I Mac sono troppo costosi?

Diamo spesso per scontato che Internet sia una fonte eterna di informazioni. Invece, proprio come accade con le vecchie cose che mettiamo da parte, col tempo tutto si perde e, a causa della natura evanescente di cui sono composti i bit, tutto si dissolve. A parte gli articoli obsoleti e le bufale, naturalmente, ma questo sarà l’argomento di un differente post.

Nel 2004 sono incappato in un interessante articolo, scritto da Sandy McMurray su un sito ormai svanito chiamato corante.com. Si interrogava sul luogo comune, circolante ancora oggi, secondo il quale i Mac costano effettivamente troppo rispetto alle controparti PC.

Grazie ai miracoli dei backup sono riuscito a recuperarlo, perlomeno nella versione tradotta dal sottoscritto, e lo riporto in questa piccola sottosezione opzionale (per cui, se non ti interessa, chiudila e passa oltre).

I Mac sono troppo costosi? di Sandy McMurray (23 agosto 2004)

Ho rimuginato a lungo su questo argomento (per l’ennesima volta) dopo aver letto un articolo di Alex Salkever sul sito di Bloomberg.1 Il suo suggerimento è che Apple dovrebbe ridurre i prezzi delle proprie macchine per aumentare la quota di mercato; in questo modo potrebbe conquistare il mondo assemblando Macintosh eleganti *ed* economici.

Suona bene, ma non succederà.

Il problema (se di problema si tratta) è dato dall’approccio senza compromessi che Apple applica ai componenti usati nei propri computer.

Se acquistate un PC economico vi renderete conto, nel peggiore dei modi, che il produttore o l’assemblatore ne ha smussato alcuni spigoli. Il trucco si trova nascosto in posti che non sospetterete neppure o che scoprirete ben presto.

Ci sono molti problemi in un PC economico:

  • Alimentatore scadente o non adeguato
  • Ventola di raffreddamento scadente o inadeguata
  • Scheda grafica integrata anziché ATI o NVIDIA
  • Scheda audio integrata al posto di una reale
  • Semplice CD-ROM invece di CD-RW/DVD o DVD/RW
  • Monitor CRT scadente e senza marca
  • Nessun modem o fax/modem
  • Niente speaker
  • Windows XP Home invece del Professional

Sfortunatamente la maggior parte degli utenti si limita a guardare unicamente il prezzo.

Consideriamo questo paragone: La più economica macchina di Dell (Dimension 2400) contro quella più economica di Apple (eMac).

Dell Dimension 2400 vs Apple eMac

Dell vince agevolmente sul prezzo, $449 contro $799, ma consideriamo cosa c’è dentro ogni scatola. Per raggiungere le specifiche tecniche dell’eMac, prendete il Dell e raddoppiategli la RAM ($18), sostituite il CD-ROM con un combo drive ($71), aggiungete un software di masterizzazione base ($36) e gli speaker raccomandati da Dell ($36). Togliete il Celeron e mettete un processore Pentium ($45) e sostituite il monitor con un CRT a schermo piatto ($314).

Il Dell ha le schede audio e video integrate per cui non possono essere potenziate. Non ha il microfono, le porte Firewire, il video output e nessun supporto per il wireless (Wi-Fi o Bluetooth).

Poi c’è il discorso software. Dell raccomanda l’aggiornamento a XP Pro ($70) e Norton Internet Security 2004 ($65). Aggiungete una copia di Roxio Easy Media Creator ($79) e Acid Xpress e avrete qualcosa di simile alla suite iLife, che viene fornita gratuitamente con ogni nuovo Mac.

Totale: 1183 dollari. Quale computer vi sembra più conveniente adesso?

Buono o economico, sceglietene uno

A voler ben vedere, questo piccolo esempio è più che altro una perdita di tempo. È naturale che, se un utente ha 500 dollari da spendere, non potrà comprare un Macintosh. Potrà però comprare il Dell, pentirsi del proprio acquisto per 18 mesi, e ricominciare da capo. È quello che molte persone sembrano fare.

Forse quello di cui Apple avrebbe veramente bisogno è un Mac da 99 dollari che non faccia nulla, eccetto spiegare a un utente tutte le ragioni per cui il suo prossimo computer dovrebbe essere un eMac da 799 dollari.

Questo articolo mi ha molto colpito a suo tempo, perché spiega in modo semplice e inequivocabile ciò che spesso si nasconde dietro ad argomentazioni a prima vista superficiali.

Oggi la situazione è leggermente diversa, Apple è diventata meno visionaria (e pignola) e più lucrativa rispetto all’Apple di allora, e ormai questo discorso è valido solo in parte.
Le differenze hardware tra Mac e PC si sono assottigliate e, nonostante rimanga valido il concetto dei componenti innovativi e di ottima fattura (che la gente spesso non considera, preferendo discorsi basati sulle prestazioni CPU e GPU), di fatto l’architettura base è la medesima.2

Quello che a mio avviso rappresenta una considerevole discriminante — un fattore che alla lunga dovrebbe essere preso seriamente in considerazione — è che un Mac mantiene il proprio valore nel tempo. Generalmente dopo 5 anni un PC è considerato obsoleto: la CPU non è più in grado di far girare il nuovo software in modo soddisfacente, la memoria è lenta e limitata, la scheda grafica piange sangue se si prova a lanciare un nuovo gioco. Un Mac continua a comportarsi come ha sempre fatto.

Per capirci, nel 2011 ho comprato un iMac base, con processore Intel i5, pagandolo 999 euro. Ieri l’ho rivenduto a 600.
400 euro di differenza, diluiti in 8 anni, sono circa 50 euro l’anno.

Cosa ci compro con 14 centesimi al giorno?

Naturalmente non tutti i Mac sono uguali. Qualcuno si svaluta un po’ di più, qualcuno un po’ di meno. Alcuni, specialmente quelli storici, possono decuplicare il proprio valore.

Ma, in linea di massima, un Mac è vecchio solo quando si rompe.


  1. Altro articolo che non esiste più.

  2. Anche se, visto il recente proliferare di CPU e GPU made in Cupertino su tutti i nuovi dispositivi iOS, forse le cose stanno nuovamente per cambiare.

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