I videogiochi a cui ho giocato

Piccola nota sui giudizi attribuiti e legenda iconcine
Pessimo 1
Meh… 2
Buono 3
Ottimo 4
Capolavoro 5
Ulteriori informazioni sui voti (per i più pignoli)

I giudizi non sono lineari. Significa che voti al di sotto del 5 si beccano tutti una stella. Quelli compresi tra il 5 e il 5,5 ottengono due stelle, tra il 6 e il 7,5 → tre stelle, tra l’8 e il 9 → quattro stelle e tutti quelli superiori a 9 si aggiudicano il punteggio massimo.

Sono anche votazioni soggettive. Questo significa che un gioco può anche essere un capolavoro assoluto ma, se a me non è piaciuto (mi ha annoiato, l’ho trovato banale, prevedibile, scontato, ecc.), non mi faccio problemi ad assegnargli una stella. Se non siete d’accordo l’universo continuerà a esistere lo stesso. ;)

Legenda iconcine:
Gioco già finito in precedenza (rigiocato).
Gioco platinato (o “millato”, nel caso di Xbox).

Indice: 2018 | 2017 | 2016 | 2015 | 2014 | 2013 | 2012 | 2011 | 2010 | 2009


2018 33
___NUMERO___. ___TITOLO___

i

___SVILUPPATORE___
___DATA___-10-2018

___GIUDIZIO___

33. Transference

i

SpectreVision
13-10-2018

Un gioco che offre inizialmente un’atmosfera cupa, elettrica e stuzzicante. Ma ci si accorge subito che non ha proprio niente da dire. Il tutto è composto da puzzle ambientali snervanti e filmati senza senso, che conducono noiosamente a un anonimo finale. Anzi, a volerla dire tutta nemmeno ce l’ha un finale.

32. Forza Horizon 4

i

Playground Games
07-10-2018

Diciamo subito che esteticamente è una gioia per gli occhi, anche su una console un po’ datata come la mia Xbox One day one6. L’idea del cambiamento stagionale è piacevole, anche se al di fuori del controllo del giocatore (il che è un po’ un peccato).

Il grande problema di questo gioco è che è noioso. Tutte le gare sono identiche — e il 90% del gioco sono gare —, in tutte si parte sempre in ottava posizione e non sono oggettivamente distinguibili le une dalle altre (se non per la categoria: sterrato, circuito, esibizione, ecc.). Sono divertenti gli eventi, in cui si gareggia contro treni, overcraft e altri improponibili mezzi di trasporto ma le novità finiscono qui. Anche l’interfaccia è pessima: menu su menu in cui ci si capisce poco, per fare qualcosa è necessario cercare su Google. Inoltre hanno completamente eliminato il supporto al Kinect: sul 2 era comodissimo chiedere di calcolare il percorso senza dover armeggiare coi menu, qui non è più possibile farlo. Infine, come da recente tendenza Microsoft, anche l’audio in lingua italiana è sparito, il che costringe a ignorare qualsiasi dialogo per evitare di perdere la concentrazione e schiantarsi in velocità contro un platano.

E, a proposito del 2 (che nel mio giudizio del 2014 aveva preso il massimo punteggio), ho provato a lanciarlo per fare un confronto e devo dire che mantiene ancora adesso tutto il suo fascino. I paesaggi sono un pochino più scarni e i modelli poligonali più spigolosi, ma la guidabilità delle auto è sostanzialmente invariata. D’accordo che in un gioco di guida non c’è poi molto da innovare, però non capisco questa pioggia di 10 piovuti un po’ da tutti i siti di videogiochi.7

31. Detroit: Become human

i

Quantic Dream
05-10-2018

Per quanto visivamente straordinario, con personaggi profondi, interessanti e ben caratterizzati, l’intero gioco è stato deludente. È quello che io definisco un “simulatore di lava e stira”, perché di fatto l’interazione si limita a premere un tasto o fare un movimento con la levetta quando richiesto, per alzarsi, prendere un oggetto, compiere una scelta o anche lavare e stirare (e c’è un intero livello in cui pulite una casa da cima a fondo!). Non è necessariamente un fattore negativo, anzi. Mi piacciono i film interattivi quando ben fatti e da questo punto di vista David Cage non ha mai deluso. Ameno fino a Detroit.

La trama è insulsa. Certo, è affascinante un mondo in cui gli androidi prendono coscienza e cominciano a lottare per i propri diritti. Ma i protagonisti sono troppo umani. Sbuffano, hanno il fiatone, sussultano… Insomma, fosse stato un gioco sulle persone di colore in cerca di eguaglianza non ci sarebbe stata alcuna differenza. Una trama fragile, poco coerente, in cui se si decide di non usare la violenza ci si ritrova comunque a sterminare essere umani senza pietà come se non ci fosse un domani (e infatti per loro non c’è).

Emotivamente funziona, ci sono scene in cui si prova sincera empatia e ci si commuove. Ma rimane la fiera dei luoghi comuni e delle battute da film di azione anni ’80.

Volendo trovare anche il pelo nell’uovo le voci italiane di alcuni personaggi sono a livello dilettantistico (Markus e Alice, in primis).

Rimane però un lavorone di tutto rispetto, l’intera ambientazione è realistica, viva e interattiva. Ed è straordinario come i personaggi principali siano visivamente identici agli attori umani che li hanno interpretati.

30. Diablo III (personaggio stagionale)

i

Blizzard
02-10-2018

Ogni tot mesi comincia una nuova stagione di Diablo, e mi diverto a ripercorrere tutta la storia creando un nuovo personaggio di livello 1.

Per quanto non abbia più molto da offrire a livello di trama rimane comunque uno spaccatutto estremamente appagante.

29. Call of Juarez: Gunslinger

i

Techland
18-09-2018

Questo gioco, mai sentito nominare prima e scoperto per caso in un periodo di forti sconti (l’ho pagato meno di 5 euro) si è rivelato un’autentica perla. Tutto gira intorno a un vecchio pistolero che, fermatosi nel 1910 a rinfrescarsi la gola in uno sgangherato saloon del Kansas, comincia a raccontare la sua storia. I vari capitoli del libro ripercorrono tali vicende, che narrano di alleanze o di duelli con i più famosi cow boy del vecchio West. La particolarità è che spesso si sbaglia, o ricorda male, o viene interrotto e quindi ci si ritrova a vivere le vicende da un’altra prospettiva, o con esiti differenti.

Si sente molto l’assenza di una localizzazione vocale in italiano perché spesso i commenti arrivano nei momenti più concitati di una sparatoria e i sottotitoli non sono d’aiuto; comunque il doppiaggio originale è spettacolare. È un gioco infarcito di luoghi comuni ma forse sono proprio loro a dargli spessore e a farti respirare la polvere del lontano West. Molto impegnativo, costringe spesso a provare e riprovare ma le trovate geniali, qualche volta al di sopra delle righe, lo mantengono fresco e divertente.

Consigliatissimo.

28. Late Shift

i

CtrlMovie
10-09-2018

L’ho trovato per caso nella libreria dell’Xbox Game Pass. Non l’avevo mai sentito nominare ma è di fatto un erede della vecchia scuola dei film interattivi. Comincia la storia, arrivi a un bivio, prendi una decisione e parti per la tua avventura personalizzata. Niente di speciale, ma i filmati sono di qualità, la trama abbastanza intrigante e i personaggi piuttosto credibili.

27. Rise of the Tomb Raider

i

Crystal Dynamics
08-09-2018

Nonostante i passi in avanti rispetto a quel gioiello che è stato il primo reboot del 2013, questo gioco presenta numerose pecche; purtroppo così ricorsive e irritanti da far precipitare il giudizio totale (che rimane comunque ottimo, vedi la legenda dei miei voti).

Innanzitutto i controlli. Adesso Lara può fare così tanti movimenti che controllarla è diventato estremamente impreciso, e le cadute negli abissi durante le acrobazie più complesse non si contano. Poi i quick time events: fighissimi sulla carta, cinematografici al massimo ma estremamente frustranti, e da ripetere in continuazione perché non è sempre chiaro cosa si debba fare per superarli. Parlando di indecisione, alcuni livelli sono dei labirinti davvero mal progettati. Si perdono decine e decine di minuti solo per capire dove si debba andare, e questo alla lunga stanca. Come stancano le infinite orde di nemici, tutti uguali, da superare. Messi lì apposta per rallentare il gioco (e il divertimento) perché non ha davvero senso ripetere a oltranza le stesse noiose azioni.

Detto questo tutto il resto è spettacolare: ambientazioni, grafica, suoni, localizzazioni e storia, anche se a mio avviso finisce un po’ troppo precipitosamente.

26. Rage

i

id Software
02-09-2018

Un gioco che ho evitato per anni, temendo fosse noioso. Invece, contro ogni aspettativa, l’inizio si è rivelato brillante con quella sua atmosfera, sì post-apocalittica, ma molto westernizzante. Purtroppo non offre molto altro. Un’ambientazione open world (anche se piuttosto limitata) e una struttura di gioco a missioni piuttosto piatte e monotone.

La trama non decolla mai e, come tipico di id Software, il tutto si riduce a migliaia di nemici tutti uguali che ti piombano addosso da ogni lato. Insomma, una gigantesca rottura di coglioni come nel nuovo Doom. Nota di merito ai movimenti degli avversari: saltano da tutte le parti e sono bestemmie anche solo riuscire a inquadrarli per sparare. Ma almeno richiedono un livello di impegno superiore ai tipici FPS. Da lontano invece sono delle pippe, sempre in copertura parziale in attesa di essere fatti saltare in aria con un bel fucile di precisione.

Finale totalmente insulso. Nemmeno un boss conclusivo o un “bravo, hai finito il gioco”. Premi quattro bottoni, spari a centinaia di scimmie saltellanti e sei improvvisamente ai titoli di coda.

25. Abzû

i

Giant Squid Studios
30-08-2018

Ma che caz… Voglio dire… Bello, bellissimo, etereo, onirico, surreale e tutto quello che vuoi ma non è un gioco. Nuoti, raccogli qualche oggetto e passi al livello successivo. Non muori, non ti evolvi, non succede sostanzialmente nulla. In pratica un acquario virtuale.

Sarebbe un ottimo screensaver.

24. flOw

i

Thatgamecompany
20-08-2018

Boh… Vabbè…

23. Flower

i

Thatgamecompany
20-08-2018

Due stelle per l’originalità e per l’ambientazione, ma per il resto noia assoluta: si tratta sostanzialmente di guidare dei petali (con un sistema di controllo peraltro atroce) verso altri fiori. Così, per tutto il gioco.

22. Unravel

i

Coldwood Interactive
19-08-2018

Yarny

Unravel è un platform, un genere che generalmente evito perché non di mio gradimento. Tuttavia, già fin dalla prima interazione, ti intenerisce e non riesci più a staccartene.

Yarny, il protagonista, è una sorta di gomitolo e il modo in cui il suo filo si distende e interagisce credibilmente con l’ambiente circostante è pura magia.

La grafica è di una bellezza da togliere il fiato. Ogni texture è semplicemente perfetta, ricorda molto le ambientazioni di Little Big Planet ma, fortunatamente, il gioco non ne condivide affatto la frustrazione.

La storia è alquanto triste e avvilente, ma d’altra parte è una metafora della vita, c’è poco da fare.

Certo, alla lunga diventa un po’ noioso, perché le azioni sono sempre le stesse e a cambiare sono soltanto le ambientazioni. Ma è comunque un’esperienza molto piacevole.

21. Journey

i

Thatgamecompany
18-08-2018

Un gioco che non è un gioco, è un’esperienza onirica. Non si combatte, non si risolvono puzzle, non si interagisce con altri personaggi, non si segue una trama. Si procede in linea retta verso un punto ben preciso. Ma il bello è il viaggio, non la destinazione. Atmosfere molto ispirate, deserto, acqua, neve, vento.

Una grafica semplice ma suggestiva, giochi di luce ispirati e una colonna sonora piacevole e rilassante.

Purtroppo il finale è uno di quelli che si mettono quando non si è capaci di fare un finale ma pazienza, ai fini dell’esperienza conta come il due di spade quando la briscola è bastoni.

20. No Man's Sky

i

Hello Games
18-08-2018

No Man’s Sky non è un gioco, è una demo. C’è questa simpatica idea dei pianeti generati proceduralmente, in cui ogni volta arrivi in un posto nuovo.

— Fine della parte divertente —

Tutto il resto è noia, ripetitività e crash continui (almeno su PS4 Pro). Per la prima ora è sorprendente scoprire nuovi pianeti, poi ti rendi conto che strutturalmente sono identici: cambiano le forme ma ci sono minerali, piante e animali, e tutti danno gli stessi elementi. Eh sì, perché il gioco è un farming continuo: usi il laser per recuperare carbonio o cobalto? Piano piano si scarica e parte del carbonio devi impiegarlo per ricaricarlo. Trovi un oggetto interessante? È sempre danneggiato e sei costretto a utilizzare risorse per ripararlo. Usi l’astronave? Ogni 4 decolli devi ricaricare il serbatoio.

Poi ci sono le missioni: fotografa 5 piante, fotografa 5 minerali, fotografa 5 animali; raccogli 250 unità di un minerale rarissimo che trovi solo dopo mezz’ora saltando a caso da un pianeta all’altro; porta il pacco su un altro pianeta e torna indietro. Insomma, compiti di una ripetitività disarmante.

Veniamo infine alla trama principale: c’è un segnale, segui il segnale; parla col tizio che ti manda in tre punti diversi del pianeta ad attivare qualcosa (un click); torna dal tizio che ti manda in un altro sistema solare; trova una torre di comunicazione e parla col tizio; vai a cercare X materiali; torna dal tizio, vai in un altro sistema. Tutto così. Si fa la conoscenza di un paio di personaggi, caratterizzati al pari di una lattina vuota di birra, ogni tanto si entra in un portale che ti fa apparire su un nuovo pianeta e si ricomincia. Alla fine salta fuori che… (spoiler8). Terminata questa inutilità ti dicono “ora vai al centro della galassia, e troverai la risposta finale”. Beh, io ho fatto due conti: ero distante oltre 700 mila anni luce e la mia navetta faceva salti da 190. Questo significava circa 5800 salti iperspaziali (la cui procedura era: vai sulla mappa, seleziona il percorso per il centro della galassia, ogni volta perché è un settaggio che non mantiene, fai il salto; ricomincia) della durata di circa 3 minuti. Totale: 12 giorni di gioco (intesi come 24 ore piene). Beh, no grazie. A quel punto sono andato su YouTube a vedere cosa succedeva e… (spoiler9).

Insomma, meriterebbe meno di una stella ma apprezzo perlomeno lo sforzo della generazione dei mondi. All’uscita è stato criticato da tutti, ora si dice che è “il gioco che avrebbe dovuto essere”. Manco per niente! È ancora una puttanata senza capo né coda. Consiglio mio: statene alla larga!

19. Uncharted 2 (the Nathan Drake collection)

i

Naughty Dog
27-06-2018

Le quattro stelle hanno rischiato a tratti di diventare tre e addirittura due. Bellissima storia, bellissima grafica, bellissimi personaggi, bellissimo tutto. Però ‘sti cazzo di combattimenti senza fine hanno frastagliato i maroni!

Non ce l’ho tanto col fatto che ogni cinque minuti si spara, anche perché in un gioco come questo non vedo cos’altro si possa fare. Il problema è la serie infinita di nemici che ti si scaglia contro. Finisci la prima ondata e già sai che ce ne sarà una seconda. E poi una terza. Perché? Non rende l’avventura più divertente, ti rompi solo i coglioni.

A parte questo, bellissimo.

18. Left Behind (DLC di The Last of Us)

i

Naughty Dog
23-06-2018

Se dovessi giudicare questa espansione dal prezzo (credo che inizialmente costasse intorno ai 20 euro) non ne uscirebbe molto bene. Nonostante il consueto cuore messo dai Naughty Dog, si tratta tutto sommato di una manciata di livelli che possono essere portati a termine in un paio di ore. Questo avvalora la mia personale opinione sui DLC: o introducono una nuova, soddisfacente storia (anche a un costo vicino a quello di un titolo completo), oppure è meglio lasciar perdere perché si tratta spesso di piccole sezioni di gioco magari escluse in fase di sviluppo per mancanza di tempo o perché ritenute superflue; o, ancora peggio, buttate giù al volo per racimolare qualche soldo.

La trama ci mostra Ellie in due diversi frangenti della sua vita: uno con la migliore amica e l’altro che copre un palese (anche se ininfluente) buco nel gioco principale. Del secondo non se ne sarebbe sentita la mancanza: tre piccoli livelli spara-spara noia-noia. Il rapporto con Riley invece è quello che regala risate e qualche morigerata emozione. Purtroppo però anche questo racconto non scava a fondo e lascia un retrogusto di incompletezza.

Inoltre di entrambe le storie conosciamo l’epilogo, per cui viene totalmente a mancare l’effetto sorpresa.

In ogni caso mi ha moderatamente divertito.

17. The Last of Us (remastered)

i

Naughty Dog
21-06-2018

Un gioco che, anche dopo svariati anni, ancora sa toccare le corde dell’emozione. Non è tanto la trama a colpire ma il rapporto che si viene a creare tra i protagonisti nel corso della storia.

16. Batman: Arkham Knight

i

Rocksteady Studios
18-06-2018

Niente da dire, questa trilogia distopica10 di Batman lascia un gran senso di soddisfazione. Non tanto per la storia, la cui trama e relativo finale ho trovato parecchio banalotti, quanto per le trovate creative: il personaggio di Joker, che si aggira indisturbato nella mente confusa del protagonista, è spettacolo puro, così come il livello tecnico di tutto il gioco. A tratti sembra di guardare un film.

Per i miei gusti, però, è un minestrone troppo denso. Troppi esercizi fisici col pad, troppi punti in cui ci si gratta la testa e ci si chiede cosa fare e decisamente troppi combattimenti tutti uguali.

Rimane comunque un signor gioco.

15. What remains of Edith Finch

i

Giant Sparrow
31-05-2018

Un gioco indie interessante. A mio giudizio più un film interattivo vista la trama strettamente lineare e il percorso “a binari” da seguire.

Tuttavia un’esperienza emotiva interessante. Personalmente non mi ha entusiasmato, ma gli riconosco una generosa dose di fantasia e di creatività.

14. Horizon Zero Dawn: The Frozen Wilds

i

Guerrilla Games
30-05-2018

Horizon Zero Dawn è uno dei giochi che più mi sono piaciuti negli ultimi anni, tanto è vero che è stato (mi pare) il primo che abbia mai platinato su PS4. Non amo però i DLC, in quanto generalmente non durano un tempo sufficiente a giustificarne il costo. Benché questo garantisca almeno un paio di ore di gioco, e presenti visuali e nemici molto affascinanti, purtroppo la trama è noiosa e tremendamente lineare.

13. Prince of Persia

i

Brøderbund
21-05-2018

Prince of Persia è uno di quei giochi che a suo tempo aveva fatto gridare al miracolo. Le animazioni dei personaggi sono ancora oggi così realistici da togliere il fiato (la principessa che si volta all’ingresso del perfido visir Jaffar è tutt’ora ineguagliata). Purtroppo l’estrema difficoltà data dalla poca precisione dei comandi e dal conto alla rovescia (si aveva infatti un’ora esatta per terminare il gioco) lo rende tutt’oggi troppo frustrante per un giocatore come me. Pertanto me lo sono guardato su YouTube. :)

12. L'ombra della guerra

i

Monolith
19-05-2018

CHE. GIOCO. DI. MERDA.

Dopo aver completato per ben due volte il primo capitolo, e aver letto meraviglie di questo seguito, l’ho acquistato con grandi aspettative. Non solo i (francamente pochi) difetti del precedente non sono stati migliorati, ma ogni singolo aspetto è stato reso più noioso, ripetitivo e snervante. Missioni tutte identiche, sistema Nemesis peggiorato e inutilmente complicato all’inverosimile, senza che la cosa possa in qualche modo migliorare l’esperienza di gioco. Controlli impossibili dove tu vuoi saltare da una parte e Talion comincia a rotolare o si butta esattamente dal lato opposto. L’intera storia rende un senso di frammentazione, con personaggi brutti, doppiati male e dalla profondità narrativa di una pozzanghera: in sostanza all’inizio Celebrimbor forgia un nuovo anello, così a cazzo, perché quelli che già ci sono non bastavano. Talion lo perde nei primi 2 minuti di gioco e da quel momento l’elfo — letteralmente ogni 5 minuti — gli scassa la minchia sul fatto che deve recuperare questo fottuto anello. Gli assedi sono pallosi, i combattimenti manco a parlarne, con migliaia di nemici sullo schermo tanto per rompere il cazzo e non per costituire un vero divertimento.

Può bruciare all’inferno.

11. Tomb Raider (Definitive Edition)

i

Crystal Dynamics
13-05-2018

È la terza volta che finisco questo gioco, e ogni volta su una piattaforma differente. L’avevo “gratis” col Gold della Xbox ma, siccome mi è scaduto l’abbonamento e ho deciso di non rinnovarlo, ho approfittato di un’offerta Sony a poco meno di 6 euro.

Apparentemente, a ogni completamento, guadagna una stella. La prima volta pensavo la trama fosse banale, la seconda che ci fossero troppi assalti nemici, tutti ripetitivi. Questa volta invece ho amato la varietà della prima e l’adrenalina dei momenti più concitati. Sarà anche che più o meno ricordavo come risolvere puzzle e situazioni ma mi sono divertito parecchio.

Come l’ultima volta l’ho virtualmente platinato, nel senso che ho terminato il gioco al 100%, trovando tutti gli oggetti e completando tutte le sfide. Ma, siccome circa la metà dei trofei è dedicata al multiplayer e io il multiplayer non lo sopporto (inoltre non ho più l’abbonamento a Plus per cui, anche volendo…), il vero platino non arriverà mai.

10. Shadow of the Colossus

i

Team Ico / Bluepoint Games
27-04-2018

Bla bla bla
Ho un rapporto di amore-odio con questa incarnazione PS4; quando ho saputo che era prevista una special edition ho fatto di tutto per averla. Purtroppo è stata rilasciata solo per il territorio americano e le prevendite non hanno funzionato a dovere, quindi l’unico sistema possibile sarebbe stato sborsare 100 euro su ebay per qualcosa che costava 49 dollari. Così, per rappresaglia, ho deciso di lasciar perdere, lo avrei comprato solo quando sarebbe stato proposto altamente scontato.
Due giorni fa è successo (25 euro, ma sostanzialmente 15 perché ho trovato su Ebay una scheda prepagata per lo store Sony a 10 euro in meno) e mi sono fiondato a scaricarlo.

Pronti, partenza, via. Subito livello difficile, alè! (mai fatto con nessun altro gioco, almeno al primo gameplay) e finito stanotte. Vabbè, ero in astinenza da quasi due anni (non è vero, nel frattempo l’ho rigiocato a tempo perso su PS2). Ma l’avventura è appena iniziata, ci sono una marea di cose da fare, dal giocarlo in modalità mirror al trovare gli easter eggs e i collezionabili, ai time attack mode. Insomma, prevedo molti mesi di grande divertimento.
Per il resto incollo qui sotto la recensione precedente, a cui si aggiunge una grafica davvero spaventosa e una modalità a 60 fps su PS4 Pro da togliere il fiato.

Shadow of the Colossus è un gioco dall’atmosfera incredibile. Il senso della vastità e delle dimensioni titaniche è reso in modo realistico e coinvolgente. Anche il reparto audio, rimasterizzato in 5.1 nella nuova reincarnazione, contribuisce a rendere i paesaggi e le poche creature che li popolano entità credibili e vive.

Purtroppo, rispetto al precedente remaster per PS3, non è stata inclusa la modalità 3D. Il mio televisore non ce l’ha, ma quello piccolo da 33 pollici nell’altra camera sì, una volta l’ho provato ed è stata un’esperienza orgasmica.

Ulteriori record:

27-04-2018 Terminato in modalità difficile.
29-04-2018 Time attack livello difficile11.
29-04-2018 Time attack livello normale.
29-04-2018 Giardino segreto!
30-04-2018 16 boss in un’unica sessione (2h 21m).
30-04-2018 Presa la spada dei Dormin!
01-05-2018 Platinato.

9. Assassin's Creed: Syndicate

i

Ubisoft
09-04-2018

Non è malvagio, ma forse tutti questi AC mi hanno un po’ rotto i coglioni. Stessa trama, più o meno adattata a un diverso contesto storico e modelli nemici tutti uguali (saranno tre o quattro in tutto, il baffone, il gigante pelato, la tizia con i capelli raccolti e forse qualcun altro, sparati a ruota in ogni angolo di Londra).

Il DLC dedicato a Jack lo squartatore è strano forte.

8. Assassin's Creed: Unity

i

Ubisoft
02-04-2018

Ne ho giocato circa un terzo su Xbox One circa un anno fa ma mi ha annoiato come non mai, per cui l’ho abbandonato. Ho provato a riprenderlo in questi giorni ma, non ricordandomi ormai più niente, lo avrei voluto ricominciare dall’inizio. I furboni di Ubisoft non hanno previsto questa possibilità, si può solo continuare il gioco corrente. Anche eliminando i salvataggi dalla console, all’avvio, vengono riscaricati quelli dal cloud per cui la situazione non cambia. Siccome mi sono rotto le palle e non avevo voglia di perdere tempo per capire come cancellare i salvataggi dal cloud l’ho semplicemente disinstallato e l’ho “terminato” su Youtube.

Direi che ho fatto bene perché la storia l’ho trovata estremamente noiosa.

7. Uncharted (the Nathan Drake collection)

i

Naughty Dog
27-03-2018

La prima volta che l’ho giocato, circa sette anni fa, ero rimasto stupito dalla forte connotazione cinematografica, ma la valutazione globale è stata nella media per via dei troppi scontri a fuoco con gli antagonisti. Confermo la mia preferenza verso i “film interattivi” piuttosto che i “crash! boom! bang!”, ma devo dire che al secondo giro di giostra l’ho rivalutato. Sia per le scenografie che rimangono splendide, sia per la storia (benché il doppiaggio a tratti non sia perfetto).

Con la magia dei 60fps della versione remastered il titolo riceve decisamente nuova linfa.

6. Zelda: Breath of the Wild + DLC 1 & 2

i

Nintendo
18-03-2018

Per giocare questo nuovo capitolo di Zelda mi sono appositamente comprato un Wii U di seconda mano. Soldi decisamente ben spesi, si tratta non solo di uno dei titoli più ambiziosi di Nintendo (il primo open world) ma probabilmente di tutto il genere (chiamiamolo) fantasy.

Ci sono così tanti dettagli, segreti, novità: poter interagire col mondo utilizzando calamite, blocchi temporali, parapendii (addiruttura moto!), e altre curiose innovazioni è qualcosa di sostanzialmente inedito, che offre centinaia di ore (il mio tempo si attesta intorno alle 133) di esplorazione anche dopo aver terminato la trama principale.

Sarebbe un gioco da 5 stelle piene, non fosse per il fatto che alcune missioni, specialmente nelle due espansioni, risultano a tratti frustranti ed estremamente punitive. È un gioco giapponese, d’accordo, ma un dosaggio un po’ più bilanciato del tutto lo avrebbe reso molto più piacevole.

C’è poi il discorso delle armi che si rompono ma alla lunga ci si abitua, anche perché se ne trovano molte più di quante se ne riescano a utilizzare.

Se questo è il futuro di Zelda, ci aspetta un bellissimo futuro.

5. RiME

i

Tequila Works
11-03-2018

Un gioco sostanzialmente onirico, molto piacevole graficamente, ma che a mio giudizio dura molto più del dovuto. Cosa che lo rende a tratti un po’ noioso.

4. The Turing test

i

Bulkhead Interactive
06-02-2018

Per chi è in astinenza da Portal, the Turing test è un ottimo sostituto. Non si smanetta con il teletrasporto ma con palle di energia che attivano e disattivano determinati dispositivi. La trama è interessante: una missione spaziale su Europa scopre un virus in grado di alterare le cellule e donare l’immortalità. Il computer di bordo, una sorta di Hal 9000, decide che per il bene dell’umanità l’equipaggio non può riportare la scoperta sulla Terra. Con evidenti problemi di sovrappopolazione non riuscirebbe a sostenere nuove generazioni di esseri eterni. Non c’è cattiveria nel suo operato, soltanto logica, contrapposta alla morale degli esseri umani che, ovviamente, vorrebbero evitare di morire sulla luna di Giove.

Vengono combinati elementi puzzle con una curiosa collaborazione proprio con T.O.M. fino a giungere all’epilogo che deciderà le sorti dello scontro. Qualche test non è proprio “pulito” ma, in linea di massima, la struttura regge ed è divertente.

3. Batman: Arkham City

i

Rocksteady Studios
01-02-2018

Bello. E coraggioso. Mi allineo al giudizio sul primo Batman (Arkham Asylum). Molta carne sul fuoco, ma tutta divertente.

2. Doom (2016)

i

id Software
29-01-2018

Che delusione!

Intendiamoci, tecnicamente è un capolavoro, 1080p a 60fps dovrebbe essere l’obiettivo minimo di qualsiasi gioco di ultima generazione, eppure Doom è uno dei pochissimi. Le ambientazioni tolgono il fiato, le animazioni e l’intelligenza artificiale dei nemici sono perfette. Allora perché non mi è proprio piaciuto?

Innanzitutto la storia. Yawn che noia. Lo svolgimento… Entri un una location e sai che si riempirà di nemici. Dieci minuti per farli fuori, accedi a una nuova area e via così a oltranza. L’indicatore degli obiettivi è poco chiaro e spesso ti ritrovi a vagare senza una meta per la mappa.

Adoro il primo Doom, mi piace molto anche il secondo e mi rendo conto che la natura di questo videogioco non può cambiare: devi uccidere migliaia di demoni, dall’inizio alla fine. Però questa cosa che continuano a comparire dal nulla la odio. Nei precedenti capitoli sapevi che in una stanza c’erano X nemici, pianificavi l’attacco e lo eseguivi. Qui cominci a sparare e, finché il gioco non decide che è abbastanza, continuano a spuntare nemici. Oh, a me queste cose annoiano a morte.

Ne ho giocato un terzo e il resto l’ho guardato su Youtube, dove il tizio tagliava via gli scontri infiniti e mostrava solo la storia. Oh, mi è venuto il latte alle ginocchia pure con quello…

1. Batman: Arkham Asylum

i

Rocksteady Studios
24-01-2018

È un gioco che ho cominciato e abbandonato varie volte (ma ero arrivato a un soffio dal finirlo), non perché non mi piacesse ma perché qualche volta non sono in vena di videogiochi per cui faccio passare così tanto tempo che mi scordo la trama e perdo interesse nel continuare. Avendo trovato Arkham Knight in offertona mi è sembrato giusto rimettermi in pari velocemente.

Un gioco molto innovativo a suo tempo e ancora parecchio interessante oggi, pur essendo un genere che solitamente non digerisco.

201721

201616

201524

201425

201310

20126

201114

20102

20091



  1. Da evitare assolutamente; difficilmente troverete giochi con una stella, perché di solito li cestino dopo i primi minuti.

  2. Un gioco che, se potessi tornare indietro, non giocherei, oppure discreto ma funestato da bug, noia persistente o parti molto frustranti.

  3. Appartengono a questa categoria giochi interessanti ma che non offrono molte novità rispetto ad altri titoli simili. Nella mia personale classifica 3 stelle non significano mediocrità ma giudizio molto positivo (anche se non eccezionale).

  4. Gran bel gioco: originale, divertente e ben sviluppato. Più che consigliato.

  5. Gioco eccezionale, perderselo dovrebbe essere perseguibile per legge. :)

  6. Non l’ho presa al day one ma è comunque la prima versione uscita. Faccio prima così che chiamarla “old”, “fat”, ecc…

  7. A voler essere maliziosi tali siti i giochi li ricevono gratuitamente dalle software house, per cui non è mai conveniente parlarne troppo male. Male no ma punteggio massimo assoluto, con tutti i difetti evidenziati sopra… dai…

  8. È tutta una simulazione che sta andando a puttane.

  9. Non succedeva un cazzo di niente! Nessuna risposta, nessun finale. semplicemente il gioco ricomincia da capo in una nuova galassia. Uno è stato per 12 giorni a rompersi i coglioni con una procedura da catena di montaggio e si ritrova questa cagata!

  10. Almeno credo, non seguo per nulla il mondo Marvel/DC ma qui muoiono personaggi storici a ogni battito di ciglia.

  11. Le bestemmie! LE BESTEMMIE!

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