{"id":777,"date":"2026-10-13T21:11:03","date_gmt":"2026-10-13T19:11:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/?p=53815"},"modified":"2026-10-14T01:13:26","modified_gmt":"2026-10-13T23:13:26","slug":"la-777a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/777\/","title":{"rendered":"La 777a parte"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2000\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Cover.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-53874\" srcset=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Cover.jpg 2000w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Cover-300x90.jpg 300w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Cover-768x230.jpg 768w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Cover-1536x461.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Ebbi idea che fosse venuto il momento di stabilire con me stesso a quali condizioni avrei accettato di imbarcarmi. Ero gi\u00e0 al corrente che sulle baleniere non si pagavano salari, ma tutti gli uomini a bordo, capitano compreso, ricevevano una certa quota dei profitti chiamata <em>parte<\/em>, e che questa <em>parte<\/em> era proporzionale al grado di importanza attribuito alle funzioni di ciascuno a bordo della nave.<sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"1\" data-mfn-post-scope=\"00000000000007a40000000000000000_777\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000007a40000000000000000_777-1\">1<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000007a40000000000000000_777-1\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"1\">Le <em>parti<\/em> erano quote dei profitti netti del viaggio assegnate ai membri dell\u2019equipaggio in proporzione al ruolo e alle responsabilit\u00e0. Questo sistema di retribuzione, attestato nella marineria fin dall\u2019inizio dell\u2019Et\u00e0 Moderna (tra il Cinquecento e il Seicento), era diffuso in varie attivit\u00e0 marittime dell&#8217;epoca, ma trov\u00f2 la sua massima applicazione proprio nella caccia alla balena tra il Settecento e l&#8217;Ottocento. Era un meccanismo che premiava l\u2019iniziativa e l\u2019impegno individuale: pi\u00f9 il viaggio aveva successo, pi\u00f9 guadagnavano tutti. Per gli armatori, significava contenere i costi fissi e condividere con l\u2019equipaggio il rischio economico dell\u2019impresa; per i marinai, avere la possibilit\u00e0 di guadagnare molto pi\u00f9 di quanto avrebbe consentito uno stipendio prestabilito: una buona pesca conveniva a tutti.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Sapevo bene che, essendo nuovo del mestiere, la mia <em>parte<\/em> non sarebbe stata granch\u00e9; ma considerando che avevo esperienza di mare, ero in grado di governare una nave, sapevo impiombare un cavo e via dicendo, da quel che avevo sentito dire non dubitavo che mi sarebbe stata offerta la 275esima <em>parte<\/em>, ossia un 275esimo dei proventi netti del viaggio, a qualunque cifra questi potessero ammontare alla fine. Tutto sommato, pensavo che la 275esima parte fosse ancora una cosa giusta, ma non mi sarei sorpreso se mi fosse stata offerta la 200esima, considerate le mie spalle robuste.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abB\u00e8, capitano Bildad\u00bb, chiese Peleg, \u00abcosa dici? Che parte potremmo dare a questo giovanotto?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLo sai meglio di me\u00bb, fu la sepolcrale risposta. \u00abLa&nbsp;777esima non sarebbe eccessiva, no? Dove n\u00e9 ruggine n\u00e9 tignola la possano consumare. \u00c8 vano accumulare tesori qui in terra!\u00bb<sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"2\" data-mfn-post-scope=\"00000000000007a40000000000000000_777\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000007a40000000000000000_777-2\">2<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000007a40000000000000000_777-2\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"2\">Citazione dal Vangelo di Matteo (6,19-20). Bildad usa l&#8217;ammonimento evangelico a non accumulare ricchezze terrene per giustificare, in modo ipocrita, la paga ridicolmente bassa offerta al marinaio.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Parte<\/em> davvero\u00bb, pensai. \u00abE che <em>parte<\/em>? La 777esima!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>B\u00e8, vecchio Bildad, hai deciso che almeno io non metta da parte troppe\u2026 <em>parti<\/em> qua gi\u00f9, dove ruggine e tignola possono consumarle!<\/p>\n<cite>Moby Dick<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Questo \u00e8 probabilmente il momento esatto del romanzo di Melville in cui ho iniziato a volere bene a Ishmael: ci troviamo davanti a un protagonista che, a un certo punto della vita, sente una spinta viscerale e capisce di non poter pi\u00f9 restare lontano dal mare, decidendo di seguirne il richiamo senza riserve. \u00c8 passato quasi un secolo e mezzo da allora, ma il modo in cui affronta la realt\u00e0 lo rende incredibilmente vicino a noi. Fa esattamente i nostri stessi calcoli mentali prima di un colloquio di lavoro \u2013&nbsp;<em>\u00abse mi offrissero questa cifra accetterei sicuramente, ma sarei disposto a scendere fino a quest&#8217;altra&#8230;\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Poi arriva puntualmente l&#8217;impatto con la realt\u00e0, dura e senza sconti, che fa crollare tutti i suoi castelli in aria e lo schiaccia a terra. \u00c8 un personaggio incredibilmente umano, imperfetto, vulnerabile. Insomma: uno di noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Amo&nbsp;<em>Moby Dick<\/em>&nbsp;perch\u00e9 non \u00e8 un semplice racconto, ma un\u2019esperienza fisica e sensoriale. La prosa di Melville, i suoi dialoghi e le sue descrizioni hanno una forza e una verit\u00e0 spietate: leggi e ti sembra di essere davvero l\u00ec, sul ponte della nave, con il viso bagnato dagli spruzzi del mare sollevati dalla prua che fende le onde in tempesta. \u00c8 una scrittura capace di trasformare le parole in sensazioni, di rendere vivo ci\u00f2 che racconta e di trascinarti dentro la storia fino a farti dimenticare di essere soltanto un lettore.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 proprio in questa capacit\u00e0 di dare vita alle parole che ritrovo una delle ragioni per cui considero&nbsp;<em>Moby Dick<\/em>&nbsp;un capolavoro, al pari dei&nbsp;<em>Promessi Sposi<\/em>. In entrambe le opere, la grandezza non risiede soltanto nei fatti narrati, ma nella potenza con cui prendono forma sulla pagina. Ogni frase sembra andare oltre il semplice racconto, ogni descrizione diventa poesia. \u00c8 la scrittura stessa, prima ancora del contenuto, a stregarti e a lasciare un segno.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la bellezza della prosa e la forza delle immagini non sono che una parte di ci\u00f2 che rende&nbsp;<em>Moby Dick<\/em>&nbsp;cos\u00ec profondo. Sotto la superficie del racconto si nasconde una riflessione universale sul rapporto tra l\u2019uomo e gli ostacoli della vita: sulla tentazione di affrontarli a ogni costo, sulla volont\u00e0 che si trasforma in ossessione e sul prezzo che si finisce per pagare quando non si accetta l\u2019esistenza dei propri limiti. Perch\u00e9 non tutto pu\u00f2 essere superato caricando a testa bassa, e non ogni battaglia merita di essere combattuta fino all\u2019ultimo uomo. A volte, la vera maturit\u00e0 sta proprio nel riconoscere quando insistere non serve pi\u00f9, nel trovare il coraggio di fare un passo indietro e nel capire che arrendersi a ci\u00f2 che non possiamo cambiare non significa essere sconfitti, ma impedire alla nostra ostinazione di consumarci.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Moby Dick, il film! Anzi no, il libro!<\/h2>\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio questo amore che mi ha spinto a dare forma a un\u2019edizione tutta mia: un volume che custodisse la magia di un oggetto d&#8217;altri tempi. Una rilegatura alla vecchia maniera, pagine ruvide e ingiallite, illustrazioni in stile ottocentesco: tutto \u00e8 pensato per restituire il piacere unico di sfogliare un tesoro riemerso dal passato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stata una lunga avventura che mi ha spinto ben oltre la mia zona di comfort. Ho abbandonato la rassicurante praticit\u00e0 della stampa moderna e delle sue economiche rilegature termiche per avventurarmi in acque inesplorate: sperimentare tecniche nuove, fare i conti con la paura di sbagliare o di fare qualche sciocchezza, e con il timore di deludere non solo me stesso, ma anche chi ha creduto in questa impresa imbarcandosi subito con entusiasmo e coraggio. Un coraggio che, devo ammetterlo, a me \u00e8 vacillato pi\u00f9 di una volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando stamattina sono arrivati i due scatoloni con le copie, li ho fissati per almeno dieci minuti buoni senza avere il coraggio di aprirli. Perch\u00e9 finch\u00e9 fossero rimasti chiusi, sigillati come vecchi forzieri di pirati, avrei potuto coltivare l&#8217;illusione al loro interno tutto fosse perfetto. Aprirli significava invece fare i conti con la realt\u00e0 e rischiare di liberare mostri marini, scatenare tempeste, risvegliare tutti quegli incubi che per settimane \u2013 mentre i libri erano in stampa \u2013 avevo cercato di allontanare.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di mostrarti il risultato, voglio condividere l&#8217;introduzione presente nelle prime pagine: \u00e8 senza dubbio la via pi\u00f9 breve per illustrare l&#8217;intero lavoro e lo spirito che lo ha animato. La metto all&#8217;interno di un cassettino perch\u00e9, se mi segui fin dall&#8217;inizio, l&#8217;avrai sicuramente gi\u00e0 letta in uno degli articoli <em>making-of<\/em>, che adesso ho rimosso perch\u00e9 non pi\u00f9 necessari.<\/p>\n\n\n\n<details class=\"wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow\"><summary>Introduzione<\/summary>\n<p>Nel panorama letterario italiano,&nbsp;<em>Moby Dick<\/em>&nbsp;vanta una notevole variet\u00e0 di traduzioni, con ben quindici versioni pubblicate nel corso dell\u2019ultimo secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima, risalente al 1932, \u00e8 di Cesare Pavese, revisionata dallo stesso autore un decennio pi\u00f9 tardi. Seguono quelle di Cesarina Melandri Minoli (1958, poi rivisitata nel 1986), Nemi D\u2019Agostino (1966), Renato Ferrari (1968), Pina Sergi (1972), Lucilio Santoni (1995), Pietro Meneghelli (1995), Ruggero Bianchi (1996), Bernardo Draghi (2001), Lara Fantoni (2004), Alessandro Ceni (2007), Giuseppe Natale (2010), Bianca Gioni (2011), Alberto Rossatti (2013) e, infine, Ottavio Fatica (2015), noto soprattutto per il suo recente lavoro su&nbsp;<em>Il Signore degli Anelli<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, nonostante questa straordinaria fortuna editoriale,&nbsp;<em>Moby Dick<\/em> sembra essere oggi uno dei testi letterari meno amati dalle nuove generazioni (e anche da quelle un pochino meno giovani); tanto che, personalmente, conosco pi\u00f9 persone che lo hanno abbandonato alla prima digressione sulle diverse tipologie di navi baleniere di quante lo abbiano effettivamente portato a termine. Ed \u00e8 un peccato, considerando quanto la narrazione di Melville sappia essere magnetica e visionaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ormai lontano 2003, la RAI ha trasmesso un adattamento radiofonico articolato in ventuno puntate di circa venti minuti ciascuna, che seguiva a grandi linee la trama principale del romanzo. L\u2019adattamento si basava sulla traduzione di Bernardo Draghi, una versione che non conoscevo:&nbsp; non fedelissima al testo originale \u2013 caratteristica che condivide con gran parte delle edizioni italiane \u2013 ma capace di cogliere in pieno la crudezza e l\u2019essenzialit\u00e0 delle parole di Melville e il suo affascinante registro linguistico.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel sorprendente ascolto \u00e8 nata in me l\u2019intenzione di trascriverne il contenuto, con lo scopo di preservarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea \u00e8 rimasta a decantare per anni, finch\u00e9 non mi sono deciso a metterci mano. In rete, naturalmente, non c\u2019era traccia del testo, e la scorciatoia dell\u2019intelligenza artificiale \u00e8 tramontata subito: tra la terminologia nautica e il linguaggio volutamente desueto, i T-1000 tiravano fuori un autentico scempio. L\u2019unica strada percorribile era la pi\u00f9 faticosa: cuffie nelle orecchie e ascolto a ripetizione per battere al computer ogni singola frase.<\/p>\n\n\n\n<p>Terminata la prima stesura, mi sono reso conto dei suoi evidenti limiti: l\u2019adattamento radiofonico era stato \u201csforbiciato con l\u2019accetta\u201d per rientrare nei ristretti tempi della messa in onda. Ci\u00f2 ha generato diversi buchi nella trama, con personaggi o dettagli che riaffioravano all\u2019improvviso senza essere stati precedentemente introdotti; vi erano, inoltre, numerosi errori di traduzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Comprendo il motivo di tale scelta: pur amando l\u2019edizione completa, devo ammettere che il romanzo tende a perdersi in infinite divagazioni \u2013 capitoli interi dedicati alla classificazione dei cetacei, all\u2019anatomia delle balene, alle svariate classi di imbarcazioni, alle tecniche di caccia \u2013 che spesso e volentieri finiscono per scoraggiare anche i lettori pi\u00f9 volenterosi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stato in quel preciso momento che il progetto ha cominciato a evolversi: non volevo limitarmi a conservare una semplice trascrizione imperfetta, volevo realizzare una riduzione capace di far risaltare il cuore narrativo ed emotivo della storia senza perdere passaggi importanti e senza incagliarmi nelle parti pi\u00f9 enciclopediche.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho quindi ripreso in mano l\u2019edizione completa di Melville e ho cominciato un lungo lavoro di rielaborazione, colmando i buchi di trama, riannodando i fili del racconto e recuperando un\u2019infinit\u00e0 di episodi che l\u2019adattamento aveva eliminato. Quando ho superato il limite delle duecento pagine che mi ero inizialmente imposto, ho scelto di non pormi pi\u00f9 freni e di restituire alla narrazione la sua giusta armonia.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019attenzione meticolosa a riferimenti, metafore, giochi di parole, termini marinareschi, eventi storici e biblici, luoghi geografici e ogni altro dettaglio disseminato da Melville all\u2019interno del libro ha portato alla stesura di oltre trecentottanta note a pi\u00e8 di pagina, pensate per chi desidera esplorare anche le sfumature pi\u00f9 nascoste dell\u2019opera.<\/p>\n\n\n\n<p>Al netto di alcune inevitabili omissioni relative a eventi secondari \u2013 ininfluenti rispetto all\u2019intreccio principale, se non per caratterizzare meglio la psicologia di alcuni personaggi \u2013 ho ripristinato praticamente tutto. Naturalmente, avere circa quattrocento pagine in meno ha comportato qualche piccolo sacrificio letterario, ma del resto una riduzione non pu\u00f2 che essere, per sua natura, un compromesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizialmente non pensavo di includere illustrazioni. Tuttavia, durante l\u2019impaginazione, ho notato la presenza di qualche spazio bianco decisamente poco elegante qua e l\u00e0 tra i capitoli, e ho preferito introdurre una piccola nota di colore (si fa per dire, visto che parliamo di una pubblicazione in bianco e nero). Una collaborazione tanto frustrante quanto conflittuale con l\u2019intelligenza artificiale ne \u00e8 stata la logica conseguenza: ogni singolo disegno (copertina compresa) \u00e8 il risultato di decine e decine di tentativi e interventi manuali, poich\u00e9 questi tecnologici strumenti del futuro non sanno ancora sognare, e sono quindi del tutto incapaci di dare forma alla tua fantasia.<\/p>\n\n\n\n<p>Le mappe, in stile antico, le ho invece disegnate a mano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho affrontato questo lungo viaggio navigando in acque tutt\u2019altro che tranquille; per mia fortuna i pericoli che ho incontrato si sono rivelati perlopi\u00f9 di natura letteraria, non certo quelli ben pi\u00f9 concreti che riserva il mare aperto, con un rampone nella mano e un\u2019oscura minaccia che incombe dall\u2019alto.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi auguro che questo mio piccolo lavoro possa essere apprezzato per quello che vuole essere: non un\u2019alternativa all\u2019opera di Melville, ma un modo per avvicinarsi alla sua storia; e, magari, invogliare qualcuno ad affrontarla poi nella sua forma integrale.<\/p>\n<\/details>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Moby Dick<\/h2>\n\n\n\n<p>Desidero partire dall&#8217;ultima pagina, perch\u00e9 \u00e8 davvero la pi\u00f9 importante: se questo libro ha preso forma, \u00e8 merito tuo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2000\" height=\"1302\" src=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Ringraziamenti.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-53839\" srcset=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Ringraziamenti.jpg 2000w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Ringraziamenti-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Ringraziamenti-768x500.jpg 768w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Ringraziamenti-1536x1000.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Per dare vita a un volume rilegato di buona qualit\u00e0 e dal prezzo ragionevole era necessario raggiungere un numero minimo di copie. Ce l&#8217;abbiamo fatta. Bravi tutti!<\/p>\n\n\n\n<p>Eccolo qui:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2000\" height=\"1128\" src=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Fronte.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-53841\" srcset=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Fronte.jpg 2000w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Fronte-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Fronte-768x433.jpg 768w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Fronte-1536x866.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Bench\u00e9 si tratti di una riduzione, con le sue quasi 280 pagine ha una dimensione di tutto rispetto. L&#8217;immagine di copertina \u00e8 venuta proprio come speravo: indefinita, evanescente, con questa immensa e terribile forma che emerge senza contorni dall&#8217;abisso, mentre in superficie, su un fragile guscio di legno insignificante rispetto alla sconfinata distesa del mare, una trentina di piccoli uomini intraprende fiduciosa un periglioso viaggio, del tutto inconsapevole della terribile furia cieca che sta per stravolgerne l&#8217;esistenza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2000\" height=\"877\" src=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Salsedine.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-53842\" srcset=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Salsedine.jpg 2000w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Salsedine-300x132.jpg 300w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Salsedine-768x337.jpg 768w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Salsedine-1536x674.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>L&#8217;idea di partenza era regalargli un look segnato dagli elementi: dettagli ruvidi, piccole incrostazioni di salsedine, come se qualche marinaio dell&#8217;equipaggio l&#8217;avesse sfogliato senza riguardi tra una traversata e l&#8217;altra. Poi ci ha messo del suo pure la tipografia, stipando le copie alla rinfusa negli scatoloni e consegnandole alle allegre scorribande dei corrieri pirata. Il risultato? Graffi, angoli ammaccati, qualche bella schiacciatura.<\/p>\n\n\n\n<p>E sai cosa ti dico? Perfetto cos\u00ec. Ogni ferita di guerra gli regala quel tocco vissuto, altro che l&#8217;aspetto leccato di un immacolato libretto per educande appena uscite dal collegio! Anzi, ti do un consiglio: trattalo male. Fallo cadere, strofinalo su superfici ruvide, portalo in spiaggia, immergilo in mar&#8230; No, vabb\u00e8, quello no. Ma vivilo. Questo \u00e8 un libro che racconta di uomini d&#8217;acciaio, ed \u00e8 per lettori della stessa tempra.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2000\" height=\"889\" src=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Filo_refe.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-53843\" srcset=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Filo_refe.jpg 2000w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Filo_refe-300x133.jpg 300w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Filo_refe-768x341.jpg 768w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Filo_refe-1536x683.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Veniamo adesso alla rilegatura. Ammira la vera cucitura a filo refe, quella che le nostre case editrici stanno pian piano abbandonando per ridurre i costi e ottimizzare i guadagni! Osserva come ogni pagina non sia affogata nella colla ma ripiegata come i quaderni di scuola e tenuta insieme da un filo di cotone. Prendi un qualsiasi libro che hai acquistato negli ultimi 10 anni e osservalo con attenzione. Per dire: <a href=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/28053\/\" data-type=\"post\" data-id=\"28053\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">la mia copia &#8220;rilegata&#8221;<\/a> di Moby Dick, pagata ben 30 euro (pi\u00f9 di questo libro) in confronto sembra un volantino del supermercato, solo un po&#8217; pi\u00f9 spesso e tenuto insieme con lo sputo e tanta colla a caldo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2000\" height=\"825\" src=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Filo_refe_dettaglio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-53844\" srcset=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Filo_refe_dettaglio.jpg 2000w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Filo_refe_dettaglio-300x124.jpg 300w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Filo_refe_dettaglio-768x317.jpg 768w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Filo_refe_dettaglio-1536x634.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00c8 una rilegatura che ti riconcilia con il mondo, in perfetto contrasto con la nevrosi da brossura economica. Hai presente quei libri che lottano disperatamente per rimanere chiusi, manco custodissero i segreti di F\u00e1tima, e che se provi a piegare alla tua volont\u00e0 a volte ti gelano il sangue con un secco CRACK di dorso spaccato? Ecco, dimenticali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2000\" height=\"1318\" src=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Apertura.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-53845\" srcset=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Apertura.jpg 2000w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Apertura-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Apertura-768x506.jpg 768w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Apertura-1536x1012.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Questo lo appoggi sul tavolo e resta aperto da solo, cos\u00ec puoi leggerlo mentre sorseggi un buon t\u00e8 con i pasticc&#8230; ehm, volevo dire: mentre butti gi\u00f9 aringhe affumicate e grog! Aringhe affumicate e grog, come si conviene agli uomini (e alle donne) di mare che lo affronteranno con una pipa in bocca!<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2000\" height=\"926\" src=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Avorio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-53847\" srcset=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Avorio.jpg 2000w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Avorio-300x139.jpg 300w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Avorio-768x356.jpg 768w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Avorio-1536x711.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Le pagine sono di una bella carta spessa color avorio da ben 120 grammi, la stessa misura che utilizzo per le mie mappe pi\u00f9 grandi (quelle di un libro classico si aggiraro solitamente intorno ai 70-90 grammi): al tatto risultano rustiche e robuste, e possono essere sfogliate anche da mani forti e decise.<\/p>\n\n\n\n<p>Il contrasto cromatico risalta bene accanto al segnalibro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2000\" height=\"1500\" src=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Stampe_interne.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-53846\" srcset=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Stampe_interne.jpg 2000w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Stampe_interne-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Stampe_interne-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Stampe_interne-1536x1152.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Sono particolarmente soddisfatto della qualit\u00e0 di stampa, nulla a che vedere con i miei precedenti lavori tipografici (dove a guardare bene i caratteri si notavano le micro-scalettature tipiche della matrice digitale). Non siamo certamente ai livelli del&nbsp;fregio ad inchiostro della tipografia di una volta, con il piombo che s&#8217;imprimeva nella fibra della carta, ma la definizione \u00e8 impeccabile. Persino le illustrazioni \u2013 che ho realizzato addestrando l&#8217;intelligenza artificiale sui meravigliosi disegni di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gustave_Dor%C3%A9\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Gustave Dor\u00e9<\/a> \u2013 sono venute nitide e piene di dettagli.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2000\" height=\"1087\" src=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Intestazione.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-53848\" srcset=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Intestazione.jpg 2000w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Intestazione-300x163.jpg 300w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Intestazione-768x417.jpg 768w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-Intestazione-1536x835.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Tutto pronto (per salpare), allora? Non ancora, ma manca davvero poco. Ti chiedo di pazientare ancora qualche giorno perch\u00e9 devo apportare gli ultimi ritocchi alla nave prima di prendere il largo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa manca?<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2000\" height=\"741\" src=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-20_copie.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-53849\" srcset=\"https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-20_copie.jpg 2000w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-20_copie-300x111.jpg 300w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-20_copie-768x285.jpg 768w, https:\/\/www.lemonskin.net\/io\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/777_Moby_Dick-20_copie-1536x569.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Adesso che ho i libri tra le mani devo svolgere questi compiti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Controllarli uno a uno<\/strong>&nbsp;per scoprire eventuali difetti: il che significa sfogliare religiosamente pi\u00f9 di 5.500 pagine per essere certo che sia tutto perfetto.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Prendere le misure e far stampare la piccola mappa ripiegabile<\/strong>&nbsp;che avevo in mente fin dall&#8217;inizio: mostrer\u00e0 l&#8217;intero percorso del&nbsp;<em>Pequod<\/em>&nbsp;intorno al mondo, cos\u00ec da poter seguire passo dopo passo la rotta (perch\u00e9 s\u00ec, Melville aveva calcolato tutto, non \u00e8 che li faceva navigare qui e l\u00e0 a caso per cercare la balena bianca).<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Procurarmi un numero sconsiderato di scatole e scatoloni<\/strong>&nbsp;per la spedizione, blindando il tutto affinch\u00e9 arrivi a destinazione sano e salvo. O forse, per tenere fede alla mia teoria sulla copertina &#8220;vissuta&#8221;, potrei infilare direttamente nel pacco un po&#8217; di sassi e sabbia. Vedremo&#8230;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Recuperare gli indirizzi<\/strong>&nbsp;di spedizione di quei pochi che ancora non me li hanno mandati: fatevi vivi, \u00e8 il momento di scrivermi.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Domanda e risposta<\/h2>\n\n\n\n<p>Al momento me ne viene in mente una sola:\u00a0<em>\u00abPosso averne una copia?\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sfortunatamente, se non l&#8217;hai prenotato a suo tempo, la risposta breve \u00e8: non puoi. Il progetto richiedeva un numero minimo di almeno dieci stampe per far quadrare i conti e abbassare il costo di produzione a una cifra ragionevole. Quindi, a meno che non spuntino fuori almeno altre dieci persone interessate, l&#8217;unica alternativa che potrei proporre \u00e8 un ritorno alla stampa &#8220;vecchia maniera&#8221; dei miei libri precedenti: brossura incollata e una qualit\u00e0 generale un po&#8217; pi\u00f9 modesta.<\/p>\n\n\n\n<p>D&#8217;altra parte, per quanto mi costi ammetterlo \u2013 considerato il mio conclamato feticismo tipografico e&nbsp;le energie profuse nella veste materiale del presente volume \u2013 i contenuti contano pur sempre pi\u00f9 della forma. E questo \u00e8 un bene, perch\u00e9 significa che non \u00e8 comunque un NO definitivo. :)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ebbi idea che fosse venuto il momento di stabilire con me stesso a quali condizioni avrei accettato di imbarcarmi. 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