Tutti a tavola!

Oggi ho cominciato l’ampliamento del Salone di casa Baggins.
La prima cosa che ho fatto è stata montare la porta versione 21

Versione 2 - Fronte.
Versione 2 – Fronte.

In tutta sincerità preferisco di gran lunga assi reali al posto di quelle disegnate. Ho anche invertito l’apertura del cancello, mi sembrava più naturale.

Versione 2 - Retro.
Versione 2 – Retro.

Una volta agganciata ai cardini la differenza con quella rotonda (versione 1) è minima. Gli spigoli si confondono col muro retrostante, pertanto il look finale non ne risente.

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Un tetto sopra la testa

Questo sarà un articolo brevissimo, perché in fondo non c’è poi molto da dire.

Le modifiche a casa Baggins sono ormai pressoché ultimate. Ho ordinato tutti i pezzi necessari e nelle prossime settimane dovrebbero arrivare.
Il problema è che stare con le mani in mano è difficile, ho quindi deciso di apportare qualche miglioria al tetto della casa. Che poi tecnicamente più che un tetto è proprio il terreno, perché i buchi hobbit vengono scavati dentro le colline.

Modello originale.
Modello originale.
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Si racconta che la prima reazione del signor Huddleston al cablogramma fu «una veemente e vigorosa imprecazione, provocata dalle tensioni del momento e dall’ora tarda». Si dice inoltre che parlò a lungo della nazione francese, della cultura francese e delle abitudini igieniche personali della popolazione francese.

Il signor Bradford, ancor più eloquente, si disse convinto dell’innaturale passione francese per i rapporti intimi con animali da cortile.

La grande rapina al treno — Michael Crichton

Erbe aromatiche e coniglio al ragù

Ricapitoliamo: Scopro che cinque anni fa Lego rilascia un set dedicato a casa Baggins. Io adoro Tolkien e, in particolare, lo Hobbit per cui devo averlo. Per una botta di culo inaspettata lo pago più o meno il prezzo originario. Nel libro però i Nani sono tredici, qui ne vengono forniti soltanto quattro. Comincio una frenetica ricerca che mi porta a pagarli sostanzialmente il doppio della casa. Finalmente, dopo altre peripezie più o meno degne di nota, arrivano tutti1.

Missione compiuta e via a inventarmi qualcos’altro di nuovo? Ma manco per il cavolo! Adesso è necessario riuscire a sistemarli tutti all’interno di quel minuscolo buco Hobbit2.

Hmmm… come procedere? Semplice, lancio il fedele Lego Digital Designer e mi metto al lavoro…

Versione originale
Versione originale
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  1. Compreso un Gandalf extra, perché una volta all’interno mica può tenersi addosso il cappello, serviva la versione con i capelli del set Lego 79005: The Wizard battle.

  2. Buco sì, ma “non brutto, sudicio e umido, pieno di vermi e intriso di puzza, e nemmeno un buco spoglio, arido e secco, senza niente su cui sedersi né da mangiare: era un buco-hobbit, vale a dire comodo…”

Mentalmente lascio il campo. Vado in montagna, affitto una baita, mi preparo un’omelette, mi siedo con i piedi alzati, respiro il profumo di neve della foresta. Mi dico: se vinco questo match mi ritiro. E se perdo questo match mi ritiro lo stesso.

Lo perdo.

Non mi ritiro. Anzi, faccio l’esatto contrario.

Open — Andre Agassi