Burn baby, burn!

Alcuni giorni fa ho sostituito il vecchio citofono con un dispositivo Ring Doorbell. Dopo aver testato svariate alternative negli ultimi anni, non gli avrei dato due lire; e invece devo ammettere che funziona molto bene. Dovendo coprire il buco del precedente inquilino elettronico, ho utilizzato un pannellino di legno. Al che mi è venuta un'idea: perché non incidere i nomi con qualche tecnica pirografica? Il problema è che non so assolutamente niente a riguardo e, peggio ancora, non ho alcuno strumento per farlo.

Però Mian possiede un (relativamente) piccolo saldatore, che usa quando si diverte a creare gadget elettronici con Arduino, e allora mi sono detto "proviamo!". Per quanto la punta fosse spaventosamente grossa, e io terribilmente inesperto in materia, il risultato non è stato affatto male.

Una settimana più tardi, trovandomi a risolvere il problema di come appendere le medagliette del mio viaggio a Mordor, ho pensato bene di costruirmi un quadretto da solo. Mi serviva lungo e stretto per farci stare tutti e cinque i trofei, e non trovavo nulla di adatto in commercio. Non avevo neppure grandi idee in merito, per cui mi sono lasciato guidare dall'ispirazione del momento che, il più delle volte, porta a soluzioni inaspettate.

Sono sceso in cantina e ho tagliato un sottile asse di legno di circa 42 x 18 cm. Dal momento che era un pessimo legnaccio, ho acceso la mola con l'intenzione di arrotondarne un po' i bordi e renderlo più fotogenico, al che ideona: perché non frastagliarne i bordi, in modo da farlo assomigliare a una vecchia mappa? Detto, fatto. Già che c'ero ho passato la mola anche sulla superficie, per renderla irregolare.

Ecco, il progetto era finito lì: avrei piantato qualche chiodino qui e là e ci avrei appeso le medaglie.

Poi, però, ho pensato…

"Quasi quasi ci disegno sopra una mappa".

Verrà quasi completamente coperta dalle medaglie; ma pazienza, quel poco che si vedrà aggiungerà un po' di "colore".

Disegnare? Perché disegnare quando si può bruciare? No vabbè, sarebbe stato troppo anche per me, che sono una persona abbastanza pazza, ma solo fino a un certo punto. Un conto è incidere un paio di nomi per un citofono, un altro è riprodurre un'intera mappa. O, perlomeno, una parte di mappa; nemmeno troppo piccola, tra l'altro. E senza alcuna esperienza.

Volevo coprire l'intero percorso, per cui l'area interessata era piuttosto vasta (per capirci, la mappa che vedi è un lenzuolo di 80 x 60 cm!).

E in diagonale.

Inoltre non era tecnicamente possibile riprodurre particolari così piccoli. D'altra parte stavo cercando di ricreare il Michelangelo con una martello da dieci chili, così ho schematizzato un po' tutto: elementi più grandi (montagne, foreste, ecc.) e nessuna scritta. Inoltre ho lasciato perdere le proporzioni, volevo farci stare tutti i luoghi importanti e ho dunque dovuto giocoforza spostarli un po'.

Così ho cominciato. In tutta sincerità ero certo che non sarei riuscito a portare a termine il progetto. Il saldatore era scomodissimo, la punta era troppo distante dal manico ed era come disegnare con una matita tenendola dal lato più lontano dalla punta. Poi non era semplice incidere il legno: occorreva esercitare una certa forza mentre "disegnavo", col rischio che potesse scapparmi in ogni momento e tracciare una strisciata nera su tutto il quadro.

Inoltre c'erano un sacco di disegni da fare. Solo la catena montuosa di Mordor ha richiesto un'ora di lavoro, e mi trovavo piegato in due con un fornelletto tra le mani, il condizionatore a palla e 32° fuori dalla finestra. Era impossibile non sbagliare prima o poi!

Eppure il tempo passava e non sbagliavo…

Intendiamoci, di micro errori ne ho fatti a ripetizione, specialmente realizzando le superfici curve (gli alberi sono stati una tortura): da vicino non c'è un singolo ovale perfetto. Fortunatamente si notano pochissimo e, nell'insieme, tutto è piuttosto armonioso.

Nella foto le tre medagliette che ho conquistato finora, le altre due me le dovrò ancora sudare.

Insomma… com'è, come non è sono arrivato alla fine. Ho anche apposto una bruttissima firma che un bambino di prima elementare avrebbe scritto meglio. :)

Ecco il lavoro terminato e appeso al muro. Le medagliette sono inserite in piccoli chiodini, il che permette di sfilarle e inserirle anche al contrario, perché sono una meraviglia da entrambi i lati.

A partire da sinistra quella della Contea, con la porta di Casa Baggins in un tripudio di piante e alberi; a seguire la celebrazione della Compagnia dell'Anello, con una rappresentazione dell'arte Elfica. L'ultima mostra la porta di Kazhad-dûm, ovvero Moria.

Il retro delle medagliette: La busta con l'Anello, che Gandalf affida a Frodo. Abbiamo poi i Nazgûl, con il Re Stregone in trasparenza, come appare a Frodo nei pressi di Collevento. A destra il terribile Balrog, in tutta la sua ardente magnificenza.

Naturalmente la busta contiene l'Unico Anello, che andrà inserito al termine del viaggio nell'ultima medaglia, che rappresenta il Monte Fato. E si distruggerà per davvero.

Credo.

Nel dettaglio la medaglia di Moria, la mia preferita. I cancelli sono aperti e, tra lo splendore dell'arte nanica, si può intravvedere Durin, il fondatore di Nanosterro (che è sempre Moria).

Per concludere, una visione d'insieme dell'intera mappa, con indicati i luoghi più importanti.

Hmmm… Se esistesse un modo di bruciare il legno col colore rosso, le scritte non starebbero affatto male.

Magari usando un Balrog… :)

4 pensieri su “Burn baby, burn!

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