Fly me to the Moon

Frank Sinatra – Fly me to the Moon

Con i Lego minifigures ci sono cresciuto, per cui è normale che sia molto affezionato a loro. In particolare ai Classic Space, ovvero gli astronauti, dei quali possiedo tutte le varianti uscite finora. Per molti anni ho cercato un modo originale per esporli, ma ho infine ripiegato su un tristissimo stand che permette di mostrarli tutti in fila.

Con l’arrivo del più recente, quello arancione, mi sono finalmente deciso a trovare una soluzione.

I primi due, il rosso e il bianco, sono apparsi per la prima volta nel 1979, e lo so bene perché il primo set che li ha ospitati è stato proprio il Galaxy Explorer. L’omino giallo è arrivato tre anni dopo, nel 1982. Il nero e il blu sono del 1984 e sono anche i più costosi, perché apparsi in pochissimi set.

I ruoli assegnati ai vari colori non sono mai stati ufficialmente rivelati da Lego, ammesso che ne abbiano davvero avuto uno, ma nel mondo del collezionismo al rosso viene attribuito il rango di pilota, al bianco dello scienziato, al giallo dell'esploratore, al blu del soldato e al nero dell'agente speciale d’élite. Tutti i colori degli omini successivi sono puramente estetici.

In tempi più moderni è arrivata la minifig verde nelle due varianti uomo e donna, all’interno del set Lego Ideas 008, l'Exo Suit del 2014. I volti dei due astronauti non erano più stilizzati ma riproducevano una fisionomia più realistica. Ho preferito assegnarle (il mio era il modello femminile, ma è indifferente in quanto il corpo è identico) un viso classico.

Benny appare nel 2014, con l'uscita del film The Lego Movie, come una riedizione dell'omino blu, ma con un'espressione del viso molto fumettosa e accattivante. Inoltre ha il logo sulla tuta semi-cancellato (era un difetto delle prime edizioni, a toccarle troppo andava via il colore dorato del pianeta), e la parte inferiore del casco volutamente rotta (altro difetto dei primi caschi, anche se in tutta sincerità a me non è mai successo di danneggiarli).

L'astronauta rosa è arrivato nel 2019 col secondo film Lego.
Nel 2020 è la volta di quello arancione, allegato in esclusiva al libro LEGO Minifigure: A Visual History.

fonte: jmklamm

Insomma, dicevo, mi sono a lungo spremuto le meningi per poterli esporre in maniera più piacevole ma, anche cercando online, non ho trovato alcuna idea degna di nota. Certo, c'è chi come l'utente della foto qui sopra ha realizzato un bellissimo scenario. Però alla fin fine gli omini sono comunque in una posa molto statica.

Nota: nell'immagine compare un astronauta grigio. Non è mai esistito un astronauta grigio ufficiale ma può essere assemblato prendendo vari pezzi qui e là. Pezzi che tra l'altro possiedo; però a mio insindacabile giudizio, in quanto apocrifo, non gli è concesso far parte della squadra. :)

Alla fine la rivelazione: creo una montagnetta e/o asteroide e li metto tutti intorno, mentre si arrampicano, si aggrappano, estraggono minerali, analizzano il terreno eccetera eccetera.

Perché non una parte di suolo lunare invece, magari con un bel cratere in rilievo, visto che le basette che venivano fornite all’epoca con molti set presentavano proprio terreni accidentati e cavità?

E cratere sia!

Ho progettato tutto con l'ormai fuori produzione Lego Digital Designer, perché mi ci trovo bene; sono indietro di almeno quattro release di MacOs proprio per lui (ma anche perché il mio computer ha più di dieci anni), perché le versioni più recenti non sono più in grado di eseguire software a 32 bit.

Ho passato un intero pomeriggio a impilare piccoli mattoncini inclinati (tecnicamente si chiamano slope) cercando di realizzare una superficie quanto più irregolare possibile.

Al termine del lavoro ecco qui un bel cratere di dimensioni 16 x 16.

Tutti quegli stud scoperti sono i punti in cui aggancerò gli omini. Già che c'ero, però, ho pensato di animare un po' l'ambiente. Cosa ci fanno tanti astronauti in un luogo dove ci sono soltanto sassi e polvere grigia?

E così daje de minerali, filoni d'oro (e d'argento), rubini, smeraldi, zaffiri, topazi e diamanti.

E, perché no, anche fuoriuscite di gas infuocati dal terreno, perché non dimentichiamo che lo Spazio è un luogo ostile e pericoloso.

Ora sì che c'è un bel po' di roba da studiare!

Ed ecco qui gli studiosi in posa, ognuno occupato ad analizzare, estrarre, fotografare, martellare, forare, segare, picconare ogni centimetro di terreno.

A proposito di omini spaziali, ma ce l'hanno un nome?

Alcuni sì: il giallo, il bianco, il blu, il verde e il rosa si chiamano ufficialmente Kenny, Jenny, Benny, Yve e Lenny. Tutti gli altri non ne possiedono uno, per cui gliel'ho dato io: Il rosso è Denny, il nero è Menny e l'arancione è Penny.

Sul retro ho "nascosto" una piccola placca col mitico logo del Classic Space. Logo che appare anche sulla bandiera.

Dietro quest’ultima, anche se parzialmente coperto, fa capolino anche un minuscolo anfibio alieno, cra cra!

Naturalmente, mentre tutti lavorano, Benny si caccia nei guai.

Eccolo che galleggia sopra il cratere con la sua tazza di tè, cercando di sfuggire alle minacciose lingue di fuoco che fuoriescono dal pianeta.

Ma vale decisamente la pena infilarsi nella cavità, perché è proprio lì che ci sono i tesori più scintillanti e preziosi.

Nel dettaglio della foto il segreto dell'antigravità di Benny.

Ma, aspetta… non abbiamo ancora finito. In questo temporaneo angolino poco affollato c'è una misteriosa pala. Come mai?

Da poche settimane è stata svelata da parte di Lego l'uscita di una nuova serie di minifig, la numero 24. Tra i tanti bellissimi personaggi appare anche un inedito astronauta marrone. E non solo, ha anche in braccio un Mini-me!

Ecco quindi chi ci andrà in quell'angolino, non appena (se) riuscirò a farlo mio. :)

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