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Il piccolo custode dei boschi

Nelle cronache più polverose, custodite tra pergamene che profumano di resina e inchiostro, si narra di un piccolo artefatto nato al confine tra il mondo vivente delle radici e quello antico del metallo, quando ancora sapevamo ascoltare il respiro della Terra. I calendari dei vivi lo contavano come il primo anno del nuovo millennio, ma in realtà fu un tempo sospeso, in cui gli spiriti della Natura accettavano talvolta di lasciarsi intravedere.

Fu allora, nelle lontane fornaci del reame di Bradford – ove il fuoco non è mai domo e il ferro canta sotto il martello – che tale oggetto prese forma, saldo e compatto come un giuramento, destinato a custodire una fiamma eterna. Non sarebbe stato un semplice oggetto, no. Poiché dalle remote isole dell’Oriente, avvolte nella nebbia e nei racconti sussurrati, giunse un vento nuovo: lo spirito primordiale e giocoso del Ghibli si era ridestato, e le sue creature – tra immaginazione e realtà – varcavano nuovamente i confini del nostro mondo.

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Dai, stavo scherzando… :)

L’ultimo post che ho scritto sul variegato mondo di Zippo, ovvero l’acquisto dell’American Spirit, si chiudeva con una frase, nascosta a fine articolo, che appariva soltanto evidenziandola col mouse:

Si trattava chiaramente di una battuta (sincera!), e lo è stata fino a pochi giorni fa. Adesso potrei scrivere “sì, ma stavolta è davvero l’ultima”, ma mi sono reso conto che non sono più in grado di promettere nulla, né di apparire credibile. Ne prendo pertanto realisticamente atto. :)

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Giuro che è l’ultimo!

È vero, avevo detto “uno Zippo ogni due anni, altrimenti Mian mi butta fuori di casa”. Ma io dico tante cose e poi lei mi perdona sempre. Qualche giorno dopo aver acquistato il World Map, mi aveva regalato un piccolo vassoietto in bambù per tenerli a portata di mano senza rovinare il tavolino in vetro e legno che si trova davanti alla TV (perché, come sai, per me gli Zippo sono dei fidget coi quali giocherellare durante la visione dei film).

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Zippo World Map

Due anni e mezzo fa ho acquistato un meraviglioso Oopsie Zippo, che ancora oggi amo alla follia e non ha mai smesso di essere un fedele compagno di tutte le mie fantasie (innocentemente) incendiarie.

Si tratta di una variante armor, vale a dire che l’accendino ha uno spessore delle pareti maggiore di quello degli Zippo standard. Tale caratteristica, oltre a renderlo più resistente agli urti e a conferirgli un peso più consistente, permette di poterlo incidere con meravigliosi disegni tridimensionali. Infatti, diversamente dai modelli con le placche incollate, è composto da un unico pezzo di metallo lavorato.

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Oopsie Zippo

Ci sono oggetti, nella nostra vita quotidiana, che sembrano fatti per essere maneggiati. Indipendentemente dalla loro funzione, o dal bisogno che ne abbiamo in un determinato momento, il solo toccarli ci provoca piacere. O, perlomeno, lo provoca a me.

Non riesco a guardare un film, una serie TV o un filmato Youtube senza avere qualcosa tra le mani da spippolare (battute su quando guardo PornHub in 3… 2… 1…). Può essere una moneta, un dado, la fighissima medaglia a forma di ingranaggio della limited edition di Gears of War, il cubo di Rubik, un fidget spinner in bronzo… o un accendino.

Ho sempre amato gli Zippo.

Pur non fumando.

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