Inky 1 Inky 2 Inky 3

Dove sono ora cavallo e cavaliere?

Varenne, il cui nome è un omaggio alla rue de Varenne di Parigi — così chiamata dalla grande garenne, l’antica riserva di caccia di Saint-Germain-des-Prés, e dove oggi ha sede l’Ambasciata italiana —, è stato il trottatore più vincente della storia: 62 vittorie su 73 corse e 70 podi, il 96% del totale.

In poco più di quattro anni di attività agonistica, insieme al nostro cuore si è preso tutto ciò che c’era da prendere, come l’Italia ai Mondiali quest’anno; poi, dopo un quarto di secolo di meritato riposo, durante il quale ha generato oltre 2.500 discendenti e Mario Biondi muto, questa notte ha raggiunto le praterie dei Grandi Cavalli, dove al dio degli Uomini non è dato accedere.

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Il Signore degli Anelli 3D pop-up!

Trovandomi qui in Asia per alcune settimane, mi sono messo in testa di reperire qualcosa da noi pressoché sconosciuta: un libro pop-up del Signore degli Anelli, pubblicato in esclusiva per il mercato cinese un paio di anni fa.

È una delle opere più meravigliose che abbia mai visto sulla Terra di Mezzo; una degna controparte di quello che è stato decenni fa il pop-up illustrato da John Howe e dedicato allo Hobbit.

Ma elevato al quadrato.

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Terra di Mezzo Minimal

In questi giorni ho rimesso mano alla vecchia mappa della Terra di Mezzo Minimal che avevo disegnato un po’ per scherzo quasi tre anni fa, mentre stavo realizzando la Watercolor.

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Le chiavi della Terra di Mezzo

Possiedo una discreta collezione di oggetti/gadgets in metallo, tra cui numerosi lucchetti, che spesso faticano a trovare posto su mensole e all’interno di vetrine espositive. Mi affascinano in particolare i meccanismi a combinazione, ma annovero nella mia raccolta anche diverse chiavi. Nel presente articolo, desidero presentartene tre in dettaglio, tutte strettamente connesse alla Terra di Mezzo. Al momento le conservo di fronte ai libri di Tolkien, ma confido di trovare presto per loro una collocazione espositiva più dignitosa.

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I miei libri

Nel corso degli ultimi dieci anni ho realizzato così tanti libri cartacei che stento io stesso a crederci. Alcuni (a mio giudizio) belli o utili, qualcuno di discutibile fattura e, infine, altri che meritano a malapena – o punto – di essere menzionati. Ciononostante, in ognuno di loro ho profuso grande impegno e passione. Alcuni li posso vendere, altri (per evidenti ragioni di copyright) no.

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Buone Feste 2024!

In te c’è più di quanto tu creda, figlio dell’Occidente gentile. Ci sono coraggio e saggezza, dosati in giusta misura. Se fossero più numerosi tra noi coloro che preferiscono il mangiare, il ridere e il cantare all’accumulare oro, questo mondo sarebbe più lieto.

Lo Hobbit – J.R.R. Tolkien

La nuova traduzione dello Hobbit

TL;DR: una traduzione accurata? Sì. Mi piace? No.1“TL;DR” in inlgese significa “[articolo] troppo lungo, non l’ho letto”. In sostanza è un velocissimo riassunto per chi è troppo pigro per sbattersi.

In questi giorni Bompiani ha pubblicato una nuova traduzione dello Hobbit di J.R.R. Tolkien. La precedente, a opera di Elena Jeronimidis Conte (da questo momento E.J.C.), risaliva al 1973 ed era stata parzialmente revisionata da Caterina Ciuferri agli inizi del nuovo millennio.

Dopo che la più recente edizione del Signore degli Anelli di Ottavio Fatica aveva ridefinito buona parte della nomenclatura, era solo una questione di tempo prima che si corresse a uniformare anche il fratellino minore. Così è stato (più o meno).

Ho diviso questa lunga recensione in due grandi sezioni: una visione oggettiva, dove ho cercato di analizzare il nuovo approccio editoriale senza lasciarmi condizionare dal mio parere personale, e una nella quale il mio punto di vista emotivo corre a briglia sciolta.

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Io e le traduzioni di J.R.R. Tolkien

I libri classici non necessitano di nuove traduzioni. Sono stati localizzati nella nostra lingua decine di anni fa, qualcuno addirittura secoli fa, e la loro lettura continua a donare meraviglia a prescindere dall’inevitabile evoluzione (o, nel caso della nostra era, involuzione) che una lingua subisce nel corso del tempo.

È difficile trovare qualche bel racconto che sia stato tradotto male. Non impossibile, eh… per esempio Peter Pan è un supplizio da leggere – principalmente perché tutto è stato trasposto alla lettera, anche proverbi e modi di dire tipicamente inglesi che qui da noi suonano sconosciuti. Però alla fine Peter Pan non è un grande libro (anzi, a dirla tutta è anche piuttosto inquietante e disturbante), e non è nemmeno più un classico, visto che nell’immaginario popolare il personaggio e la sua storia hanno assunto connotazioni decisamente (più) positive grazie soprattutto al lavoro di epurazione svolto da Walt Disney.

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La Cronologia della Terra di Mezzo

Nota

Tutte le copie della Cronologia sono state consegnate ai rispettivi nuovi proprietari e non ne ho più a disposizione.1Terminate queste non ne realizzerò mai più altre (perlomeno in questa forma), perché richiedono troppo tempo e troppo lavoro; e anche troppe monete d’oro per via della stampa multipla (leggi sotto).

Se sei comunque interessato ad averne una copia, contattami perché mi sono venute alcune idee per poterla stampare in un formato leggermente differente ma più semplice da realizzare.

Allora, il progetto è nato in questo modo: da svariato tempo valutavo l’idea di realizzare dei segnalibri con una piccola timeline degli eventi importanti accaduti nella Terra di Mezzo, durante il periodo in cui sono ambientati i due libri più celebri di Tolkien.

Solo… che cosa si può mettere in pochi centimetri di carta? Praticamente niente. Ho pertanto pensato a una striscia molto più lunga, magari piegata a fisarmonica, in cui far stare tutto.

Ho preso la cronologia della Terra di Mezzo che avevo realizzato con la Supermappa e l’ho resa ancora più completa per includere curiosità del tipo in quale data Frodo e Sam entrano a Mordor? Oppure in quale giorno Bilbo trova l’Anello?

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La battaglia dei campi del Pelennor

Per chi non la conoscesse, quella dei campi del Pelennor è stata la battaglia più sanguinosa e imponente del Signore degli Anelli, durante la quale tutte le forze congiunte di Sauron (Barad-dûr, Minas Morgul, Haradrim, Sudroni, Uomini malvagi di Rhûn e Khand) hanno assediato la città di Minas Tirith con l’intenzione di travolgere e sterminare i Popoli Liberi.1Una curiosità: si pronuncia Pelènnor e non Pèlennor.

Tomás Hijo è uno straordinario artista spagnolo, specializzato in linoleografie.2Ok, veloce chiarimento: la linoleografia (da non confondere con la litografia o la serigrafia… lo so, è un mondo difficile) è una tecnica di stampa su carta, cartone o stoffa mediante l’utilizzo di una matrice ricavata per incisione da una porzione di linoleum (in sostanza un pezzo di gomma rigida). Il nome deriva dal nome del supporto (linoleum) e dal greco “grapho” (scrivere). La matrice può essere utilizzata per stampare diverse copie del progetto, fino a che non si consuma. Ho scoperto per puro caso che qualche anno fa ha realizzato alcune opere dedicate al Signore degli Anelli. Purtroppo sul suo sito non sono più presenti perché la Tolkien Estate, ovvero l’organizzazione che detiene i diritti delle opere di J.R.R. gliele ha fatte rimuovere.3Ora, io capisco che in ballo c’è sempre il vil danaro ma, quando qualcosa è davvero bello, bisognerebbe permettere al mondo beneficiarne (magari facendo pagare una percentuale sui guadagni, invece di intimarne la distruzione). Ma io non conto niente, per cui mi limito a esprimere la mia insignificante opinione in merito.

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L’ultima beffa di Bompiani

Per chi ha mal digerito la più recente traduzione del Signore degli Anelli per mano di Ottavio Fatica, o per chi ama follemente la traduzione classica, o per chi come me le apprezza entrambe, queste due edizioni rappresentano un must have1Qualcosa da possedere a tutti i costi. da avere nella propria collezione.

Innanzitutto perché rappresentano le ultime due stampe con la nomenclatura Alliata/Principe (molto probabilmente non verranno più pubblicate edizioni italiane con tale traduzione), e poi perché ci si aspetta che contengano la migliore versione disponibile, immune dagli errori che negli anni hanno interessato le precedenti incarnazioni. A tal proposito, quando quattro anni fa la principessa, a seguito di una disputa legale con la casa editrice, ha deciso di far ritirare dalle librerie tutte le copie del suo libro, si è scatenata una frenetica corsa per riuscire ad accaparrarsi le ultime copie disponibili; alla quale ha partecipato anche il sottoscritto che da anni le aveva nella wishlist ma non si era mai deciso ad acquistarle.

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L’Atlante degli Hobbit

Quando alcuni anni fa Bompiani ha pubblicato – dopo decenni di ingiustificabile ritardo – una nuova edizione dell’Atlante della Terra di Mezzo di Karen Wynn Fonstad, ho fatto i salti di gioia. Possedevo soltanto l’edizione inglese, e quella italiana degli anni ’90 aveva già raggiunto prezzi a tre cifre sul mercato dell’usato; era quindi decisamente al di fuori del mio concetto di “ragionevole”.

La doccia fredda è stata scoprire che gli unici cambiamenti apportati riguardavano il passaggio dalla nomenclatura classica Alliata/Principe alla nuova traduzione di Ottavio Fatica, oltre a qualche piccolo dettaglio minore sulle informazioni geologiche.

Le mappe sono state (nuovamente) lasciate in inglese, con tutta la scomodità che ciò comporta, specialmente se si prova a mantenere la corrispondenza con le complesse informazioni testuali che le accompagnano.

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Il mio Cavallino Impennato

The Prancing Pony – Tomás Hijo
The Prancing Pony – Tomás Hijo

Col passare degli anni gran parte delle polemiche che hanno accompagnato l’uscita della più recente edizione del Signore degli Anelli, con traduzione a cura di Ottavio Fatica, si è pian piano sgonfiata. Certo, rimangono sacche ribelli di agguerriti sostenitori dell’una e dell’altra edizione, ma gran parte dei lettori si è adattata ai cambiamenti senza particolare difficoltà.

Ho letto la nuova incarnazione subito dopo l’uscita, e l’ho trovata molto ben riuscita. A dirla tutta, l’unico modo per notare differenze è studiare le due versioni affiancate, cosa che nessun lettore difficilmente farà mai.1Io l’ho fatto, leggendo l’edizione inglese contemporaneamente alle due italiane.

Ho naturalmente una mia preferenza personale, ma tecnicamente sono entrambe molto valide.

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Una mappa per dominarle tutte

In poco più di tre anni e mezzo ho disegnato centinaia di mappe, perlopiù ispirate alle opere di J.R.R. Tolkien. Non è mai stato un lavoro, in primo luogo perché è un’attività che mi diverte, e secondo perché, se avessi voluto far soldi, avrei scelto sistemi più semplici e meno impegnativi (e, di sicuro, non protetti da copyright). Non è stato nemmeno un hobby, perché un hobby solitamente te lo porti dietro per tutta la vita, e te lo godi sdraiato comodamente su un divano.

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Il Consiglio di Elrond

Copritevi bene, che sul Caradhras fa molto freddo!

Il Consiglio di Elrond – La Signora degli Uccelli

No, scherzo, è un post serio.

Quella che segue è un’affascinante analisi di uno dei capitoli più importanti del Signore dell’Anelli, a opera di Wu Ming 4.1Grande appassionato e saggista tolkieniano.

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Le cose mie

Gli anni che sto passando su questo blog (sono ormai più di venti!) si stanno rivelando molto prolifici. Ho realizzato tanti progetti, alcuni strampalati, alcuni più utili e concreti. Ma tutti mi hanno regalato soddisfazioni e divertimento.

Voglio dedicare loro un piccolo articoletto, che racchiuderà le tappe più rilevanti. Non includerò tutto, per esempio lascerò fuori tutte le mie modifiche ai set LEGO1Per quelle basta selezionare il tag LEGO., le svariate watchface che ho creato per il mio smartwatch2Se ti interessano, sono qui. o le opere minori, come il Contrattino da Scassinatore3Qui. e simili.

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La mappa della Terra di Mezzo

Aggiornamento

Dopo tanto tempo ho rimesso mano alla mappa di Christopher, migliorando qualche cosina qui e là, ma soprattutto creando due nuove varianti (stessa cosa per la mappa del Beleriand. :)

Quando J.R.R. Tolkien ha pubblicato per la prima volta Il Signore degli Anelli, lo ha corredato di tre splendide mappe disegnate dal figlio Christopher. La prima è quella della Contea, la seconda copre le regioni di Rohan, Gondor e Mordor. La più famosa, quella che ritrae la Terra di Mezzo in tutto il suo splendore, è stata realizzata in fretta e furia (in circa 24 ore) nel 1953 a causa di ritardi e tempi di pubblicazione strettissimi.

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Rompicapo nella Terra di Mezzo

Adesso che penso di aver praticamente terminato tutte le mappe che volevo realizzare, ogni tanto mi spremo il poco cervello che ho su come renderle più stimolanti e creative. Un pensiero che da qualche tempo mi ronzava in testa era l’idea di farci un puzzle.

Ho scoperto che Ravensburger, azienda leader per questo genere di passatempi, ha da qualche tempo un apposito sito web per creare puzzle personalizzati utilizzando le proprie foto. I prezzi non sono popolari – proprio per niente – ma, a pensarci bene, non è che se ne ordina uno al giorno; si tratta di qualcosa di speciale, come la foto di un momento felice coi propri cari, che verrà appeso alla parete come un quadro prezioso. Quindi il prezzo un po’ salato ci sta.

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Passione bianconera

Eh no, non quella. A me il calcio interessa quanto raccogliere funghi in piscina per preparare il risotto della domenica e fare bella figura coi parenti buoni. :)

Negli ultimi anni mi sono dato parecchio da fare per reperire tutti i libri che ricoprivano per me grande importanza, per ciò che hanno rappresentato nel loro periodo storico.

Tra i tanti, una seconda edizione inglese dello Hobbit (purtroppo la prima, a causa della sua rarità, sarà sempre decisamente al di fuori della mia portata), una prima edizione inglese del Signore degli Anelli, una prima edizione italiana dello Hobbit e mi mancava, per l’appunto, una prima edizione italiana del Signore degli Anelli.

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Castelli, vulcani e mostri marini

Nel 1993, CDE (Club degli Editori, su licenza Rusconi) pubblicava in libreria uno splendido cofanetto contenente tre volumi dedicati a J.R.R. Tolkien: Racconti Perduti, Racconti Ritrovati e Racconti Incompiuti.

Nonostante i titoli siano molto simili tra loro, al punto da far pensare si riferiscano al medesimo argomento, la realtà è ben diversa. Il primo contiene approfondimenti e versioni alternative delle grandi opere del prolifico autore inglese, mentre i restanti sono la traduzione italiana dei primi due volumi dell’History of Middle-earth.

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