Ragione e passione (e anche un po’ di iperspazio)

soldi Monopoli

Parlare di soldi è una cosa che non piace quasi a nessuno, specialmente a chi non ne ha. Non ho mai capito il motivo, ma sembra ci sia un tabù di fondo che obbliga i più a cambiare immediatamente discorso ed evitare confronti.

È di sicuro un argomento molto soggettivo. Spendere 100 euro per una cenetta romantica può essere pochissimo per qualcuno e tantissimo per qualcun altro, che magari preferisce andare da McDonald’s e spendere la rimanenza per giocare la schedina. O comprare le sigarette. O per andare a farsi frustare ad un raduno sado-maso. Tutte scelte comprensibilissime e legittime, a parte fumare che è da coglioni. Continua a leggere

MacBook Pro 2016

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Due paroline, che poi diventeranno quattro, sui nuovi portatili professionali presentati qualche giorno fa. Non per difendere Apple, visto che sono sempre il primo a criticarla, ma spesso è buona cosa mettere i puntini sulle i.

Solo 16GB di RAM su un computer professionale, signori miei è uno scandalo!

Millemilionidieuro il prezzo di partenza, costano troppo!

Solo porte USB-C, sono pazzi!

Hanno tolto il MagSafe, imbecilli!

Questi sono i quattro punti cardine su cui vertono le critiche. Diciamo che possono essere raggruppati in quattro categorie: potenza, prezzo, tecnologia, sicurezza.

Vediamole una a una: Continua a leggere

Media cottura. Anzi, ben cotte!

Nelle belle giornate di sole le mie tartarughe (d’acqua) escono dal laghetto e si arrampicano sugli scivoli di legno e sulle pietre calde a godersi il tepore.

Foto mia, tartarughe pure. :)
Foto mia, tartarughe pure. :)

Ho preso l’abitudine, da qualche tempo a questa parte, di uscire in giardino ogni ora e camminare dai cinquecento ai mille passi; perché lo dice il Fitbit — e io del Fitbit mi fido — e perché pare faccia bene. Anche e soprattutto a livello mentale: staccare dalle incazzature della vita quotidiana, anche per pochi minuti, aiuta ad arrivare a sera senza doversi macchiare le mani del sangue di qualcuno.

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Short story long

Ovvero, come rendere lunga e noiosa una storia brevissima.


by dishwall
Sin dall’inizio della mia avventura su Facebook il mio *legittimo* nome americano, Lock Eb dall’Oklahoma, o dal Nebraska, o dalla ridente cittadina di Bee, o da-dove-non-ricordo-più, sembra aver creato grandi problemi alle formichine del portale.
Non gli è mai piaciuto.

E così, già in un paio di precedenti occasioni, sono stato obbligato a inviare loro un certificato di identità naturalizzata italiana, con cui dimostrare la mia appartenenza alla presente dimensione, al genere umano e alla categoria persone-degne-di-partecipare-al-grande-circo-dei-social-network (con-grandi-premi-e-cotillon).
Solo che, a quanto pare, il mio documento è di tipo autodistruttivo. Ogni due anni circa se lo perdono e salta fuori uno, col cappellino blu e una grande F sopra, che grida «HABEMUS IMPOSTOR! SACRILEGIO! ALLO ROGO!».
E tirano giù la serranda per una settimanella, in modo che possa andare in onda il magico teatrino del «tu non sei Lock Eb». «Sì, io sono Lock Eb». «Ma no che non lo sei». «Ti dico di sì». «Giura!». «Ecco, visto?». «Hai le dita incrociate». «Ma no, quella è artrite». E via così, fino a quando si convincono. O mi mandano per davvero allo rogo. Continua a leggere

L’utente Apple

Apple userL’utente Apple non è un normale utente.

È un individuo che ha trovato il Nirvana in un periodo in cui la gente imparava a conoscere gli altri computer (e, insieme a questi, nuove fantasiose bestemmie e imprecazioni).
È una persona che aveva capito, per caso o per furbizia, qual era la direzione giusta che l’era digitale avrebbe dovuto percorrere, ed era un individuo realizzato e felice.

Oggi purtroppo quel Nirvana lo sta perdendo, e dell’antica, incondizionata gratificazione comincia a serbarne soltanto il ricordo. Anzi, è piuttosto incazzato e tale ragione è un’attenuante da tenere sempre in considerazione quando capita di incontrarne uno. Continua a leggere

Fóttittì!

Fin da piccolo mi hanno insegnato ad ascoltare prima di aprire bocca.
Non sempre lo faccio naturalmente, perché sono umano, istintivo e, soprattutto, italiano. Quindi ben lontano dall’essere perfetto. Ma, quelle rare volte che mi ricordo, ci metto tutta la mia buona volontà. E solitamente ne ricavo qualcosa di utile.

Un’altra cosa che mi hanno insegnato è comprendere gli errori che commetto quando qualcuno me li fa notare, ringraziarlo, memorizzarli ed evitarli in futuro. Continua a leggere

Compagni di scuola

A oltre vent’anni dall’accaduto ho ricevuto questa terribile notizia riguardante una mia compagna di banco delle scuole medie. Sono cose che ti lasciano senza fiato perché, anche se ci si perde di vista, pensi che vada sempre tutto bene.
Leggevo il primo articolo che ho trovato su Google e ho notato un diverso registro narrativo rispetto alle notizie che ci vengono sbattute in faccia oggi. Non so bene identificare cosa sia ma si sente più rispetto, più umanità, meno sensazionalismo, meno retorica. Ma soprattutto nessuna intervista inutile a inutili testimoni con domande stupide e scontate.

Ciao Silvia, scusa il ritardo e grazie per avermi sopportato con infinita pazienza. :'(


Varallo Sesia (Vercelli). Sfumano coperti dai nuvoloni che attanagliano bassissimi il Sacro Monte, i profili delle antiche cappelle e delle casacche dei soccorritori arrampicati sulla frana dei 14 morti.
Gli occhi puntati con ansia verso il tronco in bilico a metà della montagna squarciata. Se resta immobile vuol dire che la terra non si muove. Se no, bisogna fuggire a precipizio abbandonando, con le ricerche delle vittime, ruspe, pale e picconi. Continua a leggere

Buona Pasqua

Hello SpankDa quando i social network sono entrati nella nostra vita virtuale e reale, ogni anno, inevitabilmente, come fosse una personale crociata contro l’umanità, ho pubblicato foto di teneri agnellini, abbacchi1 e, in generale, tutti quei simpatici animaletti che ci fanno uscire gli occhi a forma di cuoricini quando portiamo i nostri bambini in visita a un agriturismo, fattoria, zoo, cazziemazzi.
In contrapposizione alla dolcezza di tali foto affiancavo immagini e filmati in cui veniva mostrato come queste bestiole venissero2 preparate per la nostra tavola in allevamenti intensivi, in condizioni ben oltre i limiti del buonsenso, a volte scuoiati ancora vivi e uccisi coi metodi più dolorosi e brutali al solo scopo di non “indurirne” le carni. Continua a leggere


  1. Che poi sono sempre agnellini, ma macellati a poco più di un mese dalla nascita

  2. E vengono tuttora, visto che facciamo passi da gigante con la tecnologia ma, su certe cose, non ci siamo affatto evoluti rispetto al Medioevo.

Tizio, Caio, Carneade e Pincopallo

Questa notte, come sempre mi accade a ogni inizio anno, ho ripercorso i principali avvenimenti di cui sono stato protagonista negli ultimi dodici mesi, cercando di analizzarne i lati positivi e quelli negativi.
Uno in particolare ha focalizzato la mia attenzione, soprattutto quando ho realizzato che me lo porto dietro da tutta la vita, ed è un comportamento abbastanza curioso.

Un minuto dopo che mi viene presentata una persona non ne ricordo più il nome.
Non ho una cattiva memoria ma ho un cervello molto poco capiente, per cui è di fondamentale importanza essere molto selettivo riguardo le nuove informazioni: tutto ciò che ritengo poco importante viene immediatamente cancellato, in modo da preservare spazio per ciò che mi interessa davvero. Continua a leggere

Nextgen? Forse…

Tutte le persone con cui ho avuto modo di discutere riguardo l’attuale cosiddetta nuova generazione di console conoscono il mio pensiero: una fregatura.
Perlomeno questo era il mio punto di vista fino a qualche giorno fa, ora ho parzialmente cambiato idea. Ma andiamo con ordine.

Quando oltre 8 anni fa la Playstation 3 e la Xbox 360 sono entrate nelle nostre case, hanno dato uno scossone al mondo dei videogame. Si trattava di console progettate da zero, con processori e schede grafiche ad hoc, capaci di una potenza di elaborazione con cui ben pochi PC potevano competere all’epoca. Continua a leggere