Tre sorelle furbiss… Ah, no…

Cover

In questo periodo Lego sta calando tutti i pezzi da novanta!
Dopo l’Y-Wing UCS (che ho modificato qui, anche se ancora non ce l’ho) è stata la volta dell’Aston Martin DB5 dei primi James Bond. Poi è arrivato il nuovo, fantastico castellone di Hogwarts e da alcuni giorni è possibile ordinare il Voltron. Ovvero il titanico robot composto da cinque grossi leoni:

Voltron

Per mia grande fortuna, quando il cartone ha invaso le nostre TV, io ero già abbastanza grandicello da dedicarmi ad altre cose, ragion per cui non ho alcun attaccamento emotivo alla serie. Anzi, non ne so proprio nulla, a parte naturalmente i felini che si ingroppano tra di loro.

Devo comunque ammettere di non essere immune ai robot, specialmente quelli imponenti come questo. Però — sì, c’è un però —, nonostante l’evidente impegno, l’opera Lego non mi sembra così bella come avrebbe potuto essere. Tanto per cominciare il gattone centrale sembra più un frigorifero che un agile predatore, e la sua trasformazione è abbastanza tarocca, perché è necessario staccare fisicamente gambe e spalle, ruotarle di 90 o 180 gradi, e agganciarle nuovamente:

Leone nero

Poi le gambe sono fisse: niente articolazioni su anche, ginocchia e caviglie; questo lo costringe a mantenere un’apertura a V fissa…

Gambe a V

… per cui l’angolazione con cui i piedi toccano terra mi fa venire l’orticaria:

Appoggio a terra

Inoltre le braccia possono ruotare su un solo asse e le ali posteriori, specialmente quando richiuse, occupano decisamente troppo spazio.
Infine, per quanto Lego si sia prodigata a rinforzare tutta la struttura, questa ondeggia come un edificio antisismico quando viene spostata.

Tutte queste ragioni mi hanno reso refrattario al set: non lo acquisterò.

La cosa sembrava finita lì e invece, durante la presentazione ufficiale, il tizio ne ha mostrata per gioco una versione mini (non in vendita, naturalmente… era solo per fini promozionali):

Per quanto ultra-semplificata, la trovo straordinaria. È sufficientemente piccola da non rappresentare un salasso all’atto dell’ordine dei pezzi e, ironicamente, presenta molte più articolazioni rispetto al fratello maggiore.

Il problema è che Leandro Tayag (il creatore) non rilascia quasi mai né istruzioni né progetti, per cui mi è toccato fare un immane lavoro di reverse engineering sulla foto, nella speranza di replicare quanto più fedelmente l’oggetto del desiderio.

Dopo un paio di giorni di serio lavoro sono finalmente giunto al risultato definitivo:

Voltron mini

Direi che più o meno ci siamo. Di mio ci sono tutte quelle parti che non sono riuscito a riprodurre, perché non si capiva come erano composte o perché non erano visibili (il retro del robot); oppure che ho volontariamente cambiato perché il risultato mi sembrava migliore.
In particolare il grosso del lavoro è andato sul leone nero, che nella mia versione si trasforma realmente. Ma ho lavorato anche sull’articolazione delle spalle, che ora possono svolgere movimenti più ampi. O le zampe dei singoli leoni perché volevo che fossero credibili in entrambe le conformazioni.

Ecco il confronto tra i leoncini e le controparti Lego (considera che una zampa dei fratelli maggiori è grande quanto la testa dei piccolini):

Leone rosso
Leone rosso (braccio destro)
Leone verde
Leone verde (braccio sinistro)
Leone blu
Leone blu (gamba destra)
Leone giallo
Leone giallo (gamba sinistra)
Leone nero
Leone nero (torso)

Non avendo trovato il file di progetto LDD1, e non avendo voglia di costruirmelo virtualmente, mi avvalgo di questo fotomontaggio per mostrare indicativamente le proporzioni tra i due Voltron:

Mini-me

Lo costruirò? Boh… Sì… Forse… Vediamo…

Mi piace parecchio e non sembra richiedere un numero spropositato di pezzi, per cui è probabile che prima o poi butterò un occhio su Bricklink. Ma al momento non fa parte delle mie attuali priorità per cui la pratica verrà temporaneamente archiviata.

Costruirlo però è stato super divertente. :)


  1. Lego Digital Designer.

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