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Le mappe dello Hobbit

A differenza della travagliata storia delle mappe del Signore degli Anelli (solo quest’anno Bompiani è riuscita a includerle tutte e tre nel suo nuovo volume unico, benché molto, molto, molto brutte), lo Hobbit le ha sempre avute tutte, già tradotte sin dalla prima edizione.

Siccome ne avevo bisogno per un progetto di cui vi parlerò tra circa un mesetto, perché per il momento è super top secret (ora posso svelarlo, è questo), e mi servivano originali, ho cominciato a scartabellare tutte le mie edizioni italiane per trovare quelle stampate meglio.

E, indovina un po’? Le migliori in assoluto sono quelle allegate alla prima edizione italiana pubblicata da Adelphi nel 1973! Sì, lo so, è ridicolo: dover prendere un libro di mezzo secolo fa perché Bompiani non si è mai sbattuta per inserire mappe qualitativamente decenti nelle proprie edizioni.

Non sto parlando di piccoli dettagli visibili solo con la lente. Osserva le due immagini qui sotto:

Mappa edizione Bompiani Deluxe
Mappa prima edizione italiana

La prima in alto è la mappa contenuta nell’attuale edizione Deluxe Bompiani, la versione rilegata più lussuosa e costosa attualmente in vendita in Italia. Quella sotto è la prima edizione italiana del 1973.

Guardando più in dettaglio, questa volta con la Deluxe a sinistra, è chiaro di che razza di porcheria stiamo parlando: non ho idea se questo disastro dipenda da ripetute scansioni fatte coi piedi o da una riproduzione effettuata dal figlio del nipote del cugino per 10 euro, il risultato è vergognoso. Voglio dire, le scritte nemmeno si leggono, e il ragno a sinistra è una macchia di inchiostro!

Inoltre la mappa è stampata su due pagine rilegate insieme, per cui non c’è verso di avere una visuale pulita, perché un paio di centimetri di stampa finiscono all’interno di un buco nero. Guarda la ragnatela più a sinistra che nella Deluxe è dimezzata (e la parola “sentiero” è semplicemente sparita). Di contro le mappe di Adelphi si trovano su un lungo foglio ripiegato (almeno fino al 1982, quando si è sciaguratamente deciso di ripiegare sulle due pagine anche lì)

Nessun’altra edizione italiana in mio possesso (sette in totale) aveva mappe lontanamente paragonabili a quelle del ’73, pertanto mi sono armato di pazienza e (molto) coraggio, e ho tirato fuori il mio tesssoro dalla libreria.

Il primo pensiero è stato di infilarlo dentro lo scanner. Tale operazione, però, richiedeva che appiattissi il libro a 180°, operazione che non mi sono sentito di fare con un prezioso libro di quasi 50 anni fa.

Ho pertanto optato per un approccio ibrido. Ho inserito il libro all’interno dello scanner fin dove ho potuto, evitando di incrementare l’angolo di apertura della pagina oltre i 90°.

Con questa foto forse si riesce a comprendere meglio l’operazione: non sono stato in grado di scansionare più del 70% delle mappe, perché la parte vicina alla rilegatura non arrivava fino al vetro dello scanner. Per la parte restante ho scattato quante più foto particolareggiate possibili e ho cominciato a mettere insieme un collage piuttosto disomogeneo di sorgenti grafiche. Ti risparmio il lungo lavoro di correzione delle distorsioni e della prospettiva, dei contrasti, del colore, delle proporzioni e delle dimensioni su entrambe le mappe. Ho anche dovuto estrapolare i due colori base, il nero e il rosso, ed elaborarli singolarmente su livelli differenti (è un discorso complicato ma, a un certo punto, anche tutto ciò che è rosso è diventato nero, per poi tornare a essere nuovamente rosso).

A seguire alcune viste dettagliate delle mappe restaurate:

La Mappa di Thrór
I ragni delle Terre Selvagge
Forraspaccata, Carroccia, casa di Beorn
Il regno di Thranduil e Erebor
Nota

Parte della nomenclatura suona un po’ strana, come Smog (sappiamo che il nome corretto è Smaug) o Forraspaccata, perché mi sono rigorosamente attenuto alle mappe originali, che si riferiscono alla prima traduzione italiana a cura di Elena Jeronimidis Conte, e che è stata mantenuta da Bompiani fino a oggi.

Poi, in realtà, nell’ultima traduzione che personalmente rinnego, è tornata a includere mappe in inglese.

Io getto la spugna…

Per divertimento ho realizzato anche una versione verticale della mappa di Thrór (perché le carte geografiche dei Nani non è il nord a essere in alto, ma l’est).

Codici di riferimento

Se hai bisogno di maggiori informazioni su una specifica variante di questa mappa, comunicami il codice verde che trovi qui sotto.

Mappa di Thrór

NomeDimensioniNomenclaturaCodice
Thrór80 x 60 cmHobbitB-H1
50 x 35 cmM-H1
A4S-H1

Mappa delle Terre Selvagge

NomeDimensioniNomenclaturaCodice
Terre Selvagge80 x 60 cmHobbitB-H2
50 x 35 cmM-H2
A4S-H2

Se vuoi saperne di più su queste mappe, puoi contattarmi qui.

4 pensieri su “Le mappe dello Hobbit

  1. Come sempre eccezionale. Spero che un giorno anche queste mappe potranno essere messe a disposizione, magari con una tua personale interpretazione.

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