Pompieeereee!!

Questo è un micro-articolo. Mi sono ritrovato a fare ordine sulla scrivania ed è spuntato questo progetto Ghostbusters.

Poco più di un annetto fa mi sono cimentato in un esperimento accademico, ovvero ricreare la facciata della caserma dei pompieri Ghostbusters1 in modo da poterla esporre come sfondo della Ecto-1.
È un progetto che ho presto abbandonato in quanto i costi di costruzione tendevano pericolosamente al doppio zero.

Alcune settimane fa ho però ripreso in mano il progetto. Non sono ancora convinto di volerlo portare a termine ma mi è venuta la curiosa idea di completarlo, aggiungendogli così anche una parete posteriore.

Edificio completo

In sostanza ci ritroviamo con una caserma completa, profonda però circa un terzo dell’originale e, a differenza di quest’ultima, con un retro decente. Continua a leggere


  1. Il set Lego è infatti troppo grande, nonché costoso!

So we sailed up to the sun

Dopo svariati anni che ammiravo la scatola dello Yellow Submarine sulla mensola dei set illibati1 ho deciso che oggi fosse finalmente la giornata giusta per aprirla.

La scatola

Trattasi del progetto Ideas2 numero #15 (21306) ovverosia il celebre sottomarino giallo dei Beatles, divenuto famoso grazie al psichedelico film del 1968.
La particolarità di questo set riguarda la frizzante esplosione di colori e le fantastiche minifig esclusive che mettono allegria solo a guardarle.

Le buste

È composto in tutto da 5 bustine e, come da tradizione, ne monterò una al giorno. Continua a leggere


  1. = sigillati.

  2. Un portale Lego in cui gli utenti propongono, per l’appunto, idee e, qualora vengano accettate, diventano set ufficiali.

“Capo Rosso, qui Capo Oro: iniziamo la corsa d’attacco!”

Lo scorso settembre Lego ha rivelato al mondo l’ultima evoluzione del Millennium Falcon UCS (da me chiamato amichevolmente MILFone).
Evidentemente le vendite sono andate benino1, cosa che sta spingendo la casa danese a sfornare astronavi Star Wars come se non ci fosse un domani.

La scatola

Una di queste è il nuovissimo Y-Wing 75181. Non un Y-Wing qualunque naturalmente, ma proprio quell’Y-Wing lì! Cioè quello pilotato nella battaglia di Yavin da Capo Oro, aka il capitano Jon “Dutch” Vander, nel suo vano tentativo di far esplodere la prima Morte Nera. Quindi una delle navette più iconiche dell’intera saga. Continua a leggere


  1. È un eufemismo naturalmente, si fatica ancora oggi a trovarlo in vendita sullo store a causa delle troppe richieste!

Il cockpit del Millennium Falcon

Il Millennium Falcon, nel corso dei tre film della trilogia originale, ha subìto numerose modifiche. Una delle più rilevanti, anche se in pochi la notano, è stato l’aumento delle zampe di atterraggio da cinque a sette.

Oggi, mentre come sempre perdevo tempo su Facebook, ho notato un confronto tra la suddetta trilogia e il nuovo film su Han Solo che uscirà domani al cinema:

Episodio IV sopra, Il nuovo film ''Solo'' sotto
Episodio IV sopra, Il nuovo film “Solo” sotto

Come è facile notare, al di là della differente angolazione dell’inquadratura (e del quadro strumenti, ma vabbè), c’è una sostanziale discrepanza nei riquadri del parabrezza1. Nello specifico, questo particolare:

Nel fotogramma sopra, preso da Episodio IV (una nuova speranza) c’è un vetro unico, in quello sotto sono due pannelli. Continua a leggere


  1. Chiamiamolo così, dai! :)

Nano Shuttle

Ho un debole per le creazioni Lego in scala nano.

Il concetto è semplice: costruire un oggetto utilizzando il minor numero di pezzi possibile, danzando su quella linea di confine tra la massima semplificazione e un accettabile grado di riconoscibilità.

Ecco quindi la mia versione dello Space Shuttle.

Non si tratta di un progetto 100% originale. Sulla rete ne esistono numerose varianti. Però questa è la mia personale interpretazione. :) Continua a leggere

Il fenomeno e la pippa

Sabato tarda mattinata. Arrivo in piscina, ma non ho una gran voglia di nuotare. Mi sono già allenato per tre ore tra bici e corsa, sono lì per sciogliermi un po’. Chiedo se per caso c’è posto per un massaggio, quelli da 25 minuti, giusto per recuperare in vista dell’allenamento del giorno dopo.

Fortuna vuole che ci sia posto.

Bene, due bracciate, saunetta e massaggio, chi mi ammazza!

Appuntamento con il fisioterapista alle 12:15, arrivo puntuale.

Si presenta un omino di colore, magro, giovane sui 30. Tra me e me penso “Questo mi fa il solletico da quanto è smunto. E vabbè dai proviamo”.
Arrivo in cabina, lui gentilmente mi chiede cosa voglio fare, io con un po’ di tono dico “gambe e schiena… un defaticante”.

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Siccome recentemente i mattoncini danesi hanno raggiunto un ragguardevole livello di presenze su questo blog, ho deciso che è finalmente giunto il momento di riconoscergli ufficialmente tale traguardo.

Pertanto da questo momento tutti i relativi articoli (quasi una trentina) abbandoneranno la categoria SVAGO per conquistarsene una nuova di zecca: LEGO. :)

Sparisce di conseguenza l’omonimo tag.

Amazfit Bip: le mie watchfaces


Ormai avete imparato che questo blog procede a ondate tematiche. C’è stato il periodo libri, con Tolkien in prima fila, poi è arrivato il Lego e adesso siamo in piena fase fitness. Come ho scritto qui mi sono regalato un nuovo smart band e, come ho spiegato qui, gli si possono mettere quadranti personalizzati.
Dal momento che, come al solito, non trovo mai cose che mi piacciano al 100%, me li sono fatti da solo. Questo articolo raccoglie (e raccoglierà, se non sarò troppo pigro) tutte le mie creazioni a riguardo.
Per installarle sul vostro Amazfit Bip scaricatele e seguite la mia guida (vedi sopra), o quelle generiche che si possono trovare su Google. Continua a leggere

Smart Trapper

All’inizio erano sostanzialmente una moda. Poi si è capito, che presi con moderazione e con lo spirito giusto, i “braccialetti elettronici” rappresentavano un ottimo strumento motivazionale per tenerci (un po’ più) in forma. Oggi stanno diventando uno strumento indispensabile: così come gli smartphone hanno lentamente mandato in pensione le macchine fotografiche, i moderni smartwatch e sport tracker (ma hanno una infinità di nomi: smartband, fitness band, ecc.) minacciano di fare lo stesso con i nostri amati orologi.

Pip-Boy 3000... Prima o poi ci arriveremo! :)

Questo non sarà un articolo sulle differenze tra i vari dispositivi, anche perché comincia a essere difficile classificarli; diciamo che in linea di massima si dividono in due grandi famiglie: quelli che di fatto sono piccoli computer, in grado di far girare le più svariate applicazioni (tipo Apple Watch per intenderci), e quelli il cui unico scopo è curare il nostro benessere fisico. I primi vanno mediamente caricati una volta al giorno (massimo due o tre), i secondi possono durare anche (oltre) un mese con una singola carica.

A me interessano i secondi. Combatto già abbastanza con computer, tablet e smartphone per avere la forza di incazzarmi con un ulteriore oggetto del demonio. Quel che è certo è che, una volta entrati in questo mondo, non se ne esce più.

Di seguito la mia esperienza personale con questi interessanti dispositivi.1 Continua a leggere


  1. Nota: L’anno indicato si riferisce a quando li ho utilizzati, non a quando sono usciti.

Watchface personalizzate con Amazfit Bip e iOS

Aggiornamento: 25 Agosto 2018

È ora disponibile un’app iOS che, oltre a svolgere altre utili funzioni, consente di poter assegnare in modo pratico e veloce le watchfaces al Bip.
La procedura sottostante, per quanto complessa, rimane comunque valida.

Scarica AmazTools per iOS

Amazfit BipL’Amazfit Bit è un piccolo gioiellino. A una frazione del costo dei fitness tracker più rinomati offre un’autonomia infinita, un grande display always on, un GPS integrato e una discreta integrazione con lo smartphone.

È inoltre possibile personalizzarlo con diversi quadranti aggiuntivi, denominati watchface. Il telefono ne ha una decina preinstallati — alcuni accettabili, altri orripilanti — a cui se ne aggiungono ulteriori dieci tramite l’applicazione ufficiale Mi Fit.

Su questo fronte con Android si apre un intero mondo: esistono svariati editor e siti Web straripanti di watchface installabili. Con iOS, invece, fino a oggi era la desolazione di Smaug. Non esiste un singolo forum nel quale qualcuno abbia pubblicato un tutorial dedicato ai poveri possessori di un iPhone o un iPad. Continua a leggere

 

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