
A Natale mi sono regalato un carro armato. Beh, non uno intero… già non ho spazio per i Lego, figurarsi per un veicolo grande quanto una stanza. Mi sono comprato un pezzettino di carro armato: un carro armato russo.
Tre uomini e una bomba

Il T-72, semovente sovietico progettato negli anni ’70, è il perfetto esempio di ingegneria pragmatica: semplice, robusto e costruito in quantità industriali. Più compatto e leggero dei corazzati occidentali, pesa circa 41 tonnellate, monta un motore diesel da 780 cavalli e richiede un equipaggio di sole tre persone grazie al caricatore automatico del cannone da 125 mm. Rispetto a mezzi coevi come l’M1 Abrams statunitense è meno sofisticato sotto il profilo elettronico, ma proprio questa semplicità ne facilita la manutenzione e ne ha favorito la diffusione. La corazza inclinata offre una discreta protezione, anche se la disposizione delle munizioni sotto la torretta lo rende vulnerabile: se colpito nel punto sbagliato, si trasforma in una trappola mortale per l’equipaggio.

Negli ultimi quattro anni, durante l’Invasione russa dell’Ucraina, attorno al T-72 si sono viste strategie molto ingegnose. Le forze di Kiev hanno spesso recuperato mezzi abbandonati o catturati, rimettendoli in funzione a proprio vantaggio. In altri casi li hanno sabotati, minati o usati come esche; ci sono stati episodi in cui venivano modificati o marcati per confondere il nemico, sfruttando il caos del campo di battaglia. Più in generale, oltre allo scontro diretto, il T-72 è diventato l’elemento di una guerra “ingegnosa”, dove contano adattamento e uso creativo delle risorse disponibili.
Chiedimi se sono felici
Prima della guerra la russia1È un nome e dovrebbe avere l’iniziale maiuscola, ma non qui sul mio blog. disponeva di circa 2.000–2.500 carri armati T‑72 operativi, con diverse migliaia di unità in riserva nei depositi. Durante il conflitto in Ucraina si stima che 4.000–6.000 siano stati distrutti, abbandonati o catturati.
Aspetta… come si possono perdere più carri di quanti se ne avessero all’inizio?
Un lettore attento
La spiegazione è che, nel tempo, sono stati rimessi in servizio quelli di riserva, che a loro volta sono andati perduti, portando così le perdite totali a superare il numero iniziale: circa il 160–300%. Considerando invece l’intero parco storico dei T-72 dell’unione sovietica, si arriva a una perdita compresa tra il 40 e il 70% degli esemplari complessivi. (in un’operazione speciale, ricordo, che sarebbe dovuta durare tre giorni).
Tuttavia non è (ancora) il carro armato più distrutto della storia perché il primato spetta al T-34, sempre sovietico, durante la seconda guerra mondiale: ben 44.000 esemplari.
Che dire? Non verranno di sicuro ricordati per la longevità dei propri mezzi questi орки della steppa!2Orchi (Orky) è il termine con cui gli ucraini si riferiscono ai russi. Deriva chiaramente da Tolkien: un’orda brutale, disorganizzata e distruttiva, agli ordini di un Oscuro Signore.
Così è la vita
Sostengo l’Ucraina dall’inizio di questa follia, effettuando donazioni e acquistando i prodotti atti a supportarne la resistenza. A dicembre, curiosando distrattamente su Etsy alla ricerca di un regalo per Mian, mi sono imbattuto in un piccolo oggetto che mi ha colpito per la sua genialità: parti di carri armati russi non più funzionanti vengono regolarmente prelevate da depositi o dai luoghi in cui sono stati abbandonati dopo i combattimenti. Alcuni artigiani le tagliano in piccoli rettangolini e le incidono con precisione al laser, aggiungendo testi, simboli o disegni come il tridente ucraino, trasformandoli così in piccole opere d’arte moderna.

Questo popolo ha dimostrato sin dall’inizio del conflitto una notevole capacità di adattamento, ma anche una pungente ironia. È profondamente significativo vedere un oggetto nato come dispensatore di morte trasformarsi in qualcosa di innocuo, quotidiano e pacifico; un ribaltamento silenzioso, ma estremamente eloquente. E, con quell’efficace Recycled in Ukraine, anche molto sarcastico.3Tipo il celebre vaffanculo presso l’isola dei Serpenti alla nave ammiraglia Moskva, poi affondata qualche mese dopo proprio dai discendenti dei Cosacchi.
Ma ciò che conta realmente è la motivazione concreta dietro l’acquisto: parte dei proventi di questo portachiavi viene impiegata per aiutare il paese dei girasoli a prevalere in una guerra assurda che merita di vincere.

Così, quello che potrebbe sembrare solo un oggetto curioso diventa anche un modo semplice e simbolico per contribuire, nel proprio piccolo, a qualcosa di molto più grande.