Ragione e passione (e anche un po' di iperspazio)

soldi Monopoli

Parlare di soldi è una cosa che non piace quasi a nessuno, specialmente a chi non ne ha. Non ho mai capito il motivo, ma sembra ci sia un tabù di fondo che obbliga i più a cambiare immediatamente discorso ed evitare confronti.

È di sicuro un argomento molto soggettivo. Spendere 100 euro per una cenetta romantica può essere pochissimo per qualcuno e tantissimo per qualcun altro, che magari preferisce andare da McDonald's e spendere la rimanenza per giocare la schedina. O comprare le sigarette. O per andare a farsi frustare ad un raduno sado-maso. Tutte scelte comprensibilissime e legittime.1A parte fumare che è da coglioni. :P

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Buon viaggio comandante Koenig

Eagle

Questo è un articolo in due parti:


  1. Hey papà guarda, un pollo!
  2. Buon viaggio comandante Koenig

Martin Landau
Martin Landau

Alcune settimane fa è venuto a mancare Martin Landau, fantastico attore inglese che, tra le varie cose, ha impersonato il leggendario comandante John Koenig nelle fantascientifiche avventure di Spazio 1999. Curiosamente mi trovavo proprio a cavallo tra la (ri)visione della prima e la seconda stagione della serie, l'ho preso come un segno per decidermi finalmente a realizzare il progetto dell'Eagle (vedi: Hey papà…).

Che si trattasse del primo vero MOC1Acronimo di My Own Creation, ovvero mia creazione, qualcosa realizzato completamente da me. veramente impegnativo l'avevo capito subito e devo ammettere di aver sudato le proverbiali sette camicie, non solo per il caldo di questi giorni…

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Galaxy Commander Lab

6980 - Galaxy Commander
6980 – Galaxy Commander

Uno dei regali del Natale 1983 è stato il mitico Lego Galaxy Commander della linea Classic Space, che andava così ad affiancarsi al Galaxy Explorer del 1979.
Pur non condividendo la stessa linea aerodinamica ed elegante — almeno per la moda fantascientifica di quegli anni — del fratellone, presentava alcune soluzioni innovative e interessanti. A differenza dei modelli precedenti il colore bianco sostituiva completamente il grigio e, in quello che all'epoca era il set spaziale più grande mai creato, si sperimentavano soluzioni curiose, come le ali "bucate" che non ho mai amato oppure il doppio abitacolo full-glass o, ancora, cannoni laser minacciosamente sproporzionati.

Diciamocelo, nel complesso la navicella era parecchio bruttina. E infatti, pur possedendo ancora buona parte dei pezzi originali, l'idea di ricostruirla non mi ha mai sfiorato (almeno finora).

C'era qualcosa, però, che mi ha rapito il cuore nei pomeriggi passati a giocare a pancia in giù sul parquet: il modulo laboratorio. Sarà che la scienza — e in particolare quella aerospaziale — ha sempre esercitato un forte fascino su di me, quel laboratorio, anch'esso piuttosto anonimo, ha rappresentato una infinita fonte di missioni ed esperimenti più o meno scientifici.

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Hey papà guarda, un pollo!

Questo è un articolo in due parti:



O era un'Aquila? Eh, mi sa…

In questi giorni mi sto riguardando una mitica serie TV anni '70: Spazio 1999. Potrei andare avanti per tre paragrafi, come faccio sempre in questi casi ma credo sia meglio passare al protagonista dell'articolo, e cioè l'Eagle Transporter (da noi Aquila) il veicolo multiuso della Base Lunare Alfa.

Eagle in fase di aggancio del modulo passeggeri
Eagle in fase di aggancio del modulo passeggeri

Ciò che rende straordinaria ancora oggi questa iconica navetta spaziale è l'idea della modularità. Di base l'Aquila è una struttura semplice che ricorda un rettile, in tale configurazione viene utilizzata prevalentemente per il combattimento (anche se non è una navicella propriamente studiata per e bla bla bla…).

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Era suo padre: un libro che non verrà mai scritto

#1 DAD in the Galaxy

Ho cominciato a lavorare a questo racconto qualche mese dopo aver concluso la Signora degli Uccelli. Nelle intenzioni iniziali sarebbe dovuta essere l'ennesima parodia di una delle saghe spaziali più famose dell'universo: mi piaceva l'idea di usare un titolo-spoiler così disarmante da essere esso stesso la parte più stupida del libro.

Tuttavia, il progetto si è subito arenato. Passi pubblicare una storia fantasy inutile e irriverente che non leggerà mai nessuno, ma affiancargliene addirittura una seconda sarebbe stato troppo anche per me.

Pubblico quindi il primo e unico capitolo, perché in fondo mi sono divertito a scriverlo e sono certo che incorrerei nelle ire di Darth Lord Darthlord se mi limitassi a gettarlo nel vorace Cestino Spaziale delle opere incompiute. :)


Capitolo I – Vieni anche tu, con noi su Tatù

Il vento sferzava le desolate distese desertiche del pianeta Tatù, sbriciolando dune roventi di fini granelli di sabbia, componendo e dissolvendo evanescenti strutture immaginarie e bla bla bla.

Un mare di onde solide danzava benedetto dalla rossa sfera infuocata di Sole-di-Tatù-I, mentre Sole-di-Tatù-II stava giustappunto per sorgere.
Ma ciò che di significativo accadde in quel preciso frangente avvenne molto lontano dal deserto, migliaia di chilometri più su, oltre le rade nubi avare di piogge e di ombre.

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Supporto SPACESHIP!

Fin dall'assemblaggio dei primi pezzi della Benny's spaceship! SPACESHIP! SPACESHIP! mi sono reso conto che le sue esagerate dimensioni non mi avrebbero consentito di poterla esporre nella solita vetrinetta, e questo avrebbe rappresentato un grande problema.

Versione finale. È possibile esporla anche con la massima estensione alare.
Versione finale. È possibile esporla anche con la massima estensione alare.

Che fare allora? Trascinarmi fino all'Ikea a comprare un espositore Strömbsprûmptz più capiente e farmi di conseguenza cacciare di casa da Mian? No, direi di no.

E allora l'ingegno tipico di chi non ha di meglio da fare mi ha suggerito l'idea di esporla inclinata, in modo da ridurre la superficie e, al tempo stesso, rendere la posa più dinamica e affascinante.

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"Spaceship" "Spaceship" "SPACESHIP!"

Ok, sono ricaduto in piena dipendenza Lego, basta vedere gli ultimi cinque articoli di questo sito (blog?). Ma è sempre così, vado a periodi.

Dopo aver ricostruito il Galaxy Explorer, ho riguardato e rivalutato il film the Lego Movie e mi sono innamorato della Benny's Spaceship, Spaceship, SPACESHIP!1È il suo nome ufficiale :)

Lego 70816 - Benny's Spaceship, Spaceship, SPACESHIP! (2014)
Lego 70816 – Benny's Spaceship, Spaceship, SPACESHIP! (2014)

Oltre a essere un set particolarmente cazzuto, strizza vistosamente l'occhio al Lego Classic Space, ed è probabilmente per quello che non ho saputo resistere. E poi Benny… Come si fa a non amare Benny?

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La situazione non è così grave.

Sono sempre fottuto, intendiamoci.

Ce l’ho sempre nel culo, intendiamoci.

Solo non così in profondità.

L'uomo di Marte – Andy Weir

Galaxy Explorer 928

Un paio di settimane fa ho deciso di riesumare una delle più iconiche creazioni Lego degli anni '70 dal vecchio scatolone dei Lego, il mitico Galaxy Explorer LL928.

Purtroppo però, non avendo più tutti i pezzi originali, mi sono un po' arrabattato utilizzando quello che avevo, e ne è uscito un modello AMM.1A Modo Mio. Modificato per modificato mi sono divertito ad aggiungere appendici, cannoni, motori, alettoni e quant'altro. Tuttavia il pensiero tornava continuamente alla versione originaria e, in un momento di debolezza emotiva (in cui ho anche acquistato la SSS2Sorvoliamo su questo dettaglio fino a ulteriori aggiornamenti. ;)), mi sono deciso a ordinare i mattoncini mancanti.

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Escape from the Space Slug

Escape from the Space Slug

Chi ama Star Wars o — come si chiamava allora — Guerre Stellari, non può dimenticare la mitica scena dell'inseguimento del Millennium Falcon da parte della flotta dell'Impero durante l'evacuazione dal pianeta Hoth, e la brillante idea di Han di nascondersi dentro un provvidenziale tunnel sulla superficie di un asteroide.
Che poi si è dimostrato non essere un tunnel.

Lo scorso anno (2016) Lego ha pensato bene di rilasciare un piccolo set, senza numerazione1Il che già fa capire che, per ottenerlo, saranno dolori!, a perenne celebrazione della divertente vicenda. Purtroppo non si è trattato di una vendita regolare ma di una versione molto esclusiva, regalata in qualche manifestazione a pochi fortunati che hanno acquistato prodotti Lego per oltre 150 dollari e andata esaurita in meno di un’ora. Com'era prevedibile è subito diventata un pezzo da collezione, raggiungendo all'istante prezzi assurdi sulle aste online.

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Lego Cobra MK III AMM

Cobra MK III

Dopo essermi divertito a ricostruire il vecchio Galaxy Explorer AAM (e conseguente ripristino dello stesso alla versione originale) del 1979, mi è improvvisamente riesplosa la voglia di Lego.

Un progettino che avevo sempre tenuto in un cassetto, per mancanza di pezzi fisici per sperimentare, era la piccola navetta spaziale classica di Elite. Volevo realizzarla con un numero ridottissimo di pezzi, cercando però di inserire il maggior numero possibile di dettagli.

Qui di seguito una breve galleria fotografica del Cobra MK III AMM finale.

Cobra MK III
Cobra MK III
Produttore: Faulcon DeLacy
Dimensioni: 27.1 x 44 x 7.9 m
Costo: 379,718 CR
Equipaggio: 1-2
Velocità massima: 286 m/s
Massa dello scafo: 180 t
Capacità di carico: 18 t
Capacità serbatoio: 16 t
Distanza salto iperspaziale: 10.46 ly
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Galaxy Explorer AMM

LL928 AMM
Aggiornamento: 8 Agosto 2017

Questo modello non esiste più. Dopo averlo tenuto esposto per un paio di settimane mi sono deciso a ordinare i pezzi mancanti e ricomporre il glorioso (LL)928 in tutto il suo originale splendore.
È stato comunque un esperimento divertente. :)

Fin da quando ero piccolo, ma piccolo piccolo, sono stato cresciuto a suon di Lego da mia zia Matilde.1In realtà era la zia di mia madre, per cui tecnicamente la mia prozia. Ma l'ho sempre chiamata semplicemente "zia". :)
Devo molto probabilmente a lei tutta la fantasia che mi sono sempre portato dietro, e il gusto per il (bel) design, e le soluzioni anticonvenzionali con cui spesso affronto i problemi che incontro nella vita di tutti i giorni. E anche l'ironia, perché lei ne aveva tanta. :)

Nel mio grande sacchettone, che nel tempo si è trasformato in un più asettico scatolone trasparente, sono contenuti pezzi che si avvicinano pericolosamente ai 50 anni, segno che alcuni devo averli forzatamente ereditati da qualche cugino più grande. Oppure è successo un casino all'ufficio anagrafe. :)

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Lego Millennium Falcon AMM

Millennium_Falcon
Nota

Intendiamoci, è una schifezza, fatta più per scherzo che con reali intenzioni.

Però ha contribuito al mio riavvicinamento al mondo Lego, per cui gliene sarò sempre particolarmente grato.

Aggiornamento: 26 Febbraio 2016

Ho effettuato alcune modifiche rispetto alla prima versione.
Per la maggior parte si tratta di piccole variazioni estetiche, ma ce n'è una strutturale piuttosto significativa: la posizione della rampa d'accesso.
Maggiori dettagli più avanti.

Chi mi conosce sa che uno dei più grandi rimpianti1In realtà non tanto perché mi piaceva (non mi piaceva), ma per le cifre assurde che è arrivato a valere; sarebbe stato un gran bell’investimento. ;) che ho nella vita (fortunatamente non ho ancora fatto cazzate davvero serie) è stato non comprare l'edizione speciale del Lego Millennium Falcon UCS del trentennale2UCS = Ultimate Collector's Series, una sigla che sta a significare "un sacco di soldi"., quello grande quasi come un vero MF.

Ok, costava 500 euro, ma adesso non si trova a meno di 2-3000. Così oggi, dopo essere incappato volontariamente nel mio vecchio sacco di Lego, mi sono detto “e allora me lo faccio da solo (tié!)”.

Aggiornamento: 1 Ottobre 2017

Mi sono però comprato quello nuovo! :)

Ho passato un pomeriggio a pancia in giù, proprio come facevo da piccolo, a montare, smontare, modificare, progettare, (ri)smontare, (ri)progettare, (ri)montare, sostituire pezzi. Fino a quando, a notte inoltrata, mi sono finalmente ritenuto soddisfatto.

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Ma veramente su dagli astronauti non c'è la forza di gravità?

space gravity

Il motivo per cui gli astronauti galleggiano in assenza di peso nasconde un concetto molto profondo.

Nello spazio gli astronauti galleggiano "in assenza di gravità". Lo abbiamo visto tutti, in qualche filmato dalla stazione spaziale o dalle vecchie missioni Apollo. Ma perché?

Se chiedete in giro, ad esempio al vostro salumiere di fiducia (ammesso che non abbia studiato fisica in gioventù, dedicandosi poi al più remunerativo culatello) è garantito che vi dirà che è perché fuori della Terra non c'è forza di gravità.
Logico no? Sulla Terra la forza di gravità ci tiene appiccicati al pavimento, e il bicchiere quando ci sfugge di mano si rompe, ma nello spazio, sufficientemente distante dalla Terra, non c'è più la forza di gravità e si è liberi di lasciar andare un intero servizio da 12 senza patemi. Senza scomodare il salumiere questa spiegazione, vi garantisco, va di gran lunga per la maggiore. Ma è anche vera?

No, assolutamente! Sbagliatissimo!!

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Be like Han!

Be_like_Han_1

Così Han Solo sta passeggiando lungo i corridoi di Bespin, in compagnia del suo vecchio amico Lando.

Leia è lì, e non è niente male. Han pensa a una fugace cena — qualche bicchiere di vino, un po' di flirting — e via di corsa agli alloggi degli ospiti con sua Prelibatezza Reale.

Ma la porta si apre e c'è Darth Vader.

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Right on Commander

La schermata di caricamento su Commodore Amiga
La schermata di caricamento su Commodore Amiga
Avviso spoiler

Se non hai mai giocato a Elite negli ultimi 30+ anni e hai intenzione di farlo, evita di leggere questo articolo perché contiene rivelazioni su tutte le missioni speciali.

Elite è un videogioco di simulazione spaziale, creato originariamente da David Braben e Ian Bell nel 1984, che si è diffuso su quasi tutte le piattaforme di home computer esistenti durante il corso degli anni '80. È stato il primo gioco ad avvalersi di grafica tridimensionale, sebbene la limitata potenza dei computer dell'epoca permettesse soltanto l'uso della modalità fil-di-ferro, ciononostante è considerato ancora oggi il capostipite di tutti i giochi spaziali e, di sicuro, uno dei più originali.

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Buone fantascientifiche feste! :)

In questi giorni sto sistemando la mia collezione di libri e mi sono tornati sotto mano alcuni vecchi romanzi Urania.
Ricordo che da piccolo, in casa mia, non mancavano mai perché mio padre è sempre stato un grande appassionato di fantascienza. Così, ogni volta che ne vedo uno, si risvegliano piacevoli memorie.
Ho fatto 2 + 2 e ho pensato di creare una copertina ad hoc, per augurarvi un buon Natale e uno sfavillante (sarebbe anche ora) anno nuovo. :)

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L'ironia di Star Trek

Mi fa sempre ridere come uno scemo. :)
Mi fa sempre ridere come uno scemo. :)

Han non spara per primo, Han spara e basta.

Greedo

Per quelli che, come me, sono nati negli anni '70, Star Wars (o, meglio, Guerre Stellari) rappresenta qualcosa al tempo stesso magico e straordinario.
Mai prima di allora si era visto un film di fantascienza così profondo, con tematiche che andavano oltre i semplici scontri tra astronavi; tanto da rappresentare, in modo molto simile al Signore degli Anelli, una metafora storica della società umana.
Naturalmente l'abbiamo capito molti anni dopo, all'epoca spade laser e droidi protocollari erano più che sufficienti a scatenare la nostra fantasia e farci innamorare incondizionatamente dello spazio.

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XXXIV, 139

Le stelle hanno sempre rappresentato per me qualcosa di magico. Fin da quando ero piccolo mi sono ritrovato spesso a naso in su, per quelle che credevo fossero ore a osservare l'incredibile spettacolo che la natura ogni notte ci regala.

Immobile, con le pupille dilatate all'infinito, univo i puntini e rimanevo a fissare le fantastiche figure che si formavano, fino a quando percepivo la sensazione di cominciare a comprendere la reale prospettiva delle cose, che inspiegabilmente si capovolgeva. Ero come sulla cima di una immensa montagna a guardare di sotto, un precipizio scintillante in cui da un momento all'altro sarei potuto precipitare, in una caduta senza fine. E sentivo che sarebbe davvero potuto accadere, perché di fronte a tale sconcertante maestosità tutta la teorica sicurezza degli insegnamenti sulla gravitazione universale si dissolveva.
Ero sull'orlo di uno strapiombo infinito, e sotto l'infinito.

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