
Aggiornamento
Dopo tanto tempo ho rimesso mano alla mappa di Christopher, migliorando qualche cosina qui e là, ma soprattutto creando due nuove varianti (stessa cosa per la mappa del Beleriand. :)
Quando J.R.R. Tolkien ha pubblicato per la prima volta Il Signore degli Anelli, lo ha corredato di tre splendide mappe disegnate dal figlio Christopher. La prima è quella della Contea, la seconda copre le regioni di Rohan, Gondor e Mordor. La più famosa, quella che ritrae la Terra di Mezzo in tutto il suo splendore, è stata realizzata in fretta e furia (in circa 24 ore) nel 1953 a causa di ritardi e tempi di pubblicazione strettissimi.
Questa:

Di conseguenza è una mappa che, nonostante abbia trovato casa all’interno dei nostri libri per oltre cinquant’anni, conteneva alcune mancanze e qualche errorino. Diciassette anni più tardi, nel 1970, mentre Christopher era intento a pubblicare I racconti incompiuti, precisino e perfezionista com’era si è preso la briga di ridisegnarla da zero, apportando tutte le modifiche che riteneva necessarie:

A partire dal 2005 tutti gli editori hanno silenziosamente sostituito la vecchia mappa con la nuova senza che molti di noi se ne fossero accorti. I cambiamenti sono molti, ma non vorrei allungare troppo l’articolo elencandoli tutti. Se sei interessato, puoi leggerli qui e qui (in lingua inglese).
Devo colpevolmente ammettere che, nonostante abbia bazzicato parecchio il mondo di Tolkien in questi ultimi anni, non avevo mai letto I racconti incompiuti fino a pochi mesi fa; e non avevo mai davvero realizzato che le mappe della Terra di Mezzo fossero due. Così, dopo aver elaborato le mappe dello Hobbit, mi sono detto “ok, e se facessi lo stesso lavoro anche con il Signore degli Anelli?”. Detto, fatto.
Beh, “detto, fatto” un par de ciufoli!
Il making of
Mi serviva una mappa di partenza, e doveva essere una mappa maledettamente buona. Su Internet non si trova nessuna immagine di qualità stampabile, per cui abbisognavo di una sorgente. E quale migliore sorgente della mappa originale della prima edizione inglese del Signore degli Anelli, che è a oggi la più bella cartina della Terra di Mezzo che i miei occhi abbiano mai veduto?

Ecco, adesso mettiti seduto (o seduta), perché le prossime righe che leggerai non sono pensate per i deboli di cuore.
Con lo Hobbit ho infilato la prima edizione italiana dentro lo scanner e, aiutandomi con alcuni scatti fotografici, ho ricomposto digitalmente la mappa originale.
Siccome l’edizione inglese è infinitamente più preziosa, avrei voluto evitare lo scanner e quindi il mio primo tentativo è stato quello di fotografare la mappa a sezioni, cercando di stare il più perpendicolarmente possibile al foglio, per poi ricomporre l’intera immagine al computer.

Un fallimento totale!
Per carità, unire le varie foto in una sorta di panoramica non sarebbe stato un gran problema, come non lo sarebbe stato il differente colore dei fogli causato dell’ombreggiatura. La fregatura era che non era possibile ricostruire una mappa proporzionalmente fedele all’originale. Quelle minuscole angolazioni differenti utilizzate durante lo scatto contribuivano a curvare prospetticamente il disegno, rendendo ogni singola porzione della cartina leggermente diversa.
La soluzione? Scollare1Questa nota la metto un po’ nascosta perché di fatto lo “scollare” un foglio incollato a un libro di quasi settant’anni era più uno strappicchiare. Poi, in realtà non ho fortunatamente danneggiato nulla, e a fine lavoro l’ho nuovamente incollata. Non si nota nulla, però sono consapevole di aver commesso un sacrilegio, seppur nel nome dell’arte. la cartografia dal libro e infilarla nello scanner.
C’è stato il solito, infinito lavoro per riattaccare tutto insieme, pulire l’immagine dalle imperfezioni della carta, recuperare un po’ del colore che all’epoca non veniva stampato perfettamente e cancellare tutti i nomi originali. A quel punto ho cominciato a “divertirmi” aggiungendo l’italiano.
Per quanto riguarda la calligrafia, ho sperimentato diverse soluzioni, anche perché la cartina inglese presenta una discreta varietà di stili. Alla fine ho optato per una soluzione unificata, così da rendere più armoniosa la visione d’insieme. Il difficile è stato anche evitare di modificare la mappa di Cristopher, per cercare di accomodare un nome che in italiano era magari un po’ più lungo, ma sono riuscito sempre a trovare un espediente: pertanto il disegno originario è rimasto puro al 100%.
Naturalmente, come ormai è prassi con le mie mappe, il lavoro è stato doppio perché ho realizzato sia una versione con nomenclatura Alliata/Principe che una con Ottavio Fatica:

L’elevata qualità della mappa di partenza, e l’alta risoluzione a cui ho lavorato, permettono di godere dei meravigliosi dettagli di questa cartina, purtroppo preclusi alla maggior parte dei lettori perché non replicata adeguatamente in alcuna edizione pubblicata nel nostro paese:

Nota
In alcuni punti della mappa sono presenti alcune minuscole macchioline e segnetti che avrei anche potuto rimuovere. Non l’ho fatto perché si trovano nell’originale, e anche loro sono stati aggiunti, probabilmente in modo involontario, da Christopher Tolkien. Ma fanno parte del disegno, e mi è sembrato giusto lasciarli (né più, né meno come ho fatto con le mappe de lo Hobbit).
Due versioni
Siccome questo è un articolo che ha attraversato un arco temporale di almeno tre anni, la versione attuale di questa mappa è naturalmente passata attraverso numerose revisioni. Come abbiamo visto la base di partenza è stata la cartina geografica allegata alla prima edizione del 1954; tuttavia, dopo aver studiato la versione di Christopher del 1970 ho deciso di rimetterci mano e “correggerla”.
Di seguito illustrerò i cambiamenti più evidenti.

La baia di ghiaccio di Forochel non è quel piccolo golfetto che abbiamo sempre pensato, ma include un’area marina decisamente più ampia.
Segue l’aggiunta di molti luoghi non originalmente previsti (Estfalda, Ovestfalda, i fiumi Acquaneve e Mering). Ho organizzato meglio anche i territori di Gondor, con l’inserimento di numerose strade. Inoltre, nella mappa originale, i fiumi Celos e Sirith risultavano erroneamente invertiti.
Per finire ho disegnato la boscaglia di Eryn Vorn che un tempo, prima che il Beleriand sprofondasse nel mare, rappresentava la propaggine settentrionale di un’immensa foresta.
Ho lavorato per un’intera giornata a questa nuova incarnazione della mappa. Non si tratta di alterazioni sconvolgenti, buona parte delle aggiunte nemmeno sono nominate all’interno del Signore degli Anelli (o de lo Hobbit), però per Christopher erano importanti e di conseguenza lo sono anche per me. :)
In viola tutto ciò che è cambiato dalla versione del 1954 a quella del 1970:

Ed ecco qui la mappa completa:

Con la mappa del 1970 Christopher abbandonò il formato quadrato in favore di quello rettangolare. Come mia abitudine, anche questa piantina misura 80 × 60 centimetri: una dimensione standard che permette di trovare facilmente cornici già pronte, senza dover spendere una fortuna dal corniciaio.
Variante a colori

Ho differenziato le foreste, i fiumi e i percorsi seguendo uno stile cromatico ispirato alle mappe degli anni Cinquanta: colori decisi e ben riconoscibili, ma leggermente smorzati, capaci di conservare quel caratteristico sapore antico. Il risultato è un’immagine che rievoca l’epoca in cui fu pubblicato Il Signore degli Anelli, quasi fosse una versione a colori della mappa che Tolkien stesso avrebbe potuto realizzare.
Variante vintage

Ho creato anche una versione vintage, pensata per sembrare una vera mappa consumata dal tempo: la carta brunita, le pieghe da maltrattamento, le imperfezioni e l’aspetto vissuto contribuiscono a darle l’aria di un documento antico. Anche la tavolozza segue questa impostazione, con colori scuri, decisi e fortemente contrastati, che richiamano quelli delle mappe d’epoca senza sacrificare la leggibilità.
Adesso, finalmente, dopo quasi un secolo dall’uscita dei libri2Ok, sto un pochino esagerando, mancano ancora una ventina d’anni alla doppia cifra., anche noi italiani abbiamo la mappa della Terra di Mezzo di Christopher nella nostra lingua; una lacuna che, incredibilmente, nessuna casa editrice – ancora oggi – ha mai pensato di colmare; proprio come nessuno ha mai pensato di pubblicare un’edizione de lo Hobbit con la più bella copertina esistente: quella della prima edizione, disegnata da J.R.R.3Che poi, vabbè… col tragico passo indietro editoriale dell’ultima traduzione possono anche fare uscire un’edizione al profumo di spaghetti all’amatriciana che la lascerò comunque sullo scaffale (dopo averle dato un paio di leccate).
Codici di riferimento
Se hai bisogno di maggiori informazioni su una specifica variante di questa mappa, comunicami il codice verde che trovi qui sotto.
| Stile | Dimensioni | Nomenclatura | Codice |
|---|---|---|---|
| Mono | 80 x 60 cm | Alliata / Principe | B-TDM-AP |
| Ottavio Fatica | B-TDM-F | ||
| Colori | 80 x 60 cm | Alliata / Principe | B-TDM-C-AP |
| Ottavio Fatica | B-TDM-C-F | ||
| Vintage | 80 x 60 cm | Alliata / Principe | B-TDM-V-AP |
| Ottavio Fatica | B-TDM-V-F |
Se vuoi saperne di più su questa mappa, puoi contattarmi qui.
Sempre eccezionale! Bompiani dovrebbe pensare a te per il futuro.
Prima o poi Bompiani mi manderà una testa di cavallo, per tutte le critiche che scrivo. :)
Ciao, ottimo lavoro!
Per caso hai intenzione di condividerla? Ti posso contattare per email?
Contattami che troviamo una soluzione. :)
ok, grazie!
Che dire? Il cartografo di Tolkien!
❤️
Sei il N°1! Se dovessi perdermi nella TDM saprei chi contattare.
Grazie, troppo buono. :)