LSDU – 1.7 – Nella casa di Trombadíl

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Capitolo VII

Nella casa di Trombadíl

Vagando spaventati per il bosco giunsero infine a una casetta, dalle cui finestre si diffondeva una calda luce dorata. Al suo interno una aggraziata figura danzava leggiadra e un invitante profumino di Brasato al Barolo si sprigionava dall'ingresso. Spinti un po' dalla fame e un po' dalla curiosità varcarono la soglia.

«Siate i benvenuti, miei cari Hobbyt» li accolse una squillante voce, fresca come l'acqua di una argentea cascata, «io sono Baraccadór, moglie, AMICA e amante di quel Trombadíl che avete abbandonato nella stretta mortale del Vecchio Uomo Platano».

Si udì nuovamente un remoto sbattere di porte ma, datemi retta, continuiamo a ignorare questo strano fenomeno ancora per un po', perché non è ancora il momento di parlarne.

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LSDU – 1.6 – La vecchia foresta

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Capitolo precedente: 1.5 – Una congiura mascherata

Capitolo VI

La vecchia foresta

Quando furono tutti pronti, e dopo una ulteriore dose di sganassoni gratuiti da parte di Sam al povero Cicciotto — giusto per togliergli dalla testa eventuali strane idee per ilfuturo — intrapresero il cammino verso Breee. Era ormai chiaro che Golf non li avrebbe più raggiunti e il viaggio verso Gran Burlone si era arricchito di una ulteriore tappa.

«Tu non sei un ragazzo!» esclamò Quellaltro rivolto a Sam. Aveva meditato sulla cosa fin dalla partenza, ma senza particolare dedizione. «Anzi, sarei pronto ad affermare con sufficiente certezza che non sei nemmeno Sam».

Bastò il piccolo pugno alzato della minuta figlia del fornaio per mettere a tacere per sempre ogni eventuale dubbio in proposito.

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LSDU – 1.5 – Una congiura mascherata

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Capitolo precedente: 1.4 – Una scorciatoia che porta ai funghi

Capitolo V

Una congiura mascherata

Attraversarono il giorno marciando di buona lena e, al sopraggiungere della notte, si fermarono di fronte a un fatiscente edificio nei pressi del villaggio di Trifosso, ai limiti orientali della Circoscrizione.

«Che casa orribile!» esternò Coso, parlando per la prima volta da quando erano partiti.

«Concordo» aggiunse Quellaltro, «è proprio una orrenda catapecchia in rovina».

«Dobbiamo proprio entrarci? Piuttosto mi farei strappare i peli del culo senza ceretta» esclamò Sam.

«È casa mia» rispose ferito Frigo, «perlomeno una delle tante che Barbo, persuaso dalle frequenti e infelici intuizioni finanziarie di Golf, aveva acquistato anni or sono. Subito prima della terribile crisi immobiliare e susseguente azzeramento del valore catastale degli edifici di Trifosso. Ma non rivanghiamo vecchie ferite, sfondiamo la porta — visto che la chiave ce l'aveva quel cacasotto di Cicciotto — ed entriamo. Ho fame, ho sonno e voi siete tre stronzi!».

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LSDU – 1.4 – Una scorciatoia che porta ai funghi

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Capitolo precedente: 1.3 – In un numero non ben precisato…

Capitolo IV

Una scorciatoia che porta ai funghi

La mattina seguente Golf era scomparso.
Un piccolo appunto, infilato per metà sotto una pietra del freddo falò, custodiva il suo messaggio:

Frigo stava già per esternare qualche volgare commento sulla manifesta stupidità del Mago quando si accorse che la nota continuava sull'altro lato del foglio:

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LSDU – 1.3 – In un numero non ben precisato si è in compagnia

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Capitolo precedente: 1.2 – L'ombra del passato

Capitolo III

In un numero non ben precisato si è in compagnia

Dopo solo mezz'ora di viaggio, Golf si accorse seccato di aver dimenticato di fare pipì. Dal momento che gli alberi di quel bosco erano considerati sacri, non era il caso di rischiare un inutile incidente diplomatico con quegli scassacazzi degli Elfi e si risolse quindi di tornare al villaggio, fare quel che doveva fare e ricongiungersi nuovamente con gli Hobbyt.

«Andate avanti» disse loro, «mi sono improvvisamente ricordato di affari urgenti che devo brigare nella Circoscrizione. Sarò di ritorno entro un paio d'ore».

Purtroppo per lui a una certa età non si possono delegare per troppo tempo certe necessità fisiologiche e infatti, prima ancora di terminare la frase, se l'era già fatta addosso. D'altra parte i pannoloni ultra assorbenti azzurri — color “Forza Silván” — non sono conciliabili con le candide vesti da Stregone, in quanto guasterebbero la silhouette longilinea tipica del rango e si intravedrebbero attraverso il semitrasparente tessuto di seta.

Ma un Mago, e in particolare un Alto Mago Istéri, non sarebbe quello che è se non avesse sempre almeno un paio di brillanti assi nella propria manica per fronteggiare le ostili situazioni che si parano davanti al suo cammino.

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LSDU – 1.2 – L'ombra del passato

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Capitolo precedente: 1.1 – Una festa a lungo attesa

Capitolo II

L'ombra del passato

Dopo aver conferito degno riposo al povero Barbo — naturalmente solo dopo il termine della settimana di festeggiamenti, per non rattristare la lieta atmosfera e sprecare tutto quel ben di Dio — si svolse una lotteria testamentaria per designare il fortunato destinatario di tutti i suoi averi.

Fortuna volle che vincesse suo nipote Frigo, un altro insipido Hobbyt dal carattere freddo e distaccato, che poi sarebbe stato fin da subito il legittimo erede ma si sa, quando in ballo ci sono immense ricchezze non si fa mai caso ai dettagli e le sue iniziali rimostranze furono a lungo ignorate.

Si sospetta che dietro tale vincita ci sia stato lo zampino del Mago Golf, se non altro per via della considerevole percentuale che gli sarebbe spettata grazie a un accordo stipulato sottobanco con il diretto interessato. Tale garbuglio tuttavia non fu mai dimostrato, e si tende ad attribuire qualunque sospetto alle malelingue (messe in giro, perlopiù, da messer Tatù, ancora piccato per i servigi al risparmio richiesti alla sua azienda).

Tagliando corto Frigo ereditò la casa e i mobili. Purtroppo per lui Barbo si era già giocato tutti i tesori del Drago, dilapidandoli al giuoco o in compagnia delle procaci accompagnatrici delle locande del posto, divenute quasi tutte improvvisamente benestanti.

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LSDU – 1.1 – Una festa a lungo attesa

PARTE PRIMA

LA COMPAGNIA DELL'UCCELLO

LIBRO I

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Capitolo precedente: Prologo

Capitolo I

Una festa a lungo attesa

Mai in tutta la Circoscrizione si erano veduti preparativi così sontuosi. Enormi carri colmi di casse colorate, di ogni forma e dimensione, giungevano dal lontano Est attraverso il sicuro percorso dell'Autostrada Verde degli Elfi.

Per celebrare il suo 111° compleanno Barbo Leggings decise di fare le cose in grande, ma con un occhio di riguardo alle spese. Dozzinali inviti, illustrati con scadenti decorazioni simil-dorate, erano posizionati ordinatamente sul tavolo in legno dello studio, pronti per essere recapitati a oltre la metà degli abitanti della Circoscrizione. Tutti gli altri si sarebbero presentati comunque, pertanto gli era sembrata una scelta oculata quella di contenere i costi rivolgendosi alla malfamata tipografia di messer Tatù detto 'O Gnomo.

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LSDU – Prologo

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Capitolo precedente: Introduzione, disclaimer, cazzi e mazzi

Prologo

A proposito degli Hobbyt

Piccoli, pelosi, noiosi e fondamentalmente inutili.

Salvo rare eccezioni, che saranno oggetto di questa inusuale storia, generalmente amano farsi gli affari propri e campare cent'anni; o anche qualcuno in più.

Descrizione più approfondita non meritano. Come avremo modo di vedere, il loro contributo per la salvezza della Terra-di-Contorno fu del tutto ininfluente, nonostante ci abbiano profuso il massimo impegno. Tale sforzo, tuttavia, non li rese meno piccoli, né più attenti alla propria igiene, tantomeno più simpatici o meno insignificanti.

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LSDU – Introduzione

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Introduzione, disclaimer, cazzi e mazzi

L'improbabile racconto che avete tra le mani l'ho scritto per semplice diletto. Se per disgrazia John Ronald Reuel Tolkien non fosse mai esistito, io sarei stato un noiosissimo impiegato di banca con la fantasia di un tostapane. Grazie a lui, invece, sono un indisciplinato bambino dentro il corpo di un incartapecorito ciccione. E ne sono felice.

Per la cosa del bambino, non l'altra.

Questa mia insulsa parodia, dalla struttura e dal registro vergognosamente limitati — e a tratti anche piuttosto volgarotta —, è nata come una delle solite cretinate da dieci pagine che scrivo in prossimità del Natale, per fare quattro risate con gli amici. Poi mi è scappata un po' di mano e si è evoluta fino a diventare un vero e proprio libro. Sgraziato e dozzinale, ma pur sempre un libro.

Hey, ho scritto un libro!

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La Signora degli Uccelli – Il film

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Dopo aver scritto la Signora degli Uccelli, ho scoperto l'esistenza di un film per adulti con omonimo nome e Angelica Bella come protagonista principale. Non l'ho mai guardato, ma credo abbia molto poco a che fare con il fantasy.

Questa curiosa — e non voluta — coincidenza, immagino, potrebbe essere il motivo per cui il titolo della parodia possa far spuntare qualche sorrisino, e indurre l'errata convinzione che possa essere un'allusione a qualcosa di peccaminoso.

Non lo è, gli uccelli del mio libro sono davvero uccelli. Mi serviva un titolo che suonasse molto simile all'originale e i pennuti mi sono sembrati un ottimo soggetto per la rima. Certo, qualche battutaccia allusiva c'è, ma niente di vietato ai minori.

Oggi probabilmente un racconto così non lo avrei scritto e, se ci dovessi rimettere mano, lo cambierei parecchio. Ma è figlio di un periodo diverso, e credo sia giusto lasciarlo così com'è.

Ho anche notato un certo interesse (e, giustamente, numerose critiche) in alcuni gruppi dedicati a Tolkien e, siccome le copie cartacee sono parecchio rare, ho deciso di pubblicarlo interamente su questo sito. Un po' alla volta, tempo permettendo.

Sarà, presumo, un lavoro molto lungo, che richiederà parecchio tempo (sono quasi 70 capitoli!). Anche perché nel libro ci sono numerose immagini e svariati giochi grafici con le dimensioni e le famiglie dei font (che purtroppo non potrò replicare, perché il font spettrale, o quello trollesco, non verrebbero interpretati correttamente dal browser). Non sarà quindi una trasposizione 1:1. Ma proverò ad andarci molto vicino.

Buona (oppure pessima) lettura!

P.S. Naturalmente non c'è alcun film, se non quello che ho nominato all'inizio dell'articolo e col quale io non ho niente a che vedere. Ma aggiungere "il film" alla fine di qualunque argomento mi fa sempre ridere, perché sembra dotarlo di un alone di grande importanza. :)

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