Oggi creiamo un font

Non mi è mai piaciuto realizzare font, perché è un processo lungo e noioso. Ma negli ultimi anni mi sono ritrovato a doverne creare un bel po' per necessità personali.

I primi sono stati quelli delle rune dei Nani 1Nello specifico si tratta di Futhorc, ovvero di un adattamento da parte di Tolkien, che all'epoca dello Hobbit non aveva ancora elaborato un linguaggio complesso, delle antiche rune anglosassoni. e della mappa di Thrór. Poi, un po' per scherzo, è arrivato il font della prima edizione italiana del Signore degli Anelli. In seguito ho realizzato le rune del Signore degli Anelli, che sono differenti da quelle nello Hobbit.2In questo caso si tratta di Angerthas, una forma di linguaggio completa realizzata da Tolkien per il suo romanzo più celebre. A seguire è arrivato quello del nuovo Contrattone. L'ultimo in ordine di apparizione mi è servito per la mia mappa più recente, quella di Christopher. Negli ultimi due casi, il progetto finale l'ho realizzato con calligrafia a mano, ma i font mi sono stati molto utili per esercitarmi.

Nessuno di questi font è completo, mancano un sacco di caratteri, come numeri e punteggiatura, e non possono quindi essere usati per una scrittura reale su computer. Sono piccoli abbozzi, ampiamente migliorabili, ma perfetti per i miei scopi.

Essendomi recentemente comprato un nuovo Mac, posso finalmente tornare a lavorare su progetti più complessi, come la rielaborazione dell'Atlante della Terra di Mezzo, la cui traduzione italiana non mi ha mai soddisfatto. Senza tirarla troppo lunga (si tratta di un lavoro lento e laborioso: non sarà pronto, credo, almeno fino al prossimo anno) avevo la necessità di creare dei piccoli font numerici e alfabetici, per associare i luoghi del testo alle relative aree sulle mappe del libro:

Il testo dell'Atlante
Una delle mappe dell'Atlante (dettaglio)

L'unico font che ho trovato, e che si avvicinava lontanamente a ciò di cui avevo bisogno, si chiama Fyra ed è a pagamento. Il problema è che non mi piaceva lo stile grafico a causa delle lettere troppo differenti dal Simoncini Garamond usato nella quasi totalità dei libri stampati.

Quindi, sebbene a malincuore (ho già detto che odio realizzare font?), ieri pomeriggio mi sono messo al lavoro e ho creato ben sei varianti differenti: quattro sono numeriche e due alfabetiche.3Le piccole A e B che vedi in grigio nel testo in alto, e che rappresentano la specifica mappa in cui è presente il pallino. Le puoi vedere nell'immagine di apertura dell'articolo.

Bene, dopo questo lungo preambolo ti mostro come è possibile realizzare un font utilizzando esclusivamente tool gratuiti su Internet (ho provato a usare alcuni specifici programmi per desktop, ma li ho trovati tutti o troppo complessi, o troppo limitati). Non sarà una guida passo passo, coprirò rapidamente i passaggi fondamentali. Non voglio fare il professorino, questo articolo servirà al me del futuro la prossima volta che dovrà creare un nuovo font; così non sarà costretto ricordarsi e (r)imparare tutto da capo.

Calligraph

Calligraph è un meraviglioso sito online che consente di costruire un font molto velocemente. È fondamentalmente un servizio a pagamento, ma fornisce comunque la possibilità di procedere in modo gratuito, benché limitato.

Si scarica un template e con un programma di disegno si compilano tutte le caselle dei caratteri:

A questo punto lo si carica sul sito e si preme "Build Font":

Come ho detto, essendo una sorta di demo, non ha tutte le caselle dei caratteri. Mancano per esempio i numeri, le lettere accentate e tanti altri simboli di punteggiatura. Quello che faccio di solito è creare un secondo template, nel quale aggiungo i rimanenti caratteri nelle caselle delle lettere, e salvo un secondo font. Nel passo successivo vedremo come passare i vari caratteri dall'uno all'altro e riposizionarli correttamente.

Glyphr

Glyphr è un potentissimo editor online, ed è il vero cuore della creazione.

Si carica il font creato con Calligraph e si può cominciare a modificare tutto quello che si vuole. Ci sono a disposizione potenti strumenti per ruotare, ingrandire, ridurre gli elementi e, volendo, ridisegnarli da zero (ma lo sconsiglio, è un'operazione poco pratica):

Non starò qui a elencare tutte le caratteristiche di Glyphr, ma una cosa è importante ricordarla: salvare al termine di ogni singola modifica (viene creato un file di testo, e da quel momento si utilizzerà quello, anche per caricare il progetto; il font iniziale lo si può buttare). Questo perché, essendo un'applicazione Web, tende a usare sempre più memoria del browser fino a quando non crasha. Non è questione di "se" ma di "quando". Solitamente una volta ogni 5-10 minuti. È una rottura, ma non ci sono alternative.

Ora, per passare un carattere da un file di un font all'altro bisogna procedere col metodo dell'esportazione / importazione (questo perché ogni tab del browser è una sandbox chiusa che non può dialogare con le altre). Occorre avere i due font in modifica in due editor (e dunque in due tab del browser), esportare un carattere alla volta via SVG (è un formato vettoriale) dal file di origine e importarlo in quello di destinazione. A volte si va a perdere la dimensione originale, per cui bisogna smanettare un po' (ma lo si può fare facilmente inserendone i valori nei campi di testo). È, come ho detto, un processo lungo e noioso, ma con un po' di pazienza porta a risultati molto appaganti.

Semplificando

Volendo si può anche saltare del tutto l'utilizzo dei template di Calligraph (e, di conseguenza, Calligraph stesso). È sufficiente disegnarsi le singole lettere con un programma di grafica e poi utilizzare un servizio di conversione gratuita (come questo) per trasformarle il SVG. Anzi, è un sistema migliore, perché Calligraph non crea elementi vettoriali molto precisi (ma fa risparmiare una marea di tempo).4La conversione funziona così: vengono analizzate le forme del disegno e si tracciano una serie di curve, in modo da trasformare un'immagine bitmap in una vettoriale. Il risultato può essere molto fedele, ma mai preciso alla perfezione. A seconda dell'approssimazione utilizzata dall'utility, si possono ottenere risultati migliori o peggiori. I miei font più recenti, quelli con palline e quadratini, li ho creati senza Calligraph. Le figure geometriche le ho realizzate con Glyphr (ripeto, non è comodo, ma per oggetti molto semplici conviene, più che altro perché, per esempio, un cerchio è un vero cerchio, e non una figura realizzata da un convertitore che cerca di seguire il perimetro di un cerchio apportando molta approssimazione), mentre il testo è un'immagine grafica ad alta risoluzione convertita in SVG col sito che ho linkato sopra.

Un esempio pratico

Diciamo che voglio aggiungere ai miei font delle freccette direzionali. Magari possono tornarmi utili in qualche occasione (o magari no, ma sempre meglio averle).

Primo, disegno una freccetta a una buona risoluzione5Essendo un design molto semplice, potrei farlo con Glyphr, ma mi porterebbe via almeno tre volte il tempo che impiego con altri programmi. e la esporto come PNG, che è un formato grafico non distruttivo (al contrario, per esempio, del JPEG che comprime e rovina l'immagine originale), usando uno sfondo trasparente:6Non ho indagato bene nel dettaglio, magari il software di conversione è in grado di isolare automaticamente il bianco, ma meglio non correre rischi.

Non è necessario inserire i cerchietti o i rettangolini perché li ho già dentro le lettere del font. Sarà sufficiente copiarli da un carattere esistente. Così come non serve creare più di una freccia, perché questa la potrò ruotare direttamente in Glyphr.

Inserisco l'immagine nel sito di conversione, ricordandomi di scegliere il formato SVG e importo il file così creato all’interno dell’editor.

Ed eccola qui. Ora non devo fare altro che inserire il bordino, ruotarla nelle varie direzioni e assegnarla ai relativi bottoni della tastiera:

Al termine del lavoro si salva il file .TXT di Gliphr, che andrà utilizzato in futuro se si desidera modificare il font, e si genera il font vero e proprio, che ha estensione .OTF (Open Type Format, una versione più recente del vecchio .TTF).

Questo è il font terminato (in realtà sono due, uno pieno e uno vuoto), al lavoro su Pages (l'equivalente Mac di Microsoft Word).

Ho assegnato alle freccette i primi otto tasti numerici, con il modificatore OPTION (ALT) per quelle vuote, e SHIFT + OPTION per quelle piene.

Esattamente come accade per tutti i miei altri font anche questi sono strettamente legati al layout e alle personalizzazioni dei tasti della mia tastiera, in combinazione con gli shortcut del Mac, per cui non ci sarebbe corrispondenza su altre (leggi: è praticamente inutilizzabile al di fuori di casa mia).

Però adesso sai come creartelo tu un font da zero, quindi non hai più bisogno di me. :)

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