Siccome recentemente i mattoncini danesi hanno raggiunto un ragguardevole livello di presenze su questo blog, ho deciso che è finalmente giunto il momento di riconoscergli ufficialmente tale traguardo.

Pertanto da questo momento tutti i relativi articoli (quasi una trentina) abbandoneranno la categoria SVAGO per conquistarsene una nuova di zecca: LEGO. :)

Sparisce di conseguenza l’omonimo tag.

Amazfit Bip: le mie watchfaces

Ormai avete imparato che questo blog procede a ondate tematiche. C’è stato il periodo libri, con Tolkien in prima fila, poi è arrivato il Lego e adesso siamo in piena fase fitness. Come ho scritto qui mi sono regalato un nuovo smart band e, come ho spiegato qui, gli si possono mettere quadranti personalizzati.
Dal momento che, come al solito, non trovo mai cose che mi piacciano al 100%, me li sono fatti da solo. Questo articolo raccoglie (e raccoglierà, se non sarò troppo pigro) tutte le mie creazioni a riguardo.
Per installarle sul vostro Amazfit Bip scaricatele e seguite la mia guida (vedi sopra), o quelle generiche che si possono trovare su Google. Continua a leggere

Smart Trapper

All’inizio erano sostanzialmente una moda. Poi si è capito, che presi con moderazione e con lo spirito giusto, i “braccialetti elettronici” rappresentavano un ottimo strumento motivazionale per tenerci (un po’ più) in forma. Oggi stanno diventando uno strumento indispensabile: così come gli smartphone hanno lentamente mandato in pensione le macchine fotografiche, i moderni smartwatch e sport tracker (ma hanno una infinità di nomi: smartband, fitness band, ecc.) minacciano di fare lo stesso con i nostri amati orologi.

Pip-Boy 3000... Prima o poi ci arriveremo! :)

Questo non sarà un articolo sulle differenze tra i vari dispositivi, anche perché comincia a essere difficile classificarli; diciamo che in linea di massima si dividono in due grandi famiglie: quelli che di fatto sono piccoli computer, in grado di far girare le più svariate applicazioni (tipo Apple Watch per intenderci), e quelli il cui unico scopo è curare il nostro benessere fisico. I primi vanno mediamente caricati una volta al giorno (massimo due o tre), i secondi possono durare anche (oltre) un mese con una singola carica.

A me interessano i secondi. Combatto già abbastanza con computer, tablet e smartphone per avere la forza di incazzarmi con un ulteriore oggetto del demonio. Quel che è certo è che, una volta entrati in questo mondo, non se ne esce più.

Di seguito la mia esperienza personale con questi interessanti dispositivi.1 Continua a leggere


  1. Nota: L’anno indicato si riferisce a quando li ho utilizzati, non a quando sono usciti.

Watchface personalizzate con Amazfit Bip e iOS

Amazfit BipL’Amazfit Bit è un piccolo gioiellino. A una frazione del costo dei fitness tracker più rinomati offre un’autonomia infinita, un grande display always on, un GPS integrato e una discreta integrazione con lo smartphone.

È inoltre possibile personalizzarlo con diversi quadranti aggiuntivi, denominati watchface. Il telefono ne ha una decina preinstallati — alcuni accettabili, altri orripilanti — a cui se ne aggiungono ulteriori dieci tramite l’applicazione ufficiale Mi Fit.

Su questo fronte con Android si apre un intero mondo: esistono svariati editor e siti Web straripanti di watchface installabili. Con iOS, invece, fino a oggi era la desolazione di Smaug. Non esiste un singolo forum nel quale qualcuno abbia pubblicato un tutorial dedicato ai poveri possessori di un iPhone o un iPad. Continua a leggere

La costante di Planck spiegata semplice

Plank :P

Sentiamo spesso nominare la costante di Planck — solitamente in relazione alla meccanica quantistica — ma, anche consultando Wikipedia o altri siti a sfondo scientifico, difficilmente riusciamo a ottenere risposte chiare e comprensibili sui concetti complessi, in particolar modo se non possediamo una laurea in fisica.

Proviamoci allora, anche se occorre prendere l’argomento un po’ alla lontana… Continua a leggere

I Mac sono troppo costosi?

Diamo spesso per scontato che Internet sia una fonte eterna di informazioni. Invece, proprio come accade con le vecchie cose che mettiamo da parte, col tempo tutto si perde e, a causa della natura evanescente di cui sono composti i bit, tutto si dissolve. A parte gli articoli obsoleti e le bufale, naturalmente, ma questo sarà l’argomento di un differente post.

Nel 2004 sono incappato in un interessante articolo, scritto da Sandy McMurray su un sito ormai svanito chiamato corante.com. Si interrogava sul luogo comune, circolante ancora oggi, secondo il quale i Mac costano effettivamente troppo rispetto alle controparti PC.

Grazie ai miracoli dei backup sono riuscito a recuperarlo, perlomeno nella versione tradotta dal sottoscritto, e lo riporto in questa piccola sottosezione opzionale (per cui, se non ti interessa, chiudila e passa oltre). Continua a leggere

Millennium Falcon blueprints

Nell’attesa che i servizi postali di mezza Europa mi recapitino a casa tutti gli elementi per completare le modifiche al Millennium Falcon Lego, colgo l’occasione per parlare di un paio di libri, a mio avviso spettacolari, che molto hanno contribuito alla comprensione e realizzazione delle stesse.

Sono molto simili, entrambi descrivono fin nei minimi dettagli la struttura tecnica, gli armamenti, la disposizione dei componenti, il generale funzionamento della navetta, seppur lo facciano con approcci differenti. Continua a leggere

Loving MILF

“Viaggiare nell’iperspazio non è come spargere fertilizzanti da un aeroplano!”

Tutti gli articoli dedicati al set Lego Millennium Falcon UCS 2017:1


Lego Millennium Falcon

Tutti a bordo, si parte!
Giorno per giorno le fasi della costruzione di questo fantastico modello, che ha richiesto la bellezza di quasi 30 ore di impagabile divertimento.
Leggi →


Millennium serious MOC


Tutte le modifiche che ho finora implementato, comprensive di motivazioni e progetti Lego Digital Designer.
Leggi →


Millennium (old) MOC


I cambiamenti che avrei voluto apportare al set, ma che sono si sono stati in seguito migliorati come testimonia l’articolo precedente. Ho voluto tenerli come memoria storica, perché trovo molto divertente vedere quanto può evolversi una modifica nel tempo.
Leggi →


Millennium Table (habemus Papam)

Le impegnative fasi riguardanti la scelta di come esporre il Falcon: Appeso a un supporto? In una vetrinetta? Dentro un tavolino?
Leggi →


Ragione e passione (e anche un po’ di Iperspazio)


Nel 2007, quando è uscita la prima versione del Millennium Falcon UCS, avevo deciso di non comprarlo. Mi piaceva ma ritenevo non fosse sufficientemente caratterizzato.
Col nuovo, invece, è stato amore a prima vista. Questo articolo spiega le ragioni per cui l’ho comprato.
Leggi →


Millennium Falcon blueprints


Questo articolo non ha molto a che vedere col set Lego ma, dal momento che i manuali in questione mi hanno aiutato enormemente con le modifiche, direi che includerlo qui dentro male non fa.
Leggi →


  1. Che non è quello in foto. ;)

Millennium serious MOC

Finito!

Questo articolo riassume tutte le modifiche che ho apportato al Lego Millennium Falcon. :)

Il cockpit

29 gennaio 2018

La cabina di comando del Falcon è progettata male. Non è possibile inserire 4 personaggi perfettamente seduti perché Chewie ha la schiena sporgente e non entrano le gambe di C-3PO — o di chiunque gli stia dietro — il quale è costretto ad assumere la postura della piccola lavandaia o, se preferite, del raccoglitore seriale di saponette. Lo si può vedere anche sulla scatola del set:

London Bridge is falling down...

Inoltre non ci sono sedili. La cosa, oltre a essere un po’ umiliante, mette a rischio la sicurezza dell’equipaggio perché, per calcolare la rotta di un viaggio nell’Iperspazio, sono richiesti tranquillità e — soprattutto — un posto morbido su cui appoggiare le chiappe. Mi sono pertanto preso la libertà di inserire due sedili belli comodi (secondo lo standard delle minifig) per pilota e co-pilota e due così così per i passeggeri posteriori, perché loro mica devono guidare e possono anche soffrire un po’. Continua a leggere


  1. Anche perché spesso sono modifiche strettamente legate tra loro, oppure si agganciano la resto dell’aeronave in modo diverso rispetto al set originale.

Benché una disposizione del rettore proibisse a studenti e baccellieri di bere e gozzovigliare prima del calar del crepuscolo, a Oxenfurt si beveva e si gozzovigliava sempre, ventiquattr’ore su ventiquattro, perché è noto che, se c’è qualcosa che può aumentare la sete ancor più del processo di assimilazione del sapere, è la proibizione completa o parziale di bere.

Il sangue degli Elfi — Andrzej Sapkowski
 

Questo avviso serve a ricordare ai visitatori di lingua inglese come tradurre le pagine del sito. :)


For my english friends

Sorry, this website is completely in Italian. However, you can test your luck with Google translator clicking the paper-shape icon on the top bar. :)