Minalima Classics +

Minalima è lo studio grafico inglese che si è occupato dell’aspetto visivo di tutti gli oggetti magici presenti nei film di Harry Potter. Quindi loghi, mappe, etichette delle bottiglie di pozioni, libri magici, arazzi, quadri, poster animati e via dicendo.

Proprio da un’idea dei suoi fondatori, Miraphora Mina e Eduardo Lima, sono nati i meravigliosi libri interattivi sul maghetto più famoso del pianeta.

Col tempo la loro caratteristica arte, coloratissima e riconoscibilissima, ha abbracciato campi artistici più ampi e ha dato vita a interessanti progetti, tra cui i Minalima Classics. È curioso non averne mai parlato su questo sito, dal momento che adoro questi libri, ma adesso farò del mio meglio per rimediare alla mancanza.

Nel 2015 Minalima ha deciso di illustrare a modo suo (sarebbe a “modo loro”, ma facciamo finta che lo studio sia un’entità viva e senziente) le più celebri favole che hanno allietato l’infanzia di tutti i bambini del mondo. Sono stati scelti 12 racconti classici da pubblicare nel corso di altrettanti anni; quindi una pubblicazione ogni rivoluzione completa del nostro pianeta intorno al sole.

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Libri in vendita – [Aggiornato!]

Questo è un articolo temporaneo e contiene la descrizione dettagliata di un lotto di libri di J.R.R. Tolkien che ho deciso di mettere in vendita. Non ho più spazio nella libreria e sono costretto, pur malvolentieri, a liberarmi di alcuni volumi.

Nel caso sei arrivato al post perché lettore del blog, possiamo parlarne direttamente qui ed evitare le commissioni; se invece vieni dall'inserzione Ebay, continuiamo di là, per correttezza verso la piattaforma di vendita.

Preferirei vendere tutto in blocco ma, se sei interessato a qualche libro in particolare, ne possiamo parlare. Però il prezzo sarà allineato al valore corrente sul mercato.

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Dai, stavo scherzando… :)

L'ultimo post che ho scritto sul variegato mondo di Zippo, ovvero l'acquisto dell'American Spirit, si chiudeva con una frase, nascosta a fine articolo, che appariva soltanto evidenziandola col mouse:

Si trattava chiaramente di una battuta (sincera!), e lo è stata fino a pochi giorni fa. Adesso potrei scrivere "sì, ma stavolta è davvero l'ultima", ma mi sono reso conto che non sono più in grado di promettere nulla, né di apparire credibile. Ne prendo pertanto realisticamente atto. :)

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Giuro che è l'ultimo!

È vero, avevo detto "uno Zippo ogni due anni, altrimenti Mian mi butta fuori di casa". Ma io dico tante cose e poi lei mi perdona sempre. Qualche giorno dopo aver acquistato il World Map, mi aveva regalato un piccolo vassoietto in bambù per tenerli a portata di mano senza rovinare il tavolino in vetro e legno che si trova davanti alla TV (perché, come sai, per me gli Zippo sono dei fidget coi quali giocherellare durante la visione dei film).

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Pallini colorati

Contrariamente a quel che possa sembrare osservando i ricorrenti articoli di questo blog, non seguo con particolare attenzione il mondo Lego. Certo, ci sono determinate categorie per le quali vado pazzo, ma mi perdo regolarmente l'uscita di tutti i nuovi set più interessanti; e poi mi ritrovo anni dopo a inseguirli sui canali non ufficiali per procurarmeli.

È il caso del 21226, uscito (e già ritirato da Lego, probabilmente a causa di scarso successo commerciale) un paio di anni fa sull'onda del successo dei quadretti artistici dedicati a Marilyn, Elvis, i Beatles e compagnia bella. Ritratti per inciso carinissimi, sui quali farei un serio pensierino se avessi ancora qualche parete di casa libera e se non venissero venduti a prezzi a mio parere un po' troppo speziati.

Questo set, inizialmente proposto alla modica cifra di 120 euro, conteneva poco meno di 4.000 pallini – tecnicamente "tile rotondi" – di colori piuttosto marcati (rosa, rosso, arancione, giallo, verde…), con i quali realizzare opere artistiche molto vicine allo stile della pixel art.

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Buone Feste 2023!

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Sognando l'infinito (e oltre)!

La Via Lattea, casa nostra

Questo articolo l'ho sognato. Davvero! Nei giorni scorsi mi sono fatto una full immersion nel mondo dell'astronomia, nella fattispecie sui telescopi, e questa notte ho sognato di scrivere il testo che leggerai di seguito (senza ovviamente questa introduzione).1Non è che ho sognato di averlo scritto, l'ho proprio scritto mentre dormivo, paragrafo per paragrafo, immagine per immagine. E per giunta l'ho anche riletto prima di "pubblicarlo". La ragione per cui sto condividendo qualcosa con un'origine piuttosto irrazionale è che mi ha molto divertito ricordare tutto al risveglio; e, contrariamente a quei sogni in cui tutto è rivelatorio e geniale e poi a mente fredda ti rendi conto che era una puttanata, in questo caso i concetti sono risultati curiosamente razionali, semplici e chiari. Magari conterrà qualche inesattezza, ma prendiamolo come se fosse un esperimento di intelligenza artificiale. :)

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L'ultima beffa di Bompiani

Per chi ha mal digerito la più recente traduzione del Signore degli Anelli per mano di Ottavio Fatica, o per chi ama follemente la traduzione classica, o per chi come me le apprezza entrambe, queste due edizioni rappresentano un must have1Qualcosa da possedere a tutti i costi. da avere nella propria collezione.

Innanzitutto perché rappresentano le ultime due stampe con la nomenclatura Alliata/Principe (molto probabilmente non verranno più pubblicate edizioni italiane con tale traduzione), e poi perché ci si aspetta che contengano la migliore versione disponibile, immune dagli errori che negli anni hanno interessato le precedenti incarnazioni. A tal proposito, quando quattro anni fa la principessa, a seguito di una disputa legale con la casa editrice, ha deciso di far ritirare dalle librerie tutte le copie del suo libro, si è scatenata una frenetica corsa per riuscire ad accaparrarsi le ultime copie disponibili; alla quale ha partecipato anche il sottoscritto che da anni le aveva nella wishlist ma non si era mai deciso ad acquistarle.

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L'Atlante degli Hobbit

Quando un paio di anni fa Bompiani ha pubblicato, dopo decenni di ingiustificabile ritardo, una nuova edizione dell'Atlante della Terra di Mezzo di Karen Wynn Fonstad, ho fatto i salti di gioia. Possedevo soltanto l'edizione inglese, e quella italiana degli anni '90 aveva già raggiunto prezzi a tre cifre sul mercato dell'usato; era pertanto al di fuori del mio concetto di "ragionevole".

La doccia fredda è stata scoprire che gli unici cambiamenti apportati riguardavano il passaggio della nomenclatura da quella classica Alliata/Principe alla nuova traduzione di Ottavio Fatica, e qualche altro piccolo dettaglio minore riguardante le informazioni geologiche.

Le mappe sono state (nuovamente) lasciate in inglese, con tutta la scomodità che ciò può comportare, specialmente se si prova a mantenere la corrispondenza con le complesse informazioni testuali che le accompagnano.

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Il mio Cavallino Impennato

The Prancing Pony – Tomás Hijo
The Prancing Pony – Tomás Hijo

Col passare degli anni gran parte delle polemiche che hanno accompagnato l'uscita della più recente edizione del Signore degli Anelli, con traduzione a cura di Ottavio Fatica, si è pian piano sgonfiata. Certo, rimangono sacche ribelli di agguerriti sostenitori dell'una e dell'altra edizione, ma gran parte dei lettori si è adattata ai cambiamenti senza particolare difficoltà.

Ho letto la nuova incarnazione subito dopo l'uscita, e l'ho trovata molto ben riuscita. A dirla tutta, l'unico modo per notare differenze è studiare le due versioni affiancate, cosa che nessun lettore difficilmente farà mai.1Io l'ho fatto, ma con Fatica e l'edizione inglese, in aggiunta ad alcuni capitoli della Alliata/Principe, per pura curiosità). Non ho una traduzione preferita, a mio avviso si equivalgono.

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