Sventrax: il meglio del peggio di Internet

Sui miei Mac ho sempre avuto cartelle, sparse qua e là, in cui salvare quelle immagini idiote che vengono postate sui social network o che arrivano tramite WhatsApp, Telegram e tutte le infinite applicazioni di messaggistica che affollano il nostro presente. Meme che non si sa mai dove mettere dopo averli condivisi con gli amici, ma che è un peccato buttare.

Il problema è che non c'è modo di catalogarli, se non — per l'appunto — mettendoli in directory chiamate "cazzate" che poi finiscono in giro per gli hard disk.

Allora mi sono detto "perché non farci un sito web"? Solo per le cose più belle, quelle che mi fanno sghignazzare tutte le volte che le rivedo. Almeno ho un posto dove trovarle quando le cerco e molta meno spazzatura sul computer.

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Zanzare galattiche 2

Galaxy Explorer e Galaxy Commander (dal vivo)

Questo articolo si collega a quest'altro, dove ho mostrato i rendering di queste mie nuove micro opere. Avrei potuto aggiungere le foto anche là, ma non volevo appesantirlo troppo.

Tra l'altro, a dire il vero, le due navicelle erano pronte fin da dicembre ma, a causa di un disguido tecnico, gli ultimi pezzi mi sono arrivati soltanto oggi.

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Telecomandare (in salotto) con Google Home

Sono finalmente riuscito a sostituire tutti i telecomandi di casa con la mia bellissima voce, grazie a un piccolo dispositivo da pochi euro e quel cazzone di Google Home, al quale ho finalmente trovato un'impiego che possa giustificarne la spesa.

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L'esperienza Harmony

Con il moltiplicarsi di dispositivi comandabili in giro per casa, Logitech è stata un vero e proprio salvavita con la sua gamma di telecomandi universali. Si configuravano in pochi minuti (beh, inizialmente ci si combatteva parecchio, poi il software è via via migliorato) e in breve tempo divenivano insostituibili.

Questo fino a pochi anni fa, quando la casa svizzera1Curiosità: c'era un manager italiano dell'Olivetti tra i suoi fondatori. ha deciso di accantonarne la commercializzazione, almeno nel nostro paese. I modelli sono diventati più rari, complessi e costosi. E con un'autonomia ridicola, a causa dei giganteschi schermi a colori per niente necessari alla bisogna.

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Pelle nuova

Dopo esattamente 3 anni, 6 mesi e 1 giorno, questo sito ha cambiato pelle.

Si tratta della terza evoluzione da quando è nato, il 17 Gennaio 2014: 5 anni, 1 mese e 10 giorni fa.2Non sono un maniaco degli anniversari, ho semplicemente utilizzato un sito che calcola la differenza tra due date.

La prima incarnazione, denominata Piss of Mind è nata modificando brutalmente uno dei temi standard di WordPress. Ho sempre immaginato una visualizzazione semplice, chiara e pulita e me la sono dovuta creare da solo perché non esisteva alcunché di simile.

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James Bond

Intorno al 1983, quando avevo sette anni, prima che gli aeroporti avessero le lounge per i viaggiatori di prima classe, ero con mio nonno all’aeroporto di Nizza e vidi Roger Moore seduto in attesa di prendere un aereo, intento a leggere un giornale. Dissi a mio nonno che avevo appena visto James Bond e gli chiesi se fosse possibile andare da lui per chiedergli un autografo.

Roger Moore

Mio nonno non aveva idea di chi fossero James Bond o Roger Moore, così ci avvicinammo e mi piazzò davanti esclamando: «Mio nipote dice che sei famoso, potresti fargli un autografo?»

Con la massima gentilezza possibile Roger chiede il mio nome e firma per bene il retro del mio biglietto aereo, scrivendo una nota piena di belle parole.
Mentre eccitatissimo torno al mio posto, butto un occhio alla firma. Non si capisce bene, ma di certo non c’è scritto "James Bond".

Mio nonno guarda l’autografo e capisce che c’è scritto "Roger Moore". Non ho idea di chi sia Roger Moore e il mio cuore si riempie di tristezza.

L'autografo

Dico al nonno che forse si è sbagliato a firmare, che ha scritto il nome di qualcun altro.

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Per il potere di Grayskull!

Grayskull blueprints

Il mondo dei Masters of the Universe non mi ha mai fatto particolarmente impazzire. Da bambino osservavo il mio He-Man superpompato e mi chiedevo perché diavolo Mattel avesse deciso di non rendere gomiti e ginocchia snodati; in fondo Big Jim lo faceva già dieci anni prima.3E il meccanismo dei bicipiti è tutt'oggi ineguagliato.

Ciononostante, i MOTU4Masters Of The Universe. avevano il loro fascino, anche perché era il periodo in cui al cinema spopolavano Stallone e Schwarzenegger, quindi i muscoli da culturista erano un must

Ricordo che mio cugino Alessio li aveva tutti. E con tutti intendo tutti: millemila personaggi, uno più bello (o brutto, a seconda dei punti di vista) dell'altro, cavalcature ed edifici compresi.

Uno di questi è il leggendario castello di Grayskull, appartenuto all'omonimo re del quale non so un'emerita cippa.

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In un buco nella terra viveva uno Hobbit…

Directed by

… e in quello stesso buco dovrebbe rintanarsi, per la vergogna, Peter Jackson.

Ma andiamo con ordine.

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Il libro

Lo Hobbit è il mio libro preferito. Lo è stato da sempre; di fatto è il mio primo e unico libro preferito.
Mi è capitato tra le mani per puro caso, più di trent'anni or sono. Mi ero recato nella abituale libreria di fiducia per acquistare un regalo di compleanno per mio padre, come sempre un libro di fantascienza — genere che lui adora.

Il mio primo libro
Il mio primo Hobbit

Il proprietario mi ha detto no, devi assolutamente comprare questo, non te ne pentirai. Non del tutto convinto ho accettato l'offerta. Una volta a casa però, attratto dalla intrigante copertina, ho curiosato distrattamente tra le prime pagine ed è stato amore a prima vista. Il giorno dopo sono tornato in quell'edicola e ho comprato il libro di fantascienza per mio padre.5Mi pare fosse Sfera di Michael Chrichton, comunque un signor racconto.

Lo Hobbit mi ha aperto le porte dell'universo fantasy, genere che da allora amo incondizionatamente. Conservo ancora oggi quel mio primo libro6Negli anni ne sono seguite numerose versioni; di fatto ogni volta che trovo un'edizione interessante la compro e la (ri)leggo. Ne ho quasi una decina, di ogni forma, dimensione e lingua., che poi è quello nella foto qui sopra; decisamente vissuto ma assolutamente integro.

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Povero Pinocchio, pignoso pagliaccetto

Un Tautogramma è un componimento nel quale tutte le parole hanno la stessa lettera iniziale.7Per esempio: ”Eco era estremamente enciclopedico ed estroso; elettrizzante esempio eloquente ed erudito, emozionante emblema espositivo, esaltante ed eterno esploratore etimologico ed espressivo. Evviva!”

Vignetta dal Pinocchio di Jacovitti
Vignetta dal Pinocchio di Jacovitti

Nel 1995 l'immenso Umberto Eco, in collaborazione con gli studenti di un suo corso di comunicazione, pubblicò un divertente libro contenente, tra le altre cose, l'intera storia di Pinocchio scritta utilizzando (quasi) esclusivamente la lettera "P":

Povero papà (Peppe), palesemente provato penuria, prende prestito polveroso pezzo pino. Poi, perfettamente preparatolo, pressatolo, pialla pialla, progetta, prefabbricane pagliaccetto.
Prodigiosamente procrea, plasmando plasticamente, piccolo pupo pel pelato, pieghevole platano!
Perbacco!
Pigola, può parlare, passeggiare, percorrere perimetri, pestare pavimento, precoce protagonista (però provvisto pallido pensiero), propenso produrre pasticci. Pronunciando panzane, protubera propria proboscide pignosa, prolunga prominente pungiglione, profilo puntuto.
Perde persino propri piedi piagati, perusti!
Piagnucola. Papà paziente provvede.
Pinocchio privo pomodori, panciavuota, pela pere.
Poco pasciuto, pilucca picciuolo.
Padre, per provvedergli prestazioni professorali, premurosamente porta Pegno palandrana.

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Buon Natale 2018

Buon Natale 2018
Immagine per gentile concessione (non richiesta) delle torte festive Conad. :)

micro Goldrake

Lego micro Goldrake

29 pezzi, direi che non c'è altro da aggiungere. :)

Qui il progetto LDD (14 KB).

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