisico tedesco (e vincitore del premio Nobel nel 1918) <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Max_Planck\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Max Planck<\/a> nel 1901 per supplire alle carenze della meccanica (fisica) classica le cui leggi, se applicate a elementi microscopici, non risultavano pi\u00f9 valide.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine dell&#8217;Ottocento si pensava, infatti, di aver compreso i principi fondamentali della Natura. Gli atomi erano i &#8220;mattoncini&#8221; con cui era costruito il mondo, le leggi di gravitazione universale di Newton spiegavano il moto dei pianeti e di tutti gli altri corpi, l&#8217;Universo intero sembrava funzionare come un gigantesco orologio. Ma, nei primi decenni del Novecento, uno studio pi\u00f9 approfondito dell&#8217;atomo e dei suoi componenti ha dato origine alla <em>teoria dei quanti<\/em> che, facendo perdere gran parte delle certezze su cui si basava la fisica classica, ha gradualmente fatto comprendere che la conoscenza della realt\u00e0 era ben lontana dall&#8217;essere completa.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-advgb-summary advgb-toc alignnone\"><li class=\"toc-level-1\"><a href=\"#primo_principio\">Primo principio: i quanti<\/a><\/li><li class=\"toc-level-1\"><a href=\"#secondo_principio\">Secondo principio: il problema dell&#8217;indeterminazione<\/a><\/li><li class=\"toc-level-1\"><a href=\"#gatto_schroedinger\">Il paradosso del gatto di Schr\u00f6edinger<\/a><\/li><li class=\"toc-level-1\"><a href=\"#terzo_principio\">Terzo principio: il fenomeno dell&#8217;entanglement<\/a><\/li><li class=\"toc-level-1\"><a href=\"#riassumendo\">Riassumendo e semplificando (molto)<\/a><\/li><li class=\"toc-level-1\"><a href=\"#fonti\">Fonti<\/a><\/li><\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"primo_principio\">Primo principio: i <em>quanti<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p>Come la materia, l\u2019energia si pu\u00f2 suddividere fino a un certo punto, cio\u00e8 fino a una determinata quantit\u00e0 limite, oltre la quale perde le sue qualit\u00e0. La porzione pi\u00f9 piccola che si ottiene nel processo di suddivisione dell\u2019energia \u00e8 il <em>quanto<\/em>: in ogni processo fisico, l\u2019energia pu\u00f2 essere assorbita o emessa solo in <em>quanti<\/em> e mai in frazioni di <em>quanto<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Immaginiamo di avere uno scivolo e una scala. Entrambe le superfici permettono di raggiungere una posizione pi\u00f9 elevata ma, mentre sullo scivolo si pu\u00f2 avanzare quanto si vuole, anche di un solo millimetro alla volta, sulla scala non \u00e8 possibile. Se un gradino \u00e8 alto 15 centimetri, si potr\u00e0 salire unicamente di 15 centimetri alla volta.<br>Lo scivolo \u00e8 una superficie <em>continua<\/em>, la scala \u00e8 una superficie <em>quantizzata<\/em> (o <em>quantica<\/em>).<br>Fino ad allora il riferimento mentale per l&#8217;energia era lo scivolo. Si pensava cio\u00e8 che, non avendo massa, l&#8217;energia potesse essere prodotta o consumata in qualsiasi quantit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel tentativo di trovare la legge che regola il fenomeno del <em>corpo nero<\/em><sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"2\" data-mfn-post-scope=\"000000000000072f0000000000000000_5045\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-000000000000072f0000000000000000_5045-2\">2<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-000000000000072f0000000000000000_5045-2\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"2\">In fisica un <em>corpo nero<\/em> \u00e8 un oggetto teorico che assorbe tutta la radiazione elettromagnetica incidente senza rifletterne alcuna.<\/span>, Planck fu costretto ad ipotizzare una natura discontinua dell\u2019energia. Egli suppose che non \u00e8 scomponibile illimitatamente ma vi sono invece delle quantit\u00e0 discrete, o pacchetti di energia detti <em>atti elementari<\/em> (che verranno in seguito chiamati <em>quanti<\/em>), la cui misura \u00e8 indicata dalla <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/11821\" target=\"_blank\">costante di Planck<\/a>, un valore incredibilmente piccolo ma ben preciso e determinato. <\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;energia quindi non \u00e8 continua, ma <em>quantizzata<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questa scoperta si procedette a cascata: si scopr\u00ec, ad esempio, che la luce visibile e tutte le altre onde elettromagnetiche \u2014 radio, microonde, infrarossi, ultravioletti, raggi x e gamma \u2014 si presentano sotto forma di pacchetti, con precise caratteristiche fisiche ed energetiche.<br>La formula \u00e8:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E = h \u2022 v<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dove <strong>E<\/strong> \u00e8 l&#8217;energia che si vuole conoscere, <strong>h<\/strong> la costante di Plank, <strong>v<\/strong> la lunghezza d&#8217;onda del fotone.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"secondo_principio\">Secondo principio: il problema dell&#8217;indeterminazione<\/h2>\n\n\n\n<p>Fino a qui sembrerebbe tutto chiaro, ma adesso arriva la parte complicata. La meccanica quantistica si distingue in maniera radicale dalla meccanica classica in quanto si limita a esprimere la probabilit\u00e0 di ottenere un dato risultato a partire da una certa misurazione, rinunciando cos\u00ec al determinismo assoluto proprio della fisica precedente. Questa condizione di indeterminazione non \u00e8 dovuta a una conoscenza incompleta, da parte dello sperimentatore, dello stato in cui si trova il sistema fisico osservato, ma \u00e8 da considerarsi una caratteristica intrinseca del sistema e del mondo subatomico in generale.<\/p>\n\n\n\n<p>La teoria quantistica, dunque, descrive i sistemi come una sovrapposizione di stati diversi e prevede che il risultato di una misurazione non sia completamente arbitrario, ma sia incluso in un insieme di possibili valori: ciascuno di detti valori \u00e8 abbinato a uno di tali stati ed \u00e8 associato a una certa probabilit\u00e0 di presentarsi come risultato della misurazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Si arriva, cos\u00ec, alla formulazione della meccanica quantistica di Schr\u00f6edinger, che fa uso di un particolare formalismo per descrivere i sistemi fisici. \u00c8 da notare che in questo formalismo la fisica passa dall&#8217;essere deterministica, nel senso che, se riesco a soddisfare tutta una serie di domande, so esattamente qual \u00e8 la soluzione al problema, all&#8217;essere una disciplina probabilistica, ossia che, dato un problema, posso solo calcolare le probabilit\u00e0 che un certo fenomeno abbia luogo, cosa che non andava a genio a molti, tra cui Einstein.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"gatto_schroedinger\">Il paradosso del gatto di Schr\u00f6edinger<\/h2>\n\n\n\n<p>Il paradosso del gatto venne ideato dal fisico austriaco per dimostrare i limiti della fisica quantistica, bench\u00e9 egli stesso fosse stato tra i fondatori di questa scienza.<br><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Erwin_Schr\u00f6dinger\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Erwin Schr\u00f6edinger<\/a>, premio Nobel nel 1933, mescol\u00f2 i due casi, quello quantistico e quello macroscopico (ovvero fisica classica) e ipotizz\u00f2 un gatto chiuso in una scatola con una pistola attivabile dalle radiazioni di un atomo di uranio. Non si pu\u00f2 sapere quando l\u2019atomo emetter\u00e0 radioattivit\u00e0 attivando la pistola e uccidendo il gatto. In questo modo anche il destino del gatto (sistema macroscopico) risulta regolato da leggi probabilistiche. Questo paradosso serv\u00ec a Schroedinger per sostenere che l\u2019interpretazione fisica della meccanica quantistica (ancor oggi accettata) andava ridiscussa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"terzo_principio\">Terzo principio: il fenomeno dell&#8217;<em>entanglement<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p>Arriviamo ora uno degli aspetti pi\u00f9 affascinanti della fisica quantistica: l&#8217;<em>entanglement<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Se due particelle vengono fatte interagire per un certo periodo di tempo e quindi separate, quando si sollecita una delle due in modo da modificarne lo stato, istantaneamente si manifesta sulla seconda una analoga sollecitazione a qualunque distanza si trovi rispetto alla prima.<\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel 1998, nel corso di un curioso esperimento, sono state prelevate alcune cellule dal palato di un uomo e poste all\u2019interno di una provetta. Tale provetta \u00e8 stata collegata a un particolare dispositivo che ne misurava lo stato. Anche il soggetto \u00e8 stato collegato a un identico macchinario, ma posizionato in una differente zona dell\u2019edificio.<br>Hanno fatto guardare al soggetto diversi tipi di programmi televisivi, alcuni presentavano immagini di pace e tranquillit\u00e0 mentre altri erano violenti ed emozionanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 scoperto che le cellule del soggetto registravano la medesima attivit\u00e0 esattamente nello stesso momento in cui la rilevava il soggetto stesso. Quando l&#8217;uomo guardava programmi calmi e rilassanti la risposta fisiologica sia dell\u2019individuo che delle cellule si calmava. Quando si passava ai materiali stimolanti, sia il soggetto che le sue cellule mostravano segni di eccitazione. Gli sperimentatori allontanarono sempre di pi\u00f9 il soggetto dalle sue cellule, fino a mettere fra loro una distanza di circa ottanta chilometri. Erano trascorsi cinque giorni da quando le cellule erano state prelevate dal palato del soggetto, e stavano ancora registrando esattamente la stessa attivit\u00e0 all\u2019unisono col soggetto.<\/p>\n\n\n\n<p>In un&#8217;altra prova dagli effetti molto simili, ma da un soggetto all\u2019altro anzich\u00e9 fra un soggetto e le sue cellule, a due persone che non si conoscevano sono stati concessi alcuni minuti per sviluppare una conoscenza superficiale, dopodich\u00e9 sono stati separati di circa quindici metri e posizionati ognuno all\u2019interno di una gabbia di <em>Faraday<\/em><sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"3\" data-mfn-post-scope=\"000000000000072f0000000000000000_5045\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-000000000000072f0000000000000000_5045-3\">3<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-000000000000072f0000000000000000_5045-3\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"3\">Una particolare gabbia metallica atta a impedire l&#8217;ingresso o l&#8217;uscita di frequenze radio.<\/span> e collegati a un elettroencefalografo (EEG).<sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"4\" data-mfn-post-scope=\"000000000000072f0000000000000000_5045\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-000000000000072f0000000000000000_5045-4\">4<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-000000000000072f0000000000000000_5045-4\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"4\">Una macchina che controlla l\u2019attivit\u00e0 neurologica.<\/span><br>Un fascio di luce proveniente da una penna luminosa \u00e8 stato proiettato negli occhi del primo soggetto, ma non in quelli del secondo. Nello stesso momento l\u2019attivit\u00e0 neurologica di entrambi i soggetti ha mostrato una identica attivit\u00e0 elettroencefalografica e lo stesso restringimento della pupilla. Cambiando soggetti e posizionandoli a distanze sempre maggiori fra loro, gli esiti dell&#8217;esperimento non sono cambiati.<\/p>\n\n\n\n<p>A un livello pi\u00f9 scientifico (non trovo informazioni certe sui precedenti esperimenti, per cui prendiamoli con il beneficio del dubbio) si \u00e8 osservato che, se due particelle correlate vengono lanciate in direzioni opposte e la particella A, durante il suo tragitto, incontra una carica magnetica che ne devia la direzione verso l\u2019alto, la particella B, invece di continuare la sua traiettoria in linea retta, devia contemporaneamente la direzione assumendo un moto contrario alla sua gemella.<\/p>\n\n\n\n<p>Tale esperimento dimostra che:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Le particelle sono in grado di comunicare tra di loro trasmettendo ed elaborando informazioni.<\/li>\n\n\n\n<li>La comunicazione \u00e8 istantanea.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>Il fenomeno dell&#8217;<em>entanglement<\/em> violerebbe un postulato della <a aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/4896\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">relativit\u00e0 ristretta<\/a> (che considera la velocit\u00e0 della luce la velocit\u00e0 limite alla quale pu\u00f2 viaggiare un qualunque tipo d&#8217;informazione) e, pi\u00f9 in generale, il<em> principio di localit\u00e0<\/em>, secondo il quale oggetti distanti non possono avere influenza istantanea l&#8217;uno sull&#8217;altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Albert Einstein, pur avendo dato importanti contributi alla teoria quantistica, non accett\u00f2 mai che una particella potesse influenzarne un&#8217;altra istantaneamente e pertanto cerc\u00f2 a lungo di dimostrare che la violazione della localit\u00e0 fosse solo apparente, ma i suoi tentativi furono di volta in volta ribattuti dai suoi oppositori.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1982 il fisico <a aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alain_Aspect\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Alain Aspect<\/a>, con una serie di sofisticati esperimenti dimostr\u00f2 l&#8217;esistenza dell\u2019<em>entanglement<\/em> e quindi l&#8217;inconsistenza della posizione di Einstein.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine nell&#8217;ottobre del 1998 il fenomeno dell\u2019<em>entanglement<\/em> \u00e8 stato definitivamente confermato dalla riuscita di <a href=\"http:\/\/www.caltech.edu\/news\/caltech-physicists-achieve-first-bona-fide-quantum-teleportation-291\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">un esperimento sul teletrasporto<\/a>, effettuato dall&#8217;Institute of Technology (Caltech) di Pasadena, in California.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"riassumendo\">Riassumendo e semplificando (molto)<\/h2>\n\n\n\n<p>Secondo la fisica quantistica, il comportamento di una particella elementare (neutrone, elettrone, protone, fotone e cos\u00ec via) non \u00e8 prevedibile con esattezza, ma solo in modo probabilistico: per esempio, sappiamo con certezza che un singolo atomo di uranio emetter\u00e0 radiazioni, ma non possiamo sapere assolutamente quando questo accadr\u00e0.<br>Tale limitazione non esiste invece per i sistemi macroscopici (fisica classica), cio\u00e8 composti da milioni di atomi riuniti: una volta conosciuti alcuni dati, si pu\u00f2 sapere con esattezza che cosa e quando accadr\u00e0 in essi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"fonti\">Fonti<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Meccanica_quantistica\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Wikipedia<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"http:\/\/www.quantistica.altervista.org\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Quantistica: gli strani fondamenti del nostro mondo<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"http:\/\/www.ralph-dte.eu\/2011\/09\/01\/che-cose-un-quanto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Che cos&#8217;\u00e8 un <em>quanto<\/em>?<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"http:\/\/www.focus.it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Focus<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"http:\/\/www.scienzaeconoscenza.it\/articolo\/fisica-quantistica-spiegata-in-modo-semplice.php\">Scienza e conoscenza<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/answers.yahoo.com\" target=\"_blank\">Yahoo answers<\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<details class=\"wp-block-details info is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow\"><summary>Nota<\/summary>\n<p>Lo scopo di questo post nasce dall&#8217;esigenza di spiegare in pochi minuti nozioni estremamente complesse, non ha pertanto la pretesa di rappresentare una seria divulgazione scientifica. Mi si perdonino piccoli o grandi errori nell&#8217;esposizione dei concetti.<\/p>\n<\/details>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La fisica quantistica, denominata anche meccanica quantistica, \u00e8 una teoria fisica che studia il comportamento della materia a livello atomico e subatomico. \u00c8 stata&hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_stopmodifiedupdate":false,"_modified_date":"","advgb_blocks_editor_width":"","advgb_blocks_columns_visual_guide":"","jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[111121,111219,111208],"class_list":["post-5045","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-scienza","tag-einstein","tag-faq","tag-fisica"],"acf":[],"author_meta":{"display_name":"lock","author_link":"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/author\/lock\/"},"featured_img":null,"jetpack_featured_media_url":"","coauthors":[],"tax_additional":{"categories":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/category\/scienza\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">scienza<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">scienza<\/span>"]},"tags":{"linked":["<a href=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/category\/scienza\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">Einstein<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/category\/scienza\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">f.a.q.<\/a>","<a href=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/category\/scienza\/\" class=\"advgb-post-tax-term\">fisica<\/a>"],"unlinked":["<span class=\"advgb-post-tax-term\">Einstein<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">f.a.q.<\/span>","<span class=\"advgb-post-tax-term\">fisica<\/span>"]}},"comment_count":"3","relative_dates":{"created":"Pubblicato 11 anni fa","modified":"Aggiornato 8 mesi fa"},"absolute_dates":{"created":"Pubblicato il 26 Aprile 2015","modified":"Aggiornato il 16 Agosto 2025"},"absolute_dates_time":{"created":"Pubblicato il 26 Aprile 2015 18:55","modified":"Aggiornato il 16 Agosto 2025 2:53"},"featured_img_caption":"","series_order":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5045","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5045"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5045\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":49093,"href":"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5045\/revisions\/49093"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5045"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5045"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5045"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}