
Tredici Nani hanno preso parte alla grande avventura di Bilbo Baggins, alla ricerca del tesoro del drago Smaug e alla riconquista dell’antico regno di Erebor. Molti ne sono emersi vincitori, qualcuno non ce l’ha fatta ed è perito durante l’impresa.

Quale è stato, dunque, il destino di questi valorosi personaggi? Al termine della Battaglia dei Cinque Eserciti i sopravvissuti si sono insediati a Erebor, per aiutare il nuovo Re sotto la Montagna, Daín II Piediferro, a ripristinarne l’antico splendore. In seguito, nel 2989, alcuni Nani si sono recati a Moria con l’intenzione di rivendicarne nuovamente possesso, dopo che era caduta nelle mani degli orchi.
Come è andata a finire? Vediamolo insieme, nell’ordine in cui i tredici personaggi si sono presentati alla porta di casa Baggins.
Da notare che le immagini sono ispirate ai Nani del (pessimo) film di Peter Jackson e pertanto si differenziano considerevolmente dalle descrizioni di Tolkien (ma trovo che molti di loro, a parte Thorin, Kíli e Ori, siano parecchio azzeccati).
Una curiosità: nello Hobbit nessun Nano ha nomi accentati, nel Signore degli Anelli inglese alcuni sì. Glóin, sempre nel SdA italiano, è l’unico ad avere l’accento anche nella traduzione Alliata/Principe.1Tuttavia, nella più recente traduzione di Ottavio Fatica, tutti i nomi sono finalmente riportati in maniera corretta.
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