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La Mappa del Malandrone

Il mio rapporto con Harry Potter non è mai stato dei migliori, ma recentemente mi sono lasciato sedurre dalla magia di MinaLima e mi sto pertanto riavvicinando al mondo della stregoneria.

C’è però un oggetto che mi ha sempre affascinato all’inverosimile ed è la famosa mappa del Malandrino, che mostra in tempo reale la posizione di tutti i principali personaggi all’interno del castello di Hogwarts.

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Viaggi nella Terra di Mezzo

È iniziato tutto con la Supermappa. La stimolante idea di condensare tutti gli spostamenti dei personaggi dello Hobbit e del Signore degli Anelli all’interno di un’unica mappa ce l’avevo da un bel po’, e finalmente sono riuscito a realizzarla.

Sono contento, mi piace e l’ho appesa nella stanza TV. È però un po’ scomoda da consultare, date le dimensioni (80×60 cm). Io leggo principalmente a letto per cui non mi andava di alzarmi ogni volta, oppure di tenere una Supermappa a mo’ di coperta. Per cui, dopo averci rimuginato sopra per qualche settimana, le ho dato una nuova forma.

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Le mappe dello Hobbit

A differenza della travagliata storia delle mappe del Signore degli Anelli (solo quest’anno Bompiani è riuscita a includerle tutte e tre nel suo nuovo volume unico, benché molto, molto, molto brutte), lo Hobbit le ha sempre avute tutte, già tradotte sin dalla prima edizione.

Siccome ne avevo bisogno per un progetto di cui vi parlerò tra circa un mesetto, perché per il momento è super top secret (ora posso svelarlo, è questo), e mi servivano originali, ho cominciato a scartabellare tutte le mie edizioni italiane per trovare quelle stampate meglio.

E, indovina un po’? Le migliori in assoluto sono quelle allegate alla prima edizione italiana pubblicata da Adelphi nel 1973! Sì, lo so, è ridicolo: dover prendere un libro di mezzo secolo fa perché Bompiani non si è mai sbattuta per inserire mappe qualitativamente decenti nelle proprie edizioni.

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I Percorsi dell’Anello

Chi frequenta con maggiore o minore assiduità la Terra di Mezzo sa che esistono due volumi straordinari, spesso definiti companion perché accompagnano e completano la lettura dell’opera magna di J.R.R. Tolkien (ma anche gli altri suoi racconti). Il primo è L’Atlante della Terra di Mezzo di Karen Wynn Fonstad; il secondo, I Viaggi di Frodo di Barbara Strachey, sarà il protagonista del presente articolo.

Qual è la differenza tra i due?

L’Atlante della Terra di Mezzo (o degli Hobbit, nel caso della mia personale reinterpretazione) rappresenta l’approfondimento più solido e strutturato. È un’opera impegnativa, che richiede una consultazione lenta e ponderata: non si limita a tracciare i confini geografici, ma seziona il mondo di Tolkien attraverso piante architettoniche, sezioni di edifici e analisi geologiche. È lo strumento ideale per chi desidera immergersi totalmente nella complessità fisica di Arda, comprendendo non solo dove si svolgono i fatti, ma come sono costruiti i luoghi che li ospitano.

Di carattere opposto è i Viaggi di Frodo, una guida preziosa e decisamente più dinamica. Qui il focus è interamente rivolto ai percorsi: le sue tavole, agili e di immediata lettura, fungono da diario di bordo quotidiano della Compagnia. È un compagno di viaggio discreto che permette di verificare in pochi istanti la posizione dei protagonisti e il tempo trascorso, rendendolo perfetto per una consultazione rapida che non interrompa il ritmo incalzante della narrazione.

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La Supermappa della Terra di Mezzo

La Supermappa è nata così: qualche settimana fa mi è passata per la testa l’idea di creare una mappa gigantesca della Terra di Mezzo1E intendevo grande davvero: 120 x 80 centimetri, il doppio delle mie mappe più grandi… in pratica l’equivalente di un tavolo da cucina. che potesse includere sia la nomenclatura classica Alliata/Principe che quella nuova di Fatica, in cui inserire un numero spropositato di dettagli (possibilmente tutte le informazioni contenute nelle mappe della Contea e di Rohan-Gondor-Mordor):

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Un dettaglio del "contrattone"

Da sempre mi piace ideare e costruire mathom.1Mathom è un termine hobbit che significa “oggetto che non ha una particolare utilità ma che non si vuole buttare via“. :) Dalle mappe ai contratti, dai segnalibri ai veri e propri libri, dagli esperimenti col legno al completo (ri)montaggio di interi film.

Se ti piace quello che scrivo, o (se non ti piace ma) sei affascinato dalle mappe e dagli altri curiosi oggetti cartacei che realizzo, puoi sostenere questo piccolo blog con una piccola donazione, oppure acquistando qualcuno dei miei lavori. :)

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Le domande più frequenti:
Posso vendere tutte le mappe?

Come avrai sicuramente letto sul blog, disegno mappe per divertimento. Non è per me un lavoro ma un semplice hobby. Quando mi è possibile condivido volentieri i miei scarabocchi perché so che, come me, ci sono tantissimi lettori non soddisfatti delle stampe incluse all’interno di alcuni libri. Sfortunatamente non tutto è legalmente vendibile. Questo perché i diritti commerciali di molte proprietà intellettuali, come quelle di Tolkien o Martin, sono protetti da agguerrite schiere di avvocati molto facili alle minacce e all’azione.

Poi capisco benissimo che certi limiti sono assurdi. Nessuno vuole istituire un mercato illegale di mappe o fare concorrenza alle grandi società editoriali. Tutti i disegni che ho realizzato li ho fatti principalmente per me stesso, per meglio seguire le vicende narrate nei libri e comprendere bene tutta la geografia di questi meravigliosi mondi. E so molto bene che, se qualcuno desidera uno dei miei lavori, è unicamente per stretto uso personale.

In ogni caso, se sei interessato a qualche lavoro in particolare, contattami comunque e vediamo se riusciamo a trovare una soluzione. :)

Che carta utilizzi per stampare le mappe?

Generalmente per le mappe medie (50 x 35 cm) e grandi (80 x 35 cm) e superiori utilizzo una carta bianca da 120 grammi.

Per la mappa Watercolor e le sue varianti mi avvalgo di una carta pregiata da 190 grammi, perché è necessaria una qualità superiore per far risaltare al meglio i colori vibranti che la contraddistinguono.

Nel caso avessi preferenze particolari sulla tipologia di carta, fammelo sapere.

I costi delle mappe

Cerco di tenere i prezzi più bassi possibile ma, dal momento che non stampo mappe a livello industriale, non ho tutte quelle agevolazioni (e sconti) che si otterrebbero normalmente ordinando centinaia o migliaia di copie. C’è un omino nella tipografia che mi dedica il suo tempo: prende il singolo ordine, effettua la stampa e taglia la mappa in misura. Poi io mi devo recare a Roma (abito sul lago di Bracciano) a prendere fisicamente la mappa e prepararla per la spedizione. Quindi ogni mio lavoro include tanto amore, tempo e buona volontà (prima, durante e dopo la realizzazione).

Non lo dico per spaventarti, ma solo per metterti al corrente della realtà produttiva artigianale.

In linea di massima sono disponibili tre dimensioni per le mappe:

  • Formato piccolo (dimensioni A4): 12 euro;
  • Formato medio (50 x 35 centimetri): 25 euro;
  • Formato grande (80 x 60 centimetri): 35 euro;
  • Le mappe molto colorate richiedono un tipo di carta più pesante e pregiato (vedi la sezione “che carta utilizzi?), per cui il costo della dimensione media e grande è rispettivamente di 30 e 40 euro.2Sorry, non dipende da me. La carta da 190 grammi costa più della stampa stessa!

Posso realizzare anche mappe e disegni con misure personalizzabili, la dimensione massima può raggiungere i 133 x 100 centimetri.

Naturalmente, più mappe (o altri lavori) acquisti, più ti posso venire incontro con qualche sconto cumulativo. :)

Nota: all’inizio del 2025 la tipografia mi ha comunicato un aumento di tutte le stampe di alcuni euro e, seppur a malincuore, mi vedo costretto ad adeguare i costi dei miei lavori.

I costi di spedizione

Per quanto riguarda le stampe di medie e grandi dimensioni utilizzo un robusto tubo di cartone, e spedisco con corriere Bartolini 24/48 ore. Il costo è di 10 euro (tubo compreso). L’invio di pacchi che non comprendono il tubo viene 7 euro.

È possibile assicurare la spedizione con un costo extra di 5 euro, puoi leggere maggiori informazioni a riguardo in questo articolo (ti consiglio di farlo perché è molto importante).

In alternativa, se hai un tuo corriere di fiducia, puoi pagarmi il costo del tubo e farlo venire a ritirare al mio indirizzo.

Come ultima possibilità, se abiti in provincia di Roma, ci possiamo incontrare qui da me e potrai prendere il tutto senza alcun sovrapprezzo.

Metodi di pagamento

Per il pagamento accetto sia il bonifico bancario che PayPal (preferibilmente la formula “amici e familiari” così non si trattengono una percentuale e posso farti prezzi più bassi).

Quello dei due che ti è più comodo.

Accettazione con riserva

Nel caso in cui il corriere ti dovesse consegnare il pacco con qualche difetto (strappi, buchi, schiacciamenti o qualsiasi altro danno sospetto, anche lieve) è molto importante che lo accetti CON RISERVA. Devi espressamente comunicarlo al corriere prima di prenderlo in consegna e ti devi assicurare che l’abbia registrato correttamente sul sistema (nel caso dovesse fare storie, tira fuori il cellulare e registra un video inquadrando il pacco, il corriere e la tua richiesta di riserva).

Questo è l’unico modo per avvalersi della possibilità di ottenere qualsiasi rimborso per la spedizione stessa e per il contenuto del pacco. Purtroppo i corrieri cercano sempre di svicolare quando ci sono problemi con la consegna.

Vendi copie digitali dei tuoi lavori?

No.

Mi piacerebbe esserti di aiuto, ma da alcuni anni ho preso la decisione di non far circolare copie digitali dei miei lavori a causa di spiacevoli inconvenienti che si sono verificati nel tempo (ho trovato alcuni miei disegni in vendita su siti tipo Etsy ed Ebay). Mi sento pertanto più a mio agio nel vendere unicamente le versioni cartacee.

Comprendo che ci sono tantissime persone oneste al mondo, purtroppo non ho modo di conoscerle; per cui mi sono dato una regola generale da seguire, valida per tutti.

A seconda delle dimensioni dei fogli e della quantità di stampe posso cercare di venirti incontro con i costi.

Se hai bisogno di un consiglio, scambiare quattro chiacchiere, o se vuoi qualcosa di personalizzato puoi contattarmi a questo indirizzo email. Ci sono tante cose che posso realizzare, come per esempio copie delle sovraccoperte di libri non più in produzione, o mappe non soggette a licenza, o segnalibri, o qualsiasi altra cosa; non hai che da chiedere e una soluzione la troviamo di sicuro. :)



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Diario di un Contratto da Scassinatore (il making of)

Quando ho realizzato il Contratto da Scassinatore (per via di varie vicissitudini e inesperienza ci ho impiegato circa una settimana), ho giurato a me stesso che mai più mi sarei imbarcato nell’impresa di crearne un altro.

E infatti, siccome sono un uomo di parola, negli ultimi due giorni è proprio quello che ho fatto: sono stato contattato da un ragazzo, come me grande amante di Tolkien, a cui sarebbe piaciuto averne una copia (mi auguro lo utilizzerà in modo legale, e solo con Hobbit di comprovata moralità) e ne ho apprezzato l’entusiasmo. Che poi è la stessa passione che ha spinto me a intraprendere questo simpatico progetto.

Ho deciso così di tenere un piccolo diario di costruzione, per mostrare il lavoro che c’è dietro e fornire un aiuto visivo a chi volesse cimentarsi nella stessa impresa.

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La matta della Contea

Pensavo di aver ormai concluso il mio lavoro sulle mappe della Terra di Mezzo: avevo riprodotto tutto ciò che mi ero prefissato e non pensavo ci fossero più sorprese dietro l’angolo; invece, come un fulmine a ciel sereno, ne è comparsa una di cui ignoravo completamente l’esistenza

Si tratta di un disegno, a opera del bravissimo Francesco Bisaro, che è apparso solamente nella versione italiana DeLuxe del Signore degli Anelli (quella illustrata da Alan Lee) e al momento estremamente difficoltosa da reperire:

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Arriva il Beleriand!

Sono passati parecchi anni da quando ho letto il Silmarillion e, avendo recentemente acquistato una splendida versione rilegata con illustrazioni di Ted Nasmith, ho deciso che è giunta l’ora di un nuovo viaggio nelle prime due Ere di Arda.

La mappa allegata al libro (anche quella della versione DeLuxe) l’ho sempre trovata molto povera: è piccola, monocromatica e piuttosto pasticciata, così ho deciso di rifarmela da solo, tenendo da una parte la versione inglese e dall’altra quella italiana (e il sempre immancabile Atlante degli Hobbit per ulteriori aggiunte).

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I segnalibri della Terra di Mezzo

Non sono impazzito: non comincerò a creare centrotavola, sottobicchieri, magliette o tazze con le mappe di Tolkien. Ho solo fatto di necessità virtù e ho realizzato alcuni simpatici segnalibri.

È successo semplicemente che, in questo periodo di tensione generale e reclusione forzata a causa di quel virus — lo specifico perché magari fra tre anni non ce ne ricorderemo nemmeno più, (speriamo!) – mi sono ritrovato a leggere ben sei libri contemporaneamente e sono rimasto a corto di cartoncini segnapagina.

Così, invece di ricorrere a Post-it, fogliacci, scatole della pizza o alla coda del gatto, ho deciso di ridurre e adattare alcuni dei miei lavori, rendendoli utili anche al di fuori del semplice orientamento nella Terra di Mezzo.

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La mappa di Rohan, Gondor e Mordor

Al momento della pubblicazione dell’edizione inglese del Signore degli Anelli, Tolkien aveva previsto tre mappe da includere all’interno dei libri:

Gli editori italiani, tuttavia, hanno sempre preferito includere solo l’ultima, non so se per pigrizia (molti luoghi dovevano essere necessariamente tradotti) o per risparmiare qualche lira/euro/moneta nanica.

La mia nuova missione, quindi, ha vertuto (come suona male, sembro Fatica) sul farmi da solo tutto ciò che mancava, per cui eccomi qui a parlare della seconda mappa del libro inglese, ovvero il dettaglio delle regioni di Rohan, Gondor e Mordor, nelle quali avviene buona parte delle vicende narrate nella seconda parte del libro.

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La mappa della Contea

J.R.R. ha scritto il Signore degli Anelli prevedendo l’inclusione di numerose mappe (addirittura cinque nelle intenzioni iniziali), per consentire ai lettori di seguire agevolmente gli spostamenti dei numerosi personaggi.

Alla pubblicazione del libro, il 29 luglio del 1954, queste si sono ridotte a tre, e hanno sempre fatto parte di tutte le edizioni inglesi e americane (e, probabilmente, anche in altre lingue):

Indovina un po’ come è andata qui da noi? Per contenere i costi ce ne siamo beccati soltanto una, l’ultima delle tre; bellissima e onnicomprensiva, però troppo poco dettagliata sulle corte distanze. E infatti, ogni volta che rileggevo il libro, mi perdevo buona parte delle meraviglie della prima parte del viaggio.

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Scassinatore cerca buon lavoro e con ragionevole ricompensa

Quando si parte per una nuova Avventura, è sempre buona norma portare con sé il fazzoletto, un sacchetto di ottima Erba Pipa1Consiglio caldamente varietà rinomate, tipiche della Contea e dintorni, quali la Stella del Sudil Vecchio Tobia oppure la Foglia di Pianilungone. – naturalmente anche la pipa! – ma, soprattutto, preservare l’integrità di tutti i propri beni: vuoi quelli che porteremo con noi, vuoi tutto ciò che lasceremo indietro, stipulando un solido contratto assicurativo con una società rispettabile e affidabile.

Bilbo questo non lo ha fatto, e sappiamo bene tutti i guai nei quali è incorso quando ha finalmente fatto ritorno nella Contea, dopo il suo lungo viaggio fino a Erebor.

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La prima, prima edizione

Sottotitolo: Eccallà, doveva succedere…

Il 21 settembre del 1937 usciva in Gran Bretagna la prima edizione dello Hobbit. Non era un’edizione brutta, sudicia e umida, piena di vermi e intrisa di muffa, e nemmeno un’edizione spoglia, arida e scarna, senza niente da leggere o da sfogliare: era un’edizione hobbit, vale a dire comoda.

Stampata con una tiratura di sole 1500 copie presentava, stampata in quattro colori (a opera dello stesso Tolkien), una meravigliosa sovraccoperta sulla quale, in modo estremamente schematico, era raffigurato l’intero viaggio della Compagnia di Thorin Scudodiquercia verso la Montagna Solitaria. A dirla tutta, nel disegno originario di Tolkien c’erano cinque colori — il drago Smaug e il sole avrebbero dovuto essere rossi — ma l’editore, George Allen & Unwin, ha ritenuto l’aggiunta di una quinta tonalità troppo dispendiosa.

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La calligrafia della Terra di Mezzo

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TUTTOTOLKIEN

Questa pagina ha lo scopo di raccogliere e (tentare di ordinare) tutti gli articoli su J.R.R. Tolkien che ho pubblicato nel corso degli anni.

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Il mio tesssoro!

Con il permesso di Mian, ho fatto una piccola pazzia.1Non necessariamente in questo ordine… ;)

Copertina

Il gioiellino nella foto ha quasi cinque decadi, ed è la prima edizione italiana dello Hobbit (Adelphi, ottobre 1973). È un libro che amo più di (quasi) qualsiasi altra cosa al mondo.

Certo, mi sarebbe piaciuto (e mi piacerebbe tuttora) avere 16.000 euro a disposizione per poter entrare in possesso della prima edizione inglese, stampata in sole 1500 copie; ma già così ho raggiunto il mio personalissimo Santo Graal, che inseguivo da fin troppo tempo. :)

L’occasione si è presentata sotto forma di un’asta su Ebay, in un periodo in cui sto cercando di vuotare il ripostiglio dalle centinaia di cianfrusaglie che si sono accumulate negli anni ma che, essendo ancora perfettamente operative, non ho mai avuto il cuore di gettare via.

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Allora, ricapitolando…

Mappa della Terra-di-Contorno
Apri il link in un nuovo pannello per una risoluzione più elevata.

“Ricapitolando”… libro… Afferrata la sottile ironia? ;P

Vabbè, veniamo al dunque. Come ho già affermato in questo articolo ho scritto un libro1Disponibile anche in versione brossurata e con copertina rigida (in realtà le edizioni fisiche non esistono più da un po’ di tempo)., una parodia del Signore degli Anelli.
Potrebbe esistere un racconto fantasy senza la relativa mappa?
Sì, però ho deciso di crearla lo stesso.

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O la ri-riconquista del tesoro

Mappa di Thorin
La mappa di Thrór, dello Hobbit

Mi rendo conto che alla mia età fare queste cose è un po’ infantile, ma non ho mai detto di essere cresciuto. :)

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